MEMORIE
di Antonio Rufini

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Memorie di un anziano collezionista di storia postale (CVIII parte):

RICORDO GLI UFFICI POSTALI DELLA MIA CITTA’ :

ROMA AURELIO

Antonio Rufini

§ 7) – Dopo che il Direttore Monticini pubblicò le sei prime mie memorie sugli Uffici Postali di Roma sono stato costretto a ricredermi; il metodo di lavoro che all’inizio mi ero prefissato ho dovuto cambiarlo.

Ricordare, come mi ero ripromesso, prima di tutto gli ex Uffici Principali delle Poste e poi, successivamente, le ex Succursali (forse anche in ordine numerico) m’è risultato troppo oneroso: la mia città ha un’estensione gigantesca, oltre 1.287 Km2; alcuni Uffici si trovano anche a più di 30 Km. da me, il Lido di Ostia (Quartiere del Comune di Roma) prima di tutti.

Così ho cambiato metodo: inizierò a trattare di Uffici Principali e Succursali a me “vicini” e, dopo di questi, andrò a descrivere gli altri sempre più distanti dalla mia abitazione.(1)

Per il Lido di Ostia farò due o tre puntate: Ostia Centro ebbe, ante guerra, un bell’Ufficio molto architettonico, in stile futurista e ad Ostia ci sono 5 Succursali, 6 se consideriamo anche Ostia Antica; così con un’unica spedizione, con un’unica mattinata vedrò di fare le fotografie a tutti.

Conclusione del piccolo “preambolo”: per questa puntata tratterò di Roma Aurelio, relativamente vicino a me e poi, per la prossima puntata, di Roma Ottavia, ancor più prossimo alla mia abitazione.
Va da sé che io non abbia tantissimi oggetti di corrispondenza di tutti gli Uffici Postali di Roma; di alcuni possiedo oggetti scarsi, di altri scarsissimi e di alcuni nessuno; dovrò accontentarmi di ciò che ho.

Già da ora sono certo che per taluni U.P. sarò costretto, per avere in mano qualcosa in più di Storia Postale (oltre quanto è in mie mani), a fare un versamento diretto alla Postepay di mia moglie ed a scansionare la ricevuta (memorandum) per allegarla alla foto dell’U.P..

Proverò, pure, a tentare di avere qualche bollo tondo, magari presentando una modestissima “auto prestazione”; se potrò fare una notificazione giudiziaria cartacea(2) la farò. Chi vivrà vedrà!

Seguo, quindi, col ricordare il “particolare” e frequentatissimo Ufficio Postale di Roma Aurelio.
Io lo ricordo sempre collocato nelle vicinanze ed in principio della Via Boccea, ma un tempo non fu così ed aveva perfino una denominazione diversa; i miei ricordi più datati risalgono all’anno 1958 (avevo 14 anni) allorquando la famiglia di mio nonno materno si trasferì da Piazza Vittorio Emanuele in Via Monti di Creta, a circa 300 metri in linea d’aria da Roma Aurelio.

L’U.P. del quale tratto era chiamato “BORGHI” ed un tempo era collocato nel Rione XIV della città (denominato “Borgo” o “I BORGHI”) vicino alla Città del Vaticano.(3) Poi il Rione, tra il 1929 ed il 1950 subì notevoli trasformazioni per la creazione dell’attuale Via della Conciliazione (dal fiume Tevere porta a San Pietro) e per la creazione di vari nuovi edifici, con abbattimento delle vecchie case quattrocentesche ivi esistenti.

L’U.P. doveva trovarsi verso le pendici del colle Vaticano che è formato di argille (i così detti “monti della creta”); ma mano a mano che il colle Vaticano veniva urbanizzato, tra gli inizi del XX° secolo ed i decenni seguenti, l’U.P. venne spostato sempre verso Ovest, verso la parte alta del colle, fino a raggiungere la sommità delle collinette di argille, oggi completamente urbanizzate e piene di palazzoni di cemento destinati ad abitazioni, con relativi negozi commerciali, e attraversato dalla parte urbana della Strada Statale N° 1 Via Aurelia: il Quartiere Aurelio, popolosissimo (circa 40.000 abitanti). Così all’U.P., il 1°/9/1964, venne cambiato il nome, da “BORGHI” in “AURELIO” e fu uno di quei grandi Uffici urbani che le Poste ministeriali denominavano “Ufficio Principale” con apertura per il pubblico fino alle ore 20 e con tutti i servizi relativi (corrispondenze, pacchi, telegrafo, servizi a denaro <fraz. 55/908>) e la “distribuzione” della posta per un’area territoriale che, anche a definire gigantesca si minimizza (due Rioni, due Quartieri e due Suburbi).
Io lo ricordo, molti decenni or sono, nei locali negozi dell’intero piano strada del fabbricato costituente l’isolato tra le Vie F. Galeotti, Via G. Tamassia, Via E. Albertario e Via Tanucci; con la “distribuzione” in Via Galeotti

Oggi però l’U.P. è stato spostato in un sito meno sacrificato (si fa per dire……), nei locali negozi al piano strada in angolo tra la Circonvallazione Cornelia e la Via Accursio.
Visionando le foto qui appresso capirete immediatamente che si tratta di tutt’altra cosa che un Ufficio monumentale; però è ciò che occorre al popoloso Quartiere che è quasi un dormitorio ma commercialmente molto valutato (mercato scoperto, supermercati, negozi commerciali di ogni genere, servizi pubblici <autobus e Metropolitana con Uffici di Roma Capitale a pochi metri>, etc.); entrando possono contarsi uno sportello per corrispondenze e pacchi e dodici sportelli per i servizi a denaro; attorno non v’è parcheggio ma ciò nonostante l’U.P. è frequentatissimo ma anche oggetto di qualche rapina e furto (l’ultima rapina da 45.000 €uro a giugno 2024), con l’uscita della Metro A proprio sul lato minore affacciato alla Circonvallazione (visibile nelle foto) con quattro possibili accessi con saracinesche ma attualmente solo “vetrati ed il lato sulla Via Accursio con undici accessi sia vetrati che aperti al pubblico.

C’è poco o nulla d’altro da potersi riferire; quindi, di seguito le fotografie dell’Ufficio scattate a cura di mio cognato Massimo, sorvolando su come per l’interno non sia stato possibile fare foto per problemi di privacy (dato il pubblico ivi presente):



















Senza esagerare ho mostrato il mostrabile, favorendo gli oggetti postali inusuali o particolarmente belli, chiaramente a mio giudizio forse anche arbitrario; le foto dell’Ufficio, come anticipato, le ha scattate personalmente mio cognato Massimo a settembre 2025 per evitare problemi di violazione del copyright per immagini tratte da Internet; però la foto satellitare è stata estratta proprio da Internet (Googlemaps), quindi foto condivisa per motivi di studio con finalità anche didattica e senza fine di lucro.

 

NOTE:

1) – Basterebbe un piccolo controllo in Googlemaps per scoprire quanto siano lontani dalla mia abitazione, per esempio, Roma Borghesiana o Roma Capannelle o Roma Tiburtino Sud: non solo più di 25 Km. cadauno di distanza, ma fra me e loro ci sono anche oltre 25 semafori…..e sorvolo sulla Succursale di San Vittorino Romano, quasi ai piedi dei monti Tiburtini. Così, da ex Ufficiale di Artiglieria dell’E.I., mi metterò a fare il Geometra abusivo: ho già incollato la pianta di Roma su un bel foglio di Cartone Bristol 50 x 70 cm. e userò il compasso mettendone lo spillo sulla mia abitazione e poi farò tanti cerchi (anzi semicerchi) concentrici, sperando di riuscire ad arrivare all’estremo Sud e all’estremo Sud-Ovest (Capannelle e Borghesiana).

2) - Sono legalmente autorizzato a farle…...; potete visionare le mie memoriette su IL POSTALISTA pubblicate alle date del 5/7/2022, 11/10/2022, 10/1/2023 che hanno trattato di codesti invii Giudiziari; quindi, potrò usare anche questo medesimo mezzo di spedizione, ma non sarà facile perché oggigiorno la quasi totalità delle notificazioni debbono eseguirsi con posta elettronica certificata (P.E.C.).

3) – I “Referendum” sono spesso una cosa seria, ma finiscono talvolta in una barzelletta come quello dell’8/6/2025. Dopo la presa di Roma (20/9/1870) il Regno d’Italia aveva deciso di lasciare al Papa Pio IX il possesso di San Pietro, dei Palazzi apostolici ed in più dell’intero Rione “Borghi” (un piccolo territorio sul quale il Papa potesse continuare ad esercitare il potere “temporale” da monarca assoluto). Gli abitanti del Rione Borghi però non erano affatto in sintonia con la volontà del Governo del Regno d’Italia che quindi organizzò un referendum per permettere agli abitanti del Rione di scegliere tra il far parte del Regno d’Italia o lo Stato Pontificio. I risultati del referendum furono schiaccianti: gli abitanti dei Borghi nonostante il fatto già nel 1848 avevano aderito in pieno alla Repubblica Romana e all’indipendenza dal papato, votarono per l’annessione all’Italia in modo contrario: solo 1500 “si” sui 16.000 aventi diritto al voto. A quel punto il Regno d’Italia propose la extraterritorialità dei Borghi; ma Papa Pio IX si oppose e si auto rinchiuse in Vaticano come fosse un prigioniero politico; della extraterritorialità dei Borghi non se ne parlò più e il Rione restò a far parte della città di Roma e del Regno d’Italia.

4) Anche se sono “allagato” da Raccomandate accettate col TPL mi rifiuto di trattarle; certo alcune sono forse dell’anno 1999 o del 2000, quindi con oltre 25 anni di esistenza; io non sono, però, mai riuscito a “digerirle”, quindi mi rifiuto di occuparmene. Come tutti i collezionisti “di nicchia” faccio alcune esclusioni aprioristiche.

5) - Che una qualche tassazione avesse bisogno di 6 numeri è cosa di certo possibile, forse per invii Raccomandati e con Assicurazione non convenzionale. Ma forse al Ministero delle Poste ebbero a premunirsi della possibilità di ottenere tassazioni superiori a £. 100.000 (quindi con 6 cifre e senza punti) per gli anni a venire, ignorando il fatto che col trattato di Mastricht la nuova moneta unica, l’€uro, avrebbe sostituito la vecchia Lira.

APPUNTI ESSENZIALI PER LA RICERCA STORICA FORNITIMI GENTILMENTE DAL DIRETTORE ROBERTO MONTICINI
RETTIFICHE DEI DOCUMENTI POSTALI ALLEGATI A CURA DI CARLO GROSSHEIM

il 27 gennaio

Antonio Rufini
16-09-2025

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