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| Memorie di un anziano collezionista di storia postale (CXXIV parte):
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DIMENTICATI, TRASCURATI, SOTTOVALUTATI E SOTTOSTIMATI DELLA STORIA POSTALE: |
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| Antonio Rufini | ||||||||||||||
Chiarisco subito: ormai da vari decenni (dal 1965) ho abbandonato la collezione di francobolli italiani e ciò che possedevo l’ho ceduto ad un celebre, allora, commerciante ed editore romano che ebbe il negozio davanti (lato opposto) al fabbricato nel quale facevo il praticante in Via della Mercede. Iniziai però a conservare la Storia Postale. Come? In maniera “generalista”, accumulando un po’ di tutto ciò che “passava” per gli Uffici Postali: Telegrafo, Pacchi, Servizi a Denaro, Servizio Corrispondenze. Però il Servizio Corrispondenze delle Poste comprendeva un “oceano” di cose e fin dai tempi del Regno. Tutti gli altri oggetti che circolavano nel Settore Corrispondenze facevano riferimento all’elenco sopra dispiegato (plichi chiusi, notificazioni giudiziarie, avvisi di ricevimento, fuori sacco, incisioni foniche, campioni di medicinali, campioni senza valore, pieghi di libri, cedole di commissione libraria, carte punteggiate per i ciechi, cartoline per concorsi a premio, corrispondenza da e per i militari di leva, pubblicità elettorale che, tutti, erano assimilati alle precedenti tipologie <11> anche se con tassazione e trattamento postale diverso). Per tutti gli oggetti del SERVIZIO CORRISPONDENZE poteva chiedersi, a pagamento, uno o più servizi aggiuntivi: Espresso, Raccomandazione, Posta Aerea <fino alla dismissione di codesto servizio>, Avviso di Ricevimento, Avviso di Imbarco <fino alla dismissione di codesto servizio>, Fermo in Posta, Assegno, Assicurazione, Posta Pneumatica <per piccole stampe da potersi arrotolare e fino alla dismissione di codesto servizio> e con costi e trattamenti diversi tipo per tipo.(1) Lo Stato (poi Posteitaliane E.P.E. e quindi S.p.A.) ebbe –sempre- la privativa (cioè il monopolio) di raccolta, trasporto, distribuzione delle CORRISPONDENZE EPISTOLARI(2) (e aggiungasi anche il SERVIZIO PACCHI ma di quelli fino a Kg. 10, poi Kg. 20 di peso) e per codeste due privative potevano (e possono) dare concessione a “terzi” (il Recapito Autorizzato) con le limitazioni, modi e costi di volta in volta stabiliti per legge. Questo mio, attuale ed i prossimi paragrafi, sono proprio dedicati alle STAMPE circolate nel periodo repubblicano di vigenza della Lira, un settore gigantesco ma sottostimato della Storia Postale. Non è una mia impressione. In tanti anni non ho mai trovato collezionisti di sole STAMPE mentre sono stati tanti i collezionisti specialisti di soli “valori Ordinari o Commemorativi in uso singolo”, di Raccomandate ed Espressi, di Cartoline Illustrate, di Affrancature Meccaniche, di Posta Aerea, di Interi Postali, di Annullamenti particolari, di Posta delle ex Colonie e di Posta Militare, di Targhette Leggenda e via di seguito. Non ho conosciuto collezionisti che si dedicassero esclusivamente alle Stampe; sono stato costretto a considerare codesto settore come “marginale”, nonostante proprio le Stampe, dopo le Lettere, le Cartoline Illustrate e le Fatture commerciali, siano state le corrispondenze più numerose trasportate dalle Poste nazionali. Premetto subito:
Non m’è stato possibile reperire Stampe di tutti i periodi tariffari fino all’anno 1962 e di tutti i porti.(5)
Per questa PARTE PRIMA ho terminato di esporre un breve “estratto” di quanto conservai; gli invii di Stampe “doppi” li ho allegati per le loro particolarità di affrancatura o tassazione od altre curiosità postali.
NOTE: 1) anche oggi, anno 2026, i tipi di Stampe da potersi inviare a mezzo Posteitaliane sono tantissimi (invii nazionali ed internazionali), così nel tariffario le voci occupano tre pagine zeppe di casistica varia, dalla pag. 43 alla pag. 45 e con abbondanza di “voci” diverse, spesso inglesizzanti. 2) La Magistratura da dopo una vecchissima sentenza (forse di una Cassazione di Firenze) ha sempre considerato per Corrispondenza Epistolare qualsiasi invio dotato di destinatario ed indirizzo, sia aperto che chiuso e ad eccezione dei pacchi, tutte quelle lettere e tutte le comunicazioni epistolari aventi i caratteri dell’attualità e della personalità. Così la cartolina illustrata con saluti, data e firma speditaci da mia suocera, in pellegrinaggio a Lourdes nel 1993 per farci sapere che il viaggio in treno era andato bene, allorquando circolò fu una autentica corrispondenza epistolare (aperta). Ma se oggi quella cartolina illustrata venisse inserita in busta chiusa e fosse rispedita per posta non avrebbe più le caratteristiche della Corrispondenza Epistolare perché anche se possiede ancora il requisito della personalità manca del tutto di quello dell’attualità. Solo le Corrispondenze Epistolari sono assistite dalla tutela, anche penale, in caso di “violazioni”. 3) Durante il periodo Regno anche la spedizione dei Giornali aveva un trattamento estremamente privilegiato: i giornali ed i periodici potevano inviarsi piegati senza busta o fascetta, con indirizzo manoscritto ove vi fosse spazio a disposizione, affrancati e messi in buca delle lettere o consegnati in Ufficio Postale ove i valori venivano obliterati coi bolli d’Ufficio ed iniziavano i viaggi in treno verso i destinatari. Ne mostro, a campione, un solo esempio (giornale quotidiano dell’anno 1922, piegato in due secondo il lato minore, come per metterlo nella tasca della giacca dell’ipotetico lettore, affrancato, con destinatario ed indirizzo sulla cornice alta; così imbucato e recapitato):
5) Mi viene sempre un po’ di curiosità ed un pochino d’invidia pensando a quante Stampe possa avere il Dr. Vitale, del periodo 1946-1950 e affrancate coi valori della Democratica…..
Antonio Rufini | ||||||||||||||
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