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Storie di caduti in Russia

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Giovanni Battista Molon, geniere alpino
(XVII parte)

Samuel Rimoldi

La corrispondenza di settembre prosegue con una lettera scritta il giorno 18, impostata il giorno 20 per via aerea e giunta a Milano il giorno 28 come da indicazione manoscritta su di essa.

Fronte Russo 18-9-42 XX

Miei cari,
dopo tanto aspettare finalmente l’attesissima posta è arrivata. Ce l’ha portata oggi un nostro ufficiale assieme a delle note riguardanti il servizio. Ho ricevuto: tre lettere tue babbo, quattro della mamma, una di Nena, una di Ida, una di One, una di Berto. In più una di Caglio, una della Signora Seghizzi, una di Giorgio. Come vedete ho avuto il mio bel da leggere.
Innanzi tutto quello che più mi ha stupito sono le 100 lire che avete ricevuto dal mio comandante di raggruppamento. Proprio io non ne sapevo niente neanche lontanamente sognavo che il comando scegliesse me come il più meritevole per il premio. Io credo d’aver fatto sino ad oggi ne più ne meno che tutto il mio dovere. Atti di valore non ne ho compiuto, o meglio nelle condizioni in cui mi trovo non ho possibilità anche volendo di doverne compiere. Da quando sono in Russia non ho mai sentito neanche da lontano sparare il cannone. Magari me le avranno assegnato perché sino ad adesso la mia stazione nonostante tutti gli spostamenti è sempre entrata in collegamento con la corrispondente in orario. Questo anche con la stazione che ho avuto prima di questa. Almeno io suppongo che sia per questo. Ad ogni buon conto sono lieto di questo premio. Caro babbo hai scritto al comando proprio bene. Meglio di così non potevi scrivere. Altra notizia che mi ha fatto tanto piacere è quella riguardante il pacco. Tutto va per il meglio. Ho ricevuto anche la nota del contenuto. Proprio bene. Son così più contento. Speriamo piuttosto che ripristino presto il servizio pacchi perché possiate mandarmi l’altra roba e il vestiario di lana. Tra non molto comincerà a farmi comodo. Ho appreso della bella gita che hai fatto assieme a Berto, babbo. Si vede che la stoffa del campione c’è sempre! Anche della gita, se così si può chiamare, fatta sui Corni di Canzo che appena si vede che proprio siete diventati vecchi! Ma non vi siete mica vergognati di fare careghetta
(1) dalle 11 alle 7 di sera in quella trattoria? Una volta mi ricordo che si facevano di quelle camminate che il giorno dopo se ne sentivano le conseguenze. Vi ricordate al monte Dè Vecchi, al monte Oliveto, Alla Cascine, il giro del Vial dè Colli, le scampagnate al parco di Monza?!!!! Io mi aspettavo che tu babbo mi scrivessi che anche voi come i ragazzi avevate guadagnato la cima dei Corni di Canzo!...
Ma speriamo che ciò sia stato per mancanza di allenamento. La Lucia è sempre con voi? In quanto alle pellicole, hai fatto bene a interessare Pierino, speriamo che ci sia anche la macchina, ma mi raccomando che sia un po' buonina tanto qua non la rovino per niente. Che sia pure anche formato piccolo, quindi macchina piccola. Grazie. Per la roba che avete preparato per spedirmi, mi viene l’acquolina in bocca. Accidempoli anche i pacchi non si possono fare! Devi sapere babbo che io dei miei ufficiali ne vedo uno ogni morte di papa quando cioè mi portano la posta, come faccio quindi per il latte condensato? Speriamo che riattivino questo benedetto servizio.
Il colonnello del Vaglia è precisamente quello di Racconigi, quello invece dei permessi di Racconigi è il mio comandante di compagnia. Quello che non riesco a capire è come mai tanto tardano ad arrivare le mie lettere e come mai state tanto tempo senza ricevere mia posta. Forse le lettere che vi ho spedito, scrivendo sopra per via aerea senza mettere i francobolli (perché non ne avevo) vi giungeranno per via normale. Le ultime che vi ho scritto le ho tutte affrancate. Di francobolli adesso ne ho per un pezzetto. Spero che al ricevere di questa mia abbiate ricevuto la mia in data 16 ove vi avvisavo del nostro avvenuto spostamento e della nostra sistemazione più che ottima qua a Rossosch. Di soldi ho spedito £100 mese giugno, £170 mese luglio, £170 mese agosto, £250 settembre. I soldi che ricevete non voglio assolutamente che li mettiate da parte, anche per il fatto che già tanto spendete per accontentarmi. Intesi? Bene! Con piacere ho appreso che Ottone si trova ancora a casa. Speriamo che ci stia a lungo! Il tagliavetro sin che non vi spedisco il manico non provvedete.
Già iscritto Berto? Bene! Vedete che senz’altro si farà onore. Rispondo di lui. Di Italico sapevo già che si trovava sotto le armi. Mi ha scritto alla sia partenza. Passo adesso a rispondere alle lettere tue mamma. Peccato che di spazio ve ne sia ancora poco. Vorrà dire che invece di riscrivere tra due giorni come di consueto scriverò subito domani. Anche tu mi scrivi che da diversi giorni non ricevi mia posta. Si capisce che siete stati tanto tempo senza perché prima le affrancavo e poi sono stato diverso tempo senza affrancarle. Vedete che adesso il servizio ritornerà normale. Cara mamma non temere per me. Di tutte le battaglie che si sono ingaggiate e che si ingaggiano tutt’ora io prendo parte a mezzo solo via radio. Quindi sicurezza assoluta. Col nostro apparecchio tutte le sere riceviamo la trasmissione per il combattente. Sono quindi sempre al corrente di tutto. Questa sera abbiamo appreso dall’audace e ben riuscita azione delle nostre unità d’assalto della R.M. sulla piazzaforte di Gibilterra. L’azione è avvenuta ieri. Oggi noi siamo stati messi al corrente di tutto
(2). Meglio di così!...
Beh e così anche Fela è sotto le armi, sembrava che l’Isotta Fraschini proprio non potesse fare a meno di lui!...
Sono qua solo in camicia sto rileggendo le tue lettere mamma, mi è scappato da ridere mi tocca sempre, finita la lettura, di prenderla alla rovescia e di guardare se vi sono degli scritti in mezzo allo scritto. Gli altri miei compagni sono nella stanza dove c’è la radio, si gustano la trasmissione per le forze armate. Sono le dieci meno un quarto. Stanno trasmettendo le musiche richieste dei militari. Quelle che ho richiesto io non c’è pericolo che le trasmettino. Chissà anche loro a quanti debbono dare risposta. Io ho richiesto come già vi scrissi “La mattinata” di Leoncavallo perché so che vi piace tanto. Mamma tra la tua roba di lana che mi hai fatto c’è anche il passamontagna?
Mi raccomando allora babbo se trovi la macchina approfitta del primo mezzo per spedirmela. Guarda però di spenderli bene se li puoi spendere i soldi. Io qua posso avere la massima cura della roba. Nel camion dove ci sono le brandine (che adesso a causa del freddo abbiamo smontato e portato in casa) ho un cassetto mio personale con serratura a chiave. Ognuno di noi ne ha uno. Domani scrivo ancora. Vi mando tanti tanti cari bacio Gbattista. Baci anche a Lucia.
Nel prossimo pacco spedite altra carta e buste per posta aerea”.


 

 

NOTE

(1) - Seggiolina. Stare fermi seduti in un determinato posto
(2) - Per la verità il 17 settembre 1942, giorno prima della compilazione di questa lettera non vi è stata alcuna azione di rilievo. Il riferimento è al Bollettino di Guerra n. 844 del 18 settembre 1942 che cita l’affondamento del piroscafo Ravens Point (giorno 15 settembre) e dei piroscafi Meta, Shuna, Empire Snipe e Baron Douglas (giorno 14 settembre) da parte degli incursori della Decima Mas.


a luglio 2026

Samuel Rimoldi
20-06-2026