Storia postale del
Ducato di Parma

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I bolli di tassa del Ducato di Parma 

di Enrico DALLARA

Prendo spunto dalla domanda di un lettore de "il postalista" per scrivere questa breve nota sui bolli di tassa utilizzati nel Ducato di Parma.

Dal 1819 al 1853 il Ducato di Parma con diversi regolamenti ha stabilito regole per la produzione e la circolazione di almanacchi, carte da gioco ed Annunci vari.

Ci si riferisce in particolare ai regolamenti nr.76 del 2 dicembre 1819, n.64 del 12 Novembre 1826 e il nr 88 del 12 marzo 1847 e infine al Decreto n° 6 del 12 gennaio 1853.

A mia conoscenza, mentre nei primi tre decreti non viene posta l’attenzione alla limitazione della libertà di stampa, l’ultimo è particolarmente incentrato sulla tassazione di tutte le pubblicazione che provengono da Stati Esteri.

In esso si legge che in applicazione dell’Articolo X del trattato doganale tra l’Austria ed il Ducato di Parma si sancisce la necessità di regolamentare la circolazione e la vendita delle carte da Gioco, degli Almanacchi, delle Gazzette e degli Annunci.

In base a questo mutuo accordo si stabilisce che dal 1^ febbraio 1853 l’Ufficio del Bollo Straordinario di Parma e quello di Piacenza, chiedano agli importatori, produttori e ai commercianti una tassa straordinaria

La tassa straordinaria si paga solo se non è stata precedentemente pagata nel Lombardo Veneto.
Questo equivale a dire che, in riferimento ai giornali e agli almanacchi, solo quelli che provengono dal Lombardo Veneto potevano avere libero accesso e non venire tassati.
La stampa di regìme… non si tassa.

Ogni merce trattata prima del commercio deve essere depositata nell’Ufficio di Parma o Piacenza, che, dietro pagamento di una specifica tassa, provvede ad apporre un apposito timbro.
Ed ecco i timbri di riferimento, chiedo di fare attenzione perché nelle immagini sono descritte anche le modalità su come si doveva apporre il bollo:



Bollo da Cent. 44 e 64
(Da ricordare la concorrenza che potevano fare alle carte Piacentine)



Bollo da c. 22



Bollo da c. 13



Chi le produceva nel Ducato e le esportava non pagava nulla.



Bollo da C.9



Bollo da C. 4



Bollo da C.3


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