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Il potere dei mondi immaginari

 

Il Cinema di Alberto Caminiti

 

Filatelia Tematica

 

 

di Alessandro Blasi e Sergio De Benedictis

Se anche voi vi siete ritrovati a vagare per i corridoi di Hogwarts, oppure ad attraversare un armadio magico, o ancora a percorrere la Terra di Mezzo insieme a Frodo, allora conoscete il potere dei mondi immaginari. Questi ultimi funzionano coerentemente ad una gamma di leggi fisiche e sociali, che rendono queste dimensioni di fantasia credibili, comprensibili e interessanti da scoprire.

Nella vita reale la gravità permette alla mia collezione completa di Harry Potter di poggiare sulla stessa mensola da dieci anni, ma da quando J.K. Rowling ha scritto le parole Wingardium Leviosa, quella legge ha smesso di funzionare all’interno di quelle pagine.

Gli scrittori di fantascienza e fantasy, infatti, costruiscono ogni giorno mondi di finzione, inventando leggi, nuove società e universi paralleli all’interno dei quali far nascere le loro storie. Se lo scrittore è abile, riuscirà a far comprendere al lettore il mondo che ha creato, al pari degli stessi personaggi che lo popolano. A volte i lettori riescono a concepire la dimensione narrativa meglio dello stesso scrittore, che deve fare i conti con un pubblico esigente e attento, che non si trattiene certo dal segnalare sviste e contraddizioni all’interno di questi mondi. Ma come è possibile tutto ciò? Come possono delle parole scritte su carta, farci sognare, volare al di là delle pagine e catapultarci in mondi inventati, finché la parola ‘fine’ non conclude il nostro viaggio?

La verità è che un bravo scrittore è in grado di risvegliare nei suoi lettori la forza dell’immaginazione e il desiderio di evasione dalla realtà quotidiana, la fantasia è dunque libera di scorrere tra le pagine e dietro a quelle righe si nascondono paesi inesplorati e avventure straordinarie.

Emily Dickinson disse che per lei non c’era imbarcazione migliore di un buon libro per scappare lontano dalla realtà, ed è proprio su questo che si basano i mondi immaginari.

Ma qualcosa di speciale accade durante questi viaggi: le storie hanno la capacità di cambiare il punto di vista delle persone, influenzando le nostre idee, i nostri modi di fare e le nostre scelte. Se vi sembra irrealistico, rimarrete sorpresi nello scoprire che addirittura la Teoria dell'Evoluzione di Darwin si dice essere stata fortemente influenzata dalle storie che egli leggeva e amava.

La sua teoria infatti privilegia l’intelligenza, la velocità e l’adattabilità al cambiamento, tutte caratteristiche essenziali in un eroe di narrativa. Se state leggendo Harry Potter o il giovane Holden, queste qualità vi suoneranno sicuramente familiari. Esistono addirittura libri di fantasia in grado di farsi strumento del cambiamento politico. Offrono infatti gli strumenti teorici, ma soprattutto le immagini, in grado di far comprendere una realtà taciuta, adottando una prospettiva inconsueta e denunciando un aspetto della società particolarmente controverso. Uno dei testi che ha acceso una radicale critica rivoluzionaria è ‘’Il racconto dell’ancella’’ di Margaret Atwood.

Nel futuro la sua distopia è intesa come un'inversione dell'utopia, una sua totale negazione. Pertanto, se l'utopia descrive i contorni di una società ideale, superiore e più giusta, la distopia delinea i tratti di una società spaventosa, inferiore e più ingiusta. Raccontato dall’autrice, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne in grado di procreare, alle quali è affidato il compito di garantire una discendenza all’élite dominante. Il suo romanzo ha rivelato l'indissolubile legame fra il culto della virilità, i regimi totalitari e il controllo della sessualità e del corpo delle donne. Il testo fu pubblicato nel 1985, quando molti gruppi conservatori attaccarono le vittorie ottenute dal secondo movimento femminista.

A distanza di trent'anni, il suo messaggio resta politicamente urgente, la narrazione distopica della Atwood ha infatti ispirato una serie televisiva, trasmessa nel 2017, nel clima politico seguito all'elezione di Donald Trump e in concomitanza con il dilagare del movimento #MeToo.

Con l'aiuto dei social, il termine coniato da Tarana Brooke divenne un grido di battaglia, andando ben oltre il suo significato originale. Le persone usarono #MeToo per descrivere non solo stupri e molestie sessuali sul posto di lavoro, ma anche violenza domestica, pregiudizi di genere e abusi verbali.

L'Ancella di Margaret Atwood, da finzione si è trasformata in realtà e la sua iconografia, contraddistinta da una lunga tunica rossa e dalla cuffia bianca, è diventata il simbolo di un movimento globale.

Ogni giorno nella mente degli scrittori nascono nuove storie, viene dunque da chiedersi quali saranno le narrazioni che in futuro attrarranno la nostra immaginazione, quali realizzeremo e quali innescheranno il cambiamento?

Alessandro Blasi e Sergio De Benedictis
24-07-2026

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