Storia Postale dello
Stato Pontificio

Stato Pontificio: non solo bolli...
di Francesco Maria AMATO

Bibliografia

 

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Il bollo privato "FRANCA"
di Luca DERMIDOFF

Lo spunto da cui sono partito per il presente l’articolo relativo al bollo privato “FRANCA”, di cui vi voglio parlare, fa riferimento a questa mia lettera del 20 marzo 1869 (fig.1) da Roma a Padova, con il bollo PD impresso alla partenza per un doppio porto (da 11 a 20 grammi di peso) confermato dal tratto di penna 2 e correttamente affrancata (2x20=40) con un francobollo da 40 centesimi di colore giallo limone (n.29 del Catalogo Sassone) della terza emissione dello Stato Pontificio; questo ai sensi dell'accordo amministrativo tra poste Pontificie-Italiane del 01.10.1867.

(fig.1 - collezione personale)


La mia attenzione fu diretta al bollo “FRANCA” in cartella a cui il catalogo Sassone Annullamenti 2015 assegna un punteggio di R1 su francobolli della terza emissione.

Nella pubblicazione "I Bolli di Roma" di Mario Gallenga il bollo è definito "privato" in quanto utilizzato dal “Sovrano Ordine Militare di Malta” (S.M.O.M.) della sede di Roma ed era applicato per tutta la corrispondenza diretta a personalità o ad amministratori dei beni dell'Ordine in tutte le regioni d'Italia.

L’utilizzo del bollo ebbe lunga durata, in quanto già utilizzato a partire dalla prima emissione dei francobolli pontifici, si protrasse oltre la terza emissione, per proseguire poi nel Regno d’Italia. Sempre il Gallenga cita, come ultima data conosciuta, il 23 gennaio 1891.

Le destinazioni furono sempre esterne allo Stato Pontificio, non solo per gli altri Antichi Stati Italiani (fig. 2-4-5), ma anche per gli Stati Europei (fig.3); visto che i destinatari erano per lo più personaggi di rilievo della scienza e della politica nazionale ed anche internazionale, non si può escludere l' utilizzo del FRANCA anche su corrispondenze dirette a Stati extraeuropei.

(fig. 2 - catalogo Landmans)


(fig. 3 - libro “Etats Pontificaux” 2006)

 

(fig. 4 - immagine da internet)

 

(fig. 5 - collezione Enrico Flaminio)


Ma perché apporre il timbro "FRANCA" su una lettera che dovrà essere affrancata e quindi con la consapevolezza che essa non avrebbe goduto né di franchigia, né di tariffa agevolata? Il Gallenga ipotizza che servisse ad indicare al cancelliere dello S.M.O.M. che la lettera o doveva essere affrancata, o per evitare quanto allora accadeva sovente che i francobolli venissero tolti e la lettera fosse avviata in porto assegnato o addirittura non affrancata.

Molto si discute se questi bolli privati possano essere inseriti a pieno titolo in una collezione di annulli postali, in quanto tali, o rappresentino solo “segni convenzionali” ad uso interno delle numerose associazioni o enti privati, anche stranieri, che operavano a Roma in quegli anni. Probabilmente il Gallenga, nella sua monumentale opera, intendeva considerare tutti i segni, scritte, bolli, ecc. che si potessero trovare impressi su di una lettera, facendo sì distinzioni e classificazioni, ma non esclusioni; mentre invece il Catalogo Sassone Annullamenti né da una quotazione precisa come annullo su tutte le tre emissioni pontificie e nel Regno d’Italia.

Tornando alla mia lettera iniziale (fig.1) essa è stata inviata "all'illustre fisico" Zantedeschi Francesco abate che insegnò alle Università di Venezia e Padova sino al 1857 quando l'incombente cecità lo costrinse a ritirarsi, diventando poi Professore Emerito dell'Università di Padova.

(fig. 6 - Wikipedia)


Bibliografia

Mario Gallenga, I Bolli di Roma, Italphil srl Edizioni Studi Filatelici, 1980, pag.112.
Sassone Annullamenti, Sassone srl, Milano 2015.
Sassone Francobolli, Sassone srl, Milano 2016.