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| Memorie di un anziano collezionista di storia postale (CXIV parte): | ||||||||||||||
VECCHI FOGLI COMPLETI DI FRANCOBOLLI DELLA SERIE ORDINARIA “CASTELLI D’ITALIA” COSA FARNE? |
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| Antonio Rufini | ||||||||||||||
Nell’Ufficio di Roma Filatelico in Via Mario de’ Fiori in Roma, a metà degli anni ’90, coinvolsi un’impiegata addetta e mi feci far vedere quali fogli di francobolli della Serie Castelli avesse ancora nel classificatore dei valori che, supposi, potessero essere ormai quasi esauriti da illo tempore. Così acquistai 10 fogli completi di valori da Lire 5 della Serie Ordinaria “Castelli d’Italia” (quelli con l’immagine rotocalcografica del Castel Sant’Angelo di Roma); i fogli, figuratevi un po’, costavano 500 Lire cadauno ed i 10 portati via da Roma Filatelico valevano, in gelateria, quanto una granita di caffè con panna ! Acquistai anche due fogli del Castello Sforzesco di Milano che aveva valore facciale di Lire 10 a francobollo; un foglio intero l’ho usato e l’altro era ancora in mie mani fino a poco tempo fa. Detti valori mi occorrevano (e li ho impiegati per davvero) per le mie affrancature filateliche, per completare altri valori che acquistavo (sottovalore) delle precedenti emissioni (£. 170, £. 150, £. 120, £. 90, £. 40); e basterebbe dare un’occhiata ai miei Mod.23-I che ho già mostrato su IL POSTALISTA (memorie 101A, 93A, 86A, 81A, 70A e 36A) per scoprire che uso massivo io ne abbia fatto. Però io affrancavo (ma spesso facevo affrancare da un amico) anche le buste Raccomandate da inviare per dovere d’ufficio; il piccolo valore da £. 5, in coppia, lo usavo per completare qualche vecchio valore che non era di importo “tondo”. Poi, con l’aumentare delle tassazioni, sono stato costretto a dismettere l’uso dei piccoli valori (il “Castello” da £. 5, quello da £. 10 e quelli da £. 20 e 30) perché sulle buste delle mie corrispondenze, tutte formato “americano” (cm. 23x11 circa) il posto non c’era proprio. Ho usato nelle affrancature (buste ed Avvisi di Ricevimento) i valori più adatti, perfino i £. 10, i £. 20 ed i £. 30 (dei “Castelli”) ma mi rimasero inutilizzati i cinque fogli completi del £. 5 “Castello” (numeri di tavola progressivi dal 79150 al 79154) nonchè un foglio del £. 10. Il motivo è logico: al cambio lira/€uro il francobollo da £. 5 vale €. 0,0025822844 e quattro francobolli da £. 5 (cioè 20 £.) valgono €. 0,0103, cioè un solo centesimo di €uro; cosicché èra difficile arrotondare perfino i vecchi primi francobolli in €uro per l’affrancatura di primo porto (da € 0,41) per portarli ad €euro 0,45 od €uro 0,60; l’impresa era possibile realizzarla solo su di una bustona commerciale da circa cm. 33x23 e aggiungasi poi che oggi non si bolla quasi più nulla, nemmeno nei C.M.P. e per ottenere invii con tanti francobolli incollati occorreva avere a disposizione qualche impiegato di un piccolo U.P. e che fosse accondiscendente a mettersi a bollare tutte quelle “figurine” colorate.(1) Però a settembre 2025, tramite il disponibile nostro Direttore Roberto Monticini (il quale, da che ho memoria, fa sempre da “tramite” tra Collaboratori e lettori), ho regalato uno dei fogli da £. 5 e l’unico del £. 10 al Prof. Nicola Luciano Cipriani ed un altro foglio, sempre del £. 5 alla Sig.a Ketty Bergogno: entrambi dediti ad una nuova pubblicazione sui “Castelli d’Italia”; un terzo foglio l’ho inviato per POSTA1 all’amico Nino d’Aponte il quale me lo ha chiesto, ma la Posta mi ha restituita la busta per non aver trovato il destinatario (sic !).(2) Conclusione: nel mio classificatore sono restati “a dormire” due fogli completi del £. 5 “Castelli”; oltre a qualche altro foglio completo di qualche “commemorativo” che andrò a scovare con comodo. Già da più di 25 anni misi detti fogli nella mia gigantesca cedolista (scansionata: oltre 10.000 immagini; riempiono un DVD) per offrirli a chi ne avesse interesse. Cosa debbo congetturare? Forse gli specialisti della Serie Ordinaria “Castelli d’Italia” saranno e da decenni pieni, fino alle borse degli occhi, di fogli completi dei tanti valori della Serie, dei “normali” (quelli stampati correttamente) e di quelli con “infiltrazioni di colore”, con varianti, con colori fuori registro etc.. Trovai perfino un tabaccaio, dalle parti di Piazza Alessandria nella mia città, che s’era conservato e si teneva stretto un foglio intero del valore Castello da £. 50, quello apparso post anno 1992 e con la data “1980” in Ditta (sulla cornice): poveretto, pensava di avere in tasca qualcosa tipo un foglio intero di “Gronchi Rosa”! Ed io so che un foglio di valori di Serie Ordinaria potrà avere un qualche plusvalore a 100 anni data dall’emissione, con l’eccezione delle varianti catalogate e certificate (che quindi hanno un plusvalore immediato). Ma i “Castelli” dei quali sto narrando sono stati messi in vendita a settembre 1980 e l’anno 2080 nel quale si verificherà il centenario è molto ma molto “di là da venire”! E’ un fatto, però, che io non abbia avuto richieste nemmeno di un solo foglio (“Castelli” £. 5 e £. 10). Erano così disinteressanti? Aggiungo: non ho avuto nemmeno richiesta per la sola curiosità di saperne il prezzo, rectius: il valore di scambio! Mi ripeto: io non “vendo” ma cedo “a scambio” oggetti vari di Storia Postale usando un mio “valutometro” a punti di tutta la Storia Postale (esclusivamente per il Servizio Corrispondenze contemporaneo <periodo repubblicano>) e se il mio valutometro mi veniva e mi viene contestato (quasi spesso), chiedo allora alla mia controparte di farne uno a suo giudizio e mi ci adagio, mi adeguo al suo valutometro (che altrimenti non ottengo scambi). La stampa dei rimasti soli due fogli interi in mie mani (che ebbero stampa in rotocalcografia), non mi pare che abbia varianti strane di colore o infiltrazioni, del tipo di tutte quelle finora catalogate da Ketty Borgogno; sono fogli di francobolli di una normalità normale da mettere angoscia…... I fogli interi li ho conservati nel classificatore ma piegati a metà (orizzontalmente), così come appaiono nelle due scansioni allegate (per far entrare la scansione nel foglio A4 ho ritagliato dalla scansione stessa il solo bordo basso <quello con il numero di tavola>); all’epoca non avevo nessuna intenzione di acquistare grandi cartelle cartonate per la conservazione dei fogli non piegati, dato che a me servivano veramente per completare le affrancature, che erano destinati ad essere “tagliati”. Forse è per codesto motivo (la “piegatura”) che non sono riuscito a trovare un “marito” alle mie figlie? Chissà ? Conclusione (amara): ho i miei due fogli completi di “Castelli” da £. 5 e non so ancora cosa farne. Sarà successo solo a me? Passo alle relative scansioni; buona visione a tutti gli specialisti di francobolli di Serie Ordinarie:
NOTE: 1) – E’ difficile perfino usare i miei piccoli valori per averne una bollatura filatelica; l’ultimo importo minimo previsto per la bollatura filatelica era di £. 450 (0,23 centesimi di €uro). Forse avrei dovuto pensarci un pochino di tempo fa, quando negli Uffici c’erano ancora i B.T.C. o i B.T.FMR o i B.T.PI e l’intero foglio del “Castello” da £. 5 valeva 500 Lire……….E forse la medesima titubanza potrebbero averla avuta, negli anni ’60, altri possessori di fogli interi, per esempio del francobollo da 50 Centesimi di Lira della Serie Ordinaria “Italia al Lavoro”, quella incisa dall’indimenticabile Corrado Mezzana, sia di prima emissione (filigrana Ruota Alata) che di seconda (Stelle 1)……..
Antonio Rufini | ||||||||||||||
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