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Storie di caduti in Russia

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Giovanni Battista Molon, geniere alpino
(XIV parte)

Samuel Rimoldi

La corrispondenza prosegue con una lettera scritta il giorno 5 settembre 1942 ed impostata il giorno stesso, via aerea, dall’Ufficio di Posta Militare n. 108. Timbro di arrivo al verso a Milano del 10 settembre 1942

PM 6 5.9.42 XX
Miei cari, dato che non ho niente da fare, mi sono messo a scrivere. Godo sempre ottima salute! Il morale (inutile dirlo) sempre alto! Ci siamo quà sistemati molto bene. Peccato che corri voce di un nuovo spostamento. Conduciamo una vita da veri signori. Abbiamo arredato l’appartamento in maniera impeccabile. Ove mangiamo, io ho persino fatto l’impianto per la radio. Ho fatto partire un filo dal ricevitore installato nel camion e l’ho portato in detta stanza, ove ho messo l’0altoparlante, comprato ancora a Ricowo, al bazar. Alla sera dalle sette alle dieci ci godiamo la trasmissione per le forze armate. Trasmettono musiche richieste dai soldati, riviste, il bollettino ed il giornale radio. Ieri assieme al maggiore ed altri tre siamo andati al cinema. In un cinema della città il Corpo d’Armata ha provveduto a far proiettare il fil “Il Vagabondo” con Macario; io l’avevo già visto in Italia, ma mi sono ugualmente molto divertito. L’altra sera siamo state a vedere un numero di varietà. Il teatro è russo ed è gestito da russi. Lo spettacolo è stato per noi del tutto nuovo. Che razza di gusti che hanno questa gente! Vedeste quanto loro si divertono al sentire i cori russi. Certe nenie che fanno cascar le braccia. Certi balli che sembrano proprio quelli dell’orso. Hanno cantato anche “O sole mio” in russo. L’ha cantata un russo; un basso dalla voce cavernosa. Sarebbe bastato un disco di Caruso perché i russi non gli avessero battuto le mani. In quanto a gli altri numeri ed ai costumi è proprio vero che non son più addietro di noi di almeno 50 anni.
Per fortuna abitiamo di faccia all’ufficio propaganda del corpo d’armata. Facendoli sentire il bollettino ci siamo fatti amici dei soldati che l’avorano (sic!) in detto ufficio. Tutte le sere ci portano il giornale o il Popolo d’Italia oppure il Corriere ed altri. Arrivano a loro in aereo. Hanno un ritardo di 10 giorni. Ci fa però piacere leggere certe notizie che il giornale radio non ci rende note.
Ieri notte abbiamo avuto come ospite una bambina di quattro anni. L’abbiamo trovata che piangeva, camminando, verso sera. Aveva una fame da lupi. Da quello che abbiamo potuto capire, non ha più i genitori. Le abbiamo dato da mangiare quello che ci era avanzato dall’ultimo pasto. Ha mangiato con una avidità che non vi so dire. Poi con un po' di paglia ed una coperta le abbiamo preparato un giaciglio. Ieri mattina l’abbiamo portata al posto di polizia ucraina. Non ci voleva più lasciare! Povera piccina! il canino comincia a conoscermi. Quando chiamo Stalin corre da me ch’è un piacere. Forse perché le do io da mangiare. Quello che non sono ancora riuscito a fare capire è che deve andare in corte a soddisfare i suoi bisogni. Le do tante di quelle legnate, macchè! Speriamo che col tempo capisca: altrimenti lo regalo a qualcuno! Ieri in un ufficio postale che si trova qua a Voroscilovgrad ho comprato tanti francobolli per quattro marchi. Li uso adesso per scrivere! Mi manca piuttosto la carta da lettere. Specialmente quella per posta aerea. Vi mando tanti cari baci. GBattista.


a marzo 2026

Samuel Rimoldi
29-11-2025