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  Censure nella provincia di Arezzo
di Roberto Monticini

PERCORSO: Cataloghi dei bolli della provincia di Arezzo > questa pagina

Censura. Controllo esercitato sui mezzi di diffusione del pensiero per evitare la circolazione di notizie e idee contrarie agli interessi dello Stato o delle autorità del momento. Fino all’800 la censura non era ammessa sulle corrispondenze – almeno ufficialmente – in quanto in contrasto con il principio dell’inviolabilità del segreto epistolare: anche fra due paesi in guerra era possibile far viaggiare lettere, semplicemente facendole passare da un paese neutrale. È nota però l’esistenza dei cosiddetti Gabinetti neri in cui re e signorotti facevano aprire, leggere e poi risuggellare in segreto le lettere di persone sospette; e negli anni ‘30 il fascismo istituì il “Servizio statistica” presso le prefetture e il “Servizio informazioni militari” proprio con compiti di controllo non ufficiale sulle corrispondenze civili e dei soldati operanti fuori d’Italia. Solo con l’inizio del ‘900, e in particolare durante la Grande Guerra, venne ufficialmente istituita la censura su tutte le corrispondenze, escluse quelle ufficiali o del corpo diplomatico, nel traffico postale con l’estero e con le provincie in zona di guerra o vicine ai confini, e su quelle tra i militari e le loro famiglie: frasi o indicazioni giudicate pericolose – come il riferimento da parte dei militari al luogo in cui si trovavano – venivano cancellate, mentre in casi più gravi era prevista la corte marziale. Dopo il controllo sulle cartoline e sulle buste, risuggellate con apposite fascette, era applicato il bollo che individuava ogni censore. Nella seconda guerra mondiale la censura postale fu nuovamente introdotta anche per ottenere informazioni sul morale delle truppe e della popolazione; furono inoltre modificate alcune norme postali, vietando ad esempio l’uso di carta quadrettata, biglietti postali e cartoline con foto di località italiane, e imponendo di consegnare personalmente alla posta le lettere per l’estero, per il controllo delle generalità del mittente. In compenso dal febbraio 1942 furono introdotti i bolli indicanti il prelievo e la restituzione delle lettere controllate, per giustificare eventuali ritardi. Dopo l’8 settembre 1943 le corrispondenze furono soggette anche alla censura tedesca, mentre nel Sud il controllo fu assunto dagli alleati, che lo svolsero soprattutto a campione introducendo l’uso dei bolli ACS, sigla di Allied Censorship Service, e nella Venezia Giulia ROUTED VIA ACCO, acronimo di Allied Control Commission Office. per indicare che le corrispondenze erano regolarmente passate tramite gli uffici di censura pur senza essere sottoposte a effettivo esame. (http://www.accademiadiposta.it/it/dizionario-postale-e-filatelico-italiano/lettera-c.html)

Premessa: Ho classificato le Censure aretine seguendo lo schema che, nel febbraio 2016, il compianto Giancarlo Magnoni, mi aveva unito alla mail con queste parole: Ti allego uno schema da me elaborato fine anni '80, quando Sirotti voleva pubblicare un volume sulla censura e il prof. Gerini ed io (e pochi sparuti altri) ci lavorammo come negri. Lo schema (ne avevo elaborati 106 quante erano le province) l'ho arricchito nel tempo con lo studio delle fascette di censura. Stammi bene caro amico.

Ho conosciuto Giancarlo nel dicembre 2011, quando mi propose la sua monumentale opera: "Il Tramonto di un Regno", deluso di non aver trovato alcun editore disposto a pubblicarla su carta, la sua prematura morte non gli ha permesso di vederla completamente realizzata.
Per me è stato amico ed insegnante.
Grazie Giancarlo!

 

Commissione Provinciale di Censura n. 100R

 

Le impronte di censura se ne conoscono nei più svariati colori, queste le mostro nei due colori più ricorrenti:

 

Bolli del censore

 
     
     


   
 

 

Bolli Prelevata/ Restituita

 

 

Fascetta per la chiusura delle corrispondenze esaminate

30/07/1940
14/09/1940

30/07/1941

15/02/1943

29/04/1943

27/07/1943
08/04/1944

 

Censura locale

Le corrispondenze potevano essere soggette anche a censura locale, è il caso dei condannati al domicilio coatto; il censore locale, poichè era a conoscenza dei reati addebitati,poteva meglio filtrare la natura delle comunicazioni (vedi: Campi di internamento civile, libero e domicilio coatto)

R. Questura di Arezzo Internati civili di guerra


Comune di Poppi (Arezzo) - Il Podestà Internati civili di guerra

 

La censura "alleata"

Le armate alleate, per liberare l’Italia dall’occupazione nazista, partirono dal sud ed avanzarono via via verso il nord: Lucignano fu il primo comune aretino ad essere liberato (2/7/1944), Bibbiena lo fu il 28/8/1944, giorno proprio a ridosso immediato di quel 1° settembre quando l’avanzata fu bloccata lungo la linea “Gotica”. Occorrerà attendere tutto il mese di settembre per veder liberato anche l’alto Casentino nonchè l'ultimo comune del territorio aretino: Sestino (1° ottobre).
Dopo la liberazione, venne progressivamente ricostituita, provincia per provincia, la rete postale, sorvegliata dal controllo e censura degli alleati. La provincia di Arezzo torna a far parte del circuito postale dal 18 dicembre 1944.
All’Ufficio di censura di Arezzo furono assegnati, come per le altre provincie, i bolli A.C.S. ed il “Verificato per censura” con il numero del censore, bollo cosiddetto “a ponte” (1).

"...come rilevato da due circolare del successivo 17 maggio (1944). Se tutta la corrispondenza impostata "nelle provincie in cui è mantenuta la censura" dev'essere sottoposta alla competente commissione nel luogo d'origine, quella tra civili diretta "nello stesso Comune o in un Comune contiguo" ne viene esentata. Mentre quella proveniente da provincie "in cui è mantenuta la censura" mancante dei bolli attestanti l'avvenuto controllo, deve essere consegnata alla locale commissione di censura, cui spetta anche segnalare l'irregolarità ai competenti uffici. E i bolli in questione sono quello "rotondo col numero del censore e quello con l'indicazione «ACS»", che dai documenti alleati risulta l'acronimo del più volte citato Allied Censorship Service o al massimo di Allied CensorShip, come si legge talvolta; un timbro che da febbraio è in uso anche presso le commissioni di censura italiane per indicare il regolare transito da tali uffici, pur senza essere stata sottoposta a un effettivo controllo" (2).

Il bollo di "controllo" Allied Censorship Service, dell'ufficio di Arezzo, lo troviamo utilizzato anche su corrispondenze tra sindaci.

La prima delle due impronte è stata reperita sia in una corrispondenza da Firenze per Arezzo, che in una da Pennabilli a Badia Tedalda.

La seconda impronta è quella più comunemente utilizzata nell'aretino.

"Bollo a ponte" numero 8358 della censura alleata, utilizzato dall'ufficio di censura della provincia di Arezzo.

Con il ripristino della posta vennero rimessi in uso, presso alcuni uffici i bolli a sigillo dell'amministrazione del Regno della serie "R", ad Arezzo era stato assegnato, con la circolare del Ministero dell'Interno del 14 luglio 1942, il numero "100 R". L'impronta però non è stata ancora rinvenuta in periodo successivo alla liberazione.

 

Alcune corrispondenze

3?.07.1940 da Tripoli

da Noci (Ba) 24 agosto 1942

da ufficio di PM 17 (di stanza in Grecia) 26 agosto 1942
L'ufficio di Censura provinciale non ha risparmiato neppure la Posta Militare



01.09.1943 da Firenze

02.08.1943 da PM 79, ufficio di posta militare dislocato alla data in Corsica a Belgodere


Dopo la liberazione


da Firenze 16 giugno 1944 (sarà liberata il 4 agosto) a Pieve al Bagnoro, priva di bollo in arrivo.
Pieve al Bagnoro ed Arezzo erano state liberate il 16 luglio, la presenza del timbro A.C.S. di Arezzo dimostra che la lettera è pervenuta nelle mani del destinatario dopo oltre un mese, sia per le difficoltà delle comunicazioni di quel momento, sia per le difficoltà nelle quali si trovava a dover operare l'ufficio postale di Arezzo durante la R.S.I. e l'occupazione tedesca.


Lettera a tariffa ridotta Sindaci, da Pennabili (Pesaro) a Badia Tebalda, spedita il 7.5.1944 (in periodo R.S.I.) e pervenuta il 20.2.1945 - affrancata con un francobollo Imperiale soprastampato fascetto e scritte da cent. 25 - (tiratura di Roma) - apposto bollo A.C.S. in arrivo (Collezione Petrini)


da Castiglion Fiorentino 21.03.1945 per Lucignano - Bollo di controllo della commissione provinciale A.C.S. (Allied Censorship Service) (1)




25 aprile 1945 - da Salutio a Candeli.
La lettera è accompagnata dal bollo di censura delle forze alleate cosiddetto "a ponte", con il numero 8358, assegnato all'ufficio di censura aretino.



 

1) - Luigi Sirotti, La censura della corrispondenza civile per l'interno nelle province collegate dal 1° settembre al 31 dicembre 1944 dell'Italia del sud, parte terza, AICPM, Posta militare e storia postale n. 102, marzo 2007, pp. 27-36.

2) - Franco Filanci, Il Novellario - da una Repubblica all'altra 1943-1948, vol. 4°, 2016, C.I.F. srl editore