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  I bolli degli uffici postali aretini
scheda

Bollo.
L’impronta ottenuta con un bollo o timbro. Il primo bollo postale inchiostrato si deve a Henry Bishop, che lo introdusse nel 1661 a Londra per indicare mese e giorno esatto di raccolta o di arrivo delle lettere ed evitare proteste per supposti ritardi nella consegna; ma già dalla fine del ‘500 nello Stato della Chiesa gli appaltatori postali del Lazio usavano imprimere sulle lettere dei bolli a secco con le loro iniziali, e almeno uno inchiostrato, per indicare il porto dovuto (altri bolli a secco usati nei secoli precedenti da comuni e signorie sulle corrispondenze avevano una diversa funzione). Con l’adozione dei francobolli i bolli postali acquisirono anche la funzione di annullatori, e talvolta vennero creati con questo preciso scopo, come quelli inglesi a croce maltese, assumendo la più esatta definizione di bolli annullatori od obliteratori o annulli. (dal Dizionario postale e filatelico italiano nel sito dell'Accademia Italiana di Filatelia e Storia Postale)

Immagini di bolli sono naturalmente presenti anche nella scheda: Uffici di posta nella vecchia e nuova provincia di Arezzo

Al termine dell'elenco gli articoli di carattere generale che hanno per oggetto più di uno stabilimento postale.

L'ordine non è alfabetico, ma temporale

   
   
Affrancature Meccaniche anche nell'aretino in Regno d'Italia di Sergio De Benedictis
Arezzo: un nuovo bollo a "bandellette" di Roberto Monticini
Bolli amministrativi fino al 1861 di Roberto Monticini
Bolli del Compartimento aretino 1808-1814 di Roberto Monticini
Bolli di Arezzo dal 1814 al 31/03/1851 di Roberto Monticini
Linea ferroviaria: Arezzo - Pratovecchio - Stia di Roberto Monticini
Salutio: quel 25 aprile del 1945 di Roberto Monticini
   
   
   
  ARTICOLI DI CARATTERE GENERALE
   
"Collettorie Postali" dipendenti dall'ufficio postale di AREZZO di Alessandro Papanti