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Roberto Monticini - Via S. Domenico 1 - 52100 Arezzo

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recensioni

LA POSTA MILITARE DEL II CORPO POLACCO IN ITALIA dalla collezione di Nino Barberis a cura del Cifr

CIFR, 2017, pp. 400 a colori, € 30,00 + 5,00 per spese di spedizione in raccomandata, da richiedere a Ignazio Lavagna nestor46@alice.it

Non possiamo non ricordarci del grande nostro maestro Nino Barberis, il maggiore esperto delle emissioni dei militari polacchi in Italia nella 2^ Guerra Mondiale. La sua collezione era unica ed aveva vinto tutti i possibili premi; alla sua morte, purtroppo, l’erede – sembra suddividendola – l’ha venduta e quindi è ormai improbabile riuscire a rivederla nella sua globalità.
Un nostro socio del CIFR, che aveva collaborato con Barberis per mettere a punto la collezione, aveva però fotocopiato l’intero archivio di annulli, buste, saggi e via di seguito; per cui il CIFR ha pensato, con l’assenso degli eredi, di ristampare a colori l’intera raccolta, affinché nel tempo gli appassionati del settore possano apprezzarne la vastità e la bellezza.
Ne è nato un volume senza prezzo, nel doppio senso che è impagabile e che è destinato alla vendita ai soli tematici- filatelici; consta di 400 pagine a colori e dell’autenticità in quanto, quasi ogni foglio, reca la scrittura autografa di Nino che ne traeva le sue famose pagine di collezione da esporre.

Alberto Caminiti

 

 

Le cartoline di Lisandro - L'epistolario del caporale pratese Lisandro Ventisette tra storia postale e storia sociale 1915-1916 a cura di Simone Fagioli e Beniamino Cadioli

Realizzato dall'Istituto di Studi Storici Postali - Settegiorni Editore, Pistoria, dicembre 2016, pp. 28, € 5,00, da richiedere alla Segreteria dell'Istituto Studi Storici Postali (segreteria@issp.po.it)

Introduzione

Lisandro Ventisette fu uno dei tanti italiani che non tornarono dai campi di battaglia della Grande guerra. I morti furono 600.000, un dato, terribilmente tragico, che in molti nel nostro paese conoscono. Un altro dato, invece, ai più è ignoto: nel corso dei tre anni e mezzo di guerra, furono spedite quasi quattro miliardi di corrispondenze, lettere e cartoline, scambiate fra i militari al fronte e le famiglie a casa, che costituiscono una formidabile ricostruzione della memoria del vissuto del grande evento bellico. Le cartoline spedite dal caporale pratese, esposte in questa mostra, sono soltanto un piccolo frammento di una montagna di carte che attraversò la penisola, infondendo fiducia e fornendo sostegno a chi combatteva e a chi attendeva notizie con il fiato sospeso. Non è enfatico definire la vicenda della posta militare italiana una grande epopea; le due sfere individuale e nazionale si saldarono, rendendole memoria patriottica e coniugando dimensione collettiva e percorsi individuali. Messa in piedi in tempi eccezionalmente rapidi per l'emergenza bellica, funzionò egregiamente, nonostante la sua estrema complessità. Circolò rapidamente ed efficacemente la corrispondenza, raggiungendo fin nei luoghi più remoti i soldati sparsi lungo il fronte.
Gli uffici di Posta militare da campo furono montati provvisoriamente al seguito delle truppe dovunque, anche servendosi soltanto di una cassa di legno, che al bisogno si trasformava in tavolo da lavoro con sedie di fortuna e piani d'appoggio; e poi tutto l'occorrente postale, dai timbri ai sigilli, dalla cassetta d'impostazione fino al casellario per la suddivisione della corrispondenza. La distribuzione della posta era uno dei rari momenti di serenità a disposizione dei combattenti, che ansiosamente attendevano l'arrivo delle notizie. Anche per Lisandro, come apprendiamo da quanto scriveva, la posta rappresentava un'ancora di salvezza nel mare dello sradicamento e dell' abbandono, sentimenti comuni ai combattenti nelle zone di guerra. Scrivere e ricevere notizie divenne una necessità impellente, la cui soddisfazione, come venne compreso prontamente dai responsabili militari, poteva decidere le sorti della guerra. La condivisione con le persone care della solitudine e dell'angoscia era fondamentale: in definitiva permetteva ai militari di sentirsi ancora pane del mondo normale. Anche poche righe erano in grado di cambiare il corso della vita dei molti che rischiavano di perderla ogni giorno. Il conforto di poche righe destinate ai - e provenienti dai - familiari rappresentò per i militari un alimento dello spirito indispensabile per reggere una sfibrante guerra di posizione, nella quale gli elementi psicologici giocavano un ruolo di primo piano. Cosi anche queste poche suggestive cartoline di Lisandro diventano una testimonianza vivida e commovente del grande sforzo che i nostri antenati produssero per permetterci di vivere in un mondo migliore e senza guerra.

Andrea Giuntini
Direttore Istituto Studi Storici Postali Onlus, Prato

 

 

Storia della Navigazione a Vapore e dei Servizi Postali sul Mediterraneo - Volume III - 1840-1850 - Regno di Sardegna - Regno di Francia - Linea di Spagna - Linee Inglesi di Alessandro ARSENI

Editrice The Postal Gazette, Rovio, Svizzera, gennaio 2017, 254 pagine a colori, in brossura, prezzo di copertina € 60,00 + s.p. - da richiedere a info@thepostalgazette.com

La presentazione dell'autore:

Con questo III Volume si conclude una prima parte di studi, dalle origini della navigazione a vapore al 1850. Abbiamo visto i primi esperimenti, le prime rotte mercantili e postali, gli accordi tra gli Stati, i trasporti durante le rivoluzioni e le Leggi e Decreti che hanno regolamentato la navigazione di ogni Antico Stato, per rendere le comunicazioni più rapide nell'Italia della prima metà dell'ottocento.
Sono state identificate le unità delle prime Compagnie, la loro attività postale e il loro periodo di servizio, grazie ad una ricerca svolta nell'arco di 27 anni, affrontata con costanza e meticolosità.
In questa parte osserviamo la Storia da un'altra prospettiva. Abbiamo visto quanto il Governo delle Due Sicilie fu incerto tra il concedere piena libertà di navigazione e trasporti ai propri sudditi all'interno del proprio Regno, o piuttosto controllare i movimenti adottando una politica protezionistica con la gestione diretta della flotta. Nel Regno di Sardegna, invece, le cose andarono diversamente per l'apparire di un personaggio che portò idee e nuove prospettive di sviluppo nello scenario internazionale marittimo.
Prima di Raffaele Rubattino, nessuno aveva osato contrastare il sistema della Marina Militare Sarda che poteva disporre di finanziamenti governativi per la costruzione di nuovi bastimenti o per la linea dell'isola di Sardegna.
Rubattino scrisse un libretto dove dimostrò che, con la metà delle spese impiegate dalla Marina per la linea da Genova a Cagliari, la sua compagnia avrebbe svolto un servizio periodico di trasporto merci, posta e passeggeri. Con l'intervento di Cavour, si risolse la questione affidando all'armatore genovese il servizio di Sardegna, cosi come il Governo di Napoli aveva concesso al Florio la linea di Sicilia. Dopo la metà del secolo, Rubattino scelse di orientare i propri interessi verso la Tunisia, l'Egitto, l'America del Sud e quindi l'Oriente, prologo alla grande unificazione dei servizi marittimi con i Florio, nel 1881, che diede vita alla Navigazione Generale Italiana.
Nel XIX secolo, la Rivoluzione Industriale portò nuove scoperte nel campo della meccanica, ingegneria, fisica, scienza e così via; gli inglesi Livingston e Stanley si misero in viaggio alla scoperta dell'Africa, John Franklyn partì alla ricerca del Passaggio a Nord-Ovest, il naturalista Darwin compiva il giro del mondo a bordo del brigantino Beagle, l'ingegnere Brunel concepiva e realizzava il Great Eastern, il più grande transatlantico che avesse mai attraversato l'Atlantico.
Nello stesso tempo si moltiplicarono i Servizi terrestri e Marittimi: furono realizzate nuove Strade Ferrate in connessione con i porti di tutta Europa mentre lo scambio di merci per Via di Mare si moltiplicava ogni anno di più.
In Europa si sperimentarono nuove strade più veloci per trasportare la posta e nacquero i francobolli.

E questo libro è dedicato a tutti i Collezionisti e gli Studiosi

Alessandro Arseni

 

 

Le voci degli Eroi invisibili 1915 1918 di Giuseppe PREZIOSI

pp. 236 b/n e colore, PreGi Editore - reperibile presso: gprezios@libero.it

La presentazione di Daniele Girardini Presidente ASCeT

"Le voci degli eroi invisibili 1915-1918" è il titolo che l'amico Giuseppe ha voluto dare a questo suo libro, io ci avrei aggiunto anche uno "sconosciuti" agli eroi protagonisti di queste Storie che l'autore, con laboriosa e certosina ricerca, ha portato a conoscenza dei lettori. Storie sconosciute di altrettanto sconosciuti eroi, perché in guerra sappiamo che quelli che la fanno davvero, in trincea, in prima linea, sotto i bombardamenti, al contatto diretto col nemico, esprimono nei momenti importanti il meglio o il peggio di sé, e a volte basta un niente per essere considerati eroi o vigliacchi. Ma nella maggior parte dei casi in guerra, e soprattutto in quella che è stata considerata la "Guerra Granda", eroi sono quelli che semplicemente hanno fatto il loro dovere e che quasi sempre la Storia ufficiale ha reso semplici numeri quando ha tirato le somme dei caduti, feriti e dispersi di una qualche battaglia. Perché, come sappiamo, milioni di soldati si sono trovati catapultati in una condizione che mai avrebbero immaginato, strappati alle loro famiglie, alla loro quotidianità, a combattere e morire per una Patria di cui molti non conoscevano neanche il significato, essendo i loro confini spesso limitati al paese d'origine. Preziosi ci racconta le storie di tre uomini normali, trovatisi in situazioni che li spinsero a fare cose che sicuramente mai nella loro vita civile avrebbero pensato di fare. Tre storie che l'autore riesce ad inserire in un contesto storico - militare preciso e dettagliato, frutto di attente e accurate ricerche, come dimostrano i molti riferimenti alle località in cui si spostarono le truppe e le varie note che accompagnano il testo. Egli le narra con semplicità, riuscendo a dare quel senso di ineluttabile fato in cui si trovarono ad agire i protagonisti dei suoi racconti. L'ultima storia, che in apparenza sembra avere poco a che fare con le precedenti, riporta un episodio, assolutamente sconosciuto, anche a coloro che si occupano della storia della grande guerra in maniera un po' più approfondita del comune lettore: il bombardamento della città di Napoli da parte di un dirigibile tedesco nella notte dell'll marzo 1918. Bombardamento che causò ben 16 morti e una quarantina di feriti, ma che colpì soprattutto il nostro Stato Maggiore per il luogo in cui avvenne, molto lontano dal fronte, e per le modalità con cui venne effettuato. Tralasciando gli scopi che aveva una tale azione di guerra, in una città del Sud lontanissima dal fronte, ben evidenziati dal nostro autore, testimonianza anche questa della cura nella ricerca storica, troviamo anche qui la parola "eroi", riferita a gente comune, che in ogni caso subì gli effetti di un evento drammatico e di portata storica. Non tutti ovviamente avranno avuto dei comportamenti "eroici", forse qualcuno avrà anche agito da vigliacco o egoista, ma, in ogni caso, queste persone si sono trovate, "inconsapevolmente" come dice l'autore, eroi in un contesto non certo immaginato o voluto da loro.
In questo centenario, in cui tanti libri sono stati scritti, trova sicuramente uno spazio degno anche questo di Preziosi che, a differenza di molti altri, però, e questo è certamente un aspetto per cui vale la pena leggerlo, non propone le solite commemorazioni dei propri paesani caduti in guerra ma ci racconta proprio le storie di coloro che, per il solo fatto di avervi partecipato, facendo il proprio dovere, a volte fino al sacrificio estremo, possiamo, o meglio dobbiamo, considerare Eroi. E neanche tratta del perché e del per come di certe battaglie, di cui si cerca ormai anche il più insignificante particolare, tralasciando magari il loro valore in relazione al contesto storico e militare dell'intera guerra e, cosa peggiore, dimenticando chi quelle battaglie le ha fatte e le ha patite.
Per finire .. .In questa presentazione ho tralas,ciato quelle che sarebbero state ovvie e dovute considerazioni sull'uso e l'abuso della parola "eroe", cosa che tra l'altro ha già fatto molto bene l'autore nella sua prefazione, ma permettete una breve considerazione da parte di chi, solo per passione, si occupa di storia della Grande Guerra e che quindi bene o male è sempre stato a contatto con questo termine e con le storie di chi se l'è guadagnato anche a costo della propria vita. Il sentir parlare alla televisione, sui giornali o in altre sedi di "Eroi della domenica", riferito a dei miliardari che per lavoro danno dei calci ad un pallone, è davvero demoralizzante e testimonia che certi termini sono usati a sproposito e, troppo spesso, senza conoscerne il vero significato, specie da chi della "parola" ne ha fatto una professione.

 

 

Il salvataggio dell'esercito serbo (1915-1916) di Alberto CAMINITI

Aracneeditrice, 17 x 24, pp. 140 b/n e colore, Canterano (RM), dicembre 2016, reperibile presso: www.aracneeditrice.it

Prefazione di Rita Tolomeo (*)

Se la II crisi d'Oriente aveva ridisegnato la carta geopolitica balcanica e nuovi attori si erano affacciati sulla scena europea, le crisi balcaniche del 1912-13 e soprattutto la I guerra mondiale sconvolsero l'assetto dell'area frantumando definitivamente equilibri secolari per fare spazio a guerre etniche, religiose e di conquista, a rivoluzioni ideologiche e tecniche e oggi alla globalizzazione della tensione. In uno scenario non certo sereno come quello dei nostri giorni tornare alla I guerra mondiale di cui ricorre il centenario aiuta a riflettere su quella che giustamente Benedetto XV definì una «immane tragedia».
Il saggio di Alberto Caminiti ricostruisce le vicende di uno degli scenari del conflitto, quello balcanico, che fu testimone dello scontro tra l'esercito austro-ungarico e quelli dei giovani regni di Serbia (1882) e Montenegro (1910). La dichiarazione di guerra da parte del vecchio impero asburgico alla Serbia metteva in moto i sistemi di alleanze (la Triplice con l'eccezione dell'Italia e l'Intesa) che si erano intrecciati negli ultimi decenni, ma anche dato voce a volontà di rivincita per le disfatte di recente subite come nel caso della Bulgaria uscita sconfitta dalle guerre balcaniche.
Lo scontro tra eserciti diversi per preparazione e potenza numerica sarebbe stato disastroso per i serbi-montenegrini e, nonostante la strenua resistenza posta in essere dai generali, sarebbe costata la vita a migliaia di soldati anche giovanissimi chiamati alle armi in un estremo tentativo di fermare il nemico. Caminiti ripercorre lo sviluppo degli eventi bellici, descrive con dovizia di particolari i diversi teatri di guerra fino alla fase finale della ritirata. Su questa pagina molto è stato scritto, ma l'autore ha voluto ricostruire quei momenti di angoscia, di sofferenza, di morte e dare testimonianza del valore di quegli uomini. Emblematica la figura dell'anziano re Pietro I Karadjordjevié che decide condividere le sofferenze e i tormenti del suo el!ercito in ritirata accettando come unico privilegio di viaggiare su un carro trainato da buoi.
Spinti dall'avanzata di austro-ungarici, tedeschi e bulgari ( entrati in guerra dalla parte degli imperi centrali il 15 ottobre del 1915), gli sconfitti si mossero verso il Kosovo e l'Albania per raggiungere le coste meridionali dell'Adriatico. L'Italia non rimase inerme, ma decise di intervenire per rifornire i serbi di viveri e munizioni attraverso l'Albania. La Regia Marina garantì le operazioni di supporto ai piroscafi di rifornimento o adibiti al trasporto dei diversi scaglioni del corpo di spedizione italiano in Albania.
Accanto alla Regia Marina anche il naviglio leggero, di solito destinato alle attività mercantili, offri la sua opera prima per il rifornimento dei serbi e successivamente partecipando tra il dicembre 1915 e il febbraio 1916 all'opera di salvataggio dell'esercito, dei profughi, dei prigionieri in disordinata ritirata verso l'Adriatico. Per feriti e malati fu approntato un servizio di assistenza medica e infermieri e medici italiani svolsero un ruolo importante anche sacrificando la propria vita. Operazioni rese ancora più pericolose dal fatto che il teatro delle operazioni, il canale di Otranto, era il punto più stretto dell'Adriatico tra le due sponde e che le rotte verso i porti d'approdo erano obbligate. Lo scenario che si apriva davanti agli occhi dei soccorritori era desolante: alla debilitazione fisica dovuta alla fame (migliaia erano morti di inedia lungo il tragitto), alle ferite si aggiungevano le malattie in particolare il colera e la malaria, endemiche in Albania. Ulteriori morti che si andavano
a sommare a quelli delle battaglie e della lunga marcia di ritirata. Le operazioni italiane dovevano così ancora confrontarsi con gli attacchi portati dalle squadriglie di cacciatorpediniere della marina asburgica con l'appoggio di esploratori e incrociatori e di sommergibili. Gli austro-ungarici cercarono di ostacolare gli interventi di salvataggio con attività aerea, con il posizionamento di mine sulle rotte di accesso ai porti, con operazioni di contrasto.
Gli attacchi furono fortunatamente vanificati dalle unità di scorta così che alla fine si doveva registrare solo l'affondamento di tre piccoli piroscafi, due per urto contro mine, e l'altro per siluramento avvenuto fortunatamente ad operazioni di scarico completate. Alla fine del febbraio 1916 erano stati trasportati circa 135mila soldati ed evacuati tra i 50 e i 60mila civili o1tre a 10.000 cavalli e a un grande numero di mezzi.
Il salvataggio dell'esercito serbo e il suo trasferimento a Brindisi e poi a Corfù, occupata dalle truppe franco-britanniche, confermò nei vertici della Regia Marina, se ancora fosse stato necessario, l'opinione che dal possesso della sponda orientale, ricca di insenature e di anfratti, sarebbe dipeso il controllo dell'Adriatico. Una convinzione fermamente sostenuta
anche durante le trattative di pace.
Quanto dell'esercito serbo era ancora in grado di combattere, circa 115mila soldati, trasportato via mare a Salonicco sarebbe stato riorganizzato ad opera dei francesi e sotto la guida del principe Alessandro Karadjordjevié, reggente e comandante in capo, avrebbe contribuito ali' avanzata e alla vittoria delle forze dell'Intesa sul fronte meridionale balcanico.
Con l'esercito serbo e montenegrino erano stati imbarcati anche i soldati austro-ungarici fatti prigionieri nel corso del conflitto austro-serbo.
Questi furono successivamente avviati all'isola dell' Asinara. L'isola se era una soluzione perfetta per impedire la fuga, non era certo tra i luoghi più ospitali né più attrezzati ad accogliere un buon numero di infermi. Nonostante i tentativi di organizzare al meglio i campi allestendo tendopoli e di approvvigionarli di viveri, acqua e medicine compatibilmente con le
condizioni del mare, nei primi tre mesi vi fu un alto numero di decessi.
Anche questa dei prigionieri austro-ungarici in Sardegna al pari di quella del salvataggio dell'esercito serbo rimane una pagina contrastata su cui l'Autore ha voluto portare testimonianze coeve e recenti che vogliono spazzare via giudizi errati che hanno trovato fondamento nei successivi eventi politici, ma che recenti ricerche medico-scientifiche hanno mostrato essere prive di fondamento.
La ricostruzione di quegli eventi fatta da Caminiti trova proprio in questo voler ristabilire la verità storica la sua motivazione. Certo, come si è detto è anche un'occasione per riflettere sulla solidarietà tra i popoli in frangenti che di solito cancellano qualsiasi tratto di umanità. Oppure si può leggere nel salvataggio serbo un collegamento con quella comunanza di ideali di matrice risorgimentale in funzione antiasburgica. Qui però è un modo per ribadire l'importanza del generoso contributo dato dalla Marina italiana e della flotta mercantile pugliese al salvataggio di un popolo che il successivo contrapporsi nel corso del Novecento di Italia e Jugoslavia hanno volutamente posto nel dimenticatoio.

(*) Professore ordinario di Storia dell'Europa Orientale presso La Sapienza - Università di Roma

 

 

NOTIZIARIO ASPOT 1996-2000 - RACCOLTA, a cura dell'Associazione per lo Studio della Storia Postale Toscana

stampato in proprio c/o Photocrome digital, Empoli, dicembre 2016, pp. 260 b/n, 16x23.
reperibile c/o daniele.bicchi@alice.it

Presentazione di Alessandro Papanti, presidente A.S.Po.T.

L'opportunità di ristampare i primi numeri de "L'Informatore Aspot" ha più motivazioni.
Gli oltre venti anni trascorsi dalla fondazione dell'associazione e la esigua quantità delle copie tirate, poco più che sufficienti ad informare il modesto numero dei soci delle origini, ne avevano comportato la dispersione e quindi la perdita della memoria dei primi passi mossi dai cultori della storia postale toscana, riunitisi per approfondirne la conoscenza, scambiarsi opinioni e far progredire la propria passione.
A questa motivazione possiamo aggiungere l'interesse per il contenuto di articoli originali, in buona parte scritti da coloro che, oggi non più fra noi, meritano di essere ricordati quali pionieri di questo settore della storia postale, come Francesco Gerini, Luigi Ciucci, Piero Pantani, Pietro Lazzerini, Vanni Alfani.
Determinante è poi l'opportunità di dare ai soci di oggi, ai quali questa pubblicazione è destinata, testimonianza dei primi anni di vita dell'associazione, delle prime attività e ricerche sulla Posta in Toscana, altrimenti difficilmente reperibili, nonché del cammino percorso.
Infatti la pubblicazione ha avuto nel tempo uno sviluppo qualitativo ed editoriale: da poco più di un foglio volante, si è trasformata prima in un libriccino di modesta veste grafica in bianco-nero, poi, per merito del redattore di allora Alberto Del Bianco e di Luigi Impallomeni, ampliato nel formato e migliorato con l'uso del colore, per divenire infine la rivista che ha assunto l'aspetto attuale e la denominazione "Il Monitore della Toscana", in richiamo al titolo di un diffuso giornale della Toscana granducale.
È stata in massima parte la diligenza del segretario di allora, Roberto Monticini, ad assicurare la conservazione dei primi notiziari, dai quali è stata tratta questa raccolta. A lui ed a Giacomo Giustarini, che ha curato gli indici in base agli argomenti ed agli autori, va il nostro ringraziamento.

 

 

SETTIMO CONCRESSO NAZIONALE FILATELICA - FERMO 2016, a cura del Forum Filatelia&Francobolli

pp. 184 a colori, 16x23, novembre 2016, € 32,00 - reperibile presso: http://www.lafilatelia.it/forum/

FilateliCa 2016, dicono di noi...

Pietro La Bruna

La Filatelia è qualcosa che suscita gioia, emozione, passione. Ma anche sentimenti di amicizia, condivisione e soprattutto partecipazione. Partecipare a questo evento mi ha consentito di ascoltare, e quindi di fare il mio mestiere, ma ancor di più di conoscere, capire, comprendere. Mi sono portato via tanti spunti interessanti e tante conferme. La conferma soprattutto che questo è un mondo dove la passione è il principale elemento che unisce tante persone diverse, che vivono realtà diverse e hanno storie diverse, accomunati da una gran voglia di partecipare e di fare. Ecco le sensazioni che mi porto via da questa bellissima manifestazione, egregiamente organizzata (come sempre), dove lo spirito partecipativo era fortissimo. E il Forum mi ha confermato, ancora una volta, che i nostri collezionisti sono persone straordinarie che dobbiamo coccolare di più e, se
possibile, viziare.

Gino Frastalli

Credo che anche i non addetti ai lavori percepiscano il forte cambiamento che sta awenendo nel mondo della filatelia. Ringrazio di cuore il Forum Filatelia&Francobolli e gli organizzatori di Filate/iCa 2016 per aver scelto ancora una città marchigiana per l'evento, proprio in questo momento di cambiamento che sta coinvolgendo tutta l'azienda Poste e che ha come protagonista principale Pietro La Bruna. Vedo un mondo che si sta evolvendo in una dinamica di forte sinergia fra tutti gli attori: partendo dai collezionisti, ai commercianti, ai giornalisti e a Poste Italiane e a Fermo c'è stato un momento importante di incontro e confronto fra tutte le parti in causa. Mi piace poter dire: io c'ero!

Paolo Deambrosi

Ho sempre sostenuto ed elogiato chi, in un modo o nell'altro, si adopera gratuitamente ed intelligentemente nella fidelizzazione, propaganda e diffusione del collezionismo filatelico, convinto che solo unendo tutte le forze che fanno parte del nostro mondo dentellato sia più facile raggiungere gli obiettivi prefissi. Per questi motivi ringrazio di cuore gli amici del Forum Filatelia&Francobolli per la passione e la professionalità con la quale riescono ogni volta ad organizzare FilateliCa, sempre sorprendentemente Fenomenale come quest'ultima edizione 2016 che ha visto a Fermo un susseguirsi di relazioni, interessanti e curiose, briosi dibattiti e piacevolissima convivialità. Da pollice all'insù!

Fabio Vaccarezza

Solo tramite FilateliCa ho collegato il piacere del possesso, cioè il collezionare, con la condivisione, cioè il socializzare. Ed è grazie a Filate/iCa che ho elaborato la convinzione che la Filatelia sia piacere, cultura, divertimento, studio, socializzazione e gratificazione. Il piacere di comunicare, di conoscere, di stare insieme: questa è la formula vincente del Congresso del nostro Forum.

Franco Filanci

Avevo detto a Rosalba e a Fabio che sarei venuto a Fermo solo se si impegnavano a tenere fermo il territorio, e hanno mantenuto la promessa. Ma il terremoto c'è stato lo stesso. È stato FilateliCa, con quel rincorrersi di novità nei dibattiti (con
le sedute di risposte in diretta), nella mostra (con quelle bacheche stracolme di album e pubblicazioni mai viste prima), nelle visite (a pipe, meteoriti e tende polari), tra partecipanti attenti, paganti ed entusiasti. Avanti così, popolo filatelico del Forum!

Roberto Monticini

Tanti veri e genuini collezionisti che non vedono l'ora di stare insieme e condividere gioiosamente la loro passione. Frizzi, arguzie e battute, più o meno mordaci, impreziosiscono le discussioni, ma in tutti i dibattiti ognuno si confronta ed agisce non come unico depositario di certezze da dispensare bensì come: "FORZA INSIEME!" per conoscere ed assimilare ancora qualcosa, per cercare il credo dell'altro. Gli incontri si concludono sempre con la soddisfazione di aver offerto, ma anche di aver ricevuto, conoscenza e quindi, momentaneamente, ripartire con tanta ricchezza in più. Confesso che essere stato associato al novero di esperti di forte caratura quali Pietro La Bruna e Paolo Vaccari per me è stato frastornante ed emozionante. Ringrazio per questo i Pigini, i Piccione, i Vaccarezza che mi hanno permesso di beneficiare ed assaporare queste splendide giornate, gioie che loro non hanno potuto vivere altrettanto pienamente, perché assorbiti dalle incombenze di dover organizzare e risolvere le nostre necessità. Al momento dell'arrivederci si pone sempre la domanda: "Quando la prossima? Dove?"

Paolo e Valeria Vaccari

Filatelica? Il connubio tra digitale e reale, quando fare filatelia nel web diventa vivere la filatelia di persona. Collezionisti e studiosi che si incontrano, si divertono, si scambiano opinioni (anche davanti ad un buon piatto e a del buon vino), ammirano le collezioni, fanno gite culturali, conoscono nuovi posti e, come nelle migliori situazioni accade, diventano anche amici.
Questo è quello che ci piace di Filatelica e ci ha colpito fin dall'inizio. Quindi il nostro augurio è che ci siano tante edizioni e sempre con numerosi partecipanti.
Fìlatelica a Fermo ha riconfermato quello che abbiamo visto accadere anche nelle precedenti.
Cambia il posto, cambia la situazione ma l'entusiasmo, la voglia di fare e di incontrarsi non cambia, anzi aumenta. Complimenti agli instancabili organizzatori e al Forum che ne è ideatore e promotore.

 

 

Calendario Filatelico 2017 - dedicato al Primo centenario della Repubblica Romana, a cura dell'associazione Collezionisti Italiani Francobolli Ordinari

Edito dal C.I.F.O. è scaricabile dal sito dell'Associazione dalla pagina:
http://www.cifo.eu/news/ai-soci-del-cifo-ed-a-tutti-gli-amanti-della-filatelia-buon-2017/

Pur non trattandosi di una pubblicazione vera e propria, ma di un calendario, merita comunque una sua presentazione in queste pagine.
La pubblicazione dei calendari Cifo ha avuto inizio nel 2013 seguendo lo specifico tema della storia postale con i 100 lire di Repubblica, quindi, nell'ordine, quelli della Democratica, di santa Caterina e del Risorgimento. Quest'anno è la volta del francobollo emesso per commemorare il 1° centenario della Repubblica Romana.

Il calendario è stato curato fin nei minimi particolari: la tonalità utilizzata riprende il colore del francobollo, il soggetto dello sfondo è stato ispirato dalle destinazioni delle corrispondenze sparse nei 5 continenti, ognuna delle quali accompagna ciascun mese dell'anno, anche il tipo di carattere usato per le didascalie richiama i caratteri della macchina da scrivere utilizzata su alcune delle lettere riprodotte.

Il francobollo è stato presentato su lettera ogni mese dell'anno con un diverso utilizzo tariffario o di destinazione e, dove è stato possibile, c'è anche corrispondenza con il mese di inoltro della lettera.

Unico rammarico è che venga fornito solo nel supporto elettronico e, quindi, deve essere necessariamente stampato.

Roberto Monticini

 

 

Una nuova opportunità per chi ama la tematica (e non solo): La Classe Aperta di Giancarlo MOROLLI e Marco OCCHIPINTI

collana "Quaderni Tematici del C.I.F.T." 2 - 36 pp. - ill. colore - formto 16,5x24 - in italiano - riservato ai soci Cift


La serie dei Quaderni Tematici era iniziata lo scorso anno con: "Le Tariffe postali in Filatelia Tematica: come descriverle" di Paolo Guglielminetti, mentre quest'anno Morolli ed Occhipinti, spiegando La Classe Aperta, rispondono a: "chi prepara una collezione filatelica per esporla in una mostra a concorso si rammarica talora di non poter inserire dei pezzi privi di ogni riferimento postale ma molto efficaci per descrivere un certo passaggio, talora più pregnanti rispetto a quanto offerto fai francobolli e dai documenti".

L'indice della pubblicazione meglio chiarisce il contenuto del Quaderno: Introduzione e cenni storici - Punti fondamentali per una collezione aperta - Il materiale - Filatelia, posta, corrispondenza e comunicazioni - Pubblicazioni, immagini e stampati vari - Documenti pubblici e privati - Economia, finanza, amministrazione e commercio - Organizzazioni - Prodotti vari.
In appendice: Linee guida per la valutazione delle collezioni della classe aperta.

 

 

IL NUOVO GAGGERO Catalogo dei bolli tondo-riquadrati del Regno d'Italia di Daniele PRUDENZANO 2ª edizione 2016

Edizioni VACCARI Srl, Modena 2016 - collana «gli Utili»
296 pp. - ill. b/n - formato cm 17x24 - brossura - valutazioni in punti - in italiano - € 30,00, con riduzione del 20% per i collaboratori di questa 2ª edizione e del 10% per i lettori de: IL POSTALISTA.
Reperibile presso: www.vaccari.it

La presentazione di Roberto Monticini, a Verona il 26 novembre 2016

Un sincero ringraziamento a Valeria ed alle Edizioni Vaccari per avermi richiesto di presentare la 2ª edizione de IL NUOVO GAGGERO.
Valeria, invitandomi senza concordare alcunché, ha rischiato che mi infervorassi a parlare di web, di web libero ed indipendente, di quanto ha fatto e faccia bene alla filatelia e come gareggi con la carta stampata, invece affermo con convinzione che un catalogo debba essere stampato su carta, per averlo sempre a portata di mano, prendere appunti e sognare di aver trovato un nuovo bollo oppure poterci aggiornare la prima o ultima data di quel bollo.
Mentre Valeria mi ha invitato, credo, perché intorno al mio sito “il postalista” ho raccolto un discreto numero di collezionisti di tondo riquadrati che hanno collaborato a fornire un buon numero di segnalazioni all’amico Daniele Prudenzano, alcuni erano già a lui noti, ma altri sono stati utile per l’aggiornare del suo catalogo.
Questa è anche una occasione per ricordare ed onorare il mio caro amico Vanni Alfani, scomparso prematuramente, a lui dobbiamo la catalogazione dei tondo riquadrati toscani da lui coordinata per raccogliere il contribuito degli amici dell’Aspot.
Dei collaboratori de “il postalista” alla rubrica dei tondo riquadrati voglio anche citare Mattia Guida: lui li raccoglie di tutto il mondo e mi ha anche segnalato il rinvenimento di un discreto numero di nuove impronte per lo più dell’Italia del Sud, nulla di eccezionale qualcuno potrebbe obiettare, ma la cosa insolita che lui da tantissimo tempo abita in Canada.
Lo studio della marcofilia locale in alcune regioni è ben avviato, in altre molto meno, forse queste ricerche non è dato conoscerle perchè non pubblicate o poco pubblicizzate, in quanto la storia postale locale è una specializzazione di nicchia e la pubblicazione di questo tipo di ricerca non troverebbe riscontro in termini economici, poco in tal senso possono fare le case editrici, molto di più potrebbero fare i circoli e le associazioni filateliche.
Giorgio Gaber nel 1969 cantava: “per fortuna che c'è il Riccardo che da solo gioca al biliardo”, per i nostri tondo riquadrati noi possiamo cantare “per fortuna che c'è il Daniele che da solo fa il catalogo”.
Ho conosciuto Daniele, naturalmente per email, qualche anno fa, non ricordo chi dei due abbia avviato il contatto, ci siamo subito intesi: è personaggio attento e scrupoloso, non riserva a sé nessun trionfalismo: e questo è di per sé molto singolare in filatelia, non spreca le parole, neanche durante i convegni, gli piace operare: “frugare” in 10.000 scatole, specie le più ignorate dagli altri, curiosa e pesca: guarda, controlla, studia, prende appunti nel suo inseparabile quadernino.
Pochi mesi fa mi ha annunciato il ritrovamento dell’impronta del bollo di Teverina, una piccola frazione di Cortona, posizionata nella strada che da Cortona raggiunge S. Sepolcro e Città di Castello. Un ufficio già presumibilmente all’epoca invisibile, che serviva casolari sparsi nella montagna e nei boschi.
Sorprendente non è il ritrovamento, anche se a me ha fatto veramente piacere, ma lo scoprire dove lo aveva cercato e trovato: nella pubblicazione: 1912-1946 Franchigia militare italiana di Cerruti e Colla del 2009, che contiene circa 2400 immagini della grandezza di 3 centimetri per 4,5 ed è realmente quasi impossibile leggere l’annullo.
Il nostro Daniele è semplicemente insuperabile!
La sua pubblicazione si presenta in bella veste grafica grazie all’impegno del suo editore, lo studio sui bolli è molto esaustivo, completo degli indici che inviano alla regione, alla provincia, all’ufficio postale, la classificazione ha rigore scientifico e le descrizioni così esaurienti che ben sopperiscono alla ragionevole assenza delle immagini delle impronte.
Per illustrarvi le novità, le nuove impronte e le date segnalate rispetto alla precedente edizione di 14 anni fa, firmata da Bruno Crevato-Selvaggi con la collaborazione di Daniele Prudenzano, passo la parola a Daniele.
Grazie Daniele, grazie Valeria per quanto avete fatto.

Leggi anche:
Annullamenti tondo - riquadrati da www.ilpostalista.it
Sabato 26 a Verona presentazione della nuova edizione del Catalogo IL NUOVO GAGGERO di Daniele PRUDENZANO, interverranno l'autore e Roberto Monticini, comunicato dell'Ufficio Stampa Vaccari Srl


 

 

L'ITALIA IN AFRICA ORIENTALE Storia, Posta, Filatelia II (comprensivo del Catalogo dei bolli postali) di Bruno CREVATO SELVAGGI e Piero MACRELLI

Associazione italiana collezionisti posta militare, Rimini 2016
"Storia, Posta, Filatelia": pp. 592 a colori - "Catalogo dei bolli postali": pp. 184 in B/N , brossura, in italiano. Prezzo di copertina € 60,00, ridotto a € 30 per i soci AICPM. Da richiedere tramite A.I.C.P.M.

Il secondo volume continua e completa il primo. Se quest’ultimo partiva dagli inizi della colonizzazione italiana ed arrivava sino alla guerra de’Etiopia esclusa, il nuovo volume affronta la guerra d’Etiopia, l’impero, la seconda guerra e l’immediato dopoguerra di quei territori. Per ogni argomento vi è un testo di una decina di pagine: rigoroso, completo, sintetico. Racconta allo studioso e al collezionista quello che c’è da sapere, senza dettagli inutili in uno sguardo d’assieme come questo, con chiare tabelle riepilogative.
Si parla di uffici, tariffe, bolli, francobolli, cartoline, traffico postale, vie d’inoltro. Il tutto con il massimo rigore, con chiarezza e con un ricco e prestigioso corredo d’immagini. L’elenco degli uffici di posta militare e civile (compresi alcuni inediti) ciascuno con la sua cronologia, riporta tutti i bolli conosciuti e una selezione di documenti postali d’interesse per ogni ufficio. Chiudono l’opera una ricca bibliografia ragionata, un abstract in inglese e, per la prima volta nell’editoria filatelica italiana, un completo indice analitico, riferito ad ambedue i volumi.
L’attenzione alla qualità editoriale e delle immagini (che si distinguono nettamente da altre opere per la qualità della stampa), il sistema e i criteri di testi, le novità dell’impostazione editoriale fanno di questi due volumi non solo un testo fondamentale e definitivo per la storia dell’Africa orientale italiana, ma anche un’impresa editoriale senza confronti
nella filatelia italiana.
A ciò si aggiunge anche il maneggevole catalogo dei bolli, utile al collezionista per le proprie ricerche e l’incremento della propria collezione.

 

 

POSTE ESTENSI trattato storico e storico-postale 1453-1852 - CATALOGO DEI BOLLI 2016 di Giuseppe BUFFAGNI

Edizioni VACCARI Srl, Modena 2016 - collana "la Storia attraverso i documenti" n. 33.
64 pp., oltre 200 ill. B/N, 21x29,7, brossura, ed. 2016 - in italiano - prezzo di copertina € 25,00 (+ postali)

Il "Catalogo dei bolli 2016" è in omaggio insieme con il poster della carta geografica del '600 presentata in copetina, per chi acquista l'opera completa in 4 volumi - 368/432/432/312 pp., 3000 ill. a colori e b/n, 21x29,7 - ed. 2001 al prezzo di € 100,00 anzichè 335,00 (+ postali)

A seguito di numerosissimi ritrovamenti, dopo 15 anni dalla pubblicazione in quattro volumi di "Poste Estensi. Trattato storico e storico-postale - 1453-1852" relativo al Ducato, si è ritenuto fosse giunto il momento di aggiornare il catalogo, presente nel quarto volume, relativo ai "bolli" e "grafici" in uso nel Ducato stesso.
In questi anni sono state rintracciate diverse lettere con alcuni bolli nuovi, numerosi grafici delle varie località e bolli ausiliari o complementari. L'analisi di una mole davvero consistente di materiale, grazie all'aiuto di alcuni collezionisti del settore, ha permesso di apportare anche notevoli variazioni relative ai colori degli inchiostri utilizzati, ai periodi d'uso, ma soprattutto a "prima data nota" o a "ultima data nota".
La catalogazione, suddivisa per ufficio postale, comprende bolli nominativi, grafici, bolli ausiliari o complementari, di raccomandazione, alcuni sigilli per ceralacca. Sono presenti tutti i bolli di cui si è certi, in quanto rintracciati su missive o su documenti e/o inventari; in quest'ultimo caso vi è l'indicazione "non rilevato". Ogni bollo ha a fianco dell'immagine una brevissima descrizione con prima e ultima data nota; nella tabella, in che colore è stato rilevato e in che periodo, e i punti assegnati.
Nell'opera completa si possono trovare maggiori dettagli sui bolli stessi e sul loro uso, numerose riproduzioni di documenti su cui compaiono, altri bolli (ad esempio le varie settimane del bollo a cuore di Modena di cui qui è riportato solo un esempio).

 

 

Il Prontuario dei Servizi Postali Prepagati 2014-2015 di Giuseppe PREZIOSI e Sergio MENDIKOVIC

PreGi Editore, Salerno 2016 - formato 17,7 x 24,4, 182 pagine a colori + CD allegato, € 15,00 (comprese spese di spedizione) - reperibile presso Giuseppe Preziosi (gprezios@libero.it) con versamento su ccp 18938845 intestato al medesimo, Via Cacciatori dell'Irno, 3 - 84134 SALERNO. Sono ancora disponibili poche copie del I volume. Entrambe le opere sono offerte a € 30,00.

PRESENTAZIONE di Marcello Manelli, presidente AFIS

Catalogo: dal latino tardo catalogus che è dal greco katalogos “lista”, dal verbo katalego “enumero”. (dal Dizionario Etimologico di Giacomo Devoto)
Catalogo: elenco ordinato e sistematico di una o più serie di oggetti, con le indicazioni a essi relative, compilato per determinati fini (di ricerca, consultazione, inventario, presentazione, propaganda commerciale, ecc.) … (dal Vocabolario della lingua italiana di Devoto-Oli).
Non c’è dubbio il “Prontuario” compilato da Giuseppe Preziosi e Sergio Mendikovic è un Catalogo, e che Catalogo. Gli Autori sono riusciti a riunire in modo chiaro e ordinato una mole di dati davvero notevole.
Da alcuni anni i “codici a barre” hanno contribuito a dare nuovo impulso ad una filatelia, già specializzata, ma che chiedeva nuovi argomenti, magari creando qualche intoppo negli sportelli filatelici, ma così è e anche i commercianti hanno capito e si sono “adeguati”.
Così accanto ai codici a barre si stanno rivelando molto interessanti i “codici alfanumerici” che, seguendo almeno gli anni di produzione, definiscono successive tirature con caratteristiche in alcuni casi distintive.
Sempre a proposito dei codici a barre gli Autori hanno fatto scoperte davvero sorprendenti e mi riferisco ai codici di alcuni “antichi” valori della serie Michelangiolesca che si possono senz’altro considerare “precursori” di quelli “moderni” presenti nei bordi di foglio.
Certo, si tratta dei valori tipo ma è proprio da questi che si dovrebbe partire per definire cosa è “diverso”, come peraltro le FDC sono la “prova” della versione definitiva prevista dai decreti ministeriali e realizzata.
Se poi non tutti i collezionisti, sono consapevoli dell’importanza di collezionare in modo completo, e per questo da taluni chiamati o definiti raccoglioni, e pur tuttavia si arrovellano nel raccogliere codici, sigle o altro, beh … lascio ai detentori della sapienza filatelica la loro supponente prepotenza nel voler decidere cosa è giusto collezionare o no.
Catalogare è anche fissare nel tempo, tipi, varianti o, come in alcuni casi è più proprio definirle tirature, e così, come è avvenuto in passato (Regno, Repubblica, Colonie, etc. etc.) i bordi di foglio sono fonte di ineguagliabili notizie per capire come, da chi e quando un certo francobollo è stato prodotto. In alcuni casi addirittura gli unici elementi per definire un nuovo tipo sono proprio da ricercarsi nei bordi, mi vengono in mente il 60 lire Leonardo del ’52, i diversi ornati nei bordi (greca, sinusoide) della Siracusana, i “triangolini” nella serie “Castelli d’Italia”, per non citare i bordi per le tirature di Londra e Torino nei francobolli del 1863, i numeri di tavola del Regno, etc. etc.
La Filatelia con la F maiuscola è anche questo.
Grazie Giuseppe e Sergio, e adesso vi chiedo di completare il vostro lavoro andando indietro negli anni, almeno fino agli albori della nostra Repubblica.
… scherzavo …

 

 

 

Penne da collezione - Usfi: 50 anni sulla notizia di Claudio BACCARIN con la collaborazione di Beniamino Bordoni

Ebbi Pubblicità Srl - Prodigi srl, Gallarate (Va), 2016 - pp. 304 - 21 x 29,70 - illustrato a colori - € 30,00 + spese di spedizione - gratuito per i soci Usfi.
da richiedere a a Prodigi Edizioni di Gallarate: edizioni@prodigisrl.com - 0331.783.107

Il volume donatoci, la nostra storia di Fabio Bonacina, presidente Usfi

Un grande ringraziamento al consigliere Claudio Baccarin che, con la collaborazione del collega Beniamino Bordoni, ci ha donato questo volume.
Ricostruisce e racconta, in modo organico e puntuale, la storia dell'Unione stampa filatelica italiana. La nostra storia, prima che rischiasse di perdersi.
Sono passati, oramai, oltre cinquant'anni da quando il sodalizio venne concepito e fondato (la prima assemblea si svolse l'8 maggio 1966 a Firenze); purtroppo, pochi dei protagonisti di allora sono sopravvissuti e risultano ancora iscritti, ma tutti hanno voluto esporre la propria esperienza. Sono loro, e naturalmente sono i documenti, che possono testimoniare la società ed il contesto, quelli che portarono alla nascita dell'Unione, alla sua crescita, alla sua evoluzione.
Mirabile come l'autore sia riuscito a "vivificare" verbali che per loro natura sono aridi, alternando i dati fattuali (numero di soci, decisioni di consiglio, dibattiti -qualche volta anche tesi- di assemblee, premi attribuiti, mostre realizzate ... ) con quanto potrebbe rappresentare l'"anima", di questa come di tante altre associazioni.
Puntando alle persone, delineando fili conduttori, aggiungendo curiosità, riscoprendo episodi dimenticati, scovando notizie impensabili, confrontando fatti e dichiarazioni, permettendo di paragonare le aspettative agli esiti.
Così, ha evidenziato la passione comune a tutti gli iscritti, nel caso specifico per la filatelia e la posta, un'attitudine a scriverne, e non importa se per professione o per diletto, la voglia di condividere saperi, esperienze, iniziative. Ecco, tutto ciò è Usfi. Lo si capisce leggendo il libro.
Libro che parla di come eravamo e di come siamo. E di come la storia, le situazioni, le circostanze, i problemi si ripetano, nonostante l'evoluzione della società e delle tecnologie per narrarla. Emergono gli ormai antichi bilanciamenti tra esigenze, aspirazioni e problematiche di giornalisti e scrittori, ad esempio, scelta che probabilmente ha permesso la fortuna dell'Unione. Il perenne sforzo di mantenere i conti in ordine, senza abusare dei portafogli degli iscritti ma volendo
al tempo stesso rimanere indipendenti, pur firmando manifestazioni, mostre, numeri unici e quant'altro. Anche i rapporti con il ministero ed il servizio postale rientrano nello schema; nonostante i cambi di organizzazioni e di nomi, sono risultati altalenanti, perché alla fine la chiave di volta è rappresentata dai singoli: apertura e disponibilità qualche volta, chiusura e disinteresse in altre. E che dire delle periodiche lamentele per l'esagerato numero di emissioni? A tale proposito è interessante notare come la soglia di sopportazione si sia lentamente ma inesorabilmente dilatata: quello che una volta era un quantitativo inaccettabile, ora è auspicato, soltanto perché i livelli attuali risultano ben più alti...
Pagina dopo pagina, emerge ad ogni modo un'esigenza: salvaguardare la memoria storica. Capire da dove si viene, ed il percorso fatto in tutto questo tempo, è fondamentale per individuare dove si intende andare. Con l'obiettivo di confermare, anno dopo anno, un desiderio, una volontà, un impegno al fare, e se possibile arrivare a quota cento! Ma, esso, è un compito che eventualmente spetterà ad altri...

 

 

Mantova 1796 - 1866 Settant'anni tra assedi, occupazioni, guerre di Maura BERNINI - Sergio LEALI

Editoriale Sometti Mantova, Monotipia Cremonese 2016 - pp. 200 - euro 15,00, cm 21x29,7 - illustrato a colori
da richiedere a Sergio Leali o all'Associazione Filatelica Numismatica Scaligera.

Lo scambio di notizie riveste particolare importanza durante le avversità e soprattutto in occasione di guerre.
Il libro si sofferma sul servizio postale nel territorio mantovano durante il periodo risorgimentale e, più in generale, tratta le vicende che hanno portato all'annessione di Mantova al Regno d'Italia.
Per illustrare e rendere più gradevole il volume, gli autori si sono avvalsi di numerosi documenti della loro collezione, quali stampe, manifesti e lettere scambiate dai protagonisti dell'epoca; attraverso queste testimonianze dirette, propongono la cronaca degli anni, quanto mai travagliati, che vanno dal 1796 al 1866.

Dalla Presentazione di Ercolano Gandi - presidente del Centro Studi Internazionale di Storia Postale
Per raccontare la storia del Risorgimento mantovano, gli autori di questo libro hanno preso le mosse da quel periodo storico in cui si realizzava l'ascesa dell'aquila imperiale napoleonica sul panorama europeo.
L'Italia, in forme e modalità diverse, fu occupata dall'esercito francese.
A partire dal 1796 si costituirono nel territorio Nord-Orientale la Repubblica Cispadana e poi la Repubblica Cisalpina che diverrà, con a capo lo stesso Bonaparte, la Repubblica Italiana e successivamente Regno d'Italia dal 1805 al 1814.
Gli autori si sono soffermati in modo particolare sulle imprese che hanno avuto come teatro il territorio mantovano.
Essi, con passione, hanno saputo elaborare il proprio pensiero per renderlo chiaro e fruibile a noi tutti. Sono riusciti a illustrare efficacemente attraverso documenti storici e di storia postale, raccolti in tanti anni di appassionata ricerca, momenti di vita vissuta della nostra Italia.
Gli autori parlano della loro città, Mantova, quando era ancora alla ricerca di un riscatto, descrivono le guerre del nostro Risorgimento attraverso le testimonianze dei partecipanti nel momento stesso in cui furono combattute, narrano delle contrade mantovane, dei numerosi, troppi caduti, esprimono ammirazione per i giovani universitari di Curtatone e Montanara, descrivono le sconfitte, le battaglie, le glorie e i protagonisti che lottarono affinché Mantova e tutto il Mantovano fossero finalmente annessi al Regno d'Italia. È un susseguirsi chiaro e preciso di immagini e documenti fra i più belli e rappresentativi di questo esaltante momento storico.
Significativo è il documento che è presentato in copertina: appunto un SÌ alla domanda posta in occasione del plebiscito istituzionale.
Questo libro è un giusto modo di partecipare alle celebrazioni per il 150° anniversario di quello che è considerato uno dei più alti momenti della storia della città e del suo territorio.
Il Centro Studi Internazionale di Storia Postale è onorato di essere promotore di questa pubblicazione che, ne siamo certi, arricchisce e amplia le conoscenze di tutti gli studiosi amanti della storia postale e non solo.


 

 


Gli animali nelle religioni di Franco GUARDA

Stampa Tipografia BRM – Nichelino TO 2016, pp. 102 - € 15, 00 comprese spese di spedizione.
da richiedere alla redazione di Filatelia Religiosa Flash presso Angelo Siro: angelo.siro1@gmail.com

Un numero “unico” di oltre 100 pagine, promosso dal prof. Franco Guarda (già preside della Facoltà Veterinaria di Torino) in collaborazione con il Gruppo di filatelia religiosa “don Pietro Ceresa”, di cui è socio e collaboratore, e la rivista “Terra Santa”. Sono stati inseriti diversi articoli filatelici riguardanti gli animali ed in particolare gli animali nelle varie religioni. Nel suo insieme è un accostamento storico-culturale-religioso e … filatelico, che rende questo lavoro veramente curioso e interessante.

Dalla Presentazione dell'autore
Una idea tira l’altra, come sempre, e quando la storia sembra finita, spunta un’altra piccola idea e così si comincia a raccontare un altro episodio che si crede utile.
C’è sempre però una fine del gioco e crediamo che sia giunto il momento anche per noi di concludere.
Gli episodi pubblicati nel tempo sulla rivista “Filatelia Religiosa Flash” edito dal Gruppo di Filatelia Religiosa “don Pietro Ceresa” di Torino, hanno completato l’idea del ruolo degli animali che hanno avuto nel tempo con l’uomo, con l’origine dei diversi culti sfociati poi nella nascita delle diverse religioni.
Quando l’Homo Sapiens si rese conto dell’idea della morte, nacque la sua angoscia e il bisogno di credere nel sovrannaturale chiedendo protezione nell’animale, considerato il tramite per l’accesso alla divinità.
L’animale diventa quindi totemico come custode dell’umanità.
Nei miti e nelle magie emerge l’animale come divinità, ripreso poi nelle religioni teocratiche con i simboli escatologici e nei riti liturgici.
Dopo aver conosciuto il suo ruolo nella Bibbia, nei Vangeli, nelle Encicliche di Papa Francesco, ci si è imbattuti anche in episodi simpatici che raccontavano di Santi e dei loro animali divenuti oggetti indelebili nell’arte scultorea e pittorica esposta nelle chiese e nei musei di tutto il mondo.
In questo quadro generale non potevano mancare i significati che gli animali hanno avuto nei popoli primitivi e nell’Islam.
Per non disperdere i vari studi e ricerche di materiale filatelico utilizzato nei vari articoli, è nata l’dea di riunire tutti i contributi in un solo volume in modo da avere sott’occhio tutta la storia, anche se sintetica, del ruolo degli animali nelle religioni, raccontata attraverso quei cari rettangolini dentellati e colorati che esprimono l’idea meglio di qualunque quadro.
Un ringraziamento va agli amici che hanno contribuito alla stesura di questa pubblicazione con i loro importanti studi e articoli, in particolare ad Angelo Siro, presidente del GFR don Pietro Ceresa, ai collaboratori del “Centro Gruppo Ricerche di TerraSanta”, a Giancarla Ceppi, a Lorenzo Netto e a Fabrizio Fabrini, nonché al grafico Sandro Manfrinati che ne ha curato il progetto e l’impaginazione.
Franco Guarda

 

 

Le comunicazioni postali marittime del Mar Tirreno di Umberto DEL BIANCO con la collaborazione di Adriano Cattani

Editrice Elzeviro, Padova giugno 2016, pp. 280 di cui alcune a colori, 21x30 - € 70,00
da richiedere a Adriano Cattani - casella postale 325, 35142 Padova - per i soci dell'Associazione per lo Studio della Storia Postale il prezzo scontato è di € 60,00

Dalla PREMESSA dell'autore:
La posizione geografica della penisola italiana nel Mediterraneo
La penisola italiana a chi guardi dall'aereo (o su una carta geografica con lo stesso risultato, ma indubbiamente con minore spesa) appare chiaramente come una enorme crescenza che si infila nel Mediterraneo delimitando chiaramente due percorsi marittimi nettamente individuati, soprattutto agli effetti dei traffici marittimi: ad occidente il mar Ligure ed il mar Tirreno, ad oriente l'Adriatico.
Si tratta di due enormi canali che hanno costituito sempre un luogo privilegiato pei traffici marittimi ed infatti sin dall'antichità i due canali sono stati ampiamente sfruttati ad uso dei traffici e gli scambi tra le popolazioni.
Da notarsi che i due canali presentano entrambe all'inizio del loro percorso dei porti di notevole importanza: le rotte dell' Adriatico fanno capo a Venezia e a Trieste, mentre quelle del mar Ligure e del Tirreno trovano nei due porti di Marsiglia e di Genova i terminali ideali per carico o scarico di quanto trasportato e per il successivo proseguimento terrestre del carico verso la destinazione prevista.
Ho parlato più sopra di canali ed il lettore attento certamente si chiederà se io non mi sono sbagliato, trattandosi sempre di comunicazioni in mare aperto.
In realtà io credo che il termine canale rispecchi meglio la situazione, in quanto la navigazione in Tirreno ha sempre dovuto fare i conti sia con le varie isole, isolette, ma anche con gli scogli esistenti lungo la rotta ancora al tempo della propulsione a ruote, ma anche successivamente (per non andare lontano vedi il recente caso della Costa Concordia).
Inoltre altro elemento importantissimo con cui i naviganti hanno dovuto fare i conti è stata la profondità dell'acqua che in certi punti ha veramente costretto il capitano a fare uno studio accurato delle carte nautiche in sua dotazione per non arenarsi.
In pratica si trattava quindi di un vero e proprio canale abbastanza obbligato, anche perché questa navigazione che possiamo già definire come costiera - postale perché generalmente andava da porto a porto, seguendo il più possibile (ovviamente ad una certa distanza) la linea della costa, e trasportando viaggiatori, posta e merci, raramente affrontava il mare aperto vero e proprio, e solo se il proprio itinerario/orario la obbligava a farlo.
"Navigazione postale costiera" quindi può essere considerato il tema di questo mio saggio, che va dall'inizio della navigazione con propulsione a ruota sino al momento in cui l'estendersi della ferrovia ha decretato la fine della navigazione costiera.
È evidente che il treno con le sue corse plurigiornaliere era destinato a sottrarre alla navigazione più o meno tutto il traffico postale, determinando da un lato l'aprirsi alla navigazione oceanica con la creazione (1881) di una grande compagnia (la N.G.I., Navigazione Generale Italiana) nata dalla fusione delle due maggiori compagnie allora esistenti (la Florio e la Rubattino) ma anche con la pratica sparizione di tutti quei traffici postali per lo più legati al commercio che costituiscono la base ed il materiale di studio di questo mio lavoro di ricerca.
A suo tempo io ho dedicato ben tre libri all' attività marittima svoltasi in Adriatico occupandomi delle vicende del Lloyd Austriaco (la grande compagnia triestina che nell'Adriatico dapprima e poi nei mari del Levante e dell'Oceano Indiano ha fatto il campo della propria attività); ora invece vorrei estendere le mie ricerche all'attività postali delle compagnie attive nel mar Ligure e nel Tirreno.
La ricerca si è presentata molto più complessa che per quel che riguarda l'Adriatico anche per le numerose vicende belliche che hanno portato alla sparizione degli Antichi Stati italiani e alla costituzione del Regno d'Italia. Non c'è dubbio che la stessa situazione postale in Tirreno ad un esame approfondito sia risultata molto più complessa che in Adriatico; comunque con molta buona volontà, non certo disgiunta da un certo grado di incoscienza, vista la mia età non proprio più verde, cercherò di dare un nesso ai miei numerosissimi appunti, in modo da lasciare un lavoro che mi auguro abbastanza completo.

Umberto Del Bianco

 

 

SULLE ORME DEGLI ANNI SANTI - pellegrinaggi di fede attraverso i francobolli di Djana ISUFAI

Francesco Maria Amato Editore, Roma giugno 2016, pp. 150 a colori, 17x24
da richiedere a amatofrancesco@hotmail.it

La scheda

Sono lieto, come editore, di poter presentare ai lettori il nuovo libro di Djana Isufaj Sulle Orme degli Anni Santi... È questo lavoro, l'ennesima dimostrazione di come l'autrice sia brillantemente riuscita non solo, a ripercorrere la lunga ed a volte tortuosa strada degli Anni Santi dalle origini ai giorni nostri, ma soprattutto a fornire una chiave di lettura innovativa attraverso l'uso esplicativo e didattico delle immagini filateliche. Nel volume approntato, ogni Giubileo è esattamente inquadrato nel suo contesto religioso, storico e culturale. La presentazione dei singoli personaggi, il racconto dei fatti e degli avvenimenti, la scelta iconografica facente esclusivamente riferimento all'immagine del francobollo, sono stati volutamente impostati secondo un taglio giornalistico e risultano particolarmente gradevoli e per nulla dispersivi. Frutto di un'approfondita ricerca storicoarchivistica l'opera si inserisce, in modo del tutto naturale, in quel filone di studi che la Isufaj persegue nel contesto dell'insegnamento della Religione Cattolica presso la Scuola Primaria. Sono ormai sei anni che l'autrice, adottando il "francobollo" quale elemento di "mediazione didattica" nell'ambito della sua disciplina, ha ottenuto risultati a dir poco sorprendenti se analizzati sotto il punto di vista dell'apprendimento. Il volume, così come volutamente approntato, ci consente di conoscere come, nel corso dei secoli, i Giubilei abbiano conservato, inalterati, taluni tratti specifici quali la lettura della Bolla d'Indizione, i riti di apertura e chiusura delle Porte Sante, la visita alle quattro basiliche giubilari, le preghiere e le azioni da compiersi per lucrare l'indulgenza. A completamento delle numerose informazioni l'immagine figurativa scelta dall'autrice è quella contenuta nel francobollo, espressione il più delle volte di per sé già sufficiente a far comprendere quanto si stia narrando. Chiudo queste brevi note riportando un passo molto significativo di Enzo Diena preso dal suo volume Un Secolo di Francobolli Italiani pubblicato dalla Universale Cappelli nel 1961: Una collezione di francobolli non può insomma sostituirsi ad un libro di storia. Eppure in un certo senso è qualcosa di più: è materia viva, e la materia prima, rozza ed apparentemente informe, dalla quale l'intelligenza del collezionista può agevolmente ricavare una testimonianza storica; è un avvincente mosaico in cui - accostando ad un francobollo antico uno moderno commemorativo o un annullo curioso - si compone tessera a tessera una compiuta visione dei fatti.

Indice: prefazione, introduzione, Anni Santi ordinari, Anni Santi straordinari, indice Bolle Indizione Anni Santi ordinari e straordinari, riferimenti iconografici, bibliografia.

Francesco Maria Amato
Editore

 

 

 

 

LA COMUNICAZIONE EPISTOLARE DA E PER TORINO - vol. III - Carlo Emanuele ed il nuovo regolamento per le poste del 1772 (1730-1773) di Italo ROBETTI e Achille VANARA

Quaderno ANCAI numero 14, Torino 2016, pp. 341 a colori, 21x29.50 - da richiedere a ancai1@libero.it

Presentazione del 3° volume

Due anni orsono apparve il 2° volume e pur coscienti che il nostro lavoro e la materia che trattiamo suscitino l'interesse di un ben delimitato numero di persone, troviamo sempre la spinta a proseguire, sia per il nostro intenso desiderio di colmare delle lacune storico-postali sulla città di Torino e di riflesso sul Piemonte, sia per qualche segnale gratificante che ci proviene dall'esterno.
Uno di questi ci è giunto da Paolo Vollmeier e da Pietro Giribone (insieme hanno recentemente pubblicato un ponderoso ed esaustivo lavoro su "Le Armate Francesi in Italia 1792- 1814") e quanto scritto da quest'ultimo non possiamo fare a meno di riportarlo: "E' un'opera che non poteva mancare alla mia formazione collezionistica. Essa, come il primo volume, merita un'attenta lettura e riflessione su molti punti importanti ed inediti trattati. Lavorando per Torino, in realtà riesce a mettere a fuoco le interrelazioni postali del periodo, tassazioni comprese, chiarendo il ruolo baricentrico di Torino nelle relazioni postali internazionali del triangolo Milano - Genova - Torino - Lione. Per non parlare della gioia per gli occhi la visione della stragrande maggioranza delle lettere... vere perle di storia postale. Penso che stiate facendo un lavoro di diffusione culturale senza precedenti per il Regno di Sardegna, se si eccettua il Vollmeier ... non resta che augurarmi, insieme a molti altri collezionisti, nel proseguimento di questa opera ... ".
Dopo due anni di silenzio 'proseguiamo' dunque col 3° volume nel quale si percorre il lungo regno di Carlo Emanuele lii, dal 1730 al 1773.
In sei capitoli abbiamo continuato, come nei due precedenti volumi, il percorso cronologico, pur avendoli contraddistinti con gli eventi politici o postali che li hanno particolarmente caratterizzati (la coesistenza di Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III, le guerre di successione prima polacca e poi austriaca, il periodo di pace, le variazioni tariffarie e l'importante regolamento postale del 1772).
Negli altri sette capitoli, invece, ci siamo soffermati su degli specifici temi, tentando di dare esaustive risposte a dubbie interpretazioni del passato (rapporti tra la Posta di Torino ed i Corrieri francesi, col quale capitolo speriamo di aver definitivamente provato l'inesistenza di un ufficio francese a Torino) ovvero evidenziando particolari aspetti non sempre presi in dovuta considerazione (gli Uffici di Campagna di posta militare dal 1733 al 17 48, l'attivazione di un ufficio postale piemontese nella città di Roma nel 1734, l'introduzione ufficiale dell'inoltro della corrispondenza via mare tra il Piemonte e il Regno di Sardegna).
A completamento l'interessante contenzioso sorto tra il libraio Fontana ed i commessi dell'Ufficio postale di Torino coi risvolti tariffari riguardanti le "gazette"; i rapporti, non sempre idilliaci, tra le Poste piemontesi e l'ufficio postale di Milano, con la prima introduzione di bolli milanesi; l'esenzione dal pagamento della tassa sulle lettere che si ricevevano e sulle lettere che si spedivano.
Speriamo, non pensando ad alcun 'impact factor', di aver reso la lettura più varia e scorrevole.

Gli autori

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