|
|
|
|||||||||||||
| Memorie di un anziano collezionista di storia postale (CXIX parte):
|
||||||||||||||
SOPRACCARTE O BUSTE DI RACCOMANDATE AFFRANCATE CON IMPRONTA AD INCHIOSTRO ROSSO GRASSO DI MACCHINE AFFRANCATRICI (M.A.) DI UTENTI PRIVATI AUTORIZZATI ED ACCETTATE CON ETICHETTA DEL Mod.22-E |
||||||||||||||
| Antonio Rufini | ||||||||||||||
§ 1) - Riporto di seguito, in carattere corsivo ed in maniera estremamente succinta, la primitiva normativa regolamentare postale afferente, in periodo repubblicano, alle Raccomandate affrancate con impronta rossa di Macchine Affrancatrici di utenti privati ed Enti autorizzati dalle Direzioni Provinciali; ma all’interno di parentesi quadre indico, però in carattere Colibrì normale, i rinvii alle normative successive: “……Il mittente deve applicare l’impronta della macchina affrancatrice, corrispondente alla tariffa prescritta, all’anglo superiore destro dalla parte dell’indirizzo. Tale corretta posizione dell’affrancatura [che sarebbe stata, poi, uno dei requisiti della “normalizzazione”] è da applicarsi senza esasperato fiscalismo; pertanto è sufficiente che l’impronta rossa sia posta in alto verso destra al di sopra dell’indirizzo, anche se non esattamente nell’angolo superiore destro del frontespizio o anche se per la sua dimensione ecceda lo spazio di circa mm. 100 x 35 in alto a destra del recto in cui l’Amministrazione raccomanda di contenere l’affrancatura per agevolare la lavorazione delle corrispondenze. Qualora l’impronta-valore impressa dalla macchina affrancatrice dell’utente o Ente privato sia stata applicata in altra parte dell’invio, anche a tergo, l’affrancatura deve ritenersi comunque valida e alla corrispondenza deve darsi regolare corso" [successivamente, però, tenuto conto della mancanza di uno dei requisiti della normalizzazione, sarebbe stata applicata la normativa per gli invii non normalizzati, con tassazione secondo il “porto” immediatamente superiore](1). "In tali casi l’Ente mittente dovrà essere cortesemente invitato ad uniformarsi, per l’avvenire, alle disposizioni in materia di francatura a macchina delle corrispondenze. Ogni servizio accessorio richiesto (Avviso di ricevimento, Espresso, Assicurazione, Assegno, Posta Aerea [fino al termine di tale supplemento], nonché il diritto di “fermo in Posta”) deve essere obbligatoriamente pagato anticipatamente dal mittente autorizzato all’uso di Macchina affrancatrice. Le corrispondenze raccomandate affrancate con impronta di Macchina Affrancatrice di tali utenti vengono accettate singolarmente con i normali mezzi in uso dell’Ufficio Postale di appoggio (modelli 22-I o 22.E; poi A.M.R. di M.A. d’Ufficio o numeratore meccanico in cartella da usarsi con le ricevute madre/figlia Mod. 22-O/C)……”. (riferimenti alla normativa, così: §13 B.U. 30/1977 parte seconda; circolare D.C.S.P./1/1/85499 del 14/9/1982; circolare D.C.S.P./1/17845 del 10/3/1982; circolare D.C.S.P./1/19/RC/78 del 17/2/1978; §96 B.U. 27/1980 parte seconda; avvertenze inserite nel Codice di Avviamento Postale edizione 1989; §12 B.U. 3/1980 parte seconda; §171 Rassegna P.T. 1935; §81 B.U. 17/1982 parte seconda). In generale per quanto riguarda l’accettazione “manuale” delle Raccomandate post Seconda Guerra mondiale (periodo al quale mi sono sempre interessato) rinvio alle precedenti due mie memorie nn. 103 e 105 delle quali, per i lettori non specializzati in “raccomandate”, ritengo che siano necessarie di una lettura od una rilettura: sono state pubblicate dal Direttore Monticini su questo periodico online il 30/9/2025 ed il 28/10/2025; ma se fosse difficile cercarle nell’indice generale per Autori (tantissimi, una vera Brigata di Fanteria dell’Esercito) sono facilmente raggiungibili cliccando, nella pagina iniziale de IL POSTALISTA, sul pulsante in alto a sinistra VAI ALL’INDICE GENERALE e poi, quando s’apre il successivo indice a tendina, su ATTUALITA’ ed infine su MEMORIE. Dato lo straordinario numero di U.P. aperti al pubblico in tutta la Repubblica (oltre 11.000. forse 12.000) e l’enorme numero di M.A. di privati in funzione (all’epoca quasi 60.000 e forse più) acquistate da Ditte, in talun U.P. fu cosa normale che potesse essere accaduto qualche piccolo fraintendimento della normativa o che qualche impiegato ne abbia data una interpretazione sua personale. Di più: di buste Raccomandate, accettate prima dell’introduzione del blocchettario Mod.22-E, cioè quelle accettate col blocchettario Mod.22-I (senza talloncino da incollarsi sulla Raccomandata, residuo del periodo Regno, invii non a norma U.P.U.) ne ho trovate solo tre e le mostro di seguito; per la loro datazione è come se fossero “fiori posto”. Insomma, mentre di invii col blocchettario Mod.22-E ne ho tantissimi, di invii col blocchettario Mod.22-I ho solo i tre che sto per mostrare; conclusione: invii con la grande “R” (dismessa assieme alla dismissione del blocchettario Mod.22-I) debbono essere stati pochissimi e relegati ad U.P, che ebbero presentazioni di Raccomandate in numero risibile e “zero” utenti di M.A.. Si tenga inoltre presente il fatto che le Raccomandate con incollato il tagliandino/etichetta del Mod. 22-E erano “normalizzate” a norme U.P.U., ma gli “altri” invii no (quelli accettati col blocchettario Mod.22-I).
Vorrei credere che le scansioni degli invii postali sopra allegati bastino! Ho un po’ calcato sui colori di alcuni degli oggetti mostrati per meglio evidenziarli ai lettori: qualche talloncino dei Mod.22-E è risultato di un innaturale colore beige chiaro invece che bianco; vada bene anche così; le scansioni allegate sopra le ho realizzate da materiale di mia proprietà senza usare immagini prelevate dal Web per evitare possibili problemi di violazione del copyright. NOTE:
Antonio Rufini | ||||||||||||||
|
||||||||||||||