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  Introduzione alla catalogazione dei bolli delle Collettorie e dei Servizi Rurali
di Roberto Monticini

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AGGIORNATO AL 21-02-2021
Franco Filanci, La Bolzetta vien dalla campagna:
1871, applicazione del bollo sulle corrispondenze da parte dei collettori,
1890, annullamento dei francobolli apposti su corrispondenze in partenza da collettorie di 2ª classe.

INTRODUZIONE

I bolli delle collettorie (corsivi e ottagonali) sono belli a vedersi, un invito ad essere collezionati, la mia generazione lo ha fatto avendo come prima guida il catalogo “Le Collettorie Postali del Regno d’Italia” di Giuseppe Gaggero del 1970 e, successivamente, quello a firma Gaggero e Renato Mondolfo, e “Le Regie Collettorie Postali Italiane” (Sorani Ed., Milano 1976) di Walter Cazzola.

Le tre pubblicazioni hanno avuto il pregio di introdurci nel mondo delle collettorie postali e, ancor oggi, quello di riferire le normative che hanno regolato questo servizio e quello rurale.

Nel 2001, la rivista Storie di Posta, nei numeri 11, 12 e 13 ha pubblicato uno studio: “La bolzetta vien dalla campagna” di Franco Filanci, che ancor più adeguatamente ha inquadrato il ruolo e le normative dei servizi di collettoria.

Indispensabili, per la trattazione delle loro impronte, sono i quattro volumi di Lodovico Josz che, come in un diario, ha impresso, pagina dopo pagina, i bolli da lui incisi. Oggi ne è resa possibile la consultazione sia grazie a Paolo Saletti, con il quale hanno collaborato Paolo Guglielminetti e Italo Robetti, che all’A.N.C.A.I. che con Poste Italiane ha riprodotto i quattro volumi in formato digitale (1).

Nel 2015 l’Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi” onlus, ha pubblicato gli estratti dei Bullettini postali contenenti “istituzioni, soppressioni, variazioni (1861-1943)” degli uffici postali italiani, grazie ad una sottoscrizione lanciata e condotta dal sottoscritto, attraverso le pagine della rivista il Postalista. L’operazione si è conclusa grazie anche alla collaborazione di Lorenzo Carra e Franco Laurenti. La pubblicazione on line dei Bullettini ci permette di meglio ricostruire la vita di ogni stabilimento postale, nella sua cronologia e nella sua classificazione.

Questi sono gli strumenti necessari per chi voglia fare ricerca sui servizi rurali e di collettoria ed approntarne uno studio o una collezione, a queste fonti voglio anche aggiungere l’articolo di Alberto Longinotti: A proposito di collettorie, pubblicato sul n. 210 del Bollettino Prefilatelico e Storico Postale.

È doveroso ricordare anche quanto trattato su questo tema da Giuseppe Pallini e Paolo Saletti in I Corrieri del Mangia (2), che vi invitiamo a leggere in questo allegato in PDF.

DEFINIZIONE

Servizio rurale. “Il servizio di posta rurale consiste nel far distribuire a domicilio e far raccogliere le corrispondenze nei Comuni privi di Ufizio postale, e nel provvedere al trasporto dei dispacci cambiati tra gli Ufizi di posta e le Distribuzioni rurali. In questo servizio, che viene esteso in proporzione dei fondi per esso annualmente stanziati dal Parlamento, il Ministero si servirà specialmente dell’opera degli stessi incaricati che già facevano simile servizio per conto dei Comuni. Gl’incaricati di raccogliere e distribuire le corrispondenze prendono il nome di portalettere rurali; quelli che fanno il trasporto dei dispacci vengono denominati pedoni rurali. In ciascun Comune viene posta almeno una cassetta per l’impostazione delle lettere... Il Ministero somministra gratuitamente le cassette, i Comuni provvedono al mantenimento di esse. Nelle borgate situate ad una distanza maggiore di un chilometro dal luogo dove è situata la cassetta postale, potrà esserne collocata un’altra a spese delle persone che ne fanno la domanda, purché la borgata trovisi sulla linea percorsa dal portalettere.” (Istruzioni 1861).

Collettoria. Servizio di raccolta e distribuzione della posta iniziato nel febbraio 1864 – e sperimentalmente dal settembre 1863 – nei comuni “situati lungo le linee percorse dalle ferrovie, dai corrieri e procacci dell’Amministrazione” a mezzo di speciali agenti di posta rurale. Inizialmente questi agenti non disponevano di alcun bollo, spettando all’ufficio cui facevano capo indicare sulle corrispondenze ricevute dal collettore la loro esatta origine, mediante appositi bolli lineari o, in mancanza, anche a penna: ma, a parte i primi tempi, queste indicazioni sono abbastanza inconsuete poiché la maggior parte delle corrispondenze era d’ufficio – e il bollo del Comune era più che sufficiente per indicare l’origine – e dal 1866 erano previsti due bolli diversi per ogni lettera affrancata, e un terzo era di troppo! Solo nel 1871 i bolli indicanti la collettoria vennero forniti direttamente ai collettori: non trattandosi di bollo a data, non esistevano rischi di uso fraudolento per le poste. Dal 1883 le collettorie furono gradualmente ammesse al servizio delle raccomandate, dei vaglia e infine dei pacchi, e pertanto dotate di annulli a calendario, inizialmente di forma particolare. (vedi La bolzetta vien dalla campagna, di Franco Filanci, su Storie di Posta vol. 8, 9 e 10 / Speciale cf n. 12, 13 e 14)

LEGISLAZIONE DI BASE

Istituzione del servizio dei «portalettere rurali collettori» (Bullettino postale n° 8, agosto 1863, § 194)

«Ad agevolare il servizio delle corrispondenze nei comuni rurali che trovansi situati lungo le linee percorse dalle ferrovie, dai corrieri e procacci dell'Amministrazione, il Ministero è venuto nella determinazione di affidare a titolo di esperimento ad agenti speciali, che chiamerà «portalettere rurali collettori», l'incarico di ricevere le corrispondenze dall'Uffizio di posta viciniore e curarne la distribuzione, rivendere i francobolli, vuotare le cassette postali stabilite nel comune e spedire all'uffizio di posta le corrispondenze trovate nelle medesime. A questi collettori l'Amministrazione corrisponderà nei limiti del suo bilancio una retribuzione ragguagliata all'entità del servizio da essi prestato e coi medesimi convenuta preferendo sempre i Comuni che fossero disposti a concorrere con la spesa.
I Collettori riceveranno la corrispondenza pel Comune in cui risiedono dall'uffizio postale viciniore da cui dipenderanno e di cui saranno una emanazione, entro un piego suggellato o una bolgetta chiusa a chiave.
Tali corrispondenze saranno accompagnate da un foglio di avviso su cui l'uffizio speditore dovrà indicare il numero degli oggetti contenuti nel piego e le tasse che il collettore dovrà riscuotere.
Nei giorni e nelle ore che saranno secondo i luoghi assegnate il collettore vuoterà le cassette postali site nel suo Comune e spedirà le corrispondenze entro un piego suggellato od una bolgetta all'ufficio da cui dipende comprendendovi il saldo della spedizione del ricevuto col penultimo ordinario sia in lettere inesitate, sia in danaro.
Le lettere che fossero presentate al collettore per essere francate, e delle quali egli non fosse in grado di riscuotere la tassa perchè pesanti o dirette all'estero, dovranno essere descritte sul foglio d'avviso. L'uffizio che le riceve le francherà per conto del collettore ponendo a suo carico l'ammontare della tassa dovuta dai mittenti, che il collettore farà tenere all'uffizio col 1° corso di posta.
In dipendenza di tale notizia le Direzioni Compartimentali sono invitate a trasmettere, occorrendo, al Ministero le proposte che saranno del caso».

 

Istruzioni generali sul servizio delle collettorie rurali (Bollettino n. 1 del 1864)

«Art. 1 - Le Collettorie rurali sono una emanazione dell'Ufficio postale al cui distretto appartengono e vengono stabilite nei Comuni ed anche nelle borgate site lungo le linee ferroviarie e lungo gli stradali percorsi dai corrieri procacci dell'Amministrazione e dalle vetture pubbliche.

Art. 2 - Gli agenti incaricati del servizio delle collettorie prendono il nome di collettori quando l'opera loro si limita a distribuire le corrispondenze alle persone che recansi a ritirarle alla collettoria.
Quando invece il collettore assume l'obbligo di recapitare le corrispondenze al domicilio dei destinatari prende il nome di portalettere collettore.
omissis .....

Art. 12 - Ai collettori non è fatta la spedizione di lettere raccomandate, ma saranno loro trasmessi gli avvisi da darsi ai destinatari perché si presentino a ritirarle all'ufficio di posta.
omissis .....

Art. 15 - L'ufficio che riceve il piego da una collettoria, applica sulle corrispondenze entrostanti il bollo del luogo d'origine, oltre a quello del proprio ufficio, ed in mancanza del primo vi supplisce con apposita indicazione a penna, annulla i francobolli degli oggetti francati, dà corso alle corrispondenze per gli altri uffici ed applica il segnatasse a quelli da distribuirsi nel distretto del proprio ufficio.
omissis .....

Art. 19 - Le presenti istruzioni avranno luogo a cominciare dal 1° febbraio 1864».

 

Denominazione degli agenti del servizio rurale (Bullettino n. 6 del 1864, pag. 318)

«In relazione al n. 5 del Bullettino dello scorso mese di gennaio è stato emanato il seguente Decreto:

Il Ministro Segretario di Stato dei Lavori Pubblici ritenuta la convenienza di denominare i portalettere rurali a seconda del servizio che prestano, decreta:

A cominciare dal 1° luglio 1864 gli agenti che sono incaricati del servizio di posta rurale assumeranno le seguenti denominazioni a seconda delle attribuzioni che saranno loro rispettivamente affidate e cioè:

Collettori rurali
Portalettere collettori
Portalettere rurali collettori
Portalettere rurali distributori
Pedoni rurali

Il presente Decreto sarà registrato alla Corte dei Conti Torino addì 2 febbraio 1864.
per il Ministro
G. Barbavara»

 

1871, Variazioni Nuova edizione della Istruzione generale sul servizio delle Poste (3)
Il nuovo testo venne per la prima volta illustrato da Vito De Lapa in un suo articolo (Vito De Lapa, Il bollo lo metteva il collettore, su Francobolli n. 141, marzo 1983), in cui riportava un originale manoscritto, recante il vecchio e il nuovo testo, che venne approntato proprio per valutare tali variazioni.
Il testo reca l’intestazione “Articolo 699 Modificato”:

Art. 213
I collettori devono vuotare la cassetta postale nei giorni e nelle ore stabilite, applicare sulla corrispondenza il bollo col nome della collettoria e riunirla in un piego che suggellano, e riposta in una bolgetta chiusa a chiave aprirla agli uffizi di posta coi quali sono in corrispondenza, a seconda delle particolari istruzioni che loro vengono impartite al riguardo dalle rispettive Direzioni provinciali.
Per la formazione dei pieghi i collettori saranno provvisti della cartaccia, filospago e suggelli gommati accorrenti a cura del titolare dell’uffizio da cui dipendono.
Il bollo viene loro somministrato dall’Amministrazione.

 

Classificazione delle collettorie per servizio della posta rurale (Bullettino n. 6 del 1883, pag. 667)
«Il Direttore generale delle Poste, visto l'art. 1' del Regio Decreto 4 febbraio ultimo scorso; riconosciuta l'opportunità di dividere in due classi le Collettorie rurali
Decreta:

Con effetto dal 1° luglio 1883 le Collettorie di posta rurale sono distinte in due Classi: alla prima appartengono quelle alle quali sono affidati i servizi indicati nell'art. 1° del surriferito Decreto Reale, ed alla seconda quelle che si occupano soltanto del servizio delle corrispondenze ordinarie.
Il presente decreto sarà registrato alla Corte dei Conti.

Roma 21 marzo 1883»

Miglioramento del servizio rurale (Bullettino n. 6 del 1883)

«Art. 1. È data facoltà all’Amministrazione delle poste di affidare ai propri agenti rurali (collettori) il servizio delle lettere raccomandate e quelle dei vaglia ordinari e militari sino alla concorrenza di lire cinquanta (L. 50)

Art. 2. I collettori incaricati dei servizi predetti dovranno prestare una cauzione fissata volta per volta dalla Direzione Generale delle Poste in ragione dell’entità del servizio e del maneggio del denaro derivante dal vaglia. La cauzione non sarà mai minore di lire duecentoquaranta (L. 240).
...omissis...

Roma, 4 febbraio 1883»

 

Con effetto dal 1° luglio 1883, i servizi rurali vengono ridenominati collettoria di 2ª classe. (Bollettino n. 6 del 1883)

 

Attribuzioni delle collettorie di I classe (Bullettino n. 9 del 1883)

«...le collettorie di 1ª classe sono autorizzate: ...omissis...

Le Collettorie di 1ª classe dipendono dalle Direzioni provinciali restando aggregate agli uffici nel cui distretto postale sono comprese per gli effetti delle tasse postali.

Esse operano come segue: ...omissis...»

 

Bolli a date per le Collettorie di 1ª classe (Bullettino n. 9 del 1883)

«Le Collettorie di 1ª Classe che con effetto dal 1° luglio funzioneranno come uffizi di 2ª classe per quando ha tratto ai servizi delle raccomandate, dei vaglia e dei pacchi postali, saranno provvedute di un bollo a date ottangolare recante il nome della località ove ha sede la Collettoria.

Se ne informano gli uffizi affinché possano riconoscere i vaglia emessi dalle Collettorie di 1ª Cl. e rilevare tosto se la somma di ciascun vaglia oltrepassa le 50 lire per osservare, in questo caso, quanto è prescritto dalle Istruzioni.»

 

Estensione del servizio delle lettere raccomandate ai collettori e portalettere rurali di 2ª classe ed ai distributori rurali (Bullettino n. 1 del 1887)

«...omissis...

Art. 1. Il servizio delle lettere raccomandate potrà essere affidato anche ai collettori e portalettere rurali di 2ª classe, come pure ai distributori rurali, i quali saranno tenuti a prestare una cauzione di L. 120 nei modi prescritti dall’art. 7 del R.D. 26 aprile 1885.

...omissis...

Roma, 20 novembre 1886»

 

Istruzioni ad uso delle Collettorie di II classe e Distributori Rurali (Bullettino n. 3 del 1887)

«...omissis...

Le Collettorie sono provvedute dall’Amministrazione dei seguenti bolli, oggetti e stampati:
a) Bollo a date:

...omissis...

Agli effetti del D.M. 20 nov. 1866 le attribuzioni delle collettorie sono:

Collettorie di 2ª Classe:
a) vendita francobolli e cartoline postali;
b) spedizione e distribuzione delle corrispondenze ordinarie e delle raccomandate;
c) spedizione e distribuzione dei pacchi postali.

Distributori Rurali:
a) vendita francobolli e cartoline postali;
b) consegna ai portalettere ed ai pedoni rurali delle corrispondenze raccolte nelle cassette postali e distribuzione delle corrispondenze ordinarie e raccomandate;
c) spedizione e distribuzione dei pacchi postali.»

 

Bolli per le Collettorie di I classe (Bullettino n. II del 1889)

«A partire dal 1° luglio p.v. i bolli per le collettorie di 1ª Classe di nuova istituzione ed i bolli delle collettorie esistenti che debbano essere rinnovati, saranno di forma eguale a quello dei bolli degli Uffici, ma gli attuali bolli ottagonali rimarranno in uso finchè siene adoperabili, tranne che qualche collettoria sia trasformata in ufficio, nel qual caso il suo bollo sarà mutato sostituendolo con uno cilindrico.

...omissis...»

 

Annullamento dei francobolli apposti su corrispondenze in partenza da collettorie di 2ª classe (Bullettino postale n. XII del 1890, §578).
Le collettorie di 2ª classe non autorizzate al servizio delle corrispondenze raccomandate sono per ora provvedute di un piccolo bollo, col solo nome della collettoria stessa, che non consta d’ordinario di più d’un rigo.
Riuscendo del tutto insufficiente l’annullamento col detto bollo dei francobolli apposti sulle corrispondenze impostate in esse collettorie, si dispone:
a) che le collettorie medesime applichino il loro bollo non più sui francobolli, ma invece sulla parte bianca dell’indirizzo delle corrispondenze in partenza;
b) che gli ufizi o le collettorie di 1ª classe, colle quali le dette collettorie di 2ª corrispondano, annullino i francobolli in parola, applicandovi sopra il proprio bollo del giorno.
Le collettorie di 2ª classe ammesse al servizio delle corrispondenze raccomandate annulleranno invece da per sé i francobolli sulle corrispondenze in partenza dalle medesime, essendo esse provvedute di un bollo a date.
Era un’anticipazione della fine dei lineari, almeno a livello di fornitura, che infatti fu annunciata subito dopo dal Bullettino postale telegrafico n. I del 1891, § 7 in modo estremamente laconico:
In relazione al paragrafo 76 n. II dell’anno 1889 si rende noto che i bolli delle collettorie di 2ª classe di futura istituzione e quelli da essere rinnovati a collettorie esistenti saranno uguali ai bolli degli Ufizi e delle collettorie di 1ª classe.
Ovvero dal 1891 anche alle collettorie di 2ª classe vennero forniti i normali bolli a date. (4)

Un nuovo ordinamento generale del Ministero venne approvato con Regolamento Organico del 14 ottobre 1900 n. 374, istituiva un'amministrazione unica per i servizi dipendenti dal Ministero delle Poste e dei Telegrafi. Pertanto nel 1900 la struttura postale era composta da Direzioni, Uffici, Collettorie e Uffici ambulanti e natanti, gli uffici erano divisi in tre classi, a seconda delle rendite, e le Collettorie di 1ª classe diventarono Uffici di 3ª classe, mentre le Collettorie di 2ª rimasero tali, ma assumendo semplicemente la qualifica di Collettorie (Occorre tener conto che l’Elenco degli uffici postali, edizione 1900, è stato stampato prima del RD 374 del 14.10.1900 e pertanto vi si trovano le collettorie di 1ª e di 2ª).

L’Art. 63 cita:
«Possono essere elevati ad uffici di terza classe le collettorie in cui la rendita annua dell'ultimo quinquennio, pure rimanendo inferiore a lire 1.000, siasi dimostrata bastevole al mantenimento dell'ufficio.» offrendo pertanto la possibilità anche alle Collettorie di 2ª classe, ora Collettorie, di potersi trasformare in Uffici Postali di 3ª classe.

All’Art. 66, poi possiamo leggere:
«Le collettorie sono esclusivamente postali, e dipendono da un ufficio cui sono aggregate.
Esse eseguiscono soltanto i servizi seguenti:
Vendita di francobolli ed altre carte-valori (esclusi i segnatasse);
Recapito delle corrispondenze ordinarie, raccomandate e dei pacchi;
Accettazione e recapito di corrispondenze assicurate, con assegno, di pacchi con dichiarazione di valore o con assegno, per tutti nel limite di lire 50 per ogni operazione;
Accettazione di vaglia per la riscossione, o di denaro per la emissione nell'ufficio da cui la collettoria dipende, e nel limite di lire 50 per ogni operazione;
Emissione e pagamento di cartoline-vaglia.
I collettori regolano e conteggiano le proprie operazioni col titolare da cui dipendono, il quale le compenetra nei conti del proprio ufficio.
I collettori non hanno obbligo di tenere locale d'ufficio, e devono provvedersi almeno di un supplente debitamente autorizzato, e che possieda i requisiti indicati nell'art. 366.»

All’Art. 373:
«Gli uffici e le attuali collettorie appartenenti ad una categoria o classe diversa da quella loro spettante in forza delle disposizioni degli articoli 56, 60 e 63 del regolamento saranno gradatamente ridotti od elevati alla classe competente. »

Ringrazio Carlo Grossheim, Alberto Longinotti e Paolo Saletti per i suggerimenti e le correzioni che mi sono state proposte.

PREMESSA ALLA CATALOGAZIONE DEI BOLLI DEI SERVIZI RURALI E DELLE COLLETTORIE ARETINE

La migliore odierna accessibilità alle Fonti è resa oggi possibile in virtù della disponibilità di molte nuove informazioni, dapprima di difficile ottenimento. Queste nuove opportunità ci permettono di conoscere maggiormente ed in modo migliore l’evoluzione degli uffici postali, consentendo di individuare la data dell’istituzione della specifica Collettoria e la data del suo passaggio ad essere Ufficio, oppure quella della sua chiusura, salvaguardandoci, nel contempo, dal ripetere i tanti errori del passato.

Esposto e chiarito il mio intento, vorrei puntualizzare due aspetti specifici che riguardano:

- il Servizio rurale è un vero e proprio servizio postale e, in quanto tale, è regolamentato;

- successivamente all’entrata in vigore delle nuove direttive, la tipologia del bollo, non permetterà più l’individuazione della categoria dell’Ufficio, impedendone conseguentemente l’immediata classificazione, infatti:
il Bullettino n. II del 1889 che, con titolo: ”Bolli per le Collettorie di 1ª classe”, cita: “A datare dal 1° luglio p.v. i bolli per le collettorie di 1ª Classe di nuova istituzione ed i bolli delle collettorie esistenti che debbono essere rinnovati, saranno di forma eguale a quello dei bolli degli Uffici, ma gli attuali bolli ottagonali rimarranno in uso finchè sieno adoperabili, tranne che qualche collettoria sia trasformata in ufficio, nel qual caso il suo bollo sarà mutato sostituendolo con uno cilindrico.

Alla luce di quanto sopra esplicitato, nella stesura del Catalogo dei Bolli di Collettoria della provincia di Arezzo, prenderò in considerazione tutti i bolli degli ”uffici” di Collettoria e anche quelli dei Servizi Rurali, in alcuni casi diversi dai bolli corsivi. Non mi limiterò ai soli corsivi, agli ottagonali e ai “bolli diversi” dei servizi rurali, avendo riscontrato che, oltre ai cerchi ed ai tondo riquadrati, gli uffici di collettoria hanno avuto a disposizione anche i guller, citando ad esempio gli uffici di: 1) Avena (Poppi), istituito come collettoria negli anni ’20 di un secolo fa, 2) Ciciliano e 3) Moncioni (Montevarchi) che lo sono stati almeno fino al 1943.

La presenza nei quaderni di Lodovico Josz di bolli incisi per un servizio rurale, non ci dà certezza che quel timbro abbia avuto un suo uso, poichè il servizio potrebbe non essere stato mai attivato o, se attivato, il timbro non sia stato acquistato e consegnato. Molti di questi bolli li conosciamo attraverso i “Quaderni”, ma non sono stati rinvenuti su documento postale e pertanto non siamo ancora in grado di sapere se il servizio sia stato aperto, se il bollo sia stato ritirato o se la ragione di questa assenza sia dovuta alla scarsa corrispondenza trattata, oppure sia andata semplicemente perduta nel tempo.

In merito alla data di fornitura dei bolli da parte dello Josz si devono fare alcune precisazioni:

a) - Bolli dotati di datario per collettorie e uffici postali.
Lo Josz aveva l’abitudine di inserire la data durante l’incisione dei bolli, data che possiamo presumere corrispondente al giorno in cui il bollo era stato ultimato e la cui impronta era apposta sulle pagine del suo “diario”.
Questo non significa che la medesima corrispondesse alla data di consegna all’Amministrazione postale che ne aveva ordinato l’incisione, né tanto meno alla data certa di fornitura all’ufficio postale cui era destinato. Quanto mai arbitraria è quindi l’abitudine di alcuni studiosi di indicare come data di consegna e quindi di inizio uso del bollo, quella del datario.

b) - Bolli lineari corsivi per i servizi rurali e le collettorie (privi ovviamente di datario).
Per risalire all’epoca dell’approntamento e successiva data di fornitura, è necessario far ricorso all’approssimazione: occorre controllare se nella stessa pagina in cui appare l’impronta del bollo corsivo, o nelle precedenti o anche nelle successive, vi siano bolli con datario, perché ad esso si fa risalire la datazione, con la consapevolezza che questa risulta essere comunque approssimativa.

Dal 1864 al 1879 circa, sui Bollettini ufficiali delle Poste figurano gli elenchi anche dei servizi rurali attivati in ogni trimestre, non sempre tutti, ma certamente la parte più consistente.
Non tutti i servizi rurali elencati vennero effettivamente attivati e tanti furono istituiti in tempi successivi all’avvenuta segnalazione, altre volte risultano essere stati soppressi subito dopo l’istituzione, pur senza averne ufficializzato la notizia.

Esaminate queste premesse, non resta che attivare la ricerca, lo studio e l’acquisto di documenti postali con su impressi questi bolli, ma, per attuare questo progetto, risulterà utile e necessario anche offrire e facilitare l’accesso alla documentazione presente in altre collezioni e nei cataloghi già in essere.

Il Catalogo dei dei bolli delle Collettorie e dei Servizi Rurali aretini

 

NOTE

1) - “Lodovico Josz incisore di bolli postali in una famiglia di artisti” con CD accluso, Edizioni Poste Italiane - Filatelia, 2013, Roma - Paolo Saletti ne ha ancora disponibili alcune copie paolosaletti@canneti.it;
2) - Giuseppe Pallini, Paolo Saletti, I Corrieri del Mangia, Editrice Donchisciotte, 2003, pagg. 46-47 e 59;
3) - Franco Filanci, La Bolzetta vien dalla campagna, II - Una promessa è una promessa, Storie di Posta, Volume Nove vs, in Speciale Cronaca Filatelica 13, novembre-dicembre 2001;
3) - Franco Filanci, La Bolzetta vien dalla campagna, III - Timbro e fischietto, Storie di Posta, Volume Dieci vs, in Speciale Cronaca Filatelica 14, febbraio-marzo 2002.