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| Memorie di un anziano collezionista di storia postale (CXXIII parte):
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BUSTE O SOVRACCARTE DI LETTERE RACCOMANDATE AFFRANCATE CON A.M. (AFFRANCATURA MECCANICA) DI M.A. (MACCHINA AFFRANCATRICE) DI PRIVATI ED ACCETTATE DALLA POSTA CON NUMERATORE MECANICO IN CARTELLA – PRIMA PARTE – INVII DAL 1953 (circa) AL 31/12/1980 |
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| Antonio Rufini | ||||||||||||||
Per comodità dei lettori riporto qui appresso la normativa postale relativa all’accettazione di lettere raccomandate affrancate con A.M. privata, ma accettate con numeratore meccanico in cartella (da dopo l’anno 1973): “…...gli Uffici sprovvisti di macchina affrancatrice Citis…...possono effettuare l’accettazione singola delle raccomandate a pagamento accompagnate dal Mod. 22-O a ricalco (ossia dallo stesso Modello previsto per l’accettazione a mezzo macchina Citis), avvalendosi di un bollo numeratore a tre scatti, recante la denominazione dell’Ufficio e la lettera “R”…… Il Mod. 22.O/ricalco deve essere preventivamente compilato dal mittente e consegnato allo sportello unitamente all’oggetto da spedire……L’operatore dopo aver compilato il Mod. 22.O/ricalco con l’importo delle tasse, timbra col bollo datario e col numeratore a tre scatti le due parti (Atti Ufficio e Ricevuta) del modello stesso e dell’involucro affrancato del plico da spedire, accertandosi che i dati impressi siano leggibili…… Eseguita l’operazione di accettazione l’operatore consegna al mittente la ricevuta (seconda parte della copia a ricalco) mentre conserverà la prima parte Atti Ufficio da includersi nella busta a soffietto Mod.22-O sulla quale indicherà il numero iniziale e finale delle raccomandate accettate nella giornata o turno di lavoro e imprimerà il bollo a data…… Ovviamente nei giorni successivi si procederà nella numerazione progressiva del numeratore fino al suo esaurimento, per ricominciare poi dal numero 00001……” (circolare DCAG/OM/811/CZ del 27/11/1972; paragrafo 90 B.U. 24/1978 parte II^; circolare DCSP/1/3/17698/165/82 pubblicata in Suppl. B.U. 18/1983 parte II^; nota DCSP/1/3/42622/176/86 del 26/2/1988). Nella precedente memoria 109 ho riferito dei piccoli problemi di interpretazione della normativa e della varietà di numeratori in “cartella” apparsi in uso; forse una lettura della mia memoria 109 potrebbe essere utile per comprendere il “perché” della non uniformità con codesta forma di accettazione delle corrispondenze raccomandate. Debbo anche aggiungere che l’accettazione delle Raccomandate fatta col cartellino del Mod.22-E ed in migliaia di U.P. rimase coeva con la particolare accettazione qui di seguito illustrata; forse in talune Provincie non vi erano moltissimi U.P. dotati di M.A.R. tipo Citis e quindi non vi erano a disposizione quantitativi massivi di Modelli 22-O/ricalco da potersi impiegare per le accettazioni col numeratore metallico in cartella; poi, allorquando le giacenze di ricevute madre/figlia a ricalco da usarsi per questo metodo di accettazione di Raccomandate divenne “cosa normale”, in molti U.P. l’accettazione di Raccomandate fu talmente “sporadica” da sconsigliare l’uso del numeratore metallico in cartella (da predisporsi a cura della competente Direzione Provinciale unitamente all’approvvigionamento di migliaia e migliaia di ricevute a ricalco); quindi si preferì di lasciare in “servizio” il vecchio sistema di accettazione tramite il blocchettario Mod.22-E. Per quanto ho sopra affermato c’è da fare anche una considerazione limitata al tipo di affrancatura che sto trattando (eseguita con A.M. privata); come vedremo nei prossimi paragrafi molti utenti di M.A. privata avrebbero potuto chiedere (ed ottenere dalle Direzioni Provinciali): a) la facoltà di presentare le corrispondenze raccomandate in distinta; b) la facoltà di provvedere in proprio alle formalità di accettazione mediante postalizzazione diretta. I due “sistemi” accennati (e ne tratterò meglio in seguito) non abbisognavano di “numeratori meccanici in cartella”! Ciò nonostante, e fin quasi al termine per periodo “LIRA” molta utenza privata di A.M. autorizzata ignorò le spedizioni in distinta e la richiesta di poter postalizzare direttamente. Perché? Occorre sempre considerare il tipo di invio che sto analizzando: moltissimi utenti di M.A. autorizzata inviavano poche o niente Raccomandate e le M.A. private erano dedicate (nell’ordine di importanza) all’invio di Fatture aperte, di Stampe, di Corrispondenza ordinaria; quindi per le poche Raccomandate inviate la stragrande maggioranza degli utenti (non gli Enti pubblici e del “parastato” ma i “privati”, Ditte e Società) non ebbe mai necessità di invii in Distinta o di postalizzazione diretta. Conseguenza immediata: fino alla introduzione delle accettazioni col nuovo metodo elettronico “tracking & tracing” migliaia di utenti dotati di M.A. non ebbero necessità alcuna di rivolgersi ad altre forme di “accettazione” delle loro Raccomandate diverse dai Mod.22-E e 22.O/C. Così il “sistema”, ma diciamo pure i due metodi del Mod.22-E e questo qui di seguito mostrato coi Numeratori in Cartella convissero con le accettazioni mediante M.A.R. tipo Citis, ma anche Sysco (nella sola Regione Lazio) fine all’introduzione del nuovo citato ed epocale metodo elettronico tracking-tracing. E’ importante tener presente una data, anzi un’intera annata, perchè la “concessione” agli U.P. di effettuare l’accettazione di Raccomandate col Numeratore in Cartella (unitamente alla ricevuta madre/figlia predisposta per le A.M.R. d’Ufficio tipo Citis) fu del novembre 1972(1); conseguenze relative: a) gli invii col Numeratore in Cartella antecedenti al 1973 ebbero altra “natura” da scoprire di volta in volta e b) per gli anni ’60 dello scorso secolo ogni Numeratore in Cartella presente su invio raccomandato è escluso che possa essere stato eseguito con questo veloce sistema perché le ricevute a ricalco furono create alla fine degli anni ’60 (e di esse, nei primi anni, vi fu una vera “carenza” a disposizione di pochi U.P. provvisti di M.A.R. Citis). Non ho mai sentito parlare e nemmeno letto nulla a proposito di accettazione di Raccomandate con Numeratore in Cartella e proprio con le “ricevutine” Mod.22/o (da cm. 10.5 x 5,5) predisposte per le 120 M.A.R. d’Ufficio tipo Framcotyp Taxograph adottate e sperimentate nei primi anni ’60. Ma certo i numeratori meccanici in cartella esistevano da molto prima, anche nel periodo “Regno”. Di seguito un singolo esempio (degli anni ’30):
Questo qui sopra è un frammento di busta del Credito Italiano da Torino Succ.le 1; c’è un numeratore in cartella; perché? Un invio facente parte di molti altri invii, forse perfino “fascettati” ed accettati ignorando la compilazione del Mod.22-I o Mod.22-E? Un pochino difficile interpretare, oggi, l’accaduto di allora. Però è un fatto che taluni Uffici, in specie quelli di “movimento”, già da anni accettassero invii raccomandati glissando la compilazione delle ricevutine dei Mod.22-I o Mod.22-E: praticità, risparmio di tempo, mancanza di personale da mettere al lavoro; come può scoprirsi oggi la vera motivazione? La “chiave di lettura” per interpretare taluni invii è quella di esaminare chi fosse il “mittente” e l’ipotetico “numero” delle Raccomandate presentate in Ufficio postale. Quindi, ancor prima dell’introduzione del metodo “numeratore in cartella/ricevuta da usarsi con M.A.R. Citis” è certo che i numeratori fossero usati per accettazioni multiple di Raccomandate. Qui di seguito mostro un foglietto (Mod. 24/R.I., anno 1979) fatto predisporre dalle Poste all’I.P.Z.S. di Roma (ed in 250.000 esemplari!) per l’accettazione multipla di Raccomandate. Leggerlo ed interpretarlo è illuminante: a) un grande speditore si presentò in U.P. con un certo notevole numero di Raccomandate da inviare e b) erano le ore 20 (dal B.T.C. di Roma Centro impresso sul modellino, praticamente alla chiusura dell’U.P. per il pubblico). Cosa poteva fare l’U.P.? Era possibile accettare, a quell’ora, il “mazzetto” di Raccomandate (forse anche un centinaio più o meno) col Mod. 22-E o con una delle M.A. Citis a disposizione? Sicuramente no! Non c’era né tempo e nemmeno personale da mettere a scrivere………quindi l’accettazione venne fatta con un “numeratore” metallico, forse “semplice” (cioè senza cartella e senza nome dell’U.P.) e rilasciata al mittente una ricevuta cumulativa degli invii (dal n°……al n°……) ed in più su di essa il B.T.C.: una accettazione con distinta, ma facilitata, dedicata! Le poche prove, i “fatti” dicono questo; però non sono riuscito a trovare la normativa regolamentare specifica, a meno che a tali invii multipli non si applicassero le norme vigenti per le “Stampe Periodiche Raccomandate”: (……Le grandi Società o Ditte che nella preparazione delle spedizioni di pieghi raccomandati utilizzino centri meccanografici od elettronici potranno ottenere l’autorizzazione a predisporre integralmente la documentazione necessaria a mezzo dei centri medesimi sempre che il numero annuo degli oggetti raccomandati spediti sia superiore a 10.000 l’anno……).
Quindi, premesso che gli invii qui appresso (ante 1973) con numeratore in cartella non ebbero l’accettazione col le ricevute Mod. 22-O/C/Ricalco ma di certo con elenchi in distinta, passo a mostrare le Raccomandate di questa particolare “specie” (affrancate con A.M. privata ed accettate con numeratore in cartella), circolate (ante e post l’anno 1973) fino al 31/12/1980 (termine di un lungo periodo tariffario)(2):
Penso che le buste mostrate, del periodo, siano state sufficienti; rinvio alle seconda, terza e quarta parte di codesta modalità di accettazione (Raccomandate affrancate con A.M. privata ed accettate con numeratore meccanico in cartella); la immediatamente prossima comprenderà gli invii transitati dall’1/1/1981 al 12/11/1985. NOTE: 1)- circolare DCAG/OM/811/CZ del 27/11/1972 2)- riporto per agevolarne la lettura dei Periodi Tariffari e dei relativi costi per la Raccomandazione:
Antonio Rufini | ||||||||||||||
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