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ELOGIO AI POSTINI ... DI UNA VOLTA!

di Luciano Beano (Bollettino ASP - FVG n. 38)

Andando a rovistare tra vecchie carte e ricordi impolverati, è saltata fuori una curiosa busta che porta con sé ben otto bollature postali. L’avevo riposta quasi trent’anni fa, ma la sua storia merita di essere raccontata … oggi più che mai.

Il fatto.
Tutto comincia con Madame Cross de Reichshoffen, una signora francese in attesa di imbarco all'aeroporto di Ronchi (Gorizia). Tra un annuncio e l’altro, la sua mente corre alla lontana amicizia con la famiglia Beano Anilo, emigrata dal Friuli nel dopoguerra. Con il poco tempo a disposizione, Madame tenta la sorte: sfoglia l'elenco telefonico (all’epoca esistevano cupole con telefono a gettoni ad uso pubblico con annesso elenco telefonico della zona) fino ad imbattersi sul primo omonimo che incontra: il sottoscritto. Nella fretta, Madame copia l’indirizzo in maniera approssimativa e, rientrata in Alsazia, prova a ristabilire il contatto con la lettera in figura, la quale però ha l’indirizzo incompleto (manca il CAP) e la destinazione, ‘Goriazza’, è inesistente sul territorio italiano.

Lato anteriore della busta

L’Odissea della Lettera.
Inizia qui un viaggio che ha dell’incredibile, un valzer tra uffici postali che sembra un omaggio all'intuito umano. Dopo una settimana giunge a Pieris (Gorizia) per l’intuizione di qualche solerte addetto che, per similitudine, rettifica "Goriazza" in Gorizia. A Pieris (GO) verificano che "Via Sedegliano" non esiste.

La lettera, regolarmente bollata sul retro, viene rispedita il 14.4.1997 a Gorizia. Da qui riparte per lo stesso motivo: l'indirizzo non quadra. La busta rimbalza tra il capoluogo e Ronchi per un’intera settimana. Quando ormai sembrava destinata a tornare al mittente, a Ronchi ennesimo tentativo: e se "Goriazza" fosse Goricizza (circondario di Codroipo – UD)? La lettera viene corretta e inviata verso la destinazione auspicata. Il 21 Aprile 1997 parte da Codroipo e il giorno dopo, finalmente viene recapitata nelle mie mani.

Retro della busta

 

Lieto Fine. Madame Gross aveva la buona stella: entrambi, il mio omonimo ed io avevamo origini nel medesimo paese e ci conoscevamo. Riuscii a consegnare la missiva alla vedova, che si mise in contatto con la mittente francese. Io, da parte mia, decisi di conservare quella busta così "vissuta" come un … cimelio di efficienza d'altri tempi.

Nota Storica. Oltre alle storpiature dell’italiano antico e alle paronimie con Gorizia e Gorizzo (fr. di Camino al Tagliamento), la località di Goricizza subì una sorta di ostracismo durante la dominazione veneziana del Friuli. Essendo diventata de facto un’enclave austriaca (circa 1516) senza un riconoscimento internazionale ufficiale, la sua identità era "scomoda" per la Serenissima e la Stazione di Posta istituita proprio lì nel 1583, della quale Udine si servì sistematicamente fino al 1685, nei documenti ufficiali dell’epoca veniva ignorata e indicata "Codroipo".

Una bugia burocratica necessaria per evitare un riconoscimento de jure di quel territorio austriaco nel cuore del Friuli.
Ma, nonostante tutto, la storia di questa lettera ci insegna che, tra un errore e un'intuizione, c'è sempre un postino (o un destino) che sa dove andare.