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  Arezzo: La Repubblica Sociale Italiana
 

(in collaborazione con Martino La Selva)

La Repubblica sociale italiana

La liberazione di Mussolini e la Repubblica sociale italiana

Il 12 settembre un reparto di paracadutisti tedeschi, comandati dal maggiore Skorzeny (1), liberò Mussolini che si trovava prigioniero in un albergo di Campo Imperatore, sul Gran Sasso in Abruzzo Il Duce venne prelevato e trasferito in Germania. Il 17 settembre, da Monaco, lanciò un appello agli italiani, nel quale comunicava la ripresa della tradizione fascista con la nascita del Partito fascista repubblicano. Il 23 settembre annunciava la nascita del nuovo Stato italiano fascista e repubblicano, la Repubblica sociale italiana (RSI), che si richiamava alla tradizione del fascismo delle origini. Nei suoi appelli Mussolini ribadì la piena fedeltà ad Hitler e alla Germania nazista In particolare questo Stato si proponeva di riprendere le armi a fianco della Germania e del Giappone; di riorganizzare le forze armate; di eliminare i "traditori" del 25 luglio; di "annientare le plutocrazie parassitarie e fare del lavoro, finalmente, il soggetto dell'economia e la base infrangibile dello Stato".

Il fascismo repubblicano

La Repubblica sociale italiana, pose la sua capitale a Salò, piccolo centro sulle rive nord-occidentali del lago di Garda, anche se la gran parte degli uffici amministrativi trovò la sua sede in diverse città del Veneto e della Lombardia. Il governo del nuovo Stato si riunì per la prima volta nella Rocca delle Caminate in provincia di Forlì il 27 settembre 1943. Accanto a Mussolini le più importanti personalità del nuovo governo furono il gen. Graziani, capo delle forze armate, il comandante della milizia Ricci, il ministro dell'Interno Buffarini-Guidi, il segretario del partito Pavolini. Ma la presenza militare tedesca condizionò notevolmente l'autonomia della Repubblica sociale, sia sul piano politico che militare.

Il Manifesto di Verona

Sul piano ideologico programmatico il documento più significativo è rappresentato dal cosiddetto Manifesto di Verona, redatto in occasione del congresso del Partito fascista repubblicano nel novembre 1943, nel quale si affermavano i principi della socializzazione dei beni di interessi collettivo, del sindacato unico dei lavoratori, e si ribadiva l'obiettivo della lotta a fianco della Germania. Sempre a Verona, dall'8 al 10 gennaio 1944, si svolse il processo contro i membri del Gran Consiglio che il 25 luglio 1943 avevano votato l'o.d.g. di sfiducia a Mussolini. Sei imputati erano presenti al processo (Ciano, De Bono, Marinelli, Pareschi, Gottardi e Cianetti) mentre gli altri tredici vennero giudicati in contumacia. Ad eccezione di Cianetti tutti gli altri imputati presenti al processo, compreso Ciano, genero di Mussolini, vennero condannati a morte e giustiziati la mattina dell'11 gennaio 1944 (2).

(da Istituto Luigi Sturzo)

(1) Ndr. Quanto riportato è la versione ufficiale, ma in realtà l'operazione fu coordinata dal generale Kurt Student, il maggiore dei paracadutisti Harald Mors la elaborò e la portò a termine, il capitano delle SS Otto Skorzeny se ne prese il merito (diventerà maggiore per l'esito del suo racconto dell'Operazione Quercia, poi ancora tenente colonnello).

(2) Ndr. È necessario precisare che l'esecuzione di Ciano, genero del Duce, fu voluta in primo luogo da Hitler così come la nascita della R.S.I. quale stato fantoccio da asservire alla Germania nazista (Il generale Karl Wolff alla domanda di Mussolini: «Se graziassi mio genero, il Führer la prenderebbe male?» rispose: «Sicuramente sì, Duce.»).

 

Filatelia e Storia Postale

In periodo di Repubblica Sociale le tariffe postale furono le medesime del Regno d'Italia; nel primo periodo anche i francobolli furono gli stessi utilizzati nel Regno d'Italia, il 20 dicembre 1943 i francobolli della serie detta "Imperiale" furono soprastampati G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana), nel gennaio 1944 furono invece soprastampati REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA e/o con "fascetto", solo il 5 giugno 1944 fu emessa una serie autonoma di francobolli denominata "Monumenti distrutti", il 6 dicembre 1944 fu emessa una serie di 3 francobolli dedicati al centenario della morte dei fratelli Bandiera, serie che non arrivò nella provincia di Arezzo perchè l'ultimo comune ad essere liberato fu quello di Sestino il 3 ottobre 1944.
Il 16 luglio 1944 le truppe alleate entrarono in Arezzo e liberarono la città.
Arezzo quindi fece parte della R.S.I. per poco meno di dieci mesi.
Le corrispondenze di questo periodo sono minimali considerando che la maggior parte della popolazione si era rifugiata fuori della città.
(la data di liberazione di tutti i comuni della provincia di Ar è riportatata nella CRONOLOGIA)

 

Anghiari liberata il 16 agosto 1944



Anghiari 2 maggio 1944 - Espresso per Firenze.Tariffa di c. 50 per posta ordinaria + L. 1,25 per il diritto di espresso è stata assolta con un francobollo da L. 1 serie Imperiale con fasci e due francobolli di posta aerea rispettivamente da c. 25 (emesso il 19-4-1932) e c. 50 (emesso il 12-3-1930). (Collezione Roberto Monticini)

 

Arezzo liberata il 16 luglio 1944

Arezzo 25 settembre 1943 - Tariffa cartolina postale assolta con c. 30 francobollo del Regno d'Italia
(Collezione Roberto Monticini)

dall'U.P. di Staggiano 23 marzo 1944 - raccomandata entro distretto del presumibile peso di oltre 180 gr. (c. 25 ogni 15 grammi + L. 1,25 di raccomandazione) tariffa assolta con segnatasse da c. 25 e francobollo per pacchi postali da L. 4 (Collezione Roberto Monticini - probabilmente la busta è stata creata ad uso collezionistico)

Arezzo 22 aprile 1944 - Tariffa cartolina postale assolta con francobollo da c. 30 del Regno d'Italia, soprastampato con "fascetto" - (Collezione Roberto Monticini)

Chiassa Superiore



da Chiassa Superiore a Terranuova Bracciolini partita il 2-2-1944 e giunta il 9-2-1944
Raccomandata espresso affrancata per L. 2,90 anzichè (lettera 0,50 + raccomandazione 1,25 + espresso 1,25) L. 3.
(l'errore nella carenza di affrancatura è dell'ufficio accettante, ma doveva essere rilevato anche dall'ufficio ricevente, dell'errore avrebbe dovuto rispondere l'addetto accettante con pena pecunaria e sanzione disciplinare)

 

Montevarchi liberata il 19 luglio 1944



Montevarchi 21 marzo 1944 - Raccomandata per Firenze. La tariffa di c. 50 per posta ordinaria + L. 1,25 per il diritto di raccomandazione è stata assolta con un francobollo da c. 50 soprastampato RSI e fascetto e due francobolli per pacchi rispettivamente da L. 1 e c. 50. (Collezione Roberto Monticini)

Montevarchi 22 aprile 1944 - tariffa lettera espresso (L. 0,50 + 1,25) assolta con francobolli del Regno soprastampati con "fascetti" (Collezione Roberto Monticini)

Montevarchi 20 maggio 1944 - lettera in tariffa per l'interno di c. 50 assolta con francobollo pacchi
(collezione Roberto Monticini)

Castiglion Fibocchi liberata il 7 agosto 1944

Cartolina Postale VINCEREMO da Cent. 30 raccomandata con una coppia di c. 30 della serie "Provvisoria" (effigie di Vittorio Emanuele III sovrastampati con fascetti), come valori aggiunti per una regolare affrancatura di 90 cent. (c. 30 + c. 60 di raccomandazione aperta). Scritta a Meliciano – Quarata fu spedita dall’U.P. di Castiglion Fibocchi il 3 maggio 1944 per San Giovanni Valdarno (AR) dove giunse il 12 maggio (Collezione Roberto Monticini)

 

Stia liberata il 24 settembre 1944

Stia 15 marzo 1944 - lettera affrancata come lettera ordinaria per c. 50 utilizzando un francobollo di posta aerea emesso nel 1930 (collezione Roberto Monticini)

 

25-02-2017 - aggiunta lettera Montevarchi 22-5-1944
21-10-2016 - aggiunta lettera Chiassa Superiore 2-2-1944