MEMORIE
di Antonio Rufini

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Memorie di un anziano collezionista di storia postale (CXXIV parte):

DIMENTICATI, TRASCURATI, SOTTOVALUTATI E SOTTOSTIMATI DELLA STORIA POSTALE:
§1 - LE STAMPE (Parte Prima: Stampe circolate affrancate con francobolli: 1962-1991)

Antonio Rufini

Chiarisco subito: ormai da vari decenni (dal 1965) ho abbandonato la collezione di francobolli italiani e ciò che possedevo l’ho ceduto ad un celebre, allora, commerciante ed editore romano che ebbe il negozio davanti (lato opposto) al fabbricato nel quale facevo il praticante in Via della Mercede.

Iniziai però a conservare la Storia Postale. Come? In maniera “generalista”, accumulando un po’ di tutto ciò che “passava” per gli Uffici Postali: Telegrafo, Pacchi, Servizi a Denaro, Servizio Corrispondenze.
Poi pian piano iniziai ad essere più selettivo: m’era più agevole dedicarmi al solo Servizio Corrispondenze, più frequente, più abbondante, più facile da reperire, insomma: “più tutto”!

Però il Servizio Corrispondenze delle Poste comprendeva un “oceano” di cose e fin dai tempi del Regno.
Allorquando iniziai la Storia Postale era vigente la normativa precedente (quella del Regno); poi intervenne il Regolamento Postale del 1973 (D.P.R. 29/3/1973 n. 156) che metteva un confine a quali fossero gli oggetti del Servizio di Corrispondenze: lettere, cartoline postali di Stato, cartoline postali dell’industria privata, cartoline illustrate, biglietti da visita, partecipazioni a stampa, carte manoscritte, fatture commerciali aperte, campioni di merce, pacchetti postali, STAMPE. Qualcuno, nel Ministero delle Poste, ebbe a “dimenticarsi” di qualcosa: i biglietti postali di Stato e gli Aerogrammi di Stato (che avevano trattamento, corso e costo molto particolare).

Tutti gli altri oggetti che circolavano nel Settore Corrispondenze facevano riferimento all’elenco sopra dispiegato (plichi chiusi, notificazioni giudiziarie, avvisi di ricevimento, fuori sacco, incisioni foniche, campioni di medicinali, campioni senza valore, pieghi di libri, cedole di commissione libraria, carte punteggiate per i ciechi, cartoline per concorsi a premio, corrispondenza da e per i militari di leva, pubblicità elettorale che, tutti, erano assimilati alle precedenti tipologie <11> anche se con tassazione e trattamento postale diverso). Per tutti gli oggetti del SERVIZIO CORRISPONDENZE poteva chiedersi, a pagamento, uno o più servizi aggiuntivi: Espresso, Raccomandazione, Posta Aerea <fino alla dismissione di codesto servizio>, Avviso di Ricevimento, Avviso di Imbarco <fino alla dismissione di codesto servizio>, Fermo in Posta, Assegno, Assicurazione, Posta Pneumatica <per piccole stampe da potersi arrotolare e fino alla dismissione di codesto servizio> e con costi e trattamenti diversi tipo per tipo.(1)

Lo Stato (poi Posteitaliane E.P.E. e quindi S.p.A.) ebbe –sempre- la privativa (cioè il monopolio) di raccolta, trasporto, distribuzione delle CORRISPONDENZE EPISTOLARI(2) (e aggiungasi anche il SERVIZIO PACCHI ma di quelli fino a Kg. 10, poi Kg. 20 di peso) e per codeste due privative potevano (e possono) dare concessione a “terzi” (il Recapito Autorizzato) con le limitazioni, modi e costi di volta in volta stabiliti per legge. Questo mio, attuale ed i prossimi paragrafi, sono proprio dedicati alle STAMPE circolate nel periodo repubblicano di vigenza della Lira, un settore gigantesco ma sottostimato della Storia Postale. Non è una mia impressione. In tanti anni non ho mai trovato collezionisti di sole STAMPE mentre sono stati tanti i collezionisti specialisti di soli “valori Ordinari o Commemorativi in uso singolo”, di Raccomandate ed Espressi, di Cartoline Illustrate, di Affrancature Meccaniche, di Posta Aerea, di Interi Postali, di Annullamenti particolari, di Posta delle ex Colonie e di Posta Militare, di Targhette Leggenda e via di seguito. Non ho conosciuto collezionisti che si dedicassero esclusivamente alle Stampe; sono stato costretto a considerare codesto settore come “marginale”, nonostante proprio le Stampe, dopo le Lettere, le Cartoline Illustrate e le Fatture commerciali, siano state le corrispondenze più numerose trasportate dalle Poste nazionali.

Premetto subito:

a)- le Stampe hanno avuto sempre una tassazione di poco inferiore alle Lettere ma se contenessero scritti aventi caratteristiche di Corrispondenza Epistolare venivano sempre colpite dalla doppia tassazione;
b)- per le Stampe potevano e possono chiedersi tutti i servizi aggiuntivi previsti per le Lettere (Espresso <fino al termine di questo servizio>, Raccomandata, Fermoposta, Assegno, Assicurazione, Posta Aerea <fino al termine di questo servizio>) ma, chiaramente, trovare Stampe con i predetti Servizi aggiuntivi non è mai stato così facile come sorbirsi il caffè espresso al Bar;
c)- la politica nazionale, anche in periodo Regno(3), ha sempre guardato con occhio benevolo l’impiego, per la popolazione, della spedizione di Stampe e di qualsiasi tipo, talvolta sconfinando in tassazioni bassissime e irrisorie (per esempio il primo porto di spedizione di Libri raccomandati: anno 2025 libro fino a Kg. 2,00 € 1,45 + raccomandazione € 4,63 = per un totale di £. 6,08; meno di una Lettera Raccomandata fino a gr. 20 !);
d)- i tipi di Stampe da potersi inviare e coi loro “allegati” ammessi (ritagli di stoffe, bollettini di c/c postale compilati in tutto o in parte, ritagli di giornali/libri/cataloghi, copie di figurini per sarta, buste o cartoline o fascette già affrancate e con indirizzo per la risposta, figurine da collezione, biglietti d’invito, etc., etc.), sono stati sempre tantissimi tanto che farne qui, oggi, un’analisi completa, comprese le agevolazioni e riduzioni, appesantirebbe la narrazione di questa memoria di altre quattro o cinque pagine A4, ma di sole sterili elencazioni;
e)- anche le “TARIFFE” per l’interno (solo a codesto settore ho potuto interessarmi e di questo settore solo a quelle NON PERIODICHE ed a pochissime periodiche) hanno avuto variazioni sensibili dal 1946 alla fine dell’anno 2001. Fino al 24/2/1975 le Tariffe ebbero costo unico (variato 7 volte) ma per ogni 15 gr. di peso; fino all’1/11/1976 le tariffe variarono per scaglioni di peso da gr. 50 a gr. 2000; poi fino all’ 11/5/1997 altre nuove tariffe variarono da gr. 20 a gr. 2000; per gli ultimi 4 anni le tariffe fino al 31/12/2001 variarono da gr. 50 a gr. 2000 ma con doppia tassazione per invii “in città” o “fuori città”. Non sto ad annoiare oltre: le tariffe (per il primo porto) variarono 22 volte dal 1946 alla fine 2001.(4)

Non m’è stato possibile reperire Stampe di tutti i periodi tariffari fino all’anno 1962 e di tutti i porti.(5)
Ciò che ho recuperato lo mostro e mostrerò (oggettini miei personali quindi senza problemi di violazione del copyright di estranei) con queste cadenze: nel §1 Prima PARTE <la presente> e Seconda Parte per le Stampe circolate affrancate con francobolli; nel §2 Parti PRIMA. SECONDA, TERZA le Stampe inviate affrancate con A.M. di utenti privati; nel §3 le Stampe circolate senza materiale affrancatura o per Recapito Autorizzato.
Buona visione:



















Per questa PARTE PRIMA ho terminato di esporre un breve “estratto” di quanto conservai; gli invii di Stampe “doppi” li ho allegati per le loro particolarità di affrancatura o tassazione od altre curiosità postali.
La maggioranza delle STAMPE mostrate ha mie annotazioni a matita che, volutamente, non ho provveduto a cancellare, per non impazzirmi, poi, e post scansioni nel dover riporre i singoli oggetti al loro vecchio posto negli album e nelle buste trasparenti formato A4 dei tantissimi raccoglitori ad anelli.
Arrivederci alla prossima SECONDA PARTE.


 

NOTE:

1) anche oggi, anno 2026, i tipi di Stampe da potersi inviare a mezzo Posteitaliane sono tantissimi (invii nazionali ed internazionali), così nel tariffario le voci occupano tre pagine zeppe di casistica varia, dalla pag. 43 alla pag. 45 e con abbondanza di “voci” diverse, spesso inglesizzanti.

2) La Magistratura da dopo una vecchissima sentenza (forse di una Cassazione di Firenze) ha sempre considerato per Corrispondenza Epistolare qualsiasi invio dotato di destinatario ed indirizzo, sia aperto che chiuso e ad eccezione dei pacchi, tutte quelle lettere e tutte le comunicazioni epistolari aventi i caratteri dell’attualità e della personalità. Così la cartolina illustrata con saluti, data e firma speditaci da mia suocera, in pellegrinaggio a Lourdes nel 1993 per farci sapere che il viaggio in treno era andato bene, allorquando circolò fu una autentica corrispondenza epistolare (aperta). Ma se oggi quella cartolina illustrata venisse inserita in busta chiusa e fosse rispedita per posta non avrebbe più le caratteristiche della Corrispondenza Epistolare perché anche se possiede ancora il requisito della personalità manca del tutto di quello dell’attualità. Solo le Corrispondenze Epistolari sono assistite dalla tutela, anche penale, in caso di “violazioni”.

3) Durante il periodo Regno anche la spedizione dei Giornali aveva un trattamento estremamente privilegiato: i giornali ed i periodici potevano inviarsi piegati senza busta o fascetta, con indirizzo manoscritto ove vi fosse spazio a disposizione, affrancati e messi in buca delle lettere o consegnati in Ufficio Postale ove i valori venivano obliterati coi bolli d’Ufficio ed iniziavano i viaggi in treno verso i destinatari. Ne mostro, a campione, un solo esempio (giornale quotidiano dell’anno 1922, piegato in due secondo il lato minore, come per metterlo nella tasca della giacca dell’ipotetico lettore, affrancato, con destinatario ed indirizzo sulla cornice alta; così imbucato e recapitato):


5) Mi viene sempre un po’ di curiosità ed un pochino d’invidia pensando a quante Stampe possa avere il Dr. Vitale, del periodo 1946-1950 e affrancate coi valori della Democratica…..

a novembre

Antonio Rufini
16-07-2026

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