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le immagini utilizzate, sono state create dalla figlia Bimba Landmann

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Gioco o investimento?

 

Venerdì 3 aprile 2020 il nostro amato papà ci ha lasciati, ci piace immaginarlo in cielo che gioca con i suoi francobolli; perché è così che ha vissuto i suoi 96 anni, per lui erano il suo lavoro, la sua passione e il suo grande amore!
E con lo stesso appassionato amore noi lo ricordiamo.

Filippo e Bimba

Venerdì 3 aprile l'AMICO GIORGIO ci ha lasciati, me lo hanno comunicato i suoi amatissimi figli Bimba e Filippo. Giorgio è stato, anzi voglio continuare a parlarne al tempo presente, quindi E’ UN AMICO PREZIOSO, FRATERNO. A Lui non dedico parole: è troppo presto e mi si fermano in gola, allora con un abbraccio fraterno, pari alla nostra profonda AMICIZIA, immagino per Lui una orchestra che suoni una segreta sinfonia solo per Lui e lo accompagni a reimmergersi in quelle acque che gli han dato la VITA ed ora lo nutrono fino al Suo abbandonarsi serenamente ormai partecipe del Respiro Universale. Quando una persona a cui voglio bene, come a Giorgio, mi lascia iniziando il Suo lungo Viaggio, una sensazione di freddo mi colpisce con violenza frastornandomi, ma quando lo smarrimento dirada le sue nebbie, nella mia mente prendono campo i ricordi ed allora penso a tutte le cose belle che mi ha fatto conoscere e mi ha donato e me le tengo strette al cuore.

Se nel ricordo mi limitassi a presentare solo l’acclarato titanico ruolo da protagonista che Giorgio ha rivestito in Filatelia, il mio tributo d’onore all’intera Sua figura risulterebbe comunque circoscritto, perché del Suo operare farei conoscere solo una minima parte: questo compito possono assolverlo meglio e direttamente i Suoi cataloghi, il Suo essere stimato commerciante, la Sua vita filatelica, in parte, è trascorsa lavorando anche in un periodo terribilmente incerto ed estremamente difficile, da lui però affrontato e superato perchè con la mente ed il cuore era rivolto al futuro, per il bene dei figli e dell'amata Filatelia.

Ho conosciuto Giorgio nel 2004: me lo aveva presentato l’indimenticato AMICO VANNI ALFANI, GIORGIO con me fu molto affabile, l'incontro fu costruttivo e la nostra condivisione di interessi proseguì nel tempo. GIORGIO è stato mio ospite qui in Arezzo ed io sono stato da LUI invitato a Milano. GIORGIO era un profluvio di idee, di consigli e suggerimenti: dal contesto di queste circostanze, che nutrivano le nostre comunicazioni, nacque l’avvio della SUA collaborazione alla mia rivista. GIORGIO mi inviò i file contenenti tutti "Gli album di francobolli" prodotti nella Sua attività di commerciante filatelico, perchè fossero messi gratuitamente a disposizione di tutti i collezionisti consentendone anche la possibilità di scaricarli; mi invitò ad aprire una prima rubrica: “Conoscere da antiche pubblicazioni”, seguita da: ”Premessa al collezionismo filatelico”, a 90 anni dette avvio a “Riflessioni di un novantenne”, che nel passare degli anni erano divenute quelle di un novantaquattrenne. Negli intermezzi di tempo fra le varie rubriche: articoli, giochi e regali per i ragazzi che LUI personalmente inviava da Milano a tutti coloro che ne facevano richiesta per farne dono a figli e nipoti per farli divertire interessandoli alla filatelia.

Invito tutti a leggere i suoi articoli, perché le analisi e le riflessioni delle quali ci faceva partecipi, risultano attuali a tutt’oggi: sono elaborati scritti da una mente brillante, che aveva compreso gli errori di tutti coloro che smerciavano la filatelia come un allettante investimento, GIORGIO si è sempre impegnato per porre rimedio a questo danno, offrendo la Sua saggezza, conseguita con l’esperienza, ed invitando collezionisti, giovani ed anziani, a giocare, a divertirsi, ad imparare attraverso la filatelia: era il Suo cuore di grande Vecchio della Filatelia, che parlava a tutti, avendo visto con amarezza i tanti che, delusi dai mancati guadagni, correvano a vendere o, demotivati, accantonavano la propria collezione disinteressandosene.

Avevo custodito questo Suo scritto riservandomi di proporlo in appropriate circostanze di dibattiti, ma mai avrei immaginato in occasione del Suo elogio di commiato.

Ringrazio GIORGIO per tutto quello che ci ha regalato, ringrazio Sua figlia BIMBA che ci permette di condividere la sua composizione artistica, consentendoci di impiegarla come scenario-sfondo pagina, ringrazio ancora lei ed il fratello FILIPPO, per averci inviato l’immagine che fotografa il loro bel quadro FAMILIARE ritraendoli con il padre GIORGIO.

Onore a Te GIORGIO, dopo aver tanto Lavorato e viaggiato nel Mondo, ora riposa in serenità nella Tua ISOLA FILATELICA.

Roberto

Gioco o investimento?

Già durante la guerra si sviluppò l’idea (che veniva dalla Gran Bretagna) che nel dopoguerra ci sarebbe stata una enorme valorizzazione specie dei francobolli emessi nel periodo della Repubblica Sociale.
Molti furono coloro che corsero negli uffici postali per acquistare tutto quello che era disponibile.
Era corsa la voce che gli americani, occupando l’Italia avrebbero acquistato ogni valore postale disponibile pagandone un prezzo d’amatore.
Dimenticando però che la percentuale di appassionati fosse ben più modesta.

I collezionisti del tempo erano per lo più persone anziane e l’approccio di giovanetti avvenne più tardi. Francobolli in una confezione di marmellata o di merendine. Un maestro in televisione, permise un passo in più alla filatelia. Molto giovani si appassionarono anche perché vi era stata una emissione pubblicitaria di vignette in ricordo di una trasmissione di un riuscito programma radiotelevisivo.
Queste vignette avevano tutte un certo valore e si potevano trovare nei prodotti di una casa venditrice di cioccolatini,
La stessa casa assegnò a ciascuna figurina un certo valore: il “feroce Saladino” valeva un discreto numero di figurine doppioni. Si creò inevitabilmente un mercato di scambi e anche valutazioni in denaro.
Intanto nella filatelia italiana nacque un certo numero di nuovi appassionati che, attenti, crearono nuovo valore commerciale. Vuoi possedere questo o quello, paga in moneta la possibilità per averlo.

Già la collezione di francobolli aveva dei costi, perché seguiva la moda britannica e francese.

Ora si sta assistendo ad una nuova impresa commerciale, una sorta di gioco al ribasso, gioco che dovrebbe invece poggiare sulla passione per il gioco, invece: riempire, riempire.
Naturalmente viene indirizzato sui valori più rari, quelli che mancano usualmente al collezionista meno avanzato e che album e cataloghi più pubblicizzano.

Idea di costrizione, idea di personale guadagno esentasse.
Ma intanto è cambiata le cerchia degli appassionati.
Chi eredita vuol vendere e così svende.
I nuovi appassionati non capiscono e smettono di collezionare, vista l’incertezza che si è verificata nel valore di mercato.

Ora io suggerisco un nuovo tipo di strada.
Un francobollo altro non è che una immagine piazzata su di un pezzetto di carta.
Deve rappresentare qualcosa.
E qualcosa rappresenta o ricorda.
Così la figura parla: il primo treno, quell’automobile.
E ricorda. Il giro ciclistico di Francia, il Re del Portogallo, un fiore, un momento di aggregazione di un popolo, le api e i pappagalli che vivono in quel paese e l’uccello e il colibrì che vi abita. Si arriva a un risultato di un incontro di calcio avvenuto tra due squadre famose.

Così quell’immagine diventa un ricordo forse un momento di attenzione.
Chi vuol sapere, così potrà sapere.
E più tu saprai, maggiore sarà il tuo sapere con i vantaggi che ne derivano in questa nebulosa vita che ti illustrano come conosciuta, ma realmente conosciuta non è.
Dove sono le isole ….? E dov’è una nazione…..?
Tu finalmente saprai.
Una inusuale parola e tu capirai, un certo animale e tu lo vedrai ad occhi bendati,

Per questo ti invito a giocare con 1000 e più di mille francobolli e non a tentare di lucrare.
Lucrare significa anche cattiva digestione, se qualcosa non risponde alle tue attese.
Ti offro piccoli lotti di molti paesi esistenti. Ne studierai la storia e ti verrà istintivo conoscerli.
Ti offro un gioco se vorrai giocare, i mille Paesi, e poca, anzi una modesta spesa.
Un viaggio – e non di poche ore attraverso il mondo.

Giorgio Landmans
16-04-2018