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  Caserma: S. Spirito – Generale Gandolfo - Caserma Italia
di Roberto Monticini

PERCORSO: Le caserme militari in Arezzo (fino agli anni '50) > questa pagina

Tre nomi per la medesima caserma.

La Caserma di S. Spirito

La Caserma di S. Spirito fu edificata in luogo dell’ex convento delle Clarisse che lo avevano occupato fino al 1849 e del convento ereditò il nome, come risulta dall'elencazione delle caserme della Guida Pasqui-Viviani.

Con la carta del Piano Regolatore, fatto risalire al 1931, percorrendo Via Garibaldi verso nord, cioè verso Porta Trento Trieste, sullo stesso lato della Caserma Piave, incontriamo quella che in pianta viene detta Caserma Milizia Nazionale, situata al n. 247 della Via.

nel particolare:

Possiamo leggere in Wikipedia (consultato il 26/1/2018) che i vertici della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale decisero di costruire una nuova caserma in luogo dei fatiscenti locali della Caserma del Generale Gandolfo, anticamente convento dello Spirito Santo. La costruzione fu completata nel 1933. Il corpo principale fu destinato al Comando, sul retro si trovavano le camerate. Il complesso, inaugurato nel novembre 1939, ospitò la 96ª Legione Francesco Petrarca.

Precedentemente il Comando della 96ª Legione aveva la propria sede in Via Guido Monaco.

La M.V.S.N. fu attiva dal 1 febbraio 1923 ed il 4 aprile 1924 era entrata a far parte dell’Esercito Italiano, venne sciolta il 9 dicembre 1943.

Credo, contrariamente a quanto sostenuto in Wikipedia, che l'edificio, nato dal progetto redatto dagli ingegneri Bizzelli e Perugini, fosse sorto in luogo della vecchia casella di Santo Spirito, e non nei “fatiscenti locali della Caserma del generale Gandolfo” per prendere il nome di Caserma Italia.

Infati, sempre attraverso Wikipedia, scopriamo chi era questo famoso generale:
a Fiume, il Generale Asclepiade (o Asclepia) Gandolfo, nel settembre 1919, si rifiutò di far sparare dalle sue truppe i legionari di D'Annunzio durante la marcia di Ronchi. Per questo dal governo Nitti nel 1920 fu posto in ausiliaria. Nel 1921 aderì al partito nazionale fascista. Presso la sua residenza, a Oneglia, fu redatto, insieme a Italo Balbo e a Dino Perrone Compagni, il primo regolamento delle camicie nere.
Membro del Gran consiglio del fascismo, fu nominato da Mussolini nel gennaio 1923 prefetto di Cagliari e nel maggio 1924, rientrato nei ranghi dell'esercito, fu nominato generale di corpo d'armata.
Fu Comandante Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale dal 1º dicembre 1924 fino alla morte avvenuta il 31 agosto 1925
”.

Quindi la figura ben si adatta al nome della Caserma delle Camicie Nere a partire dall'anno della morte del generale. Il nome di Caserma Italia, le fu probabilmente attribuito dopo la caduta del fascismo e della RSI quando, dopo il luglio del 1944, divenne sede del Distretto Militare.