|
|
|
|||||||||||||
Giovanni Battista Molon, geniere alpino |
||||||||||||||
| Samuel Rimoldi | ||||||||||||||
La corrispondenza prosegue con un biglietto in franchigia inoltrato via aerea, affrancato per 50 cent, attraverso l’ufficio di Posta Militare n. 108 in data 20.9.1942. Il nostro Giovanni Battista indica ancora la Posta Militare n. 6 pur utilizzando altri uffici postali.
Nel testo: “Fronte Russo 19.9.42 XX Miei cari, come ieri ho promesso, adesso mi sono accinto a scrivere. Domani è domenica. Ormai è legge dei nove che alla domenica si faccia il bagno. L’incaricato, o meglio il dirigente di questa operazione sono io. Fuori impossibile farlo; ci ci buscherebbe una polmonite. L’unica è farlo in cucina, dovrò fare in maniera che l’acqua che cade in terra scorra sino fuori casa. Dovrò fare un buco nel muro a livello terra, in modo che a ½ piccoli canaletti praticati in quadrato in un angolo della stanza, l’acqua si raccolga ed esca dal buco: perché il bagno lo facciamo quasi a doccia con acqua calda. Peccato ch’io sia senza sapone. Il caporale però mi presterà il suo. Speriamo m’arrivi presto il pacco che so ne contiene tre pezzi. Dovrò poi con due teli tenda ed un palo conficcato in terra fare una cabina in un angolo della stanza. Come vedete da radiotecnico divento architetto. Ma basta sapercisi aggiustare! Domani poi c’è rancio speciale, cioè così è sbagliato, meglio dire: domani pranzo speciale. Perchè adeso che abbiamo i viveri in natura si può cucinare quello che si vuole. Oggi abbiamo risparmiato un po' di grasso ed un po' di strutto così domani con die uova che ci siamo procurati ed un po' di pane grattugiato il cuoco ci fa le cotolette. Stasera abbiamo pensato d’andare domani mattina in cerca di qualche galletto, vedremo se sarà il caso di procurarcelo anche perché da mangiare ne abbiamo a sufficienza. Oggi avremo raccolto dir poco un quintale e mezzo di patate. Il campo era di proprietà di un ebreo il quale, da quel che abbiamo capito dagli abitanti di questo luogo, ha tagliato la corda. Le abbiamo distese sul cassone del camion dei lettini che è vuoto. Ci occorrerebbe dei sacchi perché se ci spostiamo sarà un problema il trasportarle. Così per quest’inverno abbiamo anche le patate. Ma guarda se credevo di venire in Russia a fare il contadino! Oggi abbiamo tanto riso mentre si vangava per scoprire le patate. Il maggiore poi è fantastico, quando si mette bisogna tenersi la pancia. Povero ebreo se fosse stato presente! Io dovevo continuare a rispondere alle vostre ma a finire di raccontare lo spazio libero diminuisce sempre di più. NOTE (1) - La sorella
Samuel Rimoldi | ||||||||||||||