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Storie di caduti in Russia

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Sottotenente Matteucci Mario

Samuel Rimoldi

II PARTE

L’11° Raggruppamento di Artiglieria di Corpo d’Armata, del quale Mario Matteucci fa parte, è assegnato al neo ricostituito Corpo d’Armata Alpino. Nel giugno 1942 fa un breve rientro in Italia per riorganizzarsi in vista della partenza per il fronte russo che avviene alla fine dello stesso mese.

Cartolina in franchigia “Mostra degli Artisti in Armi” inviata da Cervignano il data 22.6.1942

Sono diverse le missive inviate a casa da Mario durante il viaggio verso la Russia, che qui di seguito trascriviamo.

Cartolina di produzione tedesca inoltrata in franchigia da un ufficio probabilmente in Austria o in Polonia che utilizza il timbro muto tipico dei comandi militari tedeschi nelle retrovie. Mario indica la Posta Militare n. 6 assegnata al comando dell’8^ Armata.

P.M.6 25.6.XX (1942)
Carissimi, come vedete anche oggi vi invio un salutino e sempre da più lontano. La salute ed il morale sono sempre altissimi. Di giorno fa caldo. Quando potrò vi scriverò più a lungo. Bacioni a tutti. Mario
Da voi non ho avuto ancora niente.

 

P.M.6 22.6.1942 XX
Carissimi, come vedete, prima del mio arrivo mi è possibile inviarvi ancora un saluto. Mi trovo già molto lontano dall’Italia ed ancor più lontano dalla nostra meta. Il viaggio è stupendo, merita proprio averlo intrapreso. Il morale è sempre altissimo e la salute ottima. Anche noi abbiamo potuto apprendere di Tobruk, Bardia e Sebastopoli; speriamo poter far presto anche noi qualche cosa di buono. Non preoccupatevi per me che senza dubbio continuerò a stare sempre bene. Salutatemi tutti i parenti e gli amici che ricordo con affetto. A voi bacioni cari, vostro Mario.

 

Cartolina in franchigia inoltrata attraverso l’ufficio di Posta Militare 117 in data 28.6.42. L’ufficio opera a Leopoli in Polonia presso il Comando Retrovie CSIR. Nel testo è evidente l’intervento della censura nel cancellare il nome della località.

P.M.6 27.6.XX (1942)
Carissimi, siamo sempre in marcia e bruciamo le nostre tappe a grandissima velocità. Speriamo di essere presto al posto di schieramento per essere impiegati. (nome censurato) è un paese abbastanza bello, ma ancora un po’ indietro. Quando tornerò avrò parecchie cose da raccontarvi. Per ora vi scrivo poco, perché me ne manca materialmente il tempo, figuratevi che marciamo con le nostre colonne dalle 8-10 ed anche 12 ore al giorno. Sia di giorno che di notte. Da voi non ho ancora avuto alcuna notizia. Salutatemi sempre tutti gli amici. A voi bacioni cari. Vostro Mario


Cartolina in franchigia inoltrata attraverso l’ufficio di Posta Militare 117 in data 28.6.42. Mario indica sempre la Posta Militare n. 6

P.M.6 27.6.XX (1942)
Carissimi, anche la tappa di oggi è stata bruciata rapidissimamente; fra un paio di giorni credo saremo alla nostra prima meta. Già qui dove ci troviamo oggi, si vedono i segni della guerra. Sono un po’ stanco e spero che dopo queste lunghissime tappe, ci diano un po’ di riposo. Il morale e la salute sono sempre altissimi. Scrivetemi se avete notizie di Lada ed il suo indirizzo. Io non ho ancora ricevuto niente da nessuno. Scrivendomi ditemi anche se sono arrivate le fotografie da Milano e come sono riuscite. Bacioni a tutti. Vostro Mario

 

Cartolina in franchigia inoltrata, in data 30.6.42, con timbro postale ex russo con dicitura scalpellata. Censura “Ad” di Monaco di Baviera che si occupava della censura della corrispondenza da e per l’Italia.

P.M.6 29.6.XX (1942)
Carissimi, la nostra marcia non è ancora finita, oggi siamo a riposo in una cittadina della vecchia Ucraina, domani riprendiamo la nostra corsa. All’arrivo alla prima meta, spero di trovare vostre notizie e quelle di Lada che pure mi interessano molto. Chissà come sta e che cosa fa. Io sto sempre bene e sebbene mi stanchi molto, mi diverto anche moltissimo. Durante il tragitto di ieri, abbiamo visto un vero cimitero di carri armati rossi, lungo la strada che abbiamo percorso. Aveste visto quanti e che bestioni; ora man mano che andremo avanti vedremo sempre più da vicino la guerra che qui si sta combattendo, fino ad esserci finalmente in mezzo anche noi. Se Lada vi ha mandato il suo indirizzo, scrivetele subito che io sto bene e la saluto tanto e che aspetto anch’io di ricevere sue notizie con il nuovo indirizzo. Fatemi sapere qualche cosa delle fotografie. Salutatemi tutti, a voi bacioni. Vostro Mario

 

Cartolina in franchigia “2^ Armata”, ricordo della permanenza sul fonte balcanico, franchigia inoltrata, in data 30.6.42, con timbro postale ex russo con dicitura scalpellata. Censura “Ad” di Monaco di Baviera.

30.6.XX (1942)
Andiamo sempre avanti. Salutissimi a tutti. Bacioni Mario

 

Busta con lettera intestata del Dopolavoro Forze Armate, inoltrata in franchigia dall’ufficio di Posta Militare n. 40 in data 11.7.1942. L’ufficio è assegnato alla 3^ divisione Celere ed è utilizzato anche dalle truppe di passaggio. La missiva, in quanto non affrancata in partenza, è tassata in arrivo per 50c. pari alla tariffa semplice in quanto inoltrata da militare mobilitato.
Nel testo sono emblematiche le descrizioni delle strade, delle città e dalla popolazione russa.

 

P.M.6 lì 8.7.1942 XX

Miei cari, oggi dopo qualche giorno, mi faccio nuovamente vivo. Avrei potuto scrivervi anche nei giorni scorsi, ma tale era la mia stanchezza, che nei momenti di riposo non ho avuto la voglia, rimandando sempre. La stanchezza dipende dal fatto che nei nostri spostamenti, passiamo quasi l’intera giornata in macchina. Ieri ad esempio io ho raggiunto il mio reparto alle 3 di notte essendo in macchina dalle 5 del mattino, quindi per ben 22 ore sempre lo stesso tran-tran. Per fortuna oggi siamo a riposo. Riprendo oggi 8, poiché l’altro ieri e ieri non ho più potuto scrivervi, dopo altre due tappe delle quali quella di ieri per me un po’ sfortunata poiché sono rimasto per istrada con un guasto alla macchina e sono dovuto rimanere 5 ore fermo prima di poter ripartire. Le nostre tappe sono un po’ faticose a causa delle strade che sono una vera schifezza. Per lunghissimi tratti, non sono altro che delle larghe piste tagliate nei campi e quindi facilmente potete immaginare quanto numerose siano le buche e che polverone sollevino le nostre colonne. Figuratevi che a terra ci saranno per lo meno quattro o cinque dita di polvere e che quando noi arriviamo, arriviamo sempre di color cioccolato dato che quasi tutte le nostre macchine sono aperte. Che gusto, non vi sembra? Per giunta poi qui di acqua ve ne è poca ed è anche difficile lavarsi. Vi confesso che se ai lati della strada non vi fossero delle immense distese di prati, sembrerebbe di stare in Africa anziché dove siamo. Parlando del Paese, vi dico subito che rispetto al nostro è indietro per lo meno di 100 anni. Le strade, come già vi ho detto, sono rare ed orribili; acquedotti, nemmeno a cercarli con il lumicino e quindi l’acqua, di pozzo sempre, più o meno sporca, prima di essere bevuta deve essere bollita o disinfettata in qualche altra maniera. Altre bevande da sostituire all’acqua, non se ne trovano. Di città, vere e proprie esclusa Kiev, non ne ho più viste; i villaggi ed i paesi un po’ grossi, tutti costituiti da casette di argilla con tetto di paglia, nella quasi totalità, si trovano a distanze che variano dagli 80 ai 150 km. La gente: tutta brutta, sporca, nella quasi totalità costituita da donne che girano scalze e mal vestite o lavorano di badile in squadre interminabili lungo le strade. E miseria, in ogni parte. Insomma cari miei, ora che ho visto un po’ di mondo, sono sempre più convinto che un Paese più bello, sotto tutti gli aspetti, nessuno escluso, dell’Italia, non ve n’è in nessuna parte. Io sono contento, da parte mia, di essere venuto a vedere che quello che ci raccontavano non erano bubbole e soprattutto, sono contento che i nostri soldati che sono qui, possano aver veduto altrettanto e tornando alle loro case raccontare e far così la propaganda più bella che possa essere fatta. Ed i campi, voi vedeste, distese immense di terreno fertilissimo lasciato nella maggior parte a prato naturale e quindi incolti. Se avessimo noi tanta terra! Questa è la frase che la totalità dei nostri soldati, quasi tutti contadini, ripetono ogni momento; pazienza, a guerra vinta anche noi avremo certamente beneficio di tanta ricchezza. Domani credo saremo alla nostra prima meta; speriamo di trovare là posta per noi, poiché fino ad ora non abbiamo ricevuto mai niente. Voi continuate a scrivermi e mandatemi, se lo avete l’indirizzo di Lada. Raccontatemi pure delle fotografie che avevo spedito a Milano, che ormai si dovrebbe sapere qualche cosa. Scusatemi se nello scrivere sono un po’ sconnesso, ma capirete benissimo che dopo migliaia di km. fatti in autocarro, sono un po’ stonato. L’entusiasmo e la salute però sono sempre allo stesso livello. Quindi non abbiate alcuna preoccupazione per me, ché vedrete andrà tutto nella maniera migliore. Salutatemi tanto gli amici, a voi tutti bacioni affettuosi. Vostro Mario

a dicembre

Samuel Rimoldi
15-11-2022