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  Il campo di Laterina, una storia complicata
di Gustavo Cavallini e Roberto Monticini
 

Una storia complicata che in pochi oggi conoscono: è quella del campo di Laterina che, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, è stato prima campo di concentramento, poi di prigionia, e infine campo di accoglienza dei profughi dell'esodo istriano. Anni di storia italiana racchiusi dentro baracche circondate da un filo spinato.

Il Campo fu istituito dal Ministero della Guerra Italiano per ospitare membri delle forze alleate presi prigionieri in Nord Africa, fu contrassegnato dal n. 82 (Posta Militare n. 3200), così risulta dal 1941 al settembre 1943.
Nel contempo il campo di prigionia di Laterina fu utilizzato anche come campo di concentramento per internati civili.

Installazione del campo

Il primo documento relativo al campo è datato 1 agosto 1942 ed è stato inviato all'ufficio del prigioniero di guerra al Gabinetto di guerra. Il campo non era ancora stato completato ed erano già sorti dubbi dovuti alla sua vicinanza con la linea ferroviaria Roma-Firenze:

• La località in cui il campo in questione si trova a due km e mezzo dalla linea ferroviaria in linea d'aria e 4 km dalla stazione di Laterina.
• Il Treno Reale non si ferma solitamente a Laterina, ma può farlo in occasioni, l'ultima fu quella del 29 aprile 1940. Queste fermate erano comunque tenute segrete.

Le risposte istituzionali furono lapidarie:

Le questioni sollevate nel documento inviato a questo gabinetto il mese scorso non, secondo il parere del ministro interessato, giustificano rinunciare al sito scelto.
• Il campo di Laterina, la cui costruzione è iniziata il 20 ultimo, non figura tra quelli che dovranno essere convertiti in caserma in una data successiva.



Immagine ripresa dal sito: www.storiaememorie.it

Capacità: 6.000 posti.

Vi erano internati:
- sottufficiali e truppa: inglesi, australiani, ex jugoslavi, greci, sudafricani, neozelandesi, canadesi ed altri britannici - internati civili ex-fascisti;
- profughi Istria e Friuli Venezia Giulia.

Distaccamenti di lavoro si trovavano a:
Lappato, Bucine, Monte San Savino, San Quirico, Livorno, Borgo San Lorenzo, Campi Bisenzio, Castelfiorentino, Gambassi Terme, Mercatale, Monte Giovi, Rufina e Vaglia.

Immagine ripresa dal sito: www.storiaememorie.it

L’8 settembre 1943, dopo il comunicato di Badoglio che annunciava la cessazione delle ostilità contro le forze anglo-americane, nell’incertezza generale del momento i militari italiani abbandonarono le armi e lasciarono il campo che passò in mani tedesche e fu utilizzato come campo di transito - Dulag 132 - da qui i prigionieri erano poi inviati nei Stalags tedeschi, questo fino al luglio 1944.
Il comando del campo era stato assunto dal colonnello tedesco Linhart. A metà giugno 1944, quando la linea del fronte era oramai molto vicina, i tedeschi decisero di sgombrare il campo e di portare via tutti i prigionieri, con un’ultima marcia verso la stazione di Montevarchi.

Da questa data, fino all’aprile del 45, il campo passò sotto il controllo dell’VIII armata britannica e diventò campo per prigionieri tedeschi e fascisti (n. 374).

Gli alleati lo tennero in funzione dal novembre 1944 all’aprile 1945 e lo usarono per concentrarvi fascisti e prigionieri tedeschi catturati durante l’avanzata del fronte nella penisola (P.M. 219).
Una parte del campo diventa anche centro di raccolta di mezzi corazzati americani.

Dal 20 settembre 1945 il Campo passò sotto le dipendenze del Ministero della Guerra che lo istituì come Campo di Internamento per militari della RSI ed arrivarono le prime disposizioni.
I baraccamenti esistenti si dovevano utilizzare per l’arrivo dei prigionieri ritenuti “non libertabili”. Nasce così l’unico campo di internamento per militari della Rsi: I primi ad arrivare (circa 5.000) furono quelli provenienti dal POW 337 di Coltano (PI), dove dal giugno del 1945 le autorità alleate avevano occupato 12 poderi dell’Opera Nazionale Combattenti per istituire un campo di concentramento per prigionieri Italiani e tedeschi. Da testimonianze dell’epoca, “… risultano transitati in poco tempo circa 30.000 militari, sui quali verranno fatte indagini per valutarne la posizione…” . Nel novembre 1945 dalla Francia arrivarono a Laterina anche militari fascisti prigionieri dei francesi (circa 40), mentre dal Campo S di Taranto, a fine aprile del 1946, arrivarono circa 800 prigionieri definiti “recalcitranti”. La maggioranza di questi erano altoatesini ex appartenenti all’esercito tedesco (Battaglione Bozen o Deutsch-Italienische Panzerarmee?).

Con l’aumentare del numero dei prigionieri, aumentarono anche i problemi. Le strutture, quasi tutte con gravi problemi di stabilità, mancavano di vetri ed infissi, la pavimentazione delle baracche era inesistente o quasi, così come l’illuminazione e i servizi igienici. Anche il cibo, cominciava a scarseggiare. Vista l’inadeguatezza del campo, il 2 maggio 1946, il Governo decise di costituire una commissione giudicatrice per ogni comando territoriale, la quale doveva indagare sui cosiddetti “liberabili”, i quali dovevano essere posti sotto sorveglianza dai Carabinieri, sul luogo di residenza. Il Campo quindi piano piano si spopolò, nel luglio del 1946 ospitava:
- 6 internati a disposizione dell’Autorità Militare;
- 32 prigionieri a disposizione della Magistratura;
- 804 classificati “recalcitranti” proveniente dal Campo S di Taranto.

Il 15 febbraio 1947, il Campo viene definitivamente sciolto.

Nel 1948 fu trasformato in un Centro di raccolta per i profughi dei territori istriani e dalmati ceduti alla Jugoslavia col trattato di pace ed infine nel 1955 accolse i profughi in arrivo dalla Somalia, dall’Egitto, dalla Libia, dalla Tunisia e dall’Algeria.

Immagine del campo nel 1942. (Raccolta Frank Unwin)

 

Il campo profughi di Laterina, visto dall'alto in una immagine del 1955 (Fonte Valdarnopost.it )

Allegati:

Il Campo di Laterina in PDF da http://www.storiaememorie.it/

Specchio dei Prigionieri di Guerra distribuiti nei campi di concentramento divisi per nazionalità e grado nel 1943

Bibliografia:

- http://www.campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=365 (consultato il 6.4.2017)

- http://www.storiaememorie.it/villaoliveto/MostreCampi/Laterina/PannelloLaterina1.htm (consultato il 6.4.2017)

- Memorie dal Campo 82 del L/CPL W.M STEVENS da: http://powcamp82laterina.weebly.com/camp-conditions.html
- www.nationalarchives.gov.uk

- T / 182469 La storia di Arthur Dodd è riportata nel libro Spettatore in Inferno di Colin Rushton, pubblicata per la prima volta dal Pharaoh Press nel 1998 e successivamente ripubblicata da Summersdale Publishers Ltd nel 2001 e 2005.