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  La censura nella provincia di Arezzo:
le corrispondenze
di Roberto Monticini

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AGGIORNAMENTO al 30-05-2024
R. Monticini: nuovo bollo "a ponte" n. 8357 utilizzato ad Arezzo

Censura. Controllo esercitato sui mezzi di diffusione del pensiero per evitare la circolazione di notizie e idee contrarie agli interessi dello Stato o delle autorità del momento. Fino all’800 la censura non era ammessa sulle corrispondenze – almeno ufficialmente – in quanto in contrasto con il principio dell’inviolabilità del segreto epistolare: anche fra due paesi in guerra era possibile far viaggiare lettere, semplicemente facendole passare da un paese neutrale. È nota però l’esistenza dei cosiddetti Gabinetti neri in cui re e signorotti facevano aprire, leggere e poi risuggellare in segreto le lettere di persone sospette; e negli anni ‘30 il fascismo istituì il “Servizio statistica” presso le prefetture e il “Servizio informazioni militari” proprio con compiti di controllo non ufficiale sulle corrispondenze civili e dei soldati operanti fuori d’Italia. Solo con l’inizio del ‘900, e in particolare durante la Grande Guerra, venne ufficialmente istituita la censura su tutte le corrispondenze, escluse quelle ufficiali o del corpo diplomatico, nel traffico postale con l’estero e con le provincie in zona di guerra o vicine ai confini, e su quelle tra i militari e le loro famiglie: frasi o indicazioni giudicate pericolose – come il riferimento da parte dei militari al luogo in cui si trovavano – venivano cancellate, mentre in casi più gravi era prevista la corte marziale. Dopo il controllo sulle cartoline e sulle buste, risuggellate con apposite fascette, era applicato il bollo che individuava ogni censore. Nella seconda guerra mondiale la censura postale fu nuovamente introdotta anche per ottenere informazioni sul morale delle truppe e della popolazione; furono inoltre modificate alcune norme postali, vietando ad esempio l’uso di carta quadrettata, biglietti postali e cartoline con foto di località italiane, e imponendo di consegnare personalmente alla posta le lettere per l’estero, per il controllo delle generalità del mittente. In compenso dal febbraio 1942 furono introdotti i bolli indicanti il prelievo e la restituzione delle lettere controllate, per giustificare eventuali ritardi. Dopo l’8 settembre 1943 le corrispondenze furono soggette anche alla censura tedesca, mentre nel Sud il controllo fu assunto dagli alleati, che lo svolsero soprattutto a campione introducendo l’uso dei bolli ACS, sigla di Allied Censorship Service, e nella Venezia Giulia ROUTED VIA ACCO, acronimo di Allied Control Commission Office. per indicare che le corrispondenze erano regolarmente passate tramite gli uffici di censura pur senza essere sottoposte a effettivo esame. (http://www.accademiadiposta.it/it/dizionario-postale-e-filatelico-italiano/lettera-c.html)

 

Alcune corrispondenze dagli anni '40


da Arezzo 20/06/1940 a Grosseto
Biglietto postale - c. 50 + £ 1,25 espresso

3?.07.1940 da Tripoli

da Noci (Ba) 24 agosto 1942

da ufficio di PM 17 (di stanza in Grecia) 26 agosto 1942
L'ufficio di Censura provinciale non ha risparmiato neppure la Posta Militare



01.09.1943 da Firenze

02.08.1943 da PM 79, ufficio di posta militare dislocato alla data in Corsica a Belgodere


Dopo la liberazione

Le lettere del periodo risultano solitamente accompagnate dal bollo A.C.S. apposto negli uffici di censura delle Forze Alleate. Il bollo A.C.S. è normalmente riconosciuto nella sigla Allied Censorship Service o Allied CensorShip ovvero Ufficio di Censura Alleato.

Lettera diretta a militare presso la PM 79 (in Corsica) partita da Arezzo il 1° settembre 1943 - pochi giorni prima della costituzione della RSI. Risulta restituita al mittente e ricevuta ad Arezzo il 4 febbraio 1945, quando il servizio postale aveva più o meno ricominciato a funzionare - prima della consegna la lettera è passata sotto il controllo delle Forze Alleate che hanno apposto il bollo A.C.S.
(Collezione Roberto Monticini)



da Firenze 16 giugno 1944 (sarà liberata il 4 agosto) a Pieve al Bagnoro, priva di bollo in arrivo.
Pieve al Bagnoro ed Arezzo erano state liberate il 16 luglio, la presenza del timbro A.C.S. di Arezzo dimostra che la lettera è pervenuta nelle mani del destinatario dopo oltre un mese, sia per le difficoltà delle comunicazioni di quel momento, sia per le difficoltà nelle quali si trovava a dover operare l'ufficio postale di Arezzo durante la R.S.I. e l'occupazione tedesca.


da Moncioni 12.02.1945 per Gubbio - Bollo di controllo della commissione provinciale A.C.S. (Allied Censorship Service) (1) - Tassata in quanto affrancata per c. 30, anziché c. 60.


Lettera a tariffa ridotta Sindaci, da Pennabili (Pesaro) a Badia Tebalda, spedita il 7.5.1944 (in periodo R.S.I.) e pervenuta il 20.2.1945 - affrancata con un francobollo Imperiale soprastampato fascetto e scritte da cent. 25 - (tiratura di Roma) - apposto bollo A.C.S. in arrivo (Collezione Petrini)


da Castiglion Fiorentino 21.03.1945 per Lucignano - Bollo di controllo della commissione provinciale A.C.S. (Allied Censorship Service) (1)




25 aprile 1945 - da Salutio a Candeli.
La lettera è accompagnata dal bollo di censura delle forze alleate cosiddetto "a ponte", con il numero 8358, assegnato all'ufficio di censura aretino.


Gli alleati avevano anche assegnato alla regione Toscana i numeri 8000 e 4 "station" di censura: Livorno con i numeri dal 8000 al 8199, Grosseto dal 8200 al 8249, Siena dal 8250 al 8449 e Firenze con i numeri dal 8699 al 8999. I numeri dal 8450 al 8698 risulterebbero non assegnati. Il bollo a ponte 8358 individua la station di Siena, che aveva distaccato un ufficio di censura in Arezzo.



25 gennaio 1945 (data nel contenuto) - da Firenze ad Arezzo.
La busta è accompagnata dal bollo di censura delle forze alleate cosiddetto "a ponte", con il numero 8714, assegnato all'ufficio di censura di Firenze, ripetuto anche nel contenuto della lettera.

Recentemente ho rinvenuto un altro bollo "a ponte" assegnato all'ufficio di censura di Arezzo, portante il n. 8357:


La lettera raccomandata affrancata per £ 3,50 (£ 1 lettera + £ 2,50 raccomandata) postalizzata presso la Succursale n. 1 di Arezzo e diretta a Fano, reca il bollo A.C.S. di controllo ed il bollo "a ponte" n. 8357, che così si aggiunge al già conosciuto 8358. La lettera del 7.3.1945, viene poi inoltrata tramiste AREZZO FERROVIA lo stesso giorno, raggiunge Pesaro il 20.3.1945 e successivamente Fano il 21 marzo.


 

1) - Luigi Sirotti, La censura della corrispondenza civile per l'interno nelle province collegate dal 1° settembre al 31 dicembre 1944 dell'Italia del sud, parte terza, AICPM, Posta militare e storia postale n. 102, marzo 2007, pp. 27-36.

2) - Franco Filanci, Il Novellario - da una Repubblica all'altra 1943-1948, vol. 4°, 2016, C.I.F. srl editore