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  Arezzo: dall'armistizio di Cassibile alla fine della Repubblica Sociale Italiana
a cura di Roberto Monticini

PERCORSO: Dal Fascismo alla Liberazione > questa pagina > Arezzo: la Luogotenenza

Vedi anche: Padre Caprara, la Repubblica di S. Domenico e le Poste provinciali durante la R.S.I.

Ultimo aggiornamento: agosto 2018

L'armistizio di Cassibile: 3 settembre 1943

L'armistizio di Cassibile, fu un accordo siglato segretamente il 3 settembre del 1943, nella contrada Santa Teresa Longarini di Siracusa, distante 3 km dal borgo di Cassibile, località dalla quale l'armistizio prese il nome.

Costituì l'atto con il quale il Regno d'Italia cessò le ostilità verso gli Alleati durante la seconda guerra mondiale e l'inizio di fatto della resistenza italiana contro il nazifascismo.

Dopo la sigla dell'armistizio di Cassibile, Badoglio riunì il governo solo per annunciare che le trattative per la resa erano "iniziate". Gli Alleati, da parte loro, fecero pressioni sullo stesso Badoglio affinché rendesse pubblico il passaggio di campo dell'Italia, ma il maresciallo tergiversò. La risposta degli anglo-americani fu drammatica: gli aerei alleati scaricarono bombe sulle città della penisola. Nei giorni dal 5 al 7 settembre i bombardamenti furono intensi: oltre 130 aerei B-17 ("Fortezze volanti") attaccarono Civitavecchia e Viterbo. Il 6 fu la volta di Napoli. Perdurando l'incertezza da parte italiana, gli Alleati decisero di annunciare autonomamente l'avvenuto armistizio: l'8 settembre, alle 17:30 (le 18:30 in Italia), il generale Dwight Eisenhower lesse il proclama ai microfoni di Radio Algeri. Poco più di un'ora dopo, Badoglio fece il suo annuncio da Roma:

“Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.
La richiesta è stata accolta.

Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.

Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.”
(Wikipedia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Armistizio_di_Cassibile
- visitato il 17-08-2018,
https://it.wikipedia.org/wiki/Proclama_Badoglio_dell%278_settembre_1943 - visitato il 17-08-2018).

L'8 settembre

Nella memoria collettiva l’8 settembre è divenuto uno dei momenti più tragici della storia nazionale.
All’annuncio seguì la precipitosa fuga notturna da Roma di re, governo e comando supremo. L’unica direttiva alle forze armate furono le oscure parole lette da Badoglio alla radio, con l’unica preoccupazione di non cadere in mani tedesche. Soltanto alle 0:50, in seguito a valanghe di richieste di istruzioni, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Roatta fa trasmettere il fonogramma “Ad atti di forza reagire con atti di forza”.
Scatta su tutto il territorio italiano, in Francia, in Croazia, in Grecia e Jugoslavia il piano tedesco per il disarmo delle truppe italiane. Si tratta di 1.090.000 uomini dislocati in Italia e di 900.000 dislocati nei Paesi occupati. Un esercito numericamente notevole ma male equipaggiato e con armamento inadeguato alle esigenze del momento.

La notizia dell’armistizio è pubblicata dai giornali italiani (9 settembre 1943). La famiglia reale e i generali, in fuga, raggiungono Pescara e si imbarcano per Brindisi; Roma è abbandonata, e nessuno ne ha organizzato la difesa. L’unico che si impegna in tal senso, è il generale Caviglia, storico rivale di Badoglio.
Nasce il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN): gli antifascisti cercano di coprire il vuoto di potere. Iniziano ad organizzarsi le prime formazioni partigiane che daranno vita a forme di Resistenza armata e civile per i restanti venti mesi di guerra.
Nel nord Italia a Salò si forma la Repubblica Sociale Italiana fortemente voluta dai nazisti di Hitler per meglio poter operare sul territorio italiano.

La Repubblica sociale italiana

La liberazione di Mussolini e la Repubblica sociale italiana

Il 12 settembre un reparto di paracadutisti tedeschi, comandati dal maggiore Skorzeny (1), liberò Mussolini che si trovava prigioniero in un albergo di Campo Imperatore, sul Gran Sasso in Abruzzo Il Duce venne prelevato e trasferito in Germania. Il 17 settembre, da Monaco, lanciò un appello agli italiani, nel quale comunicava la ripresa della tradizione fascista con la nascita del Partito fascista repubblicano. Il 23 settembre annunciava la nascita del nuovo Stato italiano fascista e repubblicano, la Repubblica sociale italiana (RSI), che si richiamava alla tradizione del fascismo delle origini. Nei suoi appelli Mussolini ribadì la piena fedeltà ad Hitler e alla Germania nazista In particolare questo Stato si proponeva di riprendere le armi a fianco della Germania e del Giappone; di riorganizzare le forze armate; di eliminare i "traditori" del 25 luglio; di "annientare le plutocrazie parassitarie e fare del lavoro, finalmente, il soggetto dell'economia e la base infrangibile dello Stato".

Il fascismo repubblicano

La Repubblica sociale italiana, pose la sua capitale a Salò, piccolo centro sulle rive nord-occidentali del lago di Garda, anche se la gran parte degli uffici amministrativi trovò la sua sede in diverse città del Veneto e della Lombardia. Il governo del nuovo Stato si riunì per la prima volta nella Rocca delle Caminate in provincia di Forlì il 27 settembre 1943. Accanto a Mussolini le più importanti personalità del nuovo governo furono il gen. Graziani, capo delle forze armate, il comandante della milizia Ricci, il ministro dell'Interno Buffarini-Guidi, il segretario del partito Pavolini. Ma la presenza militare tedesca condizionò notevolmente l'autonomia della Repubblica sociale, sia sul piano politico che militare.

Il Manifesto di Verona

Sul piano ideologico programmatico il documento più significativo è rappresentato dal cosiddetto Manifesto di Verona, redatto in occasione del congresso del Partito fascista repubblicano nel novembre 1943, nel quale si affermavano i principi della socializzazione dei beni di interessi collettivo, del sindacato unico dei lavoratori, e si ribadiva l'obiettivo della lotta a fianco della Germania. Sempre a Verona, dall'8 al 10 gennaio 1944, si svolse il processo contro i membri del Gran Consiglio che il 25 luglio 1943 avevano votato l'o.d.g. di sfiducia a Mussolini. Sei imputati erano presenti al processo (Ciano, De Bono, Marinelli, Pareschi, Gottardi e Cianetti) mentre gli altri tredici vennero giudicati in contumacia. Ad eccezione di Cianetti tutti gli altri imputati presenti al processo, compreso Ciano, genero di Mussolini, vennero condannati a morte e giustiziati la mattina dell'11 gennaio 1944 (2).

(da Istituto Luigi Sturzo)

(1) Ndr. Quanto riportato è la versione ufficiale, ma in realtà l'operazione fu coordinata dal generale Kurt Student, il maggiore dei paracadutisti Harald Mors la elaborò e la portò a termine, il capitano delle SS Otto Skorzeny se ne prese il merito (diventerà maggiore per l'esito del suo racconto dell'Operazione Quercia, poi ancora tenente colonnello).

(2) Ndr. È necessario precisare che l'esecuzione di Ciano, genero del Duce, fu voluta in primo luogo da Hitler così come la nascita della R.S.I. quale stato fantoccio da asservire alla Germania nazista (Il generale Karl Wolff alla domanda di Mussolini: «Se graziassi mio genero, il Führer la prenderebbe male?» rispose: «Sicuramente sì, Duce.»).

 

Filatelia e Storia Postale

In periodo di Repubblica Sociale le tariffe postale furono le medesime del Regno d'Italia; nel primo periodo anche i francobolli furono gli stessi utilizzati nel Regno d'Italia, il 20 dicembre 1943 i francobolli della serie detta "Imperiale" furono soprastampati G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana), nel gennaio 1944 furono invece soprastampati REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA e/o con "fascetto", solo il 5 giugno 1944 fu emessa una serie autonoma di francobolli denominata "Monumenti distrutti", il 6 dicembre 1944 fu emessa una serie di 3 francobolli dedicati al centenario della morte dei fratelli Bandiera, serie che non arrivò nella provincia di Arezzo perchè l'ultimo comune ad essere liberato fu quello di Sestino il 3 ottobre 1944.
Il 16 luglio 1944 le truppe alleate entrarono in Arezzo e liberarono la città.
Arezzo quindi fece parte della R.S.I. per poco meno di dieci mesi.
Le corrispondenze di questo periodo sono minimali considerando che la maggior parte della popolazione si era rifugiata fuori della città.
(la data di liberazione di tutti i comuni della provincia di Ar è riportatata nella CRONOLOGIA)

Il servizio postale ufficiale viene riattivano il 16 ottobre 1944 (Bollettino 7/1944)

 

Anghiari liberata il 20 agosto 1944





Lettera del 1° porto Espresso da Firenze 28.2.1944 a Anghiari 3.3.1944 in tariffa perfetta £.1,75 (cent.50 + £.1,25) affrancata con Imperiale cent. 50 sopr. scritte (tir.RM) e Espresso Imperiale £,1,25 sop. Fascetto e scritte (tir. FI) - Collezione Fabio Petrini




Anghiari 14 marzo 1944 diretta alla Posta da Campo n. 765 - Affrancatura posta ordinaria per c. 50




Anghiari 2 maggio 1944 - Espresso per Firenze.Tariffa di c. 50 per posta ordinaria + L. 1,25 per il diritto di espresso è stata assolta con un francobollo da L. 1 serie Imperiale con fasci e due francobolli di posta aerea rispettivamente da c. 25 (emesso il 19-4-1932) e c. 50 (emesso il 12-3-1930)

 

Arezzo liberata il 16 luglio 1944



Arezzo 25 settembre 1943 - Tariffa cartolina postale assolta con c. 30 francobollo del Regno d'Italia




Cartolina Postale Vinceremo cent.30 da Arezzo Ferrovia 28.9.1943 (scritta da Monterchi?) a Olmo (frazione di Arezzo) con francobollo aggiunto cent. 10 Imperiale in inispiegabile tariffa cent. 40 la cartolina per distretto era 25 cent. per interno 50 cent. (Collezione Fabio Petrini)




Arezzo 15 gennaio 1944 - lettera raccomandata per Firenze (lettera £ 0,50 + raccom. £ 1,25)




Lettera del 1° porto Espresso da Merano (Trento) 9.2.1944 a Arezzo 19.2.1944 in tariffa perfetta £.1,75 (cent.50 + £.1,25) affrancata con Imperiale cent. 50 sopr. scritte (tir.VR) e Espresso Imperiale £,1,25 sop. Fascetto e scritte (tir. VR posizione 40) - Collezione F. Petrini


dall'U.P. di Staggiano 23 marzo 1944 - raccomandata entro distretto del presumibile peso di oltre 180 gr. (c. 25 ogni 15 grammi + L. 1,25 di raccomandazione) tariffa assolta con segnatasse da c. 25 e francobollo per pacchi postali da L. 4 (probabilmente la busta è stata creata ad uso collezionistico)




Firenze 19 aprile 1944 giunge ad Arezzo il 19 giugno 1944 (bollo non perfettamente leggibile)
Tariffa lettere per £ 0,50




Cartolina illustrata da Arezzo per città 5.6.1944 con interessante affrancatura e altrettanto annullo, Uff. Corrispondenze e pacchi "il controllore" affrancata come cartolina per interno (cent.50) in eccesso cent.5
con Imperiale sopr. fascetto cent.30 (rara tiratura VR a rilievo carminio lillaceo) e un Propaganda di Guerra cent.25 (da considerarsi non valido avendo l'effigie del Re non soprastampata) ma regolarmente passato senza essere tassato

 


La stazione di Arezzo dopo il secondo attacco aereo alla ferrovia. Foto presumibilmente inoltrata da un corrispondente di guerra alla Newspaper Editors Association; l'immagine dettaglia la stazione di Arezzo all'ingresso delle truppe alleate avvenuto il giorno precedente.




il Corriere di Roma di lunedì 17 luglio 1944

 

In Comune di Arezzo:

Chiassa Superiore (liberata nel mese di agosto 1944)


da Chiassa Superiore a Terranuova Bracciolini partita il 2-2-1944 e giunta il 9-2-1944
Raccomandata espresso affrancata per L. 2,90 anzichè (lettera 0,50 + raccomandazione 1,25 + espresso 1,25) L. 3.
(l'errore nella carenza di affrancatura è dell'ufficio accettante, ma doveva essere rilevato anche dall'ufficio ricevente, dell'errore avrebbe dovuto rispondere l'addetto accettante con pena pecunaria e sanzione disciplinare)

Ciciliano (liberata tra il 16 ed il 19 luglio 1944 - data desunta)


6.3.1944 - Servizio notificazione atti giudiziari in busta che sostituisce il mod. verde di uso comune

Targhetta di raccomandazione di Ciciliano - i francobolli recano l'annullo di Firenze Distribuzione (raccomandate), o perchè non annullata in partenza o perchè l'annullo di Ciciliano non era e non è visibile.
Affrancata come manoscritti (c. 60), raccomandata aperta (c. 60), cartolina AR (c. 50) in raccomandazione aperta (c. 60), per un totale di L. 2,30



10.5.1944 - Servizio notificazione atti giudiziari

Bollo guller di Ciciliano che annulla il L. 2 e il c. 30 con soprastampa fascetto (Fi/II) e targhetta di raccomandazione di Ciciliano - Affrancata come manoscritti (c. 60), raccomandata aperta (c. 60), cartolina AR (c. 50) in raccomandazione aperta (c. 60), per un totale di L. 2,30

Quarata (liberata 17 luglio 1944)

da Quarata il 23 marzo 1944 ricevuta a Perugia il 26 dello stesso mese
Tariffa di c. 30 (cartolina postale) + c. 60 (diritto di raccomandazione per corrispondenze aperte) - Interessanti le cause che hanno permesso il furto della merce.



da Corniglio (Parma) 5 aprile 1944, ricevuto (manoscritto) il 10 aprile a Quarata
tariffa biglietto postale c. 50 + diritti di espresso £ 1,25
...andare a Firenze, dove la nostra casa è sempre in piedi.


Lettera raccomandata da Roma (Nomentano) partita il 19 maggio 1944, giunta ad Arezzo il 20 maggio e reinstradata a Quarata dove giunge il 30 dello stesso mese. Affrancata in tariffa lettere per c. 50 + £ 1,25 per il diritto di raccomandazione.

Rigutino (liberata il 7 luglio 1944)



Rigutino 22 aprile 1944 - Tariffa cartolina postale assolta con francobollo da c. 30 del Regno d'Italia, soprastampato con "fascetto"

 

Capolona liberata il 4 agosto 1944



Lettera del 1° porto da Sarteano (SI) 28.4.1944 a Capolona (AR) 9.5.1944 affrancata con due francobolli da cent.25 Imperiale soprastampati fascetto e scritta (tir. FI) - Collezione F. Petrini

 

Castiglion Fibocchi liberata il 28 luglio 1944

Cartolina Postale VINCEREMO da Cent. 30 raccomandata con una coppia di c. 30 della serie "Provvisoria" (effigie di Vittorio Emanuele III sovrastampati con fascetti), come valori aggiunti per una regolare affrancatura di 90 cent. (c. 30 + c. 60 di raccomandazione aperta). Scritta a Meliciano – Quarata fu spedita dall’U.P. di Castiglion Fibocchi il 3 maggio 1944 per San Giovanni Valdarno (AR) dove giunse il 12 maggio

 

Chitignano liberata il 15 agosto 1944

Raccomandata da Chitignano del 12 maggio 1944 diretta a Roma affrancata per L. 1,75 (L. 50 + L. 1,25 diritto di raccomandazione) - C. 25 sovrastampato fascetto di Firenze - pervenuta a Roma il 20 maggio, 15 giorni prima della liberazione - più bolli inerenti la censura.

 

Cortona liberata il 4 luglio 1944



15.3.1944 - Lettera espresso di 1° porto per interno da Cortona a Spoleto (sarà liberata il 15 giugno).
In tariffa di £ 1,75 (cent. 50 pacchi + £ 1,25 espresso) - (collezione F. Petrini)

Lucignano liberata il 3 luglio 1944



8.9.1943 P.M. 110 - Spedita l'8 settembre da militare dislocato a Lubiana (Slovenia) a Lucignano

 

Montevarchi liberata il 18 luglio 1944



da Montevarchi il 2 dicembre 1943 per distretto (Ricasoli)
affrancata per c. 15 (cartolina postale entro il distretto)




Montevarchi 14 marzo 1944 - Frontespizio di raccomandata per Milano. La tariffa di c. 50 per posta ordinaria + L. 1,25 per il diritto di raccomandazione è stata assolta con un francobollo da £ 2 per pacchi postali, in eccesso di affrancatura di c. 25.




da Montevarchi 20 marzo 1944 ad Arezzo, arrivata il 22 dello stesso mese
tariffa lettere di £ 0,50 assolta con francobollo per pacchi
(collezione Fabio Petrini)




Montevarchi 21 marzo 1944 - Raccomandata per Firenze. La tariffa di c. 50 per posta ordinaria + L. 1,25 per il diritto di raccomandazione è stata assolta con un francobollo da c. 50 soprastampato RSI e fascetto e due francobolli per pacchi rispettivamente da L. 1 e c. 50

Montevarchi 22 aprile 1944 - tariffa lettera espresso (L. 0,50 + 1,25) assolta con francobolli del Regno soprastampati con "fascetti"

Montevarchi 20 maggio 1944 - lettera in tariffa per l'interno di c. 50 assolta con francobollo pacchi

 

Poppi liberata il 30 agosto 1944

da Roma (Centro Corr. e pacchi - Espressi) il 12 ottobre 1943 a Poppi
Cartolina postale da c. 30 con aggiunte L. 1,25 (Imperiale) per la tariffa espresso
Il bollo e la firma del Podestà e del Comune di Poppi testimonianza del controllo censorio effettuato sulla cartolina


Raccomandata da Poppi del 23.3.44 per Giovi d'Arezzo, affrancata con L. 2 Pacchi postali e 3 valori da c. 10 di Recapito autorizzato, per un totale di L. 2,30 a fronte di una tariffa di L. 1 (lettera di secondo porto) e L. 1,25 di diritto di raccomandazione, quindi in eccesso di tariffa di c. 0,05


Raccomandata espresso da Poppi del 3.5.1944 per Loro Ciuffenna, affrancata in tariffa per L. 3 (lettera c. 0,50, raccomandata L. 1,25, espresso L. 1,25)

 

POPPI Stazione LIBERATA IL 30 AGOSTO 1944

da Firenze 12 aprile 1944 a Ponte a Poppi - C. 50, tariffa lettere per l'interno

Rigutino liberata il 7 luglio 1944

da Firenze 11 settembre 1943 a Rigutino (17.09.1943) - Affrancata per L. 1,75 (L. 50 lettera e L. 1,25 espresso) - I bolli di censura sono della Commissione Provinciale di Arezzo

 

San Giovanni Valdarno liberata il 22 luglio 1944

20.4.1944 da S. Giovanni Valdarno a Roma
tariffa lettera c. 50 + espresso £ 1,25 + raccomandata £ 1,25
(collezione Fabio Petrini)


Busta da Lavena Ponte Tresa (Va) del 1° maggio 1944 ed arrivata a San Giovanni Valdarno il 9 maggio
tariffa lettera c. 50 + espresso £ 1,25
(collezione Fabio Petrini)

 

Sansepolcro liberata il 23 luglio 1944, completata l'8 settembre

da Pisa 17 dicembre 1943, ricevuta a Sansepolcro il 21 dello stesso mese.
Cartolina postale affrancata in tariffa (c. 30 + £ 1,25 per il servizio espresso).
"Non ho ancora finito le mie cose perchè la gente è tutta nei dintorni"

 

Stia liberata il 30 agosto 1944

Stia 15 marzo 1944 - lettera affrancata come lettera ordinaria per c. 50 utilizzando un francobollo di posta aerea emesso nel 1930

 

Terranuova Bracciolini liberata il 19 luglio 1944

Terranuova Bracciolini 24-10-1943 - cartolina postale affrancata con c. 10 e la dizione manoscritta:
invio superiore a N. 20 (1). (immagine tratta da asta Ebay)

prosegue con: AREZZO: LA LUOGOTENENZA

 

NOTE:

1) - Dal regolamento del 1908. "Art.117 - Sono assimilate alle stampe, anche nei rapporti con l'estero, le riproduzioni di una copia tipo, fatte con la penna o con la macchina da scrivere, quando sono ottenute con un processo meccanico di poligrafia, cromografia o simili; ma per fruire della tariffa delle stampe le riproduzioni ottenute con tali processi devono essere consegnate agli sportelli degli uffici postali in numero non minore di 20 esemplari perfettamente identici, il che, nel servizio interno limitatamente alle stampe francate con francobolli, deve risultare dal bollo con le iniziali T - S (tassa speciale), impressovi dagli uffici postali di partenza."
(vedi: http://www.postaesocieta.it/magazzino_totale/pagine_htm/circolari.htm)