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  La censura nella provincia di Arezzo:
Catalogo dei segni e dei timbri
di Roberto Monticini

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Premessa: Ho classificato le Censure aretine seguendo lo schema che, nel febbraio 2016, il compianto Giancarlo Magnoni, mi aveva unito alla mail con queste parole: Ti allego uno schema da me elaborato fine anni '80, quando Sirotti voleva pubblicare un volume sulla censura e il prof. Gerini ed io (e pochi sparuti altri) ci lavorammo come negri. Lo schema (ne avevo elaborati 106 quante erano le province) l'ho arricchito nel tempo con lo studio delle fascette di censura. Stammi bene caro amico.

Ho conosciuto Giancarlo nel dicembre 2011, quando mi propose la sua monumentale opera: "Il Tramonto di un Regno", deluso di non aver trovato alcun editore disposto a pubblicarla su carta, la sua prematura morte non gli ha permesso di vederla completamente realizzata.
Per me è stato amico ed insegnante.
Grazie Giancarlo!

Altro importante contributo per la classificazione delle impronte, mi è pervenuto da Samuel Rimoldi che mi ha fatto conoscere il lavoro di Gianfranco Mattiello, Italian Censorship on civil mail. 1940-45. History censore marks, reselaing labels, Lodi, settembre 2000. Ringrazio ambedue.

Le date segnalate sono puramente indicative, come pure i colori classificati. La normale colorazione dei bolli di censura è con inchiostro viola nelle varie gradazioni. Gli inchiostri possono peraltro aver subito alterazioni sia per la loro composizione che per le condizioni di conservazione nel tempo.


Commissione Provinciale di Censura n. 100R

Si presenta nelle varie gradazioni del viola fino a diventare grigiastro - verde/celeste
07/1942 - 02/1943
viola (5/1943)

dal viola al celeste - anche rosso e vinaccia 05/1942

Le impronte di censura se ne conoscono nei più svariati colori, queste che mostro sono nei colori più ricorrenti:

viola 07/1940 in verde 07/1942

dal viola al celeste 08/1940 - 12/1941

rosso 04/1942
rosso 09/1940 blu e viola 10/1941 - 12/1941

 

Bolli del censore

 
       
     
   
   
   
   
     

   
     
 

 

Bolli Prelevata/ Restituita


Fascetta per la chiusura delle corrispondenze esaminate

La misurazione è stata effettuata sulla scritta: Vistato per Censura o Verificato per censura: la Lunghezza è stata presa alla base della scritta, partendo dal pèdice della V, l'H altezza sulla lettera "i" (senza il punto), minuscola o maiuscola, le misure sono in mm.

Misure puramente indicative considerato il non perfetto stato delle corrispondenze e tenuto conto che le fascette sono incollate a cavallo, a chiusura di un bordo della lettera e venivano successivamente recise per estrarre il contenuto dalla busta.

20/06/1940 - L. 87 - 5
30/07/1940 - L. 87 - H. 5
14/09/1940 - L. 77 - H. 7
08/1942 - 04/1944 - L. 79 - H. 6

01/1940 - 07/1942 - L. 78 - H. 6


15/02/1943 - L. 80 circa H. 4,5

29/04/1943 - 03/05/1943 - lunghezza ed altezza non misurabili

27/07/1943 - lunghezza ed altezza non misurabili

 

Censura locale

Le corrispondenze potevano essere soggette anche a censura locale, è il caso dei condannati al domicilio coatto; il censore locale, poichè era a conoscenza dei reati addebitati, poteva meglio filtrare la natura delle comunicazioni (vedi: Campi di internamento civile, libero e domicilio coatto).

 

R. Questura di Arezzo Internati civili di guerra


Comune di Poppi (Arezzo) - Il Podestà Internati civili di guerra

 

Censura carceraria

I detenuti nelle carceri italiane non potevano inviare e ricevere missive senza che prima fossero lette e vistate dall’autorità preposta, il direttore o un suo delegato; questi avevano un autonomo potere di sequestro e censura.

Segnaliamo le impronte nel solo periodo considerato.

Direzione Carceri Giudiziarie di Arezzo - Carcerati nel giugno e luglio 1943

 

Carcerato nel febbraio 1946

 

 

 

 

(dalla collezione di Fravio Pini: Segni e timbri della censura
carceraria sugli interi postali
di prossima pubblicazione)

Carcerato nel gennaio 1947

 

La censura "alleata"

Le armate alleate, per liberare l’Italia dall’occupazione nazista, partirono dal sud ed avanzarono via via verso il nord: Lucignano fu il primo comune aretino ad essere liberato (2/7/1944), Bibbiena lo fu il 28/8/1944, giorno proprio a ridosso immediato di quel 1° settembre quando l’avanzata fu bloccata lungo la linea “Gotica”. Occorrerà attendere tutto il mese di settembre per veder liberato anche l’alto Casentino nonchè l'ultimo comune del territorio aretino: Sestino (1° ottobre).
Dopo la liberazione, venne progressivamente ricostituita, provincia per provincia, la rete postale, sorvegliata dal controllo e censura degli alleati. La provincia di Arezzo torna a far parte del circuito postale dal 18 dicembre 1944.
All’Ufficio di censura di Arezzo furono assegnati, come per le altre provincie, i bolli A.C.S. ed il “Verificato per censura” con il numero del censore, bollo cosiddetto “a ponte” (1).

"...come rilevato da due circolare del successivo 17 maggio (1944). Se tutta la corrispondenza impostata "nelle provincie in cui è mantenuta la censura" dev'essere sottoposta alla competente commissione nel luogo d'origine, quella tra civili diretta "nello stesso Comune o in un Comune contiguo" ne viene esentata. Mentre quella proveniente da provincie "in cui è mantenuta la censura" mancante dei bolli attestanti l'avvenuto controllo, deve essere consegnata alla locale commissione di censura, cui spetta anche segnalare l'irregolarità ai competenti uffici. E i bolli in questione sono quello "rotondo col numero del censore e quello con l'indicazione «ACS»", che dai documenti alleati risulta l'acronimo del più volte citato Allied Censorship Service o al massimo di Allied CensorShip, come si legge talvolta; un timbro che da febbraio è in uso anche presso le commissioni di censura italiane per indicare il regolare transito da tali uffici, pur senza essere stata sottoposta a un effettivo controllo" (2).

Il bollo di "controllo" Allied Censorship Service, dell'ufficio di Arezzo, lo troviamo utilizzato anche su corrispondenze tra sindaci.

La prima delle due impronte è stata reperita sia in una corrispondenza da Firenze per Arezzo, che in una da Pennabilli a Badia Tedalda. La seconda impronta è quella più comunemente utilizzata.

"Bollo a ponte" numero 8358 della censura alleata, utilizzato dall'ufficio di censura della provincia di Arezzo.

Con il ripristino della posta vennero rimessi in uso, presso alcuni uffici i bolli a sigillo dell'amministrazione del Regno della serie "R", ad Arezzo era stato assegnato, con la circolare del Ministero dell'Interno del 14 luglio 1942, il numero "100 R". L'impronta però non è stata ancora rinvenuta in periodo successivo alla liberazione.

 

BIBLIOGRAFIA

Franco Filanci, Il Novellario - da una Repubblica all'altra 1943-1948, vol. 4°, 2016, C.I.F. srl editore

Gianfranco Mattiello, Italian Censorship on civil mail. 1940-45. History censore marks, reselaing labels, Lodi, settembre 2000

Luigi Sirotti, La censura della corrispondenza civile per l'interno nelle province collegate dal 1° settembre al 31 dicembre 1944 dell'Italia del sud, parte terza, AICPM, Posta militare e storia postale n. 102, marzo 2007, pp. 27-36.