MEMORIE
di Antonio Rufini

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Memorie di un anziano collezionista di storia postale (CX parte):

UN FRANCOBOLLO SBAGLIATO E RITIRATO DAL COMMERCIO MA SOSTITUITO DA ALTRO CON L’ERRORE CORRETTO – VALORE ADESIVO DELLO S.M.O.M. DI OLTRE 30 ANNI - COSA FARNE?

Antonio Rufini

Prima delle ferie estive dell’anno 1993 mi trovai per caso a salutare, nel suo negozio, il mio vecchio amico Tobia Stile il quale per la moglie gestiva di fatto la vendita di francobolli e monete (in Roma Via dei Due Macelli).

Dopo essermi trattenuto con lui lo salutai amabilmente facendogli anche gli auguri di buon Ferragosto, dato che non ci saremo più sentiti fino da settembre, nemmeno telefonicamente, perché io con la mia famiglia sarei stato in vacanze in Calabria per tutto il mese di agosto.

Prima di lasciarci il vecchio amico mi consegnò un suo regalino in una piccola bustina di carta pergamino: un francobollo singolo del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi, di Cipro e di Malta (per noi romani semplicemente “Ordine di Malta” e filatelicamente “S.M.O.M.”)(1) che, mi disse Tobia, forse passati cinquanta anni avrebbe avuto un qualche plusvalore.

Si trattava del valore di POSTA AEREA dell’8/3/1993 da 5 Scudi(2) emesso per commemorare la Convenzione Postale dello S.M.O.M. con il Canada e con inizio il 23 settembre successivo. Eccolo:


Il francobollo è un B.d.F. integrale basso; l’ho sempre conservato nella sua bustina e poche volte l’ho estratto da lì, ma sempre con le pinzette filateliche.

Perché il vecchio Tobia mi disse che quel francobollo avrebbe avuto nel tempo una certa rivalutazione (egli lo aveva comprato al valore facciale e i 5 Scudi equivalevano a circa Lire 2.000 dell’epoca)?
Il fatto enorme era che il francobollo conteneva un errore macroscopico: il Canada veniva indicato come “REPUBBLICA”, mentre invece era (ed è ancora) un REGNO, con CAPO DELLO STATO dell’epoca la Regina Elisabetta Seconda di Inghilterra ed attualmente di Re Carlo Terzo di Inghilterra.(3)
Chi può dire, oggi, come possa essere stato commesso cotanto errore?

Dubito che possa essere stato qualcuno dell’I.P.Z.S. all'Ufficio Grafico venne consegnato un “bozzetto” col quale venne realizzata una lastra da stampare poi in rotocalcografia; molto verosimilmente la “svista” (eufemismo per non dire brutalmente “ignoranza” della Geografia Politica mondiale) provenne probabilmente dall’Ufficio Filatelico e Numismatico dello S.M.O.M.; e per evitare la svista sarebbe bastato dare un’occhiata ad un Atlante Geografico dell’Istituto De Agostini di Novara, manuale notissimo ed in possesso di ogni scolaro di allora (scuole Medie inferiori e superiori). E su cotanto errore mi arresto qui.
Cosa successe dopo le prime vendite?

Qualcuno (tra gli acquirenti o gli addetti ai lavori cioè <commercianti> o direttamente l’Ambasciata del Canada in Roma) s’accorse della eccezionale “perla” e fece presente l’errore allo S.M.O.M.. Quindi le vendite vennero bloccate, fu chiesto all’I.P.Z.S. (o ad altri) di stampare un nuovo valore, uguale a quello –errato- ma con l’indicazione di “CANADA” e basta.(4)

Conclusione della vicenda: prima di Ferragosto allo S.M.O.M. di Roma Centro (Palazzo Magistrale in Via dei Bocca di Leone 68) arrivò il nuovo francobollo “corretto” di cui seguitarono le vendite.
Ed i restanti primi francobolli, quelli contenente l’errore?

Beh accadde un comportamento speciale e che può attendersi quasi esclusivamente da una vecchia ed affidabile istituzione, cosa tipica dello S.M.O.M.: Sua Altezza Eminentissima 78° Principe e Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Fra’ Andrew Bertie (1929-2008), un inglese che era a capo dello S.M.O.M. dal 1988 (succedendo al predecessore Fra’ Angelo de Mojana de Cologna), al fine di evitare possibili speculazioni, provvide personalmente all’incenerimento dei fogli di francobolli –errati- ancora giacenti (quelli tolti dalla vendita).

L’Ufficio Filatelico e Numismatico dello S.M.O.M. comunicò il numero dei francobolli –errati- venduti al pubblico: 9089.

La storia di quel valore si arresta qui; per i collezionisti si tratta del n° 47 del Catalogo Sassone ed il suo sostituto (con dicitura corretta) ebbe il n° 47/I.

La mia foto, sopra, non è stata il massimo della riproduzione; quindi qui appresso allego mia scansione del francobollo assieme a quella del valore che lo ebbe a sostituire (e che non possiedo, scansione tratta da Catalogo, colori falsati e immagine al 125% dell’originale):

Il francobollo –corretto- non ebbe solo le nuove parole “IL/ C A N A D A” al posto di “LA/ REPUBBLICA DEL CANADA”; infatti in cornice non v’è più l’indicazione, centrata, dello stampatore (IPZS – ROMA) con l’anno (1993) ma “Printex MALTA” a sinistra e l’anno “1993” a destra.

Il francobollo –errato- è in vendita su eBay; lo offrono due venditori professionali con costo da 71 a 100 €uro (più spese postali; forse quello che lo offre a 100 spese postali comprese); mie considerazioni su come viene classificato:

A) un venditore lo classifica come “NON EMESSO” ed è un’inesattezza bella e buona perché il valore è stato regolarmente emesso e venduto al pubblico;

B) un altro venditore classifica il francopbollo come “PROVA”, altra inesattezza, dato che il francobollo –errato- era regolarmente emesso e venduto, non era una “prova” di stampa.

Cosa altro posso osservare? Sono trascorsi oltre 30 anni e il francobollo –errato- che venne venduto al pubblico a circa 2.000 Lire viene ora offerto in vendita a 71 €uro. Si è rivalutato? Non so cosa affermare e la decisione la affido ai miei figli, ma tra altri 20 anni, al 2043 cioè trascorso il mezzo secolo dall’emissione del valore, come mi aveva anticipato il vecchio amico Tobia.
Ci saranno oggetti postali inviati in Canada con quel valore?

Ignoro quanti possano essere i collezionisti di francobolli nuovi dello S.M.O.M., ma posso congetturare che ciascuno di essi abbia già acquisito il francobollo –errato-! E quanti altri francobolli dei circa 9.000 venduti saranno in circolazione? Se talun lettore ne sappia più di me sarebbe opportuno che lo pubblichi.
Di mio posso aggiungere un'altra storia personale.

Dalla fine degli anni ’90 misi in circolazione una mia gigantesca “CEDOLISTA” di Storia Postale varia (da scambiare) con migliaia di immagini ivi scansionate e relative descrizioni; era contenuta in molti CD contenenti 600 scansioni cadauno, dato che all’epoca non tutti i miei “corrispondenti”, coi quali avviare gli scambi, avevano il pc in grado di leggere i DVD ma i soli CD.(5)

Nella Cedolista ho sermpre inserito quel valore, il francobollo –errato- dello S.M.O.M. e ritirato dal commercio; io non compravo e non vendevo, ma faccevo scambi di materiale postale usando un personalissimo valutometro a punti; orbene: del valore predetto non ho mai avuto richieste, nemmeno per conoscerne il valore (simbolico, per scambio) che gli attribuivo!

In conclusione: ho ancora in casa una figlia femmina alla quale non sono riuscito a trovare marito.
Anche stavolta spero di non aver annoiato con le mie elucubrazioni da ottantaduenne.

 

NOTE:

1) Non voglio qui imbarcarmi su disquisizioni storiche astruse. Per noi romani lo S.M.O.M. è una cosa “normale”, sue Ambulanze ed auto sono iscritte al P.R.A. con regolare targa (le ambulanze come “S.M.O.M.” ma considerate come ambulanze dell’Esercito Italiano e le auto civili come Corpo Diplomatico coi numeri terminali “XA”). Lo S.M.O.M. ha un bell’Ospedale molto quotato qui in Roma (zona: Parco de’ Medici) e varie sue proprietà immobiliari che godono il “beneficio” della Extraterritorialità (come se fossero Ambasciate di Stati esteri riconosciuti dalla Repubblica Italiana) ed insomma, tanto per non andare troppo per le lunghe, lo S.M.O.M. è uno Stato “senza territorio”, è riconosciuto dall’Italia e da moltissimi altri Stati mondiali ed Organizzazioni internazionali (U.E., O.N.U., etc.) coi quali intrattiene amabili rapporti e, importantissimo, si occupa di Assistenza Sanitaria, praticamente quasi gratuita, in tutto il mondo. Invito i lettori a scoprire nelle loro Enciclopedie la storia e le vicissitudini dello S.M.O.M.: si tratta di un’incredibile storia bella e interessantissima da leggere.

2) Lo S.M.O.M. è un’istituzione vecchissima e la sua moneta è il lo SCUDO che si divide in 12 TARI’ od in 240 GRANI. La monetazione dello S.M.O.M. ricorda moltissimo la monetazione del Regno di Sicilia: i filatelisti potranno controllare i francobolli del Regno delle Due Sicilie, quelli per la Sicilia fino al 1860 ed i collezionisti numismatici la monetazione relativa.

3) Anche qui non voglio dilungarmi su disquisizioni politiche: le 10 Provincie indipendenti e federate del Canada e i tre territori amministrati dal Governo Federale sono ancora un “regno”, punto e basta. Chi vorrà potrebbe dare un’occhiata in Wikipedia per averne conferma. Il Capo dello Stato del Canada è Re Carlo, non ci sono fraintendimenti. Anche sul nome dello Stato c’è qualche piccolo problema: la Provincia del Québeq estesa 5 volte l’Italia e che rappresenta il 25% della popolazione canadese complessiva ma che ha per lingua ufficiale non la lingua inglese ma quella “francese” pretenderebbe che il nome dello Stato abbia l’ultima vocale “a” accentata ed anche noi, in Italia, nominiamo lo Stato con o senza l’ultimaa “a” accentata, a seconda del gradimento di chi parla.

4) Chissà perché non venne scritto anche “REGNO”? Pudore o senso di colpa nel mostrare solo CANADA, visto che il francobollo ritirato aveva l’aggiunta REPUBBLICA? E poi il luogo di stampa: qui in Roma? Oggi lo S.M.O.M. batte le proprie monete qui in Roma ma non ho notizie di sua tipografia per i francobolli. Io però non mi occupo più di francobolli da dopo lo sboom del 1965 e non sono quindi aggiornato.

5) Occorre soffermarsi e riflettere sui “mezzi tecnici elettronici” di allora; i pc fissi leggevano i soli dischetti rigidi da 3,5’ e chi possedesse un pc dei primi anni ’90 era costretto ad acquistare l’hardware esterno per la lettura dei CD. Oggi la mia cedolista è contenuta in un singolo DVD che seguito a copiare, a masterizzare e distribuire, anche se è un hardware obsoleto; ma è però facile da inserire in una bella busta a bolle da spedire per posta, senza paura che venga rovinato (elettronicamente) dal passaggio sotto le macchine dei CMP, come potrebbe accadere ad una nuovissima chiavetta USB o ad una schedina di memoria, di quelle moderne e ultrapiatte (spesse 3 millimetri e formato cm. 5,3 x 2,3) ed ultradinamiche, ma che se si avvicinano anche poco ad una modesta calamita o a qualcosa di magnetico il loro contenuto finisce male e risulta illeggibile. L’hardware DVD inizia ad essere vecchiotto; tra 4 anni dubito che possa essere inserito il relativo lettore nei “pc portatili”, salvo acquistarlo a parte, con funzionamento “esterno”…….Io ho ancora, per il mio pc fisso, i “lettori esterni” di dischetti da 3,5’ e di schede cm. 8,5 c 5,5 (del tipo “carta di credito”) per la firma digitale, ma negli ultimi 9 o 10 anni sono sempre restati a dormire tranquilli nelle loro scatole di cartone della confezione originale; in somma non c’è più occasione d’utilizzo ! Il progresso tecnologico è inarrestabile…….

a marzo

Antonio Rufini
13-01-2026

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