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  Campi di internamento civile, libero e domicilio coatto
di Roberto Monticini



http://memoria.provincia.ar.it/provincia.asp

Campi di internamento civili

Pochi mesi dopo l’ingresso in guerra dell’Italia (10 giugno 1940), il Governo fascista emana il Decreto 4 settembre 1940 con il quale sono istituiti speciali Campi nei quali possono essere raggruppati i sudditi nemici internati (i cittadini stranieri, soprattutto di religione ebraica, fuggiti dai loro Paesi prima della guerra e venuti in Italia nella speranza di scampare alla persecuzione religiosa o politica). In alternativa, le persone possono essere obbligate a soggiornare in una località determinata, sotto la sorveglianza ed il controllo dell’Autorità locale di Pubblica Sicurezza.
Gli Internati appartengono a varie categorie, classificate dalle Autorità: ebrei stranieri, sudditi nemici (compresi i cinesi), ex Jugoslavi (soprattutto Dalmati), allogeni della Venezia Giulia (Sloveni), italiani pericolosi (antifascisti), italiani condannati per infrazioni annonarie (soprattutto per praticare la borsa nera) ed anche fascisti caduti in disgrazia perché critici verso il regime.
In alcuni Campi ci sono solo donne.
I Campi sono istituiti in genere in strutture private prese in affitto dal Ministero dell’Interno, compresi Monasteri e fabbriche dismessi.
È difficile ricostruire il numero delle persone internate, in quanto nei registri (laddove ci sono pervenuti) i nomi sono spesso cancellati oppure mancano delle pagine. Non si conosce neppure l’elenco preciso dei Campi e delle Località di Soggiorno Obbligato. Il numero accreditato dagli storici è di circa 200 luoghi di Internamento, istituti in Italia, nei Paesi occupati e nelle Colonie.

L’organizzazione dei campi

Secondo il Decreto 4 settembre 1940, i Campi sono sotto la sorveglianza ed il controllo del Ministero dell’Interno, che vi delega un funzionario di Pubblica Sicurezza (un Commissario o un Ufficiale di Polizia). Talvolta, però la Direzione è affidata al Podestà (Sindaco) del Comune.
La vigilanza è in genere affidata ai Carabinieri della locale Stazione, che installano un posto fisso di guardia all’interno del Campo o nelle immediate vicinanze. Talvolta, vi sono anche Poliziotti, che svolgono in genere funzioni amministrative.
Con un apposito Regolamento è disciplinata l’attività degli internati e i loro diritti e doveri. Possono svolgere alcuni lavori, conformi al loro rango, ricevendo un equo compenso, determinato dal Ministero dell’Interno. Devono essere trattati con umanità e devono essere protetti contro ogni offesa o violenza e non possono essere destinati in località esposte al fuoco nemico (vicino al Fronte di guerra) o insalubri.
Hanno diritto alla libertà di religione e di culto e conservano gli effetti e gli oggetti di uso personale.
Normalmente, di giorno, possono circolare nei dintorni del Campo e nel Paese vicino, ma non possono interessarsi di argomenti politici o militari.
Le spese per il loro mantenimento sono a carico dello Stato, salva rivalsa sui loro beni o sul compenso da essi percepito per il loro lavoro. Se il Campo non ha la mensa,mangiano presso trattorie pagando con il sussidio del Ministero dell’Interno.
Non possono spedire o ricevere corrispondenza postale o telegrafica o pacchi se non tramite l’Autorità di P. S. che ha la vigilanza su di loro. Non possono detenere titoli, gioielli ed oggetti di valore, che devono essere depositati in cassette di sicurezza presso una Banca, e neppure somme di denaro superiori ai bisogni ordinari,che devono essere depositate presso una Banca locale o l’Ufficio postale, con un libretto intestato, dal quale però possono ritirarle liberamente.
All’assistenza sanitaria provvede il Medico Condotto o l’Ufficiale Sanitario del Comune. In caso di necessità e per le visite specialistiche, sono accompagnati dai Carabinieri in ospedale o in città.
Le condizioni igieniche dei Campi sono spesso precarie per il sovraffollamento e per la mancanza di acqua corrente e di adeguati locali adibiti a bagno.
Le condizioni di vita degli internati sono in genere accettabili solo per i sudditi nemici che ricevono dalla Croce Rossa Internazionale (CRI) pacchi con generi di conforto, comprese le sigarette.

di Maria Carosella, pubblicato il 22/05/2016 in http://www.altomolise.net/focus/storia/10394/storia-i-campi-di-internamento-in-molise-convento-di-san-bernardino-di-agnone- - sito visitato il 16-05-2017)

 

Campi di internamento civile e domicilio coatto nella nostra provincia:

L'individuazione dei campi di internamento civile e la loro esatta ubicazione non mi è stata semplice, segnalo quindi solo quelli dei quali ho acquisito la certezza documentale.

- Anghiari, "La Motina" in frazione Renicci - non era solo campo di concentramento ma anche di internamento civile,

- Caprese Michelangelo (4)

- Castiglion Fiorentino – località di internamento: Ebrei stranieri–libici, Civili anglo-maltesi (1),

- Civitella in Val di Chiana, "Villa Oliveto” - non era solo campo di concentramento ma anche di internamento civile,

- Cortona – località di internamento : ebrei stranieri (2) - (4),

- Laterina - non era solo campo di concentramento ma anche di internamento civile,

- Sansepolcro (4),

- Talla - località di internamento (3)

 

La posta degli internati





dal Campo di Internamento di Coltano (Pisa) SEP 28 1945: viene rimesso in libertà un internato di Subbiano, non è però detto che si trattasse di un internato civile. I campi di concentramento come quello di Collalto potevano però ospitare anche internati civili.

 

Campo di concentramento di Laterina - pbl internato civile rimesso in libertà il 14.12.1945 - (collezione Carlo Pittarelli)

 

Campo di concentramento di Laterina - pbl internato civile rimesso in libertà il 19.12.1945 - (collezione Carlo Pittarelli)


L'internamento libero

L'internamento libero era solitamente riservato ai condannati dei Tribunali speciali che avevano terminato di scontare la pena od antifascisti, provenienti sia dall'Italia che dai territori occupati, che avessero commesso reati minori. Durante la seconda guerra mondiale ci furono in tutta la Toscana circa quaranta località di internamento libero.

Il domicilio coatto

Le località di domicilio coatto sono numerosissime, un elenco parziale è contenuto nel libro di Luciano Previato "L'altra Italia" edito dal CIFR. Non si trattava di campi di internamento ma di obbligo a soggiornare in una determinata località.

Nel caso di un carcerato condannato al domicilio coatto, la posta era visionata anche dalla censura locale, che poteva ulteriormente filtrare la natura delle comunicazioni più specifiche in relazione alla conoscenza dei reati addebitati.

Come è dato vedere da questa cartolina postale l'internamento civile ed il domicilio coatto non possono che confondersi, il bollo apposto dalla Questura di Arezzo cita: "Internati civili di guerra", ma dalle notizie che fornisce la lettera sembra trattarsi di domicilio coatto.

Arezzo, 27 ottobre 1942, controllo censorio effettuato sulla cartolina in partenza



Cartolina postale affrancata "per espresso", partita da Roma il 12 ottobre 1943 e giunta a Poppi il 13 ottobre (R.S.I.) - Bollo del Comune di Poppi e timbro e firma del Podestà ad indicare l'avvenuto controllo censorio effettuato in arrivo.

La cartolina di seguito riprodotta ha il medesimo destinatario ma non il medesimo mittente, è priva del bollo di partenza ed è stata scritta la data del 10 agosto senza però indicare l'anno.
Il controllo di censura effettuato è il medesimo della precedente: bollo del Comune di Poppi e timbro e firma del Podestà.



NOTE:

1) - Castiglion Fiorentino - Campo di internamento: Ebrei stranieri-libici, civili anglo maltesi - Alle dipendenze del Ministero dell'Interno. (http://www.campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=997)

2) - Cortona - località di internamento: Ebrei stranieri - Alle dipendenze del Ministero dell'Interno.
( http://www.campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=1143)

3) - Talla - località di internamento - Esiste documento del 5/12/1942: il provvedimento di internamento nel comune di Talla (provincia di Arezzo) per Matteo Sirola (fu Giovanni) è stato revocato.
(http://www.campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=820)

4) - Luciano Previato, L’altra Italia. Carceri, colonie di confino, campi di concentramento durante il ventennio fascista, Centro Italiano Filatelia Resistenza, Bologna 1995.