Il commercio dei limoni del Garda a fine ‘800

di Laura Donisetti


Premessa
Le informazioni principali che supportano questo articolo derivano dalla corrispondenza inviata alla ditta Vincenzo e Nicola Fiorini di Bogliaco (sponda bresciana del Lago di Garda) dal 1875 al 1903: un carteggio di Cartoline Postali spedite da clienti, commissionari e fiduciari del Nord Italia (340) e della Svizzera (50). Questo carteggio ci porta nel vivo delle relazioni commerciali del Garda illuminando aspetti del commercio dei limoni tra cui la “battaglia” della concorrenza e il sistema dei trasporti.

I “Giardini di limoni”
L’introduzione della pianta di limone sul Garda risale, secondo la tradizione, al XIII° secolo ad opera dei frati francescani. Questa coltivazione a quasi 46°di latitudine è stata possibile grazie al mite clima lacuale e alla invenzione di speciali serre, le limonaie.

Una limonaia

Le limonaie occupavano la sponda Ovest del Lago fra Limone e Maderno:“nel 1879 le limonaie erano 30.000, di cui 21.000 a Gargnano e dintorni, 4.500 a Maderno, 3.750 a Limone”, ma ve ne erano anche a Toscolano, Gardone Riviera e Salò.(1)
La struttura della limonaia prevedeva tre muraglie (alte fino a 10 metri) e un lato aperto al sole, rivolto a Est Sud-Est; qui alte colonne di pietra supportavano pannelli mobili (vetrate e tetti di legno) che nella stagione fredda chiudevano la serra. Costruita in pianura o abbarbicata alla montagna, la limonaia presentava terrazzamenti in successione (le còle), collegati da scale in pietra. In ognuna delle còle, in un terreno ben concimato ed irrigato, venivano poste le piante, con uno spazio di 16-20 metri per ciascuna. Una pianta in piena attività forniva mediamente, nelle due principali raccolte di maggio e giugno, 500-600 limoni. Quando la temperatura si avvicinava allo zero all’interno della limonaia venivano accesi dei falò.

Il commercio dei limoni


Fronte e trascrizione della CP del 1894 relativa alle “spicande”

Dopo la raccolta, detta “spicanda”, che avveniva quando i limoni erano ancora verdi al fine di assicurare una più lunga durata, i limoni venivano selezionati e suddivisi per grossezza: i fini e sopraffini venivano esportati, gli scarti restavano in Italia; da qui le diverse denominazioni commerciali: fini uso Polonia, sopraffini uso Austria, sottofini uso Vienna, scarti uso Milano, ai quali corrispondevano prezzi diversi, fissati per centinaia. (2)

 
Fronte e trascrizione dell’ordine del commissionario Maddi

I limoni, incartati, venivano disposti in casse di legno e così venduti; ciascuna cassa poteva contenerne da 500 a 1000.
Tale commercio, sostenuto con esenzioni fiscali e privilegi nei 370 anni in cui la Riviera di Salò fu parte della Repubblica di Venezia, non perdette importanza quando il Garda nel 1815 passò sotto la dominazione Austriaca: avvantaggiati dal minor costo del trasporto rispetto ai produttori genovesi e del Sud Italia, i commercianti gardesani si rafforzarono sui mercati dell’Impero, dell’ Est e del Centro Europa.


Un cliente da Coblenza - Germania

Nel 1840 per calmierare la concorrenza tra produttori e facilitare le esportazioni venne creata la “Società Lago di Garda” (3).

Chi erano i Fiorini
Discendenti di un Fiorino vissuto nel ‘400 a Villa di Gargnano, nonchè di una contessa che alla fine del ‘700 porta in dote molti “giardini di limoni”, i Fiorini risultano possedere limonaie nelle località Prea e Riva Granda di Gargnano, la Chiusura e la Fontanella a Villa di Gargnano (4). Nel 1853 la relazione della Società Lago di Garda li registra come i primi produttori di limoni.


La ragione sociale dei Fiorini sul timbro di ricezione

All’epoca del carteggio la ditta “VINCENZO E NICOLA FIORINI – NEGOZIANTI IN LIMONI E OLIO OLIVA – BOGLIACCO – LAGO GARDA” è gestita da: Vincenzo FIORINI (Bogliaco 1833–1898) definito nel registro dell’anagrafe “bottegaio” e Nicola FIORINI (Villa di Gargnano 1837–Bogliaco 1921), cugino di secondo grado, “negoziante, possidente” padre di nove figli che farà educare nelle buone scuole dell’epoca (5).
La Ditta commercia in limoni, ma anche in olio e uve. Dopo il 1870 la Ditta Fiorini risulta molto attiva nei commerci nel Nord Italia e in Svizzera.


1895 un cliente di Trento austriaca

L’importanza dei limoni
Se il limone era apprezzato fin dal ‘400 nella preparazione di medicamenti, dolci e profumi, un’importanza ancor maggiore l’avrebbe giocata nell’800 come anti-scorbuto. Questa malattia, detta volgarmente pellagra, che causava febbre, piaghe, “perdita delle forze, lo intendimento e la cognizione”, rappresentava una piaga tra le classi povere del Lombardo-Veneto così da motivare l’intervento attivo dei governanti Austriaci per la ricerca di una cura che fu trovata proprio nella “giornaliera assunzione di succo e scorza di limone” (6).


Francesco Giuseppe

I limoni del Garda godevano di particolare credito per uso medicinale per il loro forte grado di acidità e la durata di conservazione; a queste qualità si aggiungeva la sottigliezza e la lucentezza della scorza che ne faceva raddoppiare o triplicare il prezzo rispetto ai limoni di altre zone d'Italia.

I trasporti di merci e di posta
Alla fortuna del commercio dei limoni del Garda contribuisce lo sviluppo dei trasporti. Il trasporto via acqua era il meno costoso, poiché ad esso provvedevano “numerose barche, parecchie delle quali caricano 400 fino 500 e più quintali”.(7) La merce diretta oltr’alpe veniva traghettata a Torbole per raggiungere i mercati del Nord via Trento e Bolzano; quella destinata al Lombardo Veneto partiva su barche dal porto di Bogliaco, distante non più di 400 metri dalla Ditta Fiorini, per la stazione ferroviaria di Desenzano (8).


Barconi mercantili in un porto del Garda

I battelli, in un’area lacuale in cui le strade non erano molto agevoli (la Statale che corre lungo il Lago raggiunse Bogliaco solo nel 1900), erano un’ importante risorsa per il turismo, i viaggi d’affari e per il trasporto postale. I “vapori” applicavano tariffe differenziate per il trasporto merci: così il commissionario Locatelli lamenta che non avendo il suo cliente: “raccomandato la tariffa speciale pagarono quasi il doppio”.


Annulli postali “SERVIZIO DI NAVIGAZIONE LAGO DI GARDA” su cartolina illustrata (fronte e particolare)
e sulla CP del grossista Locatelli

Dal 1843 fu in funzione il servizio di diligenze celere da Brescia a Bogliaco il “Corriere Mazzoldi” che oltre al trasporto passeggeri aveva in appalto il servizio governativo delle poste. Scrive un cliente di Brescia il 13.2.’75:


Una prenotazione di viaggio del Corriere Mazzoldi - Archivio A.De Rossi -Maderno
 

Mandatemi per la via di Desenzano 6 o 8 casse di limoni dei migliori che potete…Ditemi se debbo farvi rimessa a ½ Mazzoldi per il saldo delle antecedenti due fatture. Nel 1881 la tratta fu coperta da un servizio di tram a vapore che raggiunse Salò nel 1888 (9).


Chi scrive ai Fiorini


CP commerciale di un dettagliante di Lucerna

I clienti di Zurigo, Lucerna, Basilea e Berna, trattavano direttamente coi Fiorini che avevano a Riva (territorio rimasto all’Austria anche dopo l’Unità) il commissionario “Cretti e Fava-Spedizioni e Commissioni“ che vendeva i loro limoni nel territorio dell’Impero Austrungarico e della Germania. Dal loro deposito i limoni “uso Polonia” dovevano, “per la via di Riva raggiungere velocemente Innsbruch” scrive nel ’94 un cliente di San Gallo.
La maggior parte dei mittenti Italiani sono grossisti delle città del Nord Italia: Mantova, Milano, Vicenza Verona, Venezia che trattano per i propri clienti: così il citato Maddi o l’agente di Desenzano che scrive:“Il Sig Micheletti Giovanni detto Ortolano di Lonigo mi prega avvisare sua persona onde per lunedì senza fallo abbia a fornire 4 casse limoni sfogliati, n 4 casse limoni non sfogliati, n 2 scarsi, n 2 stragrossi. Ho fatto far il deposito oppure una caparra.”
Non mancano i commercianti che si propongono come nuovi agenti e chiedono campioni di limoni: così Anna Trevisan di Treviso che chiede “N° 3 cassoni Limoni grossi e di sugo, e di buon prezzo - per cominciare - bene e che ne venda molti”.


Il messaggio di Anna Trevisan

Altri interlocutori sono proprietari di Ditte che utilizzano i limoni per produzioni industriali/artigianali come Lazzaroni di Monza


Uno degli ordini firmato da Paolo Lazzaroni

che fa liquori o la Ditta Pietro CALAMARI-Saponi industriali di Milano.


CP personalizzata con adesivo

Numerose le cartoline di agenti che comunicano il prezzi dei limoni su altri mercati, per esempio la Riviera Ligure, diretto concorrente del Garda per i mercati del Nord Italia: nell’aprile 1884 Luigi Carbone, di ritorno a Nervi, assicura che fornirà al più presto “i prezzi delle piante d’Aranci Amare [che servivano ad innestare i Limoni contro la gommosi n.d.r.] come pure il prezzo dei Limoni al mille per cassa”.
I prezzi dei Fiorini vengono confrontati anche con quelli praticati a Venezia: “In riscontro alla Vs sono diggià 3 settimane che si ricevono Limoni dalla Sicilia, frutto nuovo, bello, ma ancora verdeggiante, però li ha venduto subito da £6 q £5.50 alla Cassa ... marche migliori ...valgono £6=Venezia”, scrivono i Fratelli Zanchi commercianti a Rialto.

Che fine ha fatto la Ditta “VINCENZO E NICOLA FIORINI”?
Alla fine del ‘900 il commercio dei limoni del Garda è più difficile: i clienti svizzeri lamentano cattiva qualità :”un frutto così inferiore che non ne ho veduto di peggio” scrive Fries da Zurigo nonchè disservizi e irregolarità nell’evasione delle commesse; la concorrenza è feroce “ho già ricevuto ieri 1 vagone di limoni nuovi di Sicilia”.


L’ordine del grossista Fries per Bogliaco è inviato a Brugliasco (GE)

Il costo del trasporto incide pesantemente su un prodotto che stenta a farsi spazio sui mercati. Dice esplicitamente un cliente di Berna nel ‘901: “I limoni del Garda sono troppo cari”.


Il problema dei costi di trasporto verso Basilea

Nel giugno 1903 il PREMIATO STABILIMENTO A VAPORE DI PROFUMERIE E SAPONI EUGENIO FONTANELLA manda la propria cartolina pubblicitaria“al Signor Salvi Lorenzo Succ.ri Fiorini – Verona.


La cartolina commerciale intestata a Salvi Lorenzo “Successori Fiorini”

La ditta Salvi è uno storico commissionario dei Fiorini. A quella data, quando Vincenzo è già morto e nessuno dei figli di Nicola è divenuto commerciante, forse questa cartolina illumina sulla fine della Ditta. La CP del 13 novembre ‘901 dove Lorenzo Salvi chiedeva a Nicola di dirgli se poteva visitarlo a Bogliaco “per conferire sull’affare a voi noto” metteva forse le premesse per questa importante risoluzione?.


NOTE
1) I limoni del Garda di G.Fava - Edit. Valsabbina
2) Le limonaie di Gargnano di A.Cazzani, L.Sarti - Edit. Grafo
3) La ”Società Lago di Garda”, prima cooperativa in Italia, riuniva nel 1840 oltre la metà dei produttori di limoni, uva, vino, olio e giunse a trattare annualmente una media di 4.600.000 limoni. La gommosi, malattia che dal 1857 al ‘77 distrusse ben l'80% delle piante di limone del Garda, ne minò la capacità commerciale e molti operatori come i Fiorini ripresero a vendere in proprio.
4) Dagli Archivi del comune di Gargnano.
5) Gli studi dei figli sono riportati nelle circa 30 CP dei famigliari trovate insieme alla posta commerciale.
6) “Sulla pellagra. Memorie di Francesco Luigi Fanzago” di F.L. Fanzago presenta nel 1815 a Pietro di Goess, Governatore delle Province del Lombardo-Veneto e consigliere dell’Imperatore, i risultati di studi ed esperimenti per affrontare e vincere “casi gravi di pellagra”.
7) “Benaco, Notizie e appunti geografici e storici” di Giuseppe Solitro -Tip. G.Devoti Salò1897
8) Un gruppo di banchieri di Milano costituì nel 1824 la "Società Milanese per la Navigazione a Vapore nei Laghi del Regno Lombardo Veneto" che in seguito diventò un servizio di stato anche per il trasporto postale. L’Impresa Generale delle Diligenze e Messaggerie di Milano creò un servizio celere verso le città di Brescia, Verona, Padova, Vicenza Venezia
9) Paolo Lazzaroni, figlio di Carlo che nel ‘700 diede l’avvio a Saronno alla fortunata produzione dolciaria, a metà dell’800 si trasferisce a Monza dove avvia la produzione di liquori e mostarda.


 


vai alla home page


vai a nuovi scrittori filatelici