MEMORIE
di Antonio Rufini

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Memorie di un anziano collezionista di storia postale (CXXI parte):

SOPRACCARTE O BUSTE DI RACCOMANDATE AFFRANCATE CON IMPRONTA AD INCHIOSTRO ROSSO GRASSO DI MACCHINE AFFRANCATRICI (M.A.) DI UTENTI PRIVATI AUTORIZZATI ED ACCETTATE CON ETICHETTA DEL Mod.22-E – DAL 16/11/1986 ALL’IPOTETICO 31/12/2001 - PERIODO “LIRA”

Antonio Rufini

§2) – Seguito e termino di mostrare le vecchie Raccomandate accettate col blocchettario Mod.22-E, coi loro tagliandini numerati e ritagliati dal blocchettario stesso ed incollati al recto degli invii.
Nel precedente §1 non ho fatto cenno ed ho volutamente omesso di spiegare il perché dell’uso del tagliandino del Mod.22-E.; l’uso era vecchissimo; fu l’Unione Postale Universale (U.P.U.), già Unione Postale Generale, che nel 1882 stabilì che le Raccomandate fossero dotate delle etichette che vi ho mostrato e che vi mostro e che vennero usate in tutto il mondo da tutti i paesi aderenti all’U.P.U.
Successivamente l’Unione (delle Poste di centinaia di paesi) nel 1948 divenne Agenzia specializzata dell’O.N.U. con sede sempre in Svizzera, a Berna.

Fin poco dopo la seconda guerra mondiale l’invio delle Raccomandate era fatto “a norma U.P.U.”, con l’etichetta incollata che aveva una “R” stampata ed un proprio numero.

In Italia molti Uffici delle Poste non ebbero e fin verso gli anni ’80 dello scorso secolo la provvista dei blocchettari Mod.22-E dai quali prelevare l’etichetta da incollarsi sulle Raccomandate per l’interno; furono certamente gli U.P. con sporadica accettazione di Raccomandate nei quali seguitò ad usarsi il blocchettario Mod.22-I senza etichetta da incollarsi sull’invio: sulla Raccomandata veniva impressa una grande “R n°” con a fianco manoscritto il numero dell’invio (desunto dal blocchettario Mod.22-I); vi ho già mostrato codesti invii di Raccomandate (ricorderete: anche quelle affrancate con francobolli)

Le Raccomandate da inviarsi all’estero, sfornite di etichettina incollata, pare che venissero “ricondizionate” negli Uffici di scambio tra le Poste Italiane e gli altri paesi confinanti (4, poi 5); non sono riuscito ad appurare come l’”operazione” venisse effettuata e sul punto non posso che chiedere aiuto agli specialisti di Posta Italiana verso l’estero; non ho mai sentito parlare di “ricondizionamenti” per Raccomandate inviate alla Città del Vaticano o alla Repubblica di San Marino; ignoro cosa potesse accadere con invii verso il Principato di Monaco, ma forse, in loco, dal 1859 in poi dovrebbe aver applicato i suoi metodi la Repubblica Francese. Non sono riuscito ad avere informazioni relative alla posta senza tagliandino e inviata per aereo; veniva ricondizionata anch’essa?

Solo un po’ di anni dopo la Seconda Guerra Mondiale il metodo di incollare sulle Raccomandate il talloncino del Mod.22-E venne “legalmente” meno; mi è stato impossibile accertare quando; ma è un fatto che il “sistema” del tagliandino incollato (in molti U.P. italiani, non in tutti) fu un “sistema” duro a morire che venne praticato, a pelle di leopardo in tutta Italia, fino alla sua sostituzione prima con le A.M.R. (Francotyp e poi Citis e Sysco) successivamente tramite le accettazioni col “metodo” tracking & tracing.

Ho già raccontato come, per l’accettazione delle Raccomandate, la maggior parte degli U.P. non dotati di M.A.R. fossero stati autorizzati all’uso di numeratore a tre scatti e dei nuovi (si fa per dire, istituiti verso la fine degli anni ’60) tipi di Ricevuta Mod.22-O ricalco e Mod.22-O/C e successivi.
Però c’è da far notare che anche U.P. periferici di grandi centri urbani, cito Roma, Milano, Torino che avevano milioni di cittadini residenti e utenti, usarono l’indimenticabile talloncino bianco del Mod.22-E per le spedizioni da essi accettate fino a date prossime all’epocale cambio valutario (31/12/2001).

Le Raccomandate che mostro qui appresso, coi loro talloncini bianchi, datano fino all’anno 1996 ma non dubito che possano esserci usi tardivi anche per gli anni successivi e forse anche per l’anno 2000.
Ciò che mostro qui appresso è ciò che ho reperito e vi assicuro che ho cercato, non sono stato a guardarmi le unghie delle dita delle mani…….

Quindi le raccomandate che mostro datano dal 16/11/1986 (inizio del 20° Periodo Tariffario Raccomandate), fino al 25° Periodo; confermo che non ho reperito Raccomandate col tagliandino del Mod.22-E relative al 26° Periodo Tariffario ma confermo ancora che non dubito che ce ne siano; per le durate dei periodi tariffari invito i lettori a leggere il precedente paragrafo (mia Memoria 119).

Tutte le scansioni delle buste Raccomandate seguenti le ho realizzate a 300 dpi e solo quella proveniente da Ghemme (Ponti S.p.A.) a 600 dpi perché altrimenti era quasi illeggibile. Buona visione:















Sulla presenza e non presenza dei B.T.C. “assoluti” faccio un’unica considerazione; nelle Raccomandate sopra mostrate solo in 6 c’è il B.T.C. (in una settima c’è il B.T.C., ma obliterante un francobollo): forse la norma di bollare al recto gli invii stava cadendo in desuetudine ma non ho potuto appurare da quale data, da quale periodo.

Alcune delle Raccomandate sopra allegate mi hanno dato da pensare per i loro talloncini tratti dai Mod.22-E ed incollati sulle buste: mi ha lasciato perplesso la loro “datazione” che fu degli anni ’90: alcuni Uffici (es.: Roma Succ.le 39) all’epoca dell’accettazione col Mod.22-E erano stati già dotati di A.M.R. tipo Citis (alla M.A. Citis di Roma 39 era stato perfino variato l’indirizza del datario per cambio della collocazione dell’U.P.): perché l’uso del Mod.22-E se in taluni Uffici erano in servizio M.A.R. Citis ? Potrebbe essersi trattato di una postalizzazione diretta “sui generis” o di rottura/stallo della Citis non sostituita immediatamente dalla “ruota di scorta” a disposizione dell’Officina Provinciale, in somma da una delle Citis “Dir.Comp.Lazio” ? Verso il 2015 ho cercato di appurarlo in loco (per Roma 39, Via Yser 4) ma non ho concluso nulla: non v’erano più vecchi impiegati (già in pensione) e quelli presenti non sapevano un accidente di come, oltre i 15 o 20 anni prima, venissero accettate le lettere Raccomandate, tanto che quando parlai dei tagliandi Mod. 22-E fui guardato quasi fossi un extraterrestre.
Ho scoperto che con le accettazioni mediante Mod.22-E qualche piccolo pasticcio, in tanti anni ed in tanti U.P., possa essere capitato; ne mostro un singolo esempio a campione:

Questa qui sopra è una bustona commerciale color rosso cm. 23,5x18, un po’ lisa, da Cittanova (RC) il 24/1/1985 senza indicazione di mittente fronte/retro e con indicazione certa (manoscritta) di Assicurazione convenzionale fino a £. 10.000; periodo tariffario 1/6/1984-12/11/1985: lettera di 5° porto £. 4.200 + raccomandazione £. 1.500 + assicurazione convenzionale (fino a £. 10.000) £. 500 = totale £. 6.200 ma l’affrancatura fu di £. 6.250, 50 £. In più. L’etichetta del Mod.22-E, numerata a stampa, è proprio per Assicurata ma è incredibilmente sbiadita ed il nome dell’Ufficio venne manoscritto in color nero (mancanza del lineare in bronzo?). Sono presenti un B.T.C. “assoluto” e due obliteranti; e l’etichetta “sbiadita” mi ha dato da pensare: il blocchettario relativo dove veniva conservato? Al sole?

Ho terminato con questa Seconda Parte delle Raccomandate affrancate con A.M. privata ed accettate col blocchettario Mod.22-E (dal 20° periodo tariffario e fino alla fine del periodo “Lira”); rinvio quindi al prossimo paragrafo (Raccomandate affrancate con A.M. privata ed accettate con numeratore in cartella delle Poste).
Le scansioni allegate le ho realizzate da documenti di mia proprietà senza scaricare alcunché da Internet per non inciampare in problemi di violazione del diritto d’autore.

NOTE:

1) - Prima o poi sarò costretto a trattare e mostrare le Raccomandate anche ASSICURATE. Per i giovani che solo oggi si avvicinano alla Storia Postale allego i facsimile di come, in precedenza dal dopoguerra e fino alla fine degli anni ‘60, le Assicurate (quelle ordinarie con valore dichiarato, non le “convenzionali” fino a £. 10.000) e prima dell’introduzione delle buste termosaldate prodotte dalla torinese Tepak, dovessero essere, dagli Ufficiali Postali, cucite o ammagliate (qui appresso manifestini illustrativi dell’epoca); vedere per credere (i cerchietti rigati sono i sigilli di ceralacca):


Antonio Rufini
16-07-2026

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