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  Catalogo dei bolli delle Collettorie e dei Servizi Rurali aretini
di Roberto Monticini

PERCORSO: Cataloghi filatelici di Arezzo e provincia > questa pagina

AGGIORNATO AL 15-06-2021: date: Ambra - Avena, descrizioni: Camuccia - Laterina Stazione, impronte: Marciano verde-nerastro

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I miei ringraziamenti per la stesura del Catalogo vanno a Carlo Grossheim, Alcide Sortino e all'Istituto di Studi Storici Postali "Aldo Cecchi" onlus per le correzioni suggerite, i dati messi a disposizione ed i Bullettini resi disponibili on line; per il reperimento di date ed impronte ringrazio Alessandro Papanti. Questa è anche una occasione per ricordare ed onorare i miei cari amici Piero Pantani e Vanni Alfani, scomparsi prematuramente. A Vanni dobbiamo la prima catalogazione delle Collettorie di Toscana, da lui coordinata che raccolse il contribuito degli amici dell’Aspot.

PREMESSA

La migliore odierna accessibilità alle Fonti è resa oggi possibile in virtù della disponibilità di molte nuove informazioni, dapprima di difficile ottenimento. Queste nuove opportunità ci permettono di conoscere maggiormente ed in modo migliore l’evoluzione degli uffici postali, consentendo di individuare la data dell’istituzione della specifica Collettoria e la data del suo passaggio ad essere Ufficio, oppure quella della sua chiusura, salvaguardandoci, nel contempo, dal ripetere i tanti errori del passato.

Esposto e chiarito il mio intento, vorrei puntualizzare due aspetti specifici che riguardano:

- il Servizio rurale è un vero e proprio servizio postale e, in quanto tale, è regolamentato;

- successivamente all’entrata in vigore delle nuove direttive, la tipologia del bollo, non permetterà più l’individuazione della categoria dell’Ufficio, impedendone conseguentemente l’immediata classificazione, infatti:
il Bullettino n. II del 1889 che, con titolo: ”Bolli per le Collettorie di 1ª classe”, cita: “A datare dal 1° luglio p.v. i bolli per le collettorie di 1ª Classe di nuova istituzione ed i bolli delle collettorie esistenti che debbono essere rinnovati, saranno di forma eguale a quello dei bolli degli Uffici, ma gli attuali bolli ottagonali rimarranno in uso finchè sieno adoperabili, tranne che qualche collettoria sia trasformata in ufficio, nel qual caso il suo bollo sarà mutato sostituendolo con uno cilindrico.

Alla luce di quanto sopra esplicitato, nella stesura del Catalogo dei Bolli di Collettoria della provincia di Arezzo, prenderò in considerazione tutti i bolli degli ”uffici” di Collettoria e anche quelli dei Servizi Rurali, in alcuni casi diversi dai bolli corsivi. Non mi limiterò ai soli corsivi, agli ottagonali e ai “bolli diversi” dei servizi rurali, avendo riscontrato che, oltre ai cerchi ed ai tondo riquadrati, gli uffici di collettoria hanno avuto a disposizione anche i guller, citando ad esempio gli uffici di: 1) Avena (Poppi), istituito come collettoria negli anni ’20 di un secolo fa, 2) Ciciliano e 3) Moncioni (Montevarchi) che lo sono stati almeno fino al 1943.

La presenza nei quaderni di Lodovico Josz di bolli incisi per un servizio rurale, non ci dà certezza che quel timbro abbia avuto un suo uso, poichè il servizio potrebbe non essere stato mai attivato o, se attivato, il timbro non sia stato acquistato e consegnato. Molti di questi bolli li conosciamo attraverso i “Quaderni”, ma non sono stati rinvenuti su documento postale e pertanto non siamo ancora in grado di sapere se il servizio sia stato aperto, se il bollo sia stato ritirato o se la ragione di questa assenza sia dovuta alla scarsa corrispondenza trattata, oppure sia andata semplicemente perduta nel tempo.

In merito alla data di fornitura dei bolli da parte dello Josz si devono fare alcune precisazioni:

a) - Bolli dotati di datario per collettorie e uffici postali.
Lo Josz aveva l’abitudine di inserire la data durante l’incisione dei bolli, data che possiamo presumere corrispondente al giorno in cui il bollo era stato ultimato e la cui impronta era apposta sulle pagine del suo “diario”.
Questo non significa che la medesima corrispondesse alla data di consegna all’Amministrazione postale che ne aveva ordinato l’incisione, né tanto meno alla data certa di fornitura all’ufficio postale cui era destinato. Quanto mai arbitraria è quindi l’abitudine di alcuni studiosi di indicare come data di consegna e quindi di inizio uso del bollo, quella del datario.

b) - Bolli lineari corsivi per i servizi rurali e le collettorie (privi ovviamente di datario).
Per risalire all’epoca dell’approntamento e successiva data di fornitura, è necessario far ricorso all’approssimazione: occorre controllare se nella stessa pagina in cui appare l’impronta del bollo corsivo, o nelle precedenti o anche nelle successive, vi siano bolli con datario, perché ad esso si fa risalire la datazione, con la consapevolezza che questa risulta essere comunque approssimativa.

Dal 1864 al 1879 circa, sui Bollettini ufficiali delle Poste figurano gli elenchi anche dei servizi rurali attivati in ogni trimestre, non sempre tutti, ma certamente la parte più consistente.
Non tutti i servizi rurali elencati vennero effettivamente attivati e tanti furono istituiti in tempi successivi all’avvenuta segnalazione, altre volte risultano essere stati soppressi subito dopo l’istituzione, pur senza averne ufficializzato la notizia.