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I 50 giorni più interessanti della storia delle affrancatrici meccaniche

Lorenzo Oliveri (da AICAM NEWS n. 100/2021)

Nella storia dei servizi postali italiani è accaduto molto raramente che siano state ridotte le tasse postali. Per quanto riguarda la tariffa più comune, quella per la spedizione della lettera semplice, ciò è avvenuto solo in due occasioni: il 1° settembre 1905 (eravamo nel periodo in cui la lira cartacea faceva incredibilmente aggio sull'oro), quando la tassa scese da 20 a 15 centesimi e si dovette soprastampare col nuovo valore il francobollo da 20 centesimi della serie "floreale" e il 16 agosto 1927, quando la tariffa fu ridotta da 60 a 50 centesimi. Non rientra a pieno titolo in questa casistica la tariffa di 15 centesimi introdotta il 1° gennaio 1863 perché in effetti, unificando la tassa sull'intero territorio nazionale, si trattava di un compromesso fra le regioni che fino al giorno prima avevano pagato 20 centesimi e quelle che avevano goduto della tariffa agevolata di 10 centesimi.

Per i cultori di storia postale la data del 16 agosto 1927 rappresenta semplicemente la nascita di un nuovo, lungo, periodo tariffario, mentre per chi studia le affrancature meccaniche il Ferragosto 1927 conclude il momento in assoluto più interessante della loro storia postale. Se consideriamo che la prima affrancatura meccanica apparve a Bologna il 26 giugno 1927, in forma più o meno sperimentale (o, se preferiamo, dimostrativa) durante le ESPOSIZIONI RIUNITE DEL LITTORIALE, e che le tasse postali cambiarono a partire dal 16 agosto successivo, si evince che quelle tariffe poterono apparire sulle impronte delle macchine affrancatrici per soli 50 giorni (che si riducono ulteriormente se togliamo le festività del periodo).

Cartolina con la prima affrancatura meccanica italiana nel giorno della sua apparizione.
La tariffa 10 centesimi (cartolina con sola firma del mittente), però, rimase invariata dopo il 16 agosto.


Nella storia postale italiana vi furono altri brevi periodi tariffari (per esempio durante la Luogotenenza), ma nessuno, riferito alle affrancature meccaniche, fu inferiore ai due mesi. Va inoltre tenuta presente una ulteriore, e determinante, condizione: a parte quella in uso sperimentale all'esposizione bolognese, quante delle 38 macchine affrancatrici ufficialmente autorizzate (elencate al termine dell'articolo) che entrarono effettivamente in funzione prima del Ferragosto 1927 ci hanno lasciato una loro testimonianza postale? Quindi è comprensibile l'effettiva rarità di questo materiale, anche semplicemente riferito alla tariffa base di lettere e cartoline postali con corrispondenza (rispettivamente 60 e 40 centesimi).

Questa lettera affrancata per la tariffa di 60 centesimi testimonia come la postazione della Audion non funzionasse solo come punto di propaganda, ma come un vero e proprio ufficio postale.

La rarità di questa cartolina è dovuta al fatto che, mentre la stragrande maggioranza di quelle date in omaggio ai visitatori dall' AUDION durante le "Esposizioni Riunite Littoriale" recavano solo la firma di saluto del mittente, questa venne utilizzata come vera e propria cartolina postale, con comunicazioni epistolari, e che dal 16 agosto la tariffa per tali missive venne ridotta a 30 centesimi.

 

Se poi vogliamo addentrarci in altre tariffe, a cominciare da quella prevista per la riduzione della tassa della lettera circolante all'interno del distretto postale, la casistica comincia un poco ad ampliarsi, ma sicuramente non cresce molto la possibilità di trovare i relativi documenti postali. Si esclude la tariffa ridotta per la corrispondenza tra sindaci perché nessun Comune risulta compreso nel primo elenco dei possessori di macchine affrancatrici.

Possiamo ancora considerare la possibilità di lettere che, superando il peso previsto per il primo porto (15 grammi) potessero essere affrancate per 1,20 lire (fino a 30 grammi), 1,80 lire, terzo porto, e via di seguito...

Lettera spedita da un visitatore durante le "Esposizioni Riunite Littoriale" ad una persona residente in Bologna e, pertanto, affrancata con 30 centesimi, in quanto circolante all'interno del distretto postale. Anche per questo tipo di spedizioni, dal 16 agosto la tariffa subì una riduzione passando a 25 centesimi.

Lettera spedita l'8 luglio 1927 dalla filiale di Milano della Banca Popolare Cooperativa Anonima di Novara a Lugo. La tariffa di £.1,20 è dovuta al fatto che il peso della missiva superava i 15 grammi, limite previsto per il primo porto.

Questa lettera del Credito Italiano diretta a Marsiglia, pur rientrando nel periodo preso in considerazione da questo articolo, non gode di pregi particolari poichè la tariffa di £.1,25 per l'estero rimase immutata anche dopo il 16 agosto.

Lettera per città della Fiera di Milano, spedita in data 14 luglio 1927. Considerato che la busta era chiusa e non recava la dicitura "stampe", la tassa di 10 centesimi dovrebbe corrispondere al diritto per il recapito autorizzato. Anche questa tariffa rimarrà inalterata dopo il 16 agosto.


Infine, se ancora vogliamo sbizzarrirci alla ricerca di ulteriori tariffe possibili, comunque sicuramente assai difficili da reperire, dobbiamo considerare le raccomandate: la tassa del servizio in sé rimase invariata a 1,25 lire, ma la tariffa totale della lettera scese da 1,85 a 1,75 lire. Anche la corrispondenza inviata per espresso o per via aerea scontò nuove tariffe, però per questi due servizi occorre ricordare che, all'epoca, le relative tasse non potevano essere comprese nell'importo dell'affrancatura meccanica: sulla busta dovevano essere applicati i francobolli specifici di questi servizi.

Lettera spedita per raccomandata espresso dalla filiale di Milano della Banca Popolare Cooperativa Anonima di Novara in data 6 agosto 1927. Mentre la tariffa per la lettera raccomandata (£.1,85) è correttamente rappresentata dall'affrancatura meccanica, il diritto per la consegna per espresso è assolto con apposito francobollo, come previsto dalle vigenti disposizioni.


Un augurio finale: spero vi capiti fra le mani un'assicurata spedita in quei 50 giorni; anche in questo caso la tassa di assicurazione non cambiò rispetto al successivo periodo tariffario, ma l'importo complessivo dell'affrancatura risultò superiore di 10 centesimi, grazie alla riduzione applicata alla lettera semplice...

Primo elenco degli utenti autorizzati a far uso di macchine affrancatrici, pubblicato sulla "Rivista delle Comunicazioni" n XII del 15 giugno 1927 a cura dell'Amministrazione Postale Italiana.

Il numero indicato tra parentesi indica il tipo di macchina: (1) Macchina Francotyp A, della Soc. Audion di Milano
(2) Macchina Francotyp B, della Soc. Audion di Milano
(3) Macchina Universal 5, della ditta Enrico De Giovanni di Roma
(4) Macchina Hasler, della Soc. Hasler di Roma.

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