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P.M.156
La Divisione “Fantasma”

di Mario BONACINA

da Il Corriere Postale n. 8  del Circolo Filatelico Bergamasco


I parte

I GIORNI DELLA MEMORIA di Mario BONACINA
 

“Io resto qui. Addio. Stanotte mi coprirò di neve. E voi che ritornate a casa pensate qualche volta a questo cielo di Cerkovo. Io resto qui con altri amici in questa terra. E voi che ritornate a casa sappiate che anche qui, dove riposo, in questo campo vicino al bosco di betulle, verrà primavera". (Giuliano Penco, 1943)

Sono trascorsi 70 anni da quel tragico 14 Dicembre 1942, giorno in cui dopo una serie di attacchi preliminari dell’armata rossa e il ripiegamento delle unità italiane, scatta l’offensiva denominata “Piccolo Saturno” dove i nostri soldati dell’ARMIR, diedero inizio a quell’immane calvario che oggi viene ricordato come la ritirata di Russia. Molto si è detto e scritto, ma la memoria di questi nostri cari figli d’Italia non deve essere lasciata svanire nel nulla e la ricerca che abbiamo fatto vuole semplicemente mantenere viva questa memoria. In queste poche pagine vi presenteremo la testimonianza di alcuni di coloro che hanno vissuto questa terribile vicenda e il ricordo scritto di chi purtroppo non è tornato, riportando alla memoria le gesta di questi giovani eroi. Nello specifico parleremo della 156° Divisione di Fanteria “ VICENZA”, la sopracitata divisione “fantasma” che fra tutto l’inquadramento del corpo di spedizione è quella che ha avuto meno risalto nei racconti e nelle cronache di quei fatti.

La storia, le immagini, i documenti

Con il contributo di Mauro Depetroni, Silvia Falca e Paolo Plini

Le origini dell’unità risalgono alla Prima Guerra Mondiale, quando la "Brigata "Vicenza", venne costituita nel luglio 1917 su tre Reggimenti di Fanteria, il 277º, 278º e 279º per venir sciolta nel febbraio del 1919 dopo la fine delle ostilità. Come divisione fu costituita a Brescia il 10 marzo 1942, organizzata come “Divisione di Occupazione”, cioè come unità con compiti non in linea ma di presidio delle zone occupate, pertanto la sua organizzazione, le dotazioni e l’equipaggiamento erano calibrati per questi compiti ed erano molto ridotti rispetto alle unità che diversamente avevano capacità offensiva. I suoi effettivi consistevano in:

277º e 278º Reggimento di fanteria,
CLVI Battaglione moto-mitraglieri,
2 Ospedali da campo,
CLVI Battaglione controcarro da 47/32,
CLVI Battaglione genio, (155ª Compagnia artieri),
255ª Compagnia marconisti - telegrafisti,
4 Sezioni motorizzate di Reali Carabinieri,
(125ª, 135ª, 136ª e 137ª),
1121ª Autosezione pesante,
XXVI Battaglione Carabinieri Reali, mobilitato su 2 compagnie.

Assegnata all' A.R.M.I.R., fu inviata in Russia nell’ autunno dello stesso anno per essere impegnata a presidio delle retrovie del Corpo d’Armata Alpino, con compiti prevalentemente di controllo del territorio (strade e ferrovie) e gestione dei prigionieri. Al momento dell'impiego in Russia non disponeva del consueto reggimento d'artiglieria previsto per divisione di fanteria del Regio Esercito ma proprio per i compiti a cui sarebbe stata impiegata ricevette nell’organico il XXVI Battaglione di Carabinieri Reali su due compagnie proveniente da Bologna.

Marzo 1942. Giuramento delle reclute del 278° Rgt. Fanteria

Marzo 1942. Messa al campo

All'arrivo in zona di guerra, venne assegnata alla protezione delle retrovie dell'8ª Armata italiana, seguendone fino a novembre l'avanzata verso il Don. Il 16 novembre si trova a Rossoš'. I fatti d’arme del 14 dicembre cambiarono la strategia del Comando dell’Armata che per fronteggiare la delicata situazione verificatasi a sud, inviarono in quella zona i reparti della Julia. La decisione adottata fu quella di di impiegare in linea nella zona di Pavlovsk, nel settore del Corpo d’Armata Alpino, gli organici dei Reggimenti di Fanteria della Divisione Vicenza che vennero dispiegati tra la 4ª Divisione alpina “Cuneense” e la 2ª Divisione alpina “Tridentina”. Durante la seconda battaglia difensiva del Don viene travolta dalla offensiva Ostrogožsk-Rossoš ed il 17 gennaio 1943 inizia a ripiegare, prima in linea di fronte, poi su diverse colonne; gli organici del 277° Reggimento, per evitare l'accerchiamento, devono aprirsi la strada combattendo, prima a Nikitovka (25 gennaio) e poi a Nikolaevka (26 gennaio). La rimanente parte della Divisione con il Comando ed il 278° Reggimento, intrappolata a Valujki, (a sud di Nikolaevka) insieme alla "Cuneense" ed alla "Julia", fu costretta alla resa dai reparti del 7º Corpo di cavalleria sovietico. Quando a Gomel' vennero riorganizzati i superstiti per il rimpatrio mancarono all'appello 7.760 uomini dei 12.000 partiti. La divisione “Vicenza”, che ufficialmente doveva svolgere compiti di presidio al territorio, si trova coinvolta nelle operazioni di linea con gran parte dei militi richiamati alle armi, reduci da Albania e Grecia, con ridotta preparazione e scarso equipaggiamento, (a differenza del Corpo d’Armata Alpino ben equipaggiato ed addestrato), svolgendo il proprio dovere con abnegazione ed eroico senso del dovere. La divisione viene sciolta il 15 maggio 1943 in seguito alle perdite subite.

Bergamo 1942, destinazione Russia!



Festa del 9 maggio1942. Il Colonnello Romeres
comandante del 278°, con la Bandiera del Reggimento

Gazzaniga (BG), maggio - ottobre, compagnia mortai,
esercitazione di tiro


3/4 ottobre, partenza per la Russia: Compagnia
Comando del 278° Reggimento,sfila per il centro cittadino

3/4 ottobre, partenza per la Russia:
Stazione ferroviaria, gli ultimi saluti

Verso l’ignoto,…
Ufficiali del 278° Reggimento osservano la partenza dei propri soldati.

A destra il ten. Darwen Morselli della prima Compagnia,
primo Battaglione

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