Storia postale del
Ducato di Parma

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Le esenzioni postali nel Ducato di PARMA
di Enrico DALLARA

IL DECRETO DEL 1819

Dalla istituzione delle tariffe Postali, ogni Stato stabilì anche che un certo numero di funzionari, Sovrani compresi ovviamente, godessero del diritto di inviare o ricevere corrispondenza senza versare alcun quattrino.

Il Ducato di Parma, del Periodo post Napoleonico, seguì anch’esso questa regola, con tempi e modi, tipici di uno Stato che continuava ad avere forti propensioni verso il passato francese.

Prima di iniziare una piccola nota Storica. L’11 Aprile del 1814, ancora prima del Congresso di Vienna, il borbonico “Ducato di Parma Piacenza e Guastalla” fu assegnato a Maria Luigia, seconda moglie di Napoleone. Il 6 Agosto dello stesso anno il Conte Filippo Magawly Cerati, nominato Ministro di Stato iniziò la riorganizzazione dello Stato Parmense che nel frattempo, con il Congresso coordinato direttamente da Parigi, ma di diretta responsabilità locale.

Mentre le nuove tariffe Postali furono in vigore già dal 1814, per l’organizzazione delle franchigie, cioè per le regole con cui le Autorità locali venivano esentate dal pagamento delle tariffe Postali, occorre attendere ancora un po’ di anni.

Il primo decreto Ducale sulle Franchigie postali porta la data del 22 Maggio 1819, quando si stabilirono “disposizioni relative all’esenzione del pagamento delle lettere e dei pieghi in favore dei funzionarij”.

In essa erano definite due tipologie, la Franchigia Illimitata (che d’ora in poi chiameremo Illimitata), cioè la possibilità di spedire e ricevere lettere verso o provenienti da ogni soggetto senza pagare alcuna tassa, e la franchigia Limitata (che d’ora in poi chiameremo limitata), cioè la possibilità che alcuni funzionari avevano di spedire o ricevere lettere in franchigia, solo se la corrispondenza avveniva tra funzionari di pari grado.

Ogni lettera doveva essere adeguatamente confezionata e dotata dell’impronta dei sigilli in dotazione a ciascun notabile.

Vediamo i singoli casi.

Regole per la esenzione illimitata

In Figura 1 è riportata la regola generale sulla sua applicazione. Godevano di franchigia illimitata solo:

- I Ministri di Stato
- Il Presidente dell’Interno
- Il Presidente delle Finanze
- Il Presidente del Dipartimento militare
- I Rappresentati della Ferma Mista (Per spedizioni all’estero)
- Il commissario Speciale di polizia (Per corrispondenze interne allo Stato Parmigiano).

Ciascun plico in spedizione doveva riportare il suggello Ducale Ufficiale, mentre non era consentito che, in sostituzione di esso, venissero scritte a mano indicazioni attestanti l’autorità del mittente.

Ciascun plico in arrivo, anche se tassato alla partenza, veniva raccolto dal funzionario delle Poste che provvedeva a detassarlo ed a riportare su un apposito registro il mancato introito corrispondente.

Figura 1 - Tavola per la regola della Franchigia Illimitata


Regole per la esenzione limitata

In Figura 2 sono riportate le regole generali sulla sua applicazione. Qui le cose sono un po’ più complicate e l’esenzione era diversa anche in funzione a chi e dove si spediva.

È abbastanza difficoltoso cercare di ripetere le varie combinazioni indicate. Ogni collezionista potrà ricavare le situazioni di franchigia in funzione del tipo di mittente e di speditore, usando direttamente la tabella del Decreto sotto riportata. E invece utile, a mio parere, leggere cosa il Decreto stabiliva su come le lettere dovevano essere confezionate per essere franche.

Ogni lettera diretta o proveniente dall’estero doveva riportare il bollo del rispettivo ufficio o dicastero. In mancanza di esso, o in presenza del sigillo di un dicastero diverso, allora la lettera veniva tassata.

Ogni lettera diretta o proveniente dal Ducato, doveva essere chiusa con “la fascia in croce” che non doveva mai coprire più dei due terzi del documento. Sulla lettera, e non sulla fascia, si doveva riportare sia l’indirizzo sia la qualifica del funzionario scrivente. La mancanza di una delle tre condizioni descritte faceva perdere il diritto alla franchigia.

Chi, non inserito nell’elenco, avesse voluto inviare una lettera a ciascuno dei funzionari indicati nella tabella 5 o 6 della figura, doveva pagare normalmente la tassa di spedizione, ed il funzionario postale aveva l’obbligo di indicare a mano ”affrancata” per evidenziare che quella particolare spedizione era stata soggetta a tassazione.

In aggiunta a quanto indicato in Tabella 2, i Delegati delle altri Provincie del Ducato e i Commessari ricevettero il “suggello” solo dal 14 Agosto 1821, e quindi solo da quella data poterono godere di franchigia limitata per le loro spedizioni.

Figura 2 - Regole per la Franchigia Limitata


Di seguito alcune lettere in Franchigia del Periodo:

Figura 3 - Lettera del 26 Febbraio 1829 dall'Ufficio di Ferma Mista di Parma al Podestà del Comune di Poviglio (Provincia di Guastalla, Ducato di Parma). Il rappresentante della Ferma Mista godeva di Franchigia illimitata. Il bollo riquadrato sul Fronte e quello circolare al retro garantivano l’esenzione dalle tasse postali
[Immagine scaricata dal web]

 

Figura 4 - Lettera dal Podestà di Borgotaro a quello di Montechiarugolo del 22 Maggio 1850. Esenzione Limitata garantita dal suggello del Sindaco di Borgotaro al retro della Lettera e dal numero di protocollo sul fronte, numero che doveva essere registrato per indicare che la lettera non era stata tassata. Timbro di arrivo di Parma al verso (Montechiarugolo, dipendeva dall’Ufficio di Parma) [Immagine scaricata dal web]

 

Figura 5 - Lettera da Valmozzola a Borgotaro del 19 Luglio 1841. Il sigillo Ducale del Podestà di Valmozzola, garantisce quanto indicato a penna sulla lettera ed ammette quindi alla Franchigia Limitata, ed è anche necessaria l’indicazione “d’Ufficio” [Immagine scaricata dal web]

 

Figura 6 - Lettera del Tesoriere Generale dei Ducati di Parma e Piacenza all'Esattoria di Poviglio del 12 Aprile 1823. Lettera in Esenzione Illimitata- Il timbro lineare del Tesoriere Generale del Ducato di Parma e Piacenza certifica sia la provenienza della lettera che la franchigia [Immagine scaricata dal web].

 

Figura 7 - Lettera spedita dal Procuratore del Tribunale Civile di Piacenza il 26 Gennaio 1852 e giunta a Fiorenzuola il 29 Gennaio. Il sigillo del Tribunale civile di Piacenza al verso certifica la Franchigia Limitata del plico, che in ogni caso doveva essere registrato (Numero di protocollo riportato al recto) [Immagine scaricata dal web].

Il decreto riporta anche un articolo sulla gestione delle lettere in franchigia, una parte molto interessante che descrive come gli Uffici di Posta Ducali dovevano amministrare le lettere in franchigia. Per questo immaginiamo di calarci nel periodo e leggiamo direttamente cosa è scritto. Ritengo che le descrizioni originali non possano in alcun modo essere sostituite con alcuna terminologia “moderna”:

Le lettere o pieghi esenti, siano poi chiusi o sotto fascia, dovranno esser rimessi, entro le ore debite, agli uffizj postali in un pacchetto suggellato, e contro firmato dal Funzionario mittente, o in una cassetta o bolgetta chiusa a chiave, di cui un doppio rimarrà nell’Uffizio delle Poste. Ogni lettera o piego chiuso, oltre la formalità del bollo o suggello d’Uffizio, dovrà in oltre portare sull’indirizzo il numero o i numeri del protocollo segnato nelle lettere ivi contenute, ed essere accompagnato dal sotto foglio di spedizione, sul quale l’agente delle Poste farà la sua dichiarazione di ricevuta” [Art. 8 del Decreto medesimo]

In seguito vennero emessi diversi Decreti che stabilirono l’allargamento della lista predisposta nel 1818.
Di questi:

a) Il 24 gennaio 1824, fu sancito che anche la corrispondenza tra i Podestà ed il protomedicato, e tra i Podestà e la tipografia Ducale dovevano godere di franchigia. In particolare, per i primi per le comunicazioni per la distribuzione dei vaccini, e per i secondi per le corrispondenze amministrative varie.

b) Il 12 Giugno 1829, la franchigia limitata venne estesa anche agli Ospizi Civili ma per la sola corrispondenza d’Ufficio.

c) Il 29 Ottobre 1836 fu concessa l’Esenzione Limitata ak Direttore della commissione di conti degli anni anteriori al 1822.

d) Il 14 Maggio 1851 venne estesa la Esenzione Limitata alla Direzione Generale e alla Vice Direzione dell’Ordine Pubblico.

Non ho mai visto prima articoli sulle franchigie, o perché di poco interesse, o perché forse, a torto, sempre considerate una categoria minore, che non avendo tassazioni non poteva rientrare a pieno titolo nei documenti di Storia Postale. Penso che con questo lavoro, si possa dar slancio all’argomento facilitando il gentile lettore nella “lettura” anche di questa documentazione, e di “scovarne” gli eventuali falsi.



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