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IL MAESTRO CHE INSEGNAVA CON I FRANCOBOLLI

di Danilo BOGONI


In mostra al Fioroni di Legnago quaderni, ricerche, cartoncini con l’alfabeto e la tombola realizzati a partire dal 1948 da Gastone Rizzo e dagli alunni delle elementari di Aselogna, Maccacari, Sanguinetto, Sustinenza

A volte basta poco, un francobollo, per diventare una sorta di mito. E’ questo che è accaduto al maestro Gastone Rizzo, da anni trasferitosi a Parma, che è e resta l’incontrastato “maestro dei francobolli.” E’ stato grazie a lui che negli Anni Cinquanta, ma anche prima, del secolo scorso, che paesini come Aselogna, Maccaccari, Sustinenza e Sanguinetto ebbero il loro momento di gloria. Che prosegue anche ai giorni nostri. Com’è testimoniato dalla mostra: “Il maestro dei francobolli – Didattica e filatelia”, curata dal Circolo filatelico e numismatico “Sergio Rettondini” e dall’Unione stampa filatelica italiana, ospitata al Museo Fioroni e comprendente quaderni, ricerche, cartoncini con l’alfabeto e perfino una tombola filatelica.
Ma andiamo per ordine. Di Marega, “piccolo paese della bassa veronese, posto tra Legnago, uno dei vertici del famoso quadrilatero austriaco, e Montagnana, grosso centro del padovano, celebre per la sua ben conservata cerchia di mura medievali”, nel 1940 il giovane Gastone Rizzo ottenne “l’agognato diploma magistrale.” In quello stesso anno, e fino al 1943, venne assunto come “insegnante supplente in tre diverse scuole elementari del veronese. E subito, come “mezzo di interesse didattico” cominciò ad usare i francobolli. Ottenendo immediatamente eccellenti risultati. “Invece del sillabario si studiano i francobolli”, titolava “Il Messaggero” di Roma, in edicola il 27 marzo 1951. “Fa scuola con i francobolli”, era invece il titolo del settimanale “Oggi” che nel mese di maggio di quello stesso anno pubblicò un articolo a firma di Silvio Bertoldi nel quale veniva sottolineato come “Un giovane insegnante” avesse “creato un metodo d’insegnamento sfruttando la passione filatelica dei ragazzi.”
All’epoca non mancò di leggere nell’iniziativa del maestro Rizzo una nuova versione, rivista e aggiornata, del ben più famoso e diffuso metodo Montessori. Una cosa, comunque, resta incontrovertibile, e cioè che grazie ai francobolli, il maestro di Marega, trapiantato nella Bassa Veronese, “guariva la poltronaggine” (titolo di un periodi francese) degli alunni.
Impossibile, d’altra parte, non essere coinvolti nelle attività dell’appassionato maestro che come premio ai più meritevoli alunni donava francobolli destinati sì alle collezioncine personali, ma usati anche per abbellire ricerche e approfondimenti.
In questa sua innovativa e inedita attività didattica Gastone Rizzo non mancò di metterci del suo. Come le varie lettere dell’alfabeto trascritte, con grafica diversa, su delle tabelle dove non mancava mai un appropriato francobollo chiamato a far da guida. Prendiamo, per esempio, la “C” di cavallo illustrata, è il caso di dirlo, con un francobollo del Reich tedesco e un suo rifacimento, ad opera del maestro Rizzo, che occupa l’intero pannello sul quale, è collocata la lettera “C”, appunto, e, in basso, la scritta “Cavallo” in minuscolo e in stampatello”.
Altre tavole servivano a prendere per mano gli alunni aiutandoli a muovere i primi passi nel complesso mondo dei numeri. Ecco allora il “5” che si materializza attraverso un francobollo d’Austria, s’intende ridisegnato dal maestro Rizzo, sul quale fanno bella mostra cinque ciclamini.
Con i colori si cimentarono anche i giovani scolari, chiamati a ridisegnare nei loro quaderni a quadretti – i famosi “Pigna con copertina rigorosamente nera e dorso rosso - francobolli vari, completati da piccoli commenti. Come la “Rondine” mostrata su un francobollo italiano di quegli anni, ridisegnata e così descritta: ”In primavera la rondine ritorna da noi a ritrovare il nido di terra”.
E poi ci sono i quaderni di grammatica, oppure quelli di religione con la narrazione, in questo caso, della vita di Cristo.
L’educazione civica, una materia da troppo tempo finita nella dimenticanza, era invece trattata partendo dalle impronte che negli anni Sessanta, anche in questo caso del secolo scorso, s’intende, Poste Italiane stampigliavano con gran dovizia su lettere e cartoline allo scopo di richiamare al rispetto del codice stradale.
Il “maestro dei francobolli” che lasciò la Bassa Veronese ma non l’insegnamento, si preoccupò di fornire ai propri alunni anche dei piacevoli di svago affidati ad una curiosa tombola. Con cartellone generale, pedine e cartelle fattela, s’intende, con...francobolli.
Protagonista del libro autobiografico “Il maestro dei francobolli in una scuola così”, edito dall’Unione stampa filatelica italiana che verrà presentato al Fioroni alle ore 17 di domenica 10 novembre, Gastone Rizzo non perse un’occasione che è una per divulgare il proprio metodo didattico. Di come riusciva a catturare l’attenzione e l’impegno degli alunni con i francobollo si occupò la stampa internazionale. Ma anche un documentario girato dalla Indo Film di Torino.

vedi anche:
Tanta commozione alla presentazione del libro del Maestro dei francobolli di Danilo Bogoni (20/11/2013)

La recensione della pubblicazione

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