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Espressi particolari

di Marino BIGNAMI

Da antica tradizione e prima della rivoluzione postale degli anni Novanta, la corrispondenza di posta ordinaria poteva essere inviata con il pagamento della tassazione a carico del destinatario, da questa possibilità erano però esclusi i servizi speciali: posta pneumatica, espresso, posta aerea; da sempre le poste hanno preteso che questi servizi speciali applicati alla corrispondenza venissero pagati dal mittente, pur prevedendone alcune eccezioni.
In queste note prenderò in osservazione alcuni casi particolari del servizio speciale espresso
Come è risaputo il servizio espresso è costituito essenzialmente dalla consegna immediata dell'invio fatto a cura dell'ufficio postale di destinazione per mezzo di una persona mandata "espressamente" a fare la consegna contro firma per ricevuta del destinatario. Per molto tempo, se il destinatario era assente, era riportata in posta e consegnata successivamente in posta ordinaria (in linguaggio burocratico "postalizzata"). L'accelerazione alla consegna é stata rafforzata anche dalla separazione degli espressi in fase di spedizione dall'ufficio postale mittente, facendone un pacco a parte in buste Mod. 147 B ed introducendo quindi nei sacchi gli espressi separati dal resto della corrispondenza e privilegiandone poi all'arrivo sia lo smistamento che la numerazione e la registrazione rispetto alla posta ordinaria e naturalmente la consegna.

I casi espresso speciali presi in esame sono:

1) Invio espresso su modulo esente da affrancatura del servizio postale.
2) Invio cartoline e biglietti per militari mobilitati in franchigia con affrancatura espresso.
3) Invio in franchigia in P.O. degli enti pubblici con affrancatura per l'espresso.
4) Tassa a carico del destinatario con affrancatura a cura del mittente per il servizio espresso e rispedito dalla posta.
5) Raccomandata franchigia con applicazione del valore speciale espresso.
6) Affrancatura meccanica del porto nei primi tempi d'uso, con apposizione del francobollo per l'espresso.
7) Richiesta del servizio espresso da parte del destinatario.

Le immagini delle corrispondenze, anche se leggermante diverse sono state ridotte alla stessa larghezza, mentre il bustone 147B é stato ridotto notevolmente.



1) Da normativa UPU i servizi postali potevano comunicare fra di loro senza affrancatura anche per i servizi speciali perché del tutto esenti.

 

2) Per favorire lo scambio di notizie fra i militari e le loro famiglie venne concessa la possibilità che le cartoline e i biglietti in franchigia fossero affrancati con il solo servizio espresso, dal 4 luglio 1942 in deroga alla normativa che obbligava la completa affrancatura degli invii con i servizi speciali.

 

3) Gli enti pubblici spesso per le comunicazione di servizio potevano usufruire della franchigia, alcuni in sola P.O. altri anche con le raccomandate ma non con l'espresso che andava comunque affrancato.

 

4) Anche gli enti pubblici, che potevano mettere a carico dei destinatari (in tariffa semplice) il costo dell'invio, se volevano il servizio espresso dovevano affrancarlo con il valore in francobolli. In questo caso, come si può notare, la tassa a carico è stata pagata dal curatore fallimentare e il francobollo espresso non é stato annullato perchè l'ufficio postale era stato avvisato di rispedire la corrispondenza al curatore perciò l'invio ha mantenuto lo stato di espresso. Come da norma la rispedizione era effettuata scrivendo il nuovo indirizzo in rosso.

 

5)Raccomandata in franchigia con applicazione del valore speciale espresso.

 

6) Affrancatura meccanica del porto, fatta nei primi tempi d'uso del 8-6-1931, che richiedeva l'apposizione del francobollo per l'espresso.

 

7) L'ultimo é sicuramente il caso più raro rispetto ai precedenti; é la consegna con servizio espresso su richiesta del destinatario, infatti la busta in questione anche se malconcia é molto rara. Avrebbe potuto passare inosservata causa l'affrancatura di P.O di due porti, però la presenza della numerazione al centro della busta e la scritta espresso in alto a sinistra (ambedue applicati dall'ufficio postale destinatario) mi hanno messo sull'avviso ed è stato confermato dal bollo di consegna espressi al retro.

7b) Retro della busta precedente con bollo di consegna espresso, é poco leggibile ma è presente.

 


Normativa del 1942 che modificò la procedura prescrivendo di tassare collettivamente su Mod. 42 con segnatasse di valore elevato.



L'ultimo caso é il più raro ed ha richiesto una particolare procedura.
Il servizio di richiesta ricevimento espresso della corrispondenza come per tutti i servizi speciali tipo l'affrancatura eseguita dagli addetti postali e il pagamento delle cartoline di risposta a carico, obbligava ad aprire un conto di credito speciale e ad ogni oggetto in arrivo era applicato il costo dell'affrancatura con segnatasse. Questo fino alla normativa del 1942 che modificò la procedura prescrivendo di tassare collettivamente su Mod. 42 con segnatasse di valore elevato. Perciò in questo caso la tassazione per il servizio espresso (ottenuto con apertura di conto) é stato fatto alla fine del mese su modulo collettivamente, contro deposito della cifra prevista per il mese successivo.


Per quanto abbia cercato non ho trovato invii con consegna espresso richiesta dal destinatario con pagamento del servizio con segnatasse prima del 1942.
Invito i lettori de " il postalista " a cercare nelle loro collezioni buste di questo tipo, sia in P.O. sia come raccomandate. Si distinguono per avere l'applicazione della tariffa espresso in segnatasse del periodo, inoltre l'oggetto dovrebbe riportare una numerazione sul fronte impressa dall'ufficio postale di destinazione e un bollo a data al retro con la dicitura espresso. Sarebbe cosa gradita che si mostrassero on-line su il postalista.