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Storie di caduti in Russia

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Giovanni Battista Molon, geniere alpino
(XV parte)

Samuel Rimoldi

Il 10 settembre 1942 viene scritto un biglietto postale emesso dall’industria privata destinato direttamente ai nostri militari: senza intestazione sul fronte, la stampa e i caratteri al retro ricordano molto quelli dei biglietti in franchigia per le forze armate.

Affrancato regolarmente come lettera per via aerea, è inoltrato attraverso l’ufficio di posta militare n. 102, assegnato all’Intendenza dell’8^ Armata e all’epoca operante a Dnjepropetrovsk in Ucraina.

Il biglietto è indirizzato al fratello Ottone.

Nel testo:

Fronte Russo 10-9-42

Caro Ottone ieri ho appreso dal Popolo d’Italia (che ogni giorni ci regalano quelli dell’ufficio propaganda) giornale che portava la data del 23 agosto, ho letto un articolo riguardante la chiamata della classe del 23. A dirti la verità la notizia che la chiamata si è effettuata nei primi di questo mese, mi ha lasciato un po' male, perché mi sembra un po' immatura, forse per il brusco ed inaspettato anticipo. Spero e mi auguro di essere che questa mia ti trovi ancora a casa, perché so che tu appartieni alla leva di mare.
Caro Ottone, è venuta anche per te l’ora solenne; se già non sei, poco manca che anche tu come me indossi la gloriosa divisa del soldato d’Italia. Siine fiero ed orgoglioso. Incamminati verso la nuova vita con animo sereno e forte, perché solo così si possono superare i sacrifici e gli ostacoli che si intrappongono in questo cammino; e perché solo così un domani ci si troverà contenti e soddisfatti d’aver dato e servito la patria con quello spirito di sacrificio che ognuno di noi può dare.
Immagino già quale sia il dolore provato dalla mamma all’apprendere la notizia. Tu stai per essere un umo o perlomeno ti puoi considerare oggi tale, falle coraggio! Dille che presto ritorneremo sani e salvi e quel che più conta vittoriosi. Scrivimi, fammi sapere qualcosa di positivo. E di Magnini, Carlo ed amici, che cosa è stato?
Io ancora non go ricevuto posta dalla compagnia. Sono 15 giorni che manco di vostre notizie. Spero che in questi giorni qualc’uno (sic.) si faccia vivo con l’attesissima posta.
Tu invio tanti e tanti cari bacioni ed auguri. Baciamo fortemente tutti. Battista.
Vincere

Ho scritto male ed in fretta perché la stazione non funziona. Tanti bacioni ancora


ad aprile 2026

Samuel Rimoldi
07-03-2026