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Guerra civile spagnola

RITORNO DI EROI

(Articolo pubblicato l'8 luglio 1939 - presumibilmente a firma di Tito Cristinziani (1))

trascrizione a cura di Berardo Mastrogiuseppe

 

Dalla terra di Spagna. dopo una lunga lotta al bolscevismo per la liberazione di quella nobile terra latina dalla tirannide rossa sono ritornati in Patria; insieme a mille e mille legionari di Mussolini anche i nostri concittadini. I baldi giovani che portano tutti sul petto i segni della distinzione e del valore non sono venuti meno alle gloriose tradizioni della nostra stirpe guerriera che risale agli antichi "Frentani" per cui Larino è giustamente fiera di riaccogliere nelle sue amorose braccia materne questi suoi dilettissimi figli.
Il gagliardo manipolo di Legionari forte di due Ufficiali. di sott'ufficiali e Camicie Nere, è ritornato con un solo uomo in meno: la Camicia Nera Giovanni Giorgetta, caduto eroicamente nella battaglia di Guadalajara.

GIOIA Michele, LANOSA Alfredo, MILANO Michele, BIZZARRO Vincenzo, DE VITO Primiano, VINCELLI Antonio, VERDECAMPO Domenico, ZAMPIELLO Pasquale, TAMILIA Luigi, FACCHINO Giuseppe, CASTALDI Eduardo, tutti si sono distinti in mille atti di eroismo e di valore. Fra essi sono da mettersi in giusto rilievo i fratelli Pardo e Paolo BATTISTA, il primo medaglia d'argento e il secondo ferito e mutilato; Giuseppe DANESE, promosso sul campo Capo Squadra per merito di guerra; Antonio FERRITTO, valorosa Camicia Nera proposta due volte per due ricompense al valore militare per eroici fatti d'arme compiuti sull'Ebro ed a Sarrjoni (2).

Due magnifici ufficiali degni di ogni elogio, hanno portato sempre alto il nome di Larino, Antonio Tarasca e Antonio Cristinziani. Antonio Tarasca ufficiale in s.p. e della Milizia reduce dalla campagna di Africa, dove già il suo petto si ornava della prima distinzione al valore e della Croce di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia, partecipò per 20 mesi alla Campagna spagnola portando su questo fronte tutto il suo ardore giovanile, il suo coraggio indomito e lo sprezzo del pericolo, guadagnandosi una medaglia d'argento al valor militare e varie proposte per altre ricompense, e la promozione a Centurione.
Tonino Cristinziani, giovane ventenne, appena laureato, domanda insistentemente ed ottiene di essere inviato in Spagna, fin dall'inizio della guerra. Nella nobile terra iberica restò per circa trenta mesi, distinguendosi dovunque, per valore, abnegazione, per spirito di sacrificio non comune. L'eroico e giovanissimo ufficiale si guadagnò presto la stima e la fiducia dei suoi superiori, dei colleghi e dei dipendenti. Non vi era impresa in cui il tenente Cristinziani non facesse parte. Gli stessi suoi dipendenti lo ricordano con nostalgico amore, compiacendosi di raccontare a tutti gli episodi più salienti cui il loro giovane ufficiale aveva preso parte. Molte proposte di ricompensa al valore militare sono in corso di istruttoria presso il Ministero della Guerra, per atti di valore di indiscussa importanza cui il tenente Cristinziani ha preso parte attiva. Il suo petto ora si orna di una croce di guerra al valore militare avuta a Miratolanca il 28 febbraio 1938, di una medaglia d'argento al valore militare avuta a S. COLONNA de QUERALT il 16 gennaio 1939 ed infine di una seconda medaglia d'argento al valor militare avuta a S. ANTONINO-PALAMOS in 6-5 febbraio 1939 con la seguente superba motivazione: "In una arditissima operazione notturna volontariamente si poneva alla testa di un audace manipolo e nonostante intenso tiro di armi automatiche avversarie conquistava dopo violento corpo a corpo le minutissime posizioni nemiche catturando uomini e materiale.
Dopo una notte di continue pattuglie, dodici ore più tardi di nuovo volontariamente era guida agli uomini di punta e da solo assaltava a bombe a mano un trincerone fortificato costringendo il grosso dei difensori alla fuga, catturando uomini ed armamento e rendendo così del tutto facilitato al grosso del reparto il raggiungimento degli obiettivi finali. Esempio continuo, singolare di temerario ardire, e slancio incomparabile".
La sola motivazione or ora riportata ci parla da sé e con efficacia mettendo in giusto rilievo gli alti meriti conseguiti da questo caro figlio di Larino, la quale è fiera di salutarlo "eroe" accogliendolo con estrema te­ nerezza materna nel suo generoso grembo.
Articolo scritto, forse dal fratello Tito Cristinziani, anche se non è firmato

 

1) - Tito Cristinziani era il fratello di Antonio.

2) - I cognomi dei legionari sono stati da me messi in maiuscolo, perché in un altro documento alcuni cognomi larinesi risultano errati.

 

 

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