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Le "rosse" di Bari

di Sergio De Benedictis (AICAM)
Macchina affrancatrice Modello STEINER AE/73 autorizzata con D.M. del 4 maggio 1974 e venduta o noleggiata in Italia dalla Ditta Primavera di Milano

Al pari di una qualsiasi altra collezione filatelica, i temi che si possono affrontare in una di affrancature meccaniche sono molteplici e nello spirito che ci siamo proposti di fornire con questi articoli una traccia che possa aiutare il neofita, sperando di interessare anche chi a questo settore si dedica da lungo tempo, passiamo a mostrare un tema tipico che si può affrontare:

la raccolta di A.M. del proprio luogo di nascita o residenza

Nello specifico parleremo delle “rosse” della mia città Bari con materiale di proprietà dell’autore.

In letteratura ritroviamo le affrancature meccaniche, che ricordiamo hanno visto la luce in Italia il 26 giugno 1927, suddivise in tre periodi temporali:

• Regno
• Repubblica con valori in lire
• Repubblica con valori in euro

In periodo Regno, con un punzone caratterizzato dal simbolo dei fasci, abbiamo le prime affrancature utilizzate da importanti gruppi bancari a livello nazionale.

Macchina affrancatrice Modello FRANCOTYP C con bordo mm. 110 x 42 e datario con era fascista. Azionata a mano necessitava dell’opportuno cartoncino di controllo


L'impronta presenta le medesime caratteriste della precedente

 

Ancora una impronta rilasciata da una macchina FRANCOTYP C sprovvista di bordo

 

Impronta rilasciata dal modello SIMA ITALIA ANNO X in dotazione dal 1° gennaio 1934


Risalire al modello che ha prodotto l’impronta non è così semplice ed immediato e necessita di una profonda conoscenza di tutte le macchine affrancatrici che negli anni si sono succedute sul mercato.

A conforto delle nostre ricerche ci viene incontro il già più volte citato testo del Bugnoli che ha classificato le macchine e ne ha dato dettagliate spiegazioni tecniche, affiancate da utilissime riproduzioni di impronte.

Di sicuro interesse è una collezione che si sviluppa lungo la storia di una singola ditta produttrice di affrancatrici.

Prima di chiudere col periodo Regno mostriamo due impronte di Ditte Commerciali che trovarono conveniente questo nuovo mezzo di affrancatura.

Riconosciamo ormai con facilità l’impronta della diffusa macchina affrancatrice
Modello FRANCOTYP C

La Ditta Favia era una delle tante ditte sorte nella zona di Bari che sfruttavano i grandi quantitativi di risulta provenienti dalla industria olearia per la produzione appunto di saponi e affini.

L’introduzione di quest’ultima impronta, ancora una FRANCOTYP C, ci permette di segnalare quello che potrebbe essere un ulteriore tema da sviluppare in una collezione:

quello dell’evoluzione nel tempo delle impronte di una stessa ditta.

In questo caso la Ditta LA ROCCA che prosperò in terra di Bari attraverso il commercio di derrate alimentari. Con l’avvento delle tecniche di inscatolamento e conservazione ampliò di molto le proprie attività su tutto il territorio nazionale.

Le tre impronte seguenti sono liberamente tratte dal bellissimo sito di Roberto Di Casola che ritrovate tra i link segnalati; la macchina resta sempre nel tempo una FRANCOTYP C

ma la targhetta cambia foggia sino ad avere in vignetta la sagoma stilizzata di Castel Del Monte, immagine che porterà con sé anche con l’ingresso in periodo repubblica come si evince dall’ultima immagine. Cambiano inoltre i valori presenti nel punzone: da tre a quattro ed infine a cinque nell’ultima impronta.

Tra le impronte notiamo anche una “scalpellata” termine con il quale si designano le impronte che mostrano chiari segni di eliminazione dei simboli del regime e sul cui uso ritorneremo in un prossimo articolo.
Con quest’ultima impronta siamo quindi entrati in repubblica, periodo che affronteremo nella seconda parte di questo articolo.

 

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