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Sig. Topa Ferdinando Corriere a piedi - Zocca (Modena)

di Marino Bignami


All'ultima Veronafil, rovistando fra le scatole di poco prezzo, ho notato la parte domanda di una "cartolina con risposta" edizione 1899. Nulla di particolare, mi ha colpito però il suo indirizzo: "Sig Topa Ferdinando - corriere a piedi - Zocca prov. di Modena. La qualifica di "corriere a piedi" su un documento del 1901 mi ha sollevato domande che la lettura del testo ha rafforzato. Intanto mi dice che a Montagnana nel periodo non c'era ancora un ufficio postale perchè la cartolina è stata impostata a Montelungo, nei pressi di Pistoia, lo stesso giorno manoscritto dalla mittente. La località è distante una decina di chilometri da Montagnana, probabilmente è stata portata da un pedone rurale pagato a mezzo servizio dal comune di Montagnana e dalle Poste Italiane. Per arrivare a destinazione a Zocca, un paesino di montagna in provincia di Modena, ha sicuramente percorso il primo tragitto trasportata in ferrovia sulla Porrettana che attraversa gli Appennini. La ferrovia venne iniziata nel 1856 dopo una convenzione fra governo Austriaco, i Ducati di Parma e Modena, il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio per superare la catena Appenninica con il nuovo mezzo di trasporto. E' stata un'impresa arditissima, perchè su uno sviluppo di 133 chilometri di percorso accidentato sono state scavate ben 47 gallerie. I lavori vennero ulteriormente accelerati dopo l'Unità d'Italia e nel 1863 venne inaugurato il tratto Bologna-Bagni della Porretta da Vittorio Emanuele II, e l'anno successivo completata la tratta, fu aperta al traffico regolare tutta la linea. La nostra cartolina si è fermata sicuramente alla stazione di Vergato (metri 180 s.l.m.) e da lì un portalettere (pedone?) l'ha presa in carico e portata a Zocca ad oltre 760 metri di altitudine. Dopo essere stata bollata dal locale ufficio postale è stata distribuita: il tutto in due giorni.
Lo scritto solleva altre osservazioni; la mittente, signora Lenda Lei, desidera avere notizie dal signor Topa Ferdinando "corriere a piedi" su un pacco da lei ricevuto. Il dubbio è se il pacco è suo o di sua sorella che abita a Serravalle (Pistoiese), perchè l'indirizzo è suo ma il nome è quello di sua sorella Cecilia. Dal tutto si intuisce che il servizio postale dell'epoca è rigorosamente fatto dalle poste italiane, ma il trasporto pacchi può essere effettuato anche dai privati, almeno per una parte del percorso (questo come da normativa era possibile fino all' 8 febbraio 1923). Infatti la scrivente domanda al Sig. Topa corriere a piedi: "chi ve lo ha dato" (se ne deduce che è stato il Topa stesso a prendere la spedizione dal mittente del luogo); e aggiunge: "scrivete a volta di corriere" (verosimilmente sta per "a stretto giro di posta"), ed infine un post scritto "scrivete subito che la roba non vada a male". Quindi la signora Lenda prima di utilizzare le derrate del pacco vuole essere rassicurata che sia proprio suo.






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