Storia postale del
Ducato di Parma

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Santa Maria del Taro
ufficio parmense alle dipendenze di Genova
di Enrico DALLARA

Santa Maria del Taro è una piccola frazione montana dell’appennino parmense. Posta ai confini estremi della provincia omonima, alle sorgenti del fiume Taro, fino al 1878 era dotata di una sola strada carrozzabile che la univa al suo Comune capoluogo (Tornolo) ed al resto della valle. Successivamente, con l’apertura del Passo del Bocco, una via di valico tra l’Emilia e la Liguria, divenne la località Emiliana più vicina a Chiavari.

Figura 1 - La Frazione in una cartolina dei primi del '900

Scopo di questo piccolo articolo è descrivere come nacque il servizio postale di questo remoto paese e come esso fu organizzato in funzione della sua posizione geografica.
Dunque, come detto sopra, nel 1878 l’apertura del valico appenninico fece si che, Santa Maria del Taro, si trovò ad essere molto più vicina al Mar ligure, che ad ogni altro paese dell’Appennino Emiliano.
Non solo, viste le condizioni delle strade, da Santa Maria del Tar, ed in qualsiasi stagione, fu più agevole raggiungere la Liguria ed il mare che l’entroterra emiliano.

Figura 2 - Posizione della località Figura 3 - Santa Maria in una Carta Postale del 1927

La strada verso il suo Comune (Tornolo) a quel tempo, come ora, era infatti molto tortuosa e di difficile percorribilità, soprattutto nel periodo invernale, mentre la via verso Chiavari era più agevole e meno esposta alle intemperie.

Così come molti altri comuni del Parmense, da metà 800 queste località videro un notevole calo di abitanti, che grandi lavoratori, cercarono di far fortuna altrove, specie in Francia e negli Stati Uniti.

La corrispondenza dall’estero iniziò ad essere consistente e fu necessario stabilire un servizio postale locale che assolvesse alle via via crescenti richieste.

La posizione distante dal Comune Capoluogo (Tornolo) e la presenza di una strada di grande comunicazione che l’attraversava, portò le Regie Poste ad individuare questa frazione come il luogo ideale per aprire una Collettoria.

Fu così che nel Bullettino n°10 del 1885, nella pagina che si riferisce alle “Variazioni aggiunte all’elenco delle Colletorie postali ecc.” si legge che il 1 Novembre 1885 viene istituita la Collettoria [1^ classe] di Santa Maria del Taro (Tornolo), collocata nella Provincia di Parma, Circondario di Borgotaro ma dipendente dall’Ufficio postale (viciniore) di Borgonovo (Mezzanego) in Provincia di Genova.

In totale indipendenza, il portalettere collettore di questa località gestì non solo le corrispondenze ordinarie, ma anche la raccolta e la distribuzione delle raccomandate e dei vaglia fino a 50 Lire.

Ogni lettera, sia in partenza che in arrivo, venne timbrata con il caratteristico annullo ottagonale, fornito già dal primo giorno di apertura.

Attraverso la collettoria, iniziarono ad arrivare lettere, ma anche soldi dai vari valligiani che emigrati, anche oltre mare, spedivano a casa i guadagni racimolati con fatica.

La posta in partenza come sopra indicato, veniva raccolta in Santa Maria, in Provincia di Parma e portata all’Ufficio genovese di Borgonovo di Mezzanego per l’inoltro a destinazione.

La posta in arrivo, arrivava da Genova e non da Parma, come dovrebbe essere se si seguisse la divisione amministrativa del territorio.

Questa gestione, “anomala” contrastava però con le direttive e le responsabilità dei rispettivi organi provinciali.

La Direzione delle Poste di Genova, lavorava gratuitamente corrispondenza a beneficio di un territorio non di sua competenza, e la Direzione delle Poste di Parma, non aveva il controllo delle corrispondenze che venivano consegnate nel suo territorio.

E fu così che l’1 ottobre 1888, la Direzione Provinciale di Parma, sganciò lo Stabilimento Postale dall’Ufficio viciniore di Mezzanego, lo elevò a Ufficio Postale di seconda classe con Servizio di Vaglia dipendente in toto dall’Amministrazione Provinciale di Parma, fu ritirato il timbro preesistente e fu assegnato un annullatore numerale a barre (4376).

Da quel momento, a parte una breve interruzione (1 gennaio – 11 settembre 1891) questa frazione dell’Alta Val Taro ebbe sempre a disposizione un proprio servizio postale.

Per questa località non sono frequenti le lettere che testimoniano l’apertura della Collettoria, o per lo meno nel primo periodo della sua attività. Sono note infatti solo alcune lettere spedite da ecclesiastici, che inviavano missive al proprio Superiore di Piacenza… per la via di mare.
Tra queste, quella che riporto in figura 4.

Figura 4 Lettera da Santa Maria del Taro a Piacenza del 14 Luglio 1886. La lettera anche se destinata a Piacenza, venne istradata verso la Liguria. Raccolta a Borgonovo (Mezzanego), arrivo a Chiavari (14/7), Genova Ferrovia (14/7 alle 10 di sera) ed infine a Piacenza il 16 Luglio.


Si tratta di una corrispondenza, affidata alle poste il 14 Luglio 1886, ed affrancata, in tariffa, con un 20 centesimi della prima emissione di Umberto I.
Il portalettere collettore bollò sia il francobollo che la soprascritta, e spedì la lettera verso il litorale.
La posta, venne raccolta a Mezzanego diretta a Chiavari, e da qui , lo stesso giorno della spedizione, inoltrata a Genova per Ferrovia.
L’Ufficio di Genova Ferrovia, alle 10 di sera timbra al retro la busta e la inserisce nella sacca diretta a Piacenza, a cui arriva il 16, dopo due giorni, alle 10 del mattino per essere recapitata al destinatario.
Circa 250 chilometri in 2 giorni!

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