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Un Regno a mezz'aria

di Giuseppe MARCHESE (Storie di Posta, vol. 5/2000)

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I servizi postali da e per Roma

Un commento iniziale s’impone per il collegamento con Roma. Il servizio postale era misto, nel senso che fino a Napoli il trasporto avveniva a cura delle poste italiane. Da Napoli a Roma il trasporto era a cura degli Alleati.

Questi decisero le condizioni per la ripresa del servizio, che non sono quelle emanate dal Ministero delle Comunicazioni di Salerno, ma bensì quelle Alleate e che sono riassunte nella comunicazione del S.I.M. del 12 giugno di seguito riportate.

Tali norme sono uguali a quelle emanate in precedenza nei territori occupati (Sicilia e Napoli) e si caratterizzano per: a) limitazione del testo (solo 25 parole); b) limitazione del supporto (solo cartoline); c) obbligatorietà delle generalità del mittente (in caso contrario la comunicazione è ritardata).

Il 12 giugno 44 il S.I.M. - Ispettorato censura militare da P.M. 135 (Cava dei Tirreni) avverte la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Salerno: “La A.C.C. ha comunicato che il Comando Alleato ha disposto la riattivazione del servizio postale soltanto a mezzo di cartolina postale fra Roma ed il territorio dell’Italia Liberata.

Dovranno essere osservate le seguenti condizioni:

a) ogni cartolina non dovrà contenere più di 25 parole oltre la data, l’indirizzo del mittente e l’indirizzo del destinatario;

b) il contenuto dello scritto potrà essere redatto secondo testo a piacere;

c) tariffa postale centesimi 30.” (16)

Lo stesso giorno il Ministero delle Comunicazioni invia un telegramma e poi una circolare a tutti i Ministeri e le Direzioni Provinciali: “Seguito analogo telegramma data odierna confermasi che in base ad accordi intervenuti con le Autorità Alleate è stata ottenuta l’autorizzazione ad iniziare, fin da oggi, l’apertura di un servizio postale da e per la città di Roma, con le seguenti modalità:

a) il servizio avrà luogo solo tra la città di Roma (esclusa la Provincia) e il territorio liberato ove già è stato attivato il servizio postale e viceversa.

b) Per il primo tempo sono ammesse solo cartoline postali.

c) Il testo è limitato a 25 parole.

d) E’ permesso usare soltanto la lingua italiana od inglese.”

E’ inesatto parlare di “accordi”, ma a quanto pare il governo italiano non ci teneva a mostrarsi vassallo verso le Autorità Alleate.

Anche lo Stato Maggiore Esercito, con comunicato del 17 giugno, comunica la notizia del nuovo servizio, ma tra le norme da osservare, oltre a quelle già note, riporta “le cartoline dovranno essere censurate al cento per cento.” (17)

Ma ora sorge un problema inerente la corrispondenza proveniente dalla Sicilia. Nell’isola sono in uso i francobolli d’occupazione. Lo stesso Governo Militare Alleato dispone per la corrispondenza da e per Roma, l’uso dei normali francobolli italiani.

L’anomalia dura fino al 20 giugno. Dal 21 giugno è autorizzato l’uso delle cartoline postali italiane dalla Sicilia per Roma.

Quest’ultima norma porta la possibilità legale delle prime affrancature miste con francobolli di occupazione e del regno, prima del settembre 1944. E’ nota una sola cartolina con queste caratteristiche.

Infine l’8 luglio 1944 è autorizzato l’uso delle lettere per Roma e per la città del Vaticano (Fig. 28), (Fig. 29), (Fig. 30).

Fig. 28 - Intero postale da c.30 “Vinceremo” con l’annullo di Palermo del 16.6.44 diretta a Roma. Sulla cartolina venne apposto il segno “T” di tassa, in quanto l’uso di dette venne emanato solo il 21 giugno successivo, ma ovviamente non venne tassata in arrivo in quanto rispettava le norme impartite dal Governo Militare Alleato (di Napoli). La missiva riporta il bollo della censura americana di Palermo, solitamente impresso sulle corrispondenze dirette all’estero.

 

Fig. 29 - Cartolina affrancata c.10+c.20 imperiale da Roma 27.6.44 per Iglesias. La cartolina è stata ritardata perché mancante dell’indirizzo del mittente.

 

Fig. 30 - Cartolina postale da c.15 + c.25 governo militare alleato da Catania 8.7.44 per Roma. Il destinatario non fu trovato e la cartolina ritorna a Catania il 3.8.44. Interessante affrancatura mista, in eccesso di c.10, del tutto occasionale.

 

Ulteriori collegamenti

Con la data del 19 giugno sono riaperte le comunicazioni postali con Benevento e il rimanente della provincia di Napoli precedentemente esclusa.

Infine si ricorda gli ulteriori ripristini del servizio postale anche se esula dai limiti temporali di questa trattazione.

Dal 9 settembre 1944 è riattivato il servizio postale con la sola città di Firenze, esclusa la Provincia.

Dal 16 ottobre 1944 sono riattivati i servizi postali con le province di Ascoli Piceno, Grosseto, Macerata, Terni e Viterbo.

Dal 18 dicembre 1944 ripristinato il servizio postale con le province di Ancona, Perugia, Siena, Arezzo, Livorno, nonché con la città di Firenze e Pisa e le zone di tali due provincie a sud del fiume Arno. (18)



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LA POSTA MILITARE

L'8 settembre '43 reparti anglo americani erano sbarcati a Salerno e Taranto.

All'annuncio della resa i tedeschi iniziarono una ritirata su posizioni più difendibili. Dal 23 settembre il territorio di quello che resta del Regno d’Italia è sgombro da reparti tedeschi.

I reparti e la posta militare operanti in Puglia e Sardegna restarono al loro posto con attività ridotta a causa dell’interruzione dei collegamenti postali.

Tra il settembre 1943 e il gennaio 1944 il problema principale per la posta militare fu quello di assicurare i collegamenti dei “Ministeri” ridotti all’osso ma senza possibilità di comunicare tra di loro e le varie città per deficienza di collegamenti.

Dal febbraio 1944 i “piccoli problemi” vennero risolti. La posta militare assicurava il trasporto tra il regno e Napoli della posta ufficiale, civile e militare che veniva smistata al concentramento di Bari.

Inoltre vi erano i problemi secondari di assicurare il raccordo con gli uffici postali operanti al fronte e quelli dislocati in zona di occupazione (Sicilia, Napoli)

Ancora vi era il problema di assicurare il trasporto della corrispondenza “ufficiale” per i vari Enti dislocati in Puglia.

Per ognuno di questi problemi si tentò di giungere a una soluzione, alle volte efficace, alle volte provvisoria.

Il trasporto della posta veniva assicurato con automezzi della posta militare e per ferrovia sul continente; per aereo tra Brindisi e Napoli, per il continente e la Sardegna, tra Brindisi e Salerno.

 

Corrispondenza con i reparti dipendenti

Lo Stato Maggiore Regio Esercito si istalla a Brindisi il 15 settembre senza alcun ufficio postale al seguito. L’attività in questo periodo è alquanto problematica anche se poteva fare uso della della Sezione staccata di Brindisi del Concentramento posta militare di Bari.

Dall’11 ottobre gli viene assegnato l’Ufficio posta militare 151, proveniente dall’Albania al seguito della Divisione Perugia.

Dai primi giorni di ottobre organizza un collegamento con i comandi dipendenti assicurando il servizio della posta con:

  • LI Corpo d’Armata (P.M. 410) Francavilla Fontana (Brindisi): corriere motociclista giornaliero.
  • IX Corpo d’Armata (P.M. 67) Bari: corriere motociclista giornaliero. In seguito corriere giornaliero per ferrovia.
  • XXXI Corpo d’Armata (P.M. 114) Catanzaro: corriere motociclista giornaliero. In seguito corriere giornaliero per ferrovia.
  • Per i reparti della zona di Taranto: corriere motociclista giornaliero. In seguito corriere giornaliero per ferrovia.
  • Per i reparti di Campobasso e Foggia (zona di operazioni): la posta veniva consegnata al corriere del IX Corpo d’Armata. Dal Concentramento di Bari era inoltrata ai servizi postali Alleati.

 

Corrispondenza con i reparti al fronte

La corrispondenza con i reparti veniva smistata al concentramento posta militare di Bari e Napoli. Dopo questa tappa erano gli Alleati che si occupavano del trasporto e della consegna.

 

Corrispondenza con i reparti in zone occupate

Il servizio posta militare nel regno del sud aveva un grave problema: far giungere la posta tra le diverse parti del regno e tra questo e le zone di occupazione alleata (Sicilia, Calabria, Napoli etc)

Dal mese di ottobre si poté riprendere le comunicazioni tra la Sardegna e la Puglia.

Il 20 dicembre il collegamento si estese a tutto il sud peninsulare.

Il 10 gennaio 44 si aggiunse la Sicilia e il 20 marzo Napoli e parte della provincia.

Dal 17.6.44 fu possibile corrispondere con Roma.

Queste limitazioni uguali a quella civile furono superati con due accorgimenti.

La prima consistette nel ritenere la posta militare, diretta a enti come posta ufficiale e quindi trasmissibile tramite le prefetture.

L’altra occulta, strana, irregolare venne effettuata per i collegamenti tra la Sardegna, la Puglia e la Sicilia dai primi giorni di ottobre 43 al 9 gennaio 44.

Non vi è nessuna comunicazione o nota ufficiale al riguardo.

Anzi diverse la negano, come la nota del 28 dicembre dello Stato Maggiore Esercito che afferma “…il trasporto si effettua a mezzo ferrovia per il continente con i servizi di messaggeria sulle linee in funzione; a mezzo aereo tra il continente e la Sardegna oltre a un collegamento aereo trisettimanale tra Brindisi e Napoli.

Nessuna parola su un collegamento con la Sicilia.

Eppure vi sono numerose corrispondenze di militari che affermano, fin dai primi giorni di ottobre, che si può corrispondere con la Sicilia a un fantomatico servizio aereo.

Vi sono corrispondenze dirette in Sicilia e recapitate durante il blocco postale; vi sono lettere che non portano bollo di arrivo e quindi non è possibile certificare la consegna; vi sono infine lettere partite dal continente e la Sardegna e recapitate dopo la ripresa dei servizi postali.

Tutto ciò porta alla conclusione che vi è stato un canale privilegiato per far passare la posta militare durante il periodo del blocco postale con la tacita o esplicita approvazione alleata, per la sola posta del regno e Sardegna e verso la Sicilia (Fig. 31).

Fig. 31 - Cartolina postale c. 30 Vinceremo con l’annullo della posta militare 50 dell’8.12.43 diretta a Barriera del Bosco. Indicazione manoscritta “Per via aerea”. La cartolina non supera il blocco postale. Viene consegnata il 9.2.44.


Corrispondenza degli uffici civili

Lo Stato Maggiore Regio Esercito, da Brindisi, dal 18 novembre 1943 costituisce un ufficio di corrispondenza a cui si appoggiano tutti i Ministeri.

Il recapito della corrispondenza viene assicurato:

  • per Brindisi: La corrispondenza viene smistata per i vari Enti tramite due motociclisti.
  • Per Lecce: corriere motociclista giornaliero, con incarico dello smistamento della posta per i vari Enti.
  • Per Bari, Trani, Napoli: camion militare con partenza ogni martedì-giovedì-sabato alle ore 8 ritorno in giornata.
  • Per Taranto: corriere giornaliero.

 

Il 18 dicembre 1943 lo SMRE si trasferisce a Lecce continuando sempre l’attività per i Ministeri fino all’8 febbraio 1944 quando il servizio postale civile si riorganizza e può contare su un servizio di messaggeria proprio (Fig. 32).

Fig. 32 - Fronte dell'Italia Meridionale - Operazioni Settembre-Dicembre 1943.

 

GLI UFFICI POSTALI MILITARI

Anche se relativamente pochi, non si descrive l’attività degli uffici postali militari perché sull’argomento esistono dei cataloghi specializzati a cui il curioso e il neofita possono far capo. (19)

Di seguito si elencano gli uffici postali militari operanti nel Regno per il periodo che ci interessa.

Gli uffici postali in zona di occupazione alleata (Napoli e Sicilia) hanno una loro cronistoria negli appositi capitoli.

 

ELENCO POSTA MILITARE REGNO DEL SUD
(attività relativa al periodo 9.9.43 – 7.44)

N.ro
Reparto
Località
16 Divisione Legnano Manduria (Taranto)
16 Divisione Mantova Puglia
16 Forze italiane 8^ Armata Varie
30 Divisione Sabauda Enna
30 Sez. A Divisione Sabauda Catania
50 Comando FF. AA. Sardegna Sardegna
50 Sez. A Comando FF. AA. Sardegna Sardegna
50 Sez. B Comando FF. AA. Sardegna Sardegna
Sez. stacc. Olbia Comando FF. AA. Sardegna Olbia (Sardegna)
64 Divisione Cremona Varie
67 IX Corpo d’Armata Bari
72 Divisione Bari Sardegna
75 Divisione Calabria Sardegna
79 Divisione Friuli Sardegna
92 Divisione Piceno Puglia
104 Divisione Mantova Catanzaro, Cosenza
107 7^ Armata Lecce
107 Ministero della Guerra Lecce
112 VII Corpo d’Armata Sardegna
114 XXXI Corpo d’Armata Catanzaro, Cosenza
120 Comando FF. AA. Campania Napoli
120 Sez. A Comando FF. AA. Campania S.M. Capua Vetere e Aversa
126 XIII Corpo d’Armata Sardegna
126 Comando Militare della Sicilia Palermo
127 XXX Corpo d’Armata Sassari
135 XXXI Brigata costiera Puglia
135 231^ Divisione Puglia
146 Divisione Nembo Italia
151 Comando Supremo e SMRE Puglia
151 Sez. A Comando Supremo Brindisi, Cava dei Tirreni
155 1° Raggrupp. Motorizzato Italia
155 C.I.L. Italia
167 Comando difesa Brindisi Brindisi
179 210^ Divisione costiera Italia
179 210^ Divisione Italia
180 211^ Divisione Costiera Calabria
180 211^ Divisione Calabria
181 212^ Divisione costiera Calabria
181 212^ Divisione Cosenza, Napoli
181 Comando truppe italiane P.B.S. Napoli
185 209^ Divisione costiera Puglia
185 209^ Divisione Italia
186 227^ Divisione costiera Calabria
186 227^ Divisione Italia
216 204^ Divisione Costiera Sassari
216 204^ Divisione Sassari
217 205^ Divisione costiera Iglesias
217 205^ Divisione Iglesias
218 IV Brigata costiera Tempio Pausania
218 IV Brigata Tempio Pausania
219 XIII Brigata costiera Sardegna
219 203^ Divisione Sardegna
225 225^ Divisione costiera Sardegna
225 225^ Divisione Sardegna
225 Divisione Granatieri Sardegna
226 226^ Divisione costiera Sassari
226 226^ Divisione Tempio Pausania
410 LI Corpo d’Armata Brindisi e Francavilla Fontana
Concentr. PM Bari = Bari
Conc. P.M. Napoli = Napoli

 

Fig. 33 - Lettera espressa da posta militare 217 del 26.8.43 dislocata in Sardegna diretta a Celico (Cosenza). La missiva venne bloccata dagli eventi. Recapitata dopo il ripristino dei collegamenti con la Calabria porta il bollo del 22.12.43. Nel frattempo il destinatario aveva cambiato indirizzo e la busta viene restituita al mittente.

 

Fig. 34 - Lettera dalla posta militare 30 del 10.9.43 non affrancata e non tassata in arrivo. La lettera non riporta altri bolli e venne probabilmente consegnata dopo il marzo 1944.

 

 

NOTE

- (16) - Non si conoscono le direttive alleate sul tipo di francobolli da adoperare. Unica traccia deriva dal giornale “Il Risorgimento” che afferma: “Non sono validi i francobolli del defunto partito fascista repubblicano di Roma. Devono essere usati francobolli del legittimo Governo Italiano.

- (17) - Lettera S.M.E. Ufficio Servizi – Sezione Postale da P.M. 151 prot. 9/4129 – 301 del 17 giugno 1944.

- (18) - Bollettino poste n.10 1944 parte terza § 147.

- (19) - G. Marchese, La posta militare italiana 1939/45, edizioni Studio Filatelico Nico; B. Cadioli – A. Cecchi, la posta militare italiana nella 2^ guerra mondiale, edizioni SME.

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