MEMORIE
di Antonio Rufini

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Memorie di un anziano collezionista di storia postale (CXV parte):

BUSTE (O SOPRACCARTE) DI LETTERE RACCOMANDATE
DAL 2/6/1946 AL 31/12/2001:
METODI DI ACCETTAZIONE

Antonio Rufini

§4) RACCOMANDATE AFFRANCATE DAI MITTENTI, ACCETTATE CON MACCHINE AFFRANCATRICI (M.A.) DELLE POSTE (PRIMA PARTE).

Metto subito le mani avanti: in periodo repubblicano le M.A. usate dalle Poste per gli invii raccomandati sono state: a) per accettazione e tassazione (escludendo casi eccezionali) di soli cinque fornitori: “HASLER”, “FRANCOTYP/AUDION”, “CITIS” (poi rinominato T.A.E. <Telefonia-Automazione-Elettronica> poi rinominato E.M.S. <Elettronica-Meccanica-Sistemi>), “SYSCO”, “OLIVETTI”; b) per sola accettazione (senza poter tassare) “ROTOTYPE”.

Data l’anomalia degli invii “affrancati” ed accettati con M.A. delle Poste, io ho reperito solo ciò che posso mostrare qui appresso e di qualcosa difetto , tipo le Raccomandate affrancate e accettate con M.A. Sysco. Cosa che ha dell’incredibile di Raccomandate affrancate ed accettate con M.A. Sysco ne ho fatte varie decine, ma gli invii sono finiti ai singoli destinatari e a me sono tornati a casa i soli Mod.23-I (Avvisi di Ricevimento) che ebbi già a mostrare qui su IL POSTALISTA.

Della mia manchevolezza collezionistica mi accorsi solo 20 anni or sono, dopo l’acquisto della pubblicazione n° 206/1999 dell’A.I.C.A.M., a cura di Mario Pozzati; ma ormai indietro non potevo tornare…… Recentemente mi ha “salvato” l’amico Pirazzoli fornendomi una Raccomandata affrancata e accettata con Sysco. Quindi mostro ciò che ho potuto raccogliere.

Preciso, inoltre, che gli invii raccomandati affrancati ed accettati/tassati con M.A. delle Poste possono essere sia comuni che pregiati: A) quelli presentati in Posta e pienamente affrancati ed “in tariffa” da mittenti per disfarsi di francobolli sono comuni (anche se circolati col servizio “A.R.”) e spesso provengono da persone ignare del fatto che l’U.P., dal quale avrebbero spedito, era stato dotato di nuova M.A. (da usarsi al posto del blocchettario Mod. 22-E o del numeratore metallico in cartella a tre scatti)(1); B) quelli tassati per integrazione di quanto affrancato a causa di aumento tariffario improvviso e ignoto al mittente sono pregiati; C) quelli tassati di piccolissimo importo per affrancatura insufficiente di poche Lire, quando non di chiara origine filatelica, sono molto pregiati; D) quelli con la richiesta del servizio ESPRESSO ed affrancati in tariffa sono molto pregiati; E) quelli con la richiesta del servizio ASSICURATA sono rari; F) quelli con etichette arancione della restituzione sono sempre pregiati; G) quelli con richiesta del servizio CONTRASSEGNO sono molto rari; H) quelli con la richiesta del servizio FERMO IN POSTA, pagato coi francobolli anticipatamente dal mittente ma non di origine filatelica, sono della più alta rarità.

Termino le premesse con l’affermare nuovamente che in vari U.P., dotati da decenni di M.A., gli invii parzialmente affrancati siano stati eseguiti dai mittenti per “disfarsi” di vecchi valori, anche di importi ormai travolti dalla svalutazione della Lira; inoltre in quegli U.P. serventi per esempio un solo piccolo centro o Comune e con utenti ormai al corrente del fatto che l’U.P. accettasse le Raccomandate a macchina (senza dover preventivamente affrancare), le Raccomandate affrancate ed accettate con M.A. siano di fatto quasi inesistenti.

C’è da tener presente, però, che in Italia ci siano stati in funzione (aperti al pubblico) circa 12.000 U.P. e che in buoni 5.000 circa siano state in uso le vecchie M.A. (delle circa 7.000 acquistate, quelle stampanti in “rosso” con inchiostro grasso) prima della nuovissima fornitura (anni 1999-2001) delle nuove M.A. Olivetti funzionanti col sistema tracking-tracing.

Aggiungasi che molti utenti ormai erano “disavvezzi” non solo all’acquisto di valori e all’uso dei francobolli ma “viziati” dalla comodità di poter presentare in U.P. gli invii “nudi” (ma con la “ricevuta” precompilata), senza pensare a nulla se non pagare il dovuto allo sportello, ritirare la ricevuta convalidata dalla M.A. e uscire dall’U.P...

Negli anni ’60 si verificarono molti cambi in aumento delle tariffe postali; alcuni periodi tariffari ebbero durata di pochi mesi e gli oggetti circolati in tali periodi con porti della lettera superiori al secondo non sono affatto comuni; identico accadimento si verificò negli anni ’80 durante i quali ci furono molti cambiamenti tariffari con uno perfino di 4 mesi di durata.

Prego quindi di valutare con cura sia le date di partenza delle Raccomandate qui appresso, importante per considerarne il perché dell’affrancatura preventiva (prima dell’accesso all’U.P.), sia dei “porti” che servizi aggiuntivi eventualmente richiesti, sia l’U.P. nel quale le Raccomandate vennero presentate (ordinarie nei grandi Uffici ed assolutamente inusuali nei piccoli Uffici).

Le Poste acquistarono negli anni ’60 circa 180 M.A. francesi Francotyp Taxograph che vennero distribuite in tutta Italia solo a grandi Uffici, quelli con gran mole di accettazione di Raccomandate: grande accettazione di Raccomandate significa pure grande numero di Raccomandate ancora circolanti per uso collezionistico……..Però ho sentito parlare di collezionisti che si sono occupati solo di Raccomandate accettate con quelle M.A. e che hanno fatto raccolta per numero di matricola……..Io allorquando le Poste misero in servizio le Taxograph ero ancora al Liceo, collezionavo esclusivamente francobolli che poi abbandonai e non sapevo nemmeno cosa fosse la Storia Postale.

Divido la visione delle Raccomandate affrancate ed accettate con A.M.R. P.T. in due parti; questa prima va da metà degli anni ’60 (periodo d’uso delle M.A. Francotyp Taxograph tipo 4) fino al 31/12/1980 (termine di un lungo periodo tariffario); la seconda parte comprenderà gli invii dell’1/1/1981 al 31/12/2001 (fine del periodo Lira); in somma ho diviso gli oggetti postali da mostrare in due periodi pressoché simili, circa 20 anni il primo periodo e venti anni il secondo: i quaranta anni d’oro delle indimenticabili “rosse”.
Le Raccomandate che seguono le esibisco cronologicamente per “periodi tariffari”.

Buona visione.

















Ho contenuto le buste allegate in una trentina, anche se avrei potuto “esuberare” senza problemi; i lettori debbono credermi: m’è stato difficilissimo recuperare oggetti postali dei brevi periodi tariffari degli anni ’60 accettati con A.M.R. della gigantesca macchina francese Francotyp Taxograph/E.
Come anticipato non ho quasi recuperato corrispondenze affrancate e accettate con A.M.R. tipo Sysco se non una sola; codeste M.A. sperimentali sono state poche (120) ed in uso esclusivamente nella mia Regione Lazio per soli 12 anni (circa).
Arrivederci con la SECONDA PARTE di questo Capitolo (invii raccomandati circolati dall’1/1/1981 fino al termine del periodo Lira e accettati con M.A. d’Ufficio).

 

NOTE:


1) Invito alla lettura del mio primo paragrafo per la comprensione di termini e acronimi. In questo paragrafo ci sono acronimi perfino non presenti nei precedenti: M.A. (Macchina Affrancatrice), A.M.R. (Affrancatura Meccanica Raccomandata), P.d.S. (Punzone di Stato); il P.d.S. è l’impronta a forma di francobollo (anche con finta dentellatura, ma non sempre) e contenente all’interno l’importo percepito dall’U.P..

2) Quando su di una vecchia corrispondenza affrancata, come quella mostrata, incontro il valore da £. 200 della Serie Ordinaria “Michelangiolesca” (edita il 6/3/1961), che è ancora usabile per affrancare, mi viene il magone pensando al suo valore intrinseco di allora e a quello di oggi: era il francobollo di importo più alto della Serie (nel formato piccolo tipo “Siracusana” perché i valori da £. 500 e £. 1.000 erano in formato extralarge), stampato in calcografia (quindi quasi impossibile da contraffare, da riprodurne dei “falsi”); ma oggi, se in affrancatura, varrebbe €uro 0,10, mentre all’epoca il suo importo aveva una vera “consistenza” dato che con Lire 200 si potevano acquistare 5 o forse 6 biglietti per il trasporto pubblico urbano (bus, tram, Metro) o giocare, in due coppie, a 4 partite (da 20 palline a partita) a calcio-Balilla (biliardino, calcetto). All’epoca io c’ero, giovanissimo ma c’ero (16-17 anni), lo ricordo e posso riferirlo; oggi preferirei non sapere codeste cose ma in compenso avere una sessantacinquina di anni in meno….

il 26 maggio

Antonio Rufini
27-04-2026

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