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GLI ANIMALI DELLA BIBBIA, Citazioni dalle Sacre Scritture, santi e curiosità di Lorenzo Bortolin

Effatà editrice, Cantalupa (TO), 2018, pagine 336, euro 15. Disponibile presso: EFFATA' Editrice

PRESENTAZIONE DELL'AUTORE

All’origine, una curiosità: sapere quanti e quali sono gli animali nominati nella Bibbia. Tutti, non soltanto i venti o trenta presentati nella maggior parte delle ricerche sull’argomento. Poi, conoscere quante volte sono citati e perché. Ed anche, dove possibile, il loro ruolo nella vita quotidiana dell’epoca ed i richiami simbolici.
Ebbene, scorrendo la Bibbia nella versione della Conferenza Episcopale Italiana – la più diffusa, oltre che usata nelle celebrazioni cattoliche – è emersa una sorpresa dietro l’altra. A centinaia.
Perché nella grande «arca» della Bibbia tutte le 161 «voci» – comprese alcune nominate indirettamente, come la chiocciola, ed altre generiche, come branco o ruminanti – hanno la loro curiosità o stranezza. A cominciare proprio dal loro numero: nessun altro testo dell’epoca nomina così tanti animali.
Tutti sono noti alla nostra cultura: dall’ape alla volpe. Alcuni, però, sono menzionati molte volte (il record è del cavallo, 183 citazioni, seguito dell’agnello, 179), altri soltanto in un’occasione, come il bisonte e il camaleonte. Poi, ci sono animali il cui nome è usato raramente, come l’iràce e la iena, ed altri che un tempo vivevano nell’areale biblico, ma poi relegati in altre zone o estinti dall’uomo.
Altri ancora sono tipici dell’Africa, come il coccodrillo e l’ippopotamo, ma nella Bibbia si cercano invano la giraffa o la zebra. Ed ancora, quasi a dimostrare il loro dominio numerico tra tutte le specie viventi, la prima e l’ultima citate nell’ordine alfabetico sono insetti: acrìdi e zanzare.
Come non bastasse, bisogna tener conto delle traduzioni. Alcune volte la parola ebraica o greca che identifica un animale è resa in modo diverso a seconda delle versioni o degli specifici passi biblici: i «volatili ingrassati», ad esempio, sono tradotti anche con oche o cuculi. Altre volte il termine è corretto, ma per qualche studioso non indica la specie vera e propria: forse il pellicano di qualche versetto era in realtà un capovaccaio.
Insomma, per tutte le 161 voci bibliche ecco una larga scelta dei versetti che le riguardano (oltre duemila); poi i santi ad esse collegati (quasi duecento), fatti storici, stemmi, loghi e quant’altro.
Perché non c’è animale senza sorpresa. A conferma, se ce ne fosse bisogno, dell’infinita fantasia di Dio. Pagine necessariamente senza digressioni esegetiche o teologiche, e scritte volutamente con linguaggio semplice, ma non banale. Con la speranza che possano incuriosire anche insegnanti ed educatori, animatori di gruppi e di comunità religiose e, perché no, amanti della natura ed etologi.

Buona lettura.


 

 

EMILIO SIMONAZZI (con la collaborazione di Beniamino Cadioli), LA CENSURA POSTA ESTERA in Italia NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
(Catalogo dei bolli e delle etichette)

I Quaderni dell'Aicpm, n. 8, Rimini, 2018 - Soci Aicpm € 15,00 compreso postali

Dall'Introduzione dell'Autore

Il segreto epistolare è sempre stato una garanzia per coloro che sono soliti ricorrere al messaggio scritto per comunicare i propri pensieri, le notizie, le impressioni, gli affetti o quant'altro. Il segreto epistolare conseguentemente è sempre stato protetto, ad eccezione di casi di estrema gravità quando sia subentrata un'esigenza superiore a tutela di un principio ancor più elevato, quale ad esempio la salvaguardia dello Stato, in nome del quale sia necessario imporre un vulnus al segreto stesso ed all'inviolabilità della corrispondenza, istituendo la censura postale al fine di evitare che possano essere divulgate, anche involontariamente, notizie attinenti la sicurezza nazionale.

Questa evenienza si presentò all'Italia all'alba del conflitto mondiale, quando il 23 maggio 1915, il giorno prima dell'entrata in guerra, il Governo propose al Sovrano l'emanazione del regio decreto n. 689 con il quale verme istituita la censura postale, demandandone l'espletamento ad apposite commissioni civili e militari.

 

 



FRANCESCO GIULIANI, LA PAROLA ‘PESANTE’. Lingua e letteratura nei francobolli italiani, pref. di Rosario Coluccia

Edizioni del Rosone, Foggia, 2018, pp. 308, euro 20. Disponibile presso: Edizioni del Rosone

È appena arrivato in libreria l’ultimo lavoro di Francesco Giuliani, intitolato La parola ‘pesante’. Lingua e letteratura nei francobolli italiani. Il libro, edito dalle Edizioni del Rosone di Foggia, si avvale della prefazione del linguista Rosario Coluccia, membro dell’Accademia della Crusca e docente emerito dell’Università del Salento.

L’opera è divisa in due parti. Nella prima, L’Italiano nei francobolli, abbiamo uno studio sistematico condotto sulle diciture dei francobolli italiani, dunque sulle parole utilizzate nelle vignette. Si parte dal 1850, quando l’unità nazionale era ancora di là da venire, per arrivare fino ai giorni nostri, seguendo un lungo ed articolato periodo storico, che trova un pregnante riflesso nelle diciture dei francobolli.
Il francobollo, inteso come fusione di testo ed immagine, possiede delle molteplici potenzialità, dal momento che è in grado di essere uno strumento di propaganda politica e di informazione, ma anche un raffinato ed efficace mezzo di diffusione della cultura. Dalla letteratura alla musica, dalla storia alla scienza, dall’astronomia all’arte, tutto passa attraverso il francobollo. Non a caso la parola utilizzata nei francobolli è definita ‘pesante’ da Giuliani, dal momento che il francobollo riveste un’importanza che va ben al di là del suo mero uso postale.
Il libro, pertanto, si apre seguendo l’origine e l’etimologia del termine, che, contrariamente a quanto comunemente si afferma, è di origine italiana, come documentato. Le parole e le immagini dei primi francobolli sono di norma attentamente curate, anche se non presentano una grande varietà. Una vera svolta arriverà solo con l’introduzione dei commemorativi, a partire dal 1910, che aprirà nuovi orizzonti alla produzione dei francobolli, ma sempre sotto l’attento controllo delle autorità politiche. Di qui le scelte, e anche la retorica, di certe emissioni, che testimoniano di un processo di utilizzo della filatelia a fini politici che il Fascismo porterà al suo culmine, ma non inventerà dal nulla.
Le parole ‘pesanti’ dei francobolli sono uno specchio straordinario della cultura e dei cambiamenti in atto nella società, rivelandosi una fonte preziosa di scoperte e di conferme, oltre che di curiosità. Nel primo periodo della Repubblica avremo delle emissioni in cui rifulge nitida la volontà di utilizzare il francobollo a sostegno della nuova fase storica, poi la tensione si stempererà, e le parole ci racconteranno di un’Italia che trova il suo posto nel contesto politico occidentale, che si apre progressivamente, e in modo non indolore, alla modernità.
La prima parte è completata da una sezione iconografica, nella quale sono inclusi i più importanti francobolli di cui si parla nel testo.

Nella seconda parte, intitolata Nella miniera dei francobolli, si colgono e si approfondiscono delle tematiche letterarie, anche queste legate ai francobolli italiani. Si parla, pertanto, di autori come Dante Alighieri, Giacomo Leopardi, Italo Calvino ed Umberto Eco, ma anche dei rapporti tra didattica e filatelia e del libro come oggetto celebrato nei francobolli, per finire con una querelle linguistica del 1879 (Francobollomania e Timbrofilia).
Talvolta, riecheggiando il Verga di Fantasticheria, bisogna guardare con attenzione alle cose piccole, per scoprirne la particolare importanza.
Il libro nasce dall’approfondimento e dalla sistemazione di un lavoro che ha trovato un primo spazio in un convegno nazionale dell’Usfi e nella collaborazione con le riviste “L’Arte del Francobollo” e “Il collezionista”.
Nella sua dotta presentazione, il prof. Rosario Coluccia, dopo aver ricordato che uno studio simile non era mai stato realizzato, aggiunge, tra l’altro: «È affascinante seguire la lenta ma costante evoluzione delle emissioni filateliche. […] Modi svariatissimi di adoperare l’italiano, rapporti intensi e non sempre agevoli dell’idioma nazionale con le lingue straniere e con i dialetti, attenzione alle nuove forme della comunicazione. Se consideriamo la storia linguistica dal 1946 ai nostri giorni, anche le «parole pesanti» dei francobolli, che per la prima volta vengono così bene analizzate in questo libro, contribuiscono a farci riflettere sui movimenti e sulle tendenze in atto nella società».

FRANCESCO GIULIANI (San Severo, 1961) è docente a contratto di Letteratura Italiana Contemporanea nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia e docente liceale.
I suoi interessi vertono in particolare sull’Ottocento e sul Novecento (Leopardi, Carducci, Verga e il Futurismo), ma non disdegna anche studi su Dante Alighieri.
Si è occupato a più riprese della valenza culturale della filatelia, studiando il rapporto tra letteratura italiana e immagine attraverso i francobolli; di qui, sempre per i tipi delle Edizioni del Rosone di Foggia, i volumi Il canone dei francobolli. Gli scrittori italiani nella filatelia nazionale (collana "Studi e Testi", 5, diretta dal prof. Sebastiano Valerio, docente ordinario di Letteratura Italiana, Univ. di Foggia), apparso nel 2014, e Sulle rotte dell'aquila. Gli scrittori italiani nella filatelia mondiale (collana Studi e Testi", 6), apparso nel 2015.
Giuliani è membro dell’Accademia Italiana di Filatelia e Storia Postale e dell’USFI (Unione Stampa Filatelica Italiana); collabora al mensile dell’Unificato “L’Arte del Francobollo” e al trimestrale della Bolaffi “Il Collezionista”.


 

 

LE MISSIONI MILITARI DI PACE DELL'ITALIA 1991-1995, AA.VV. coordinamento e testi di Giovanni Riggi di Numana

Edito da U.FI.NU.MA., Macerata, 1997, 21x29,30, pp. 186 bn - € 10,00
da richiedere a Roberto Cruciani email: rocruciani@yahoo.it

 

 

UN MONDO DI NOVITÀ ADF, Catalogazione, riproduzione e quotazione dei francobolli mondiali e dell'Area Italiana, pubblicati negli undici numeri del 2017 de l'Arte del Francobollo - Ed. 2018

Ed. Cif/Unificato, Milano - Grande formato (cm 21 x 29,7) – 210 pagine a colori – cod. 245 – copertina 29 euro
Disponibile su www.unificato.it

Una nuova pubblicazione, realizzata per la prima volta in Italia, edita dalle Edizioni Cif/Unificato. Una pubblicazione annuale che comprende la catalogazione, riproduzione e quotazione dei francobolli emessi dai Paesi pubblicati nelle pagine degli undici numeri dell’Arte del Francobollo nel corso del 2017. Un catalogo, a cadenza annuale, che consentirà ai collezionisti, soprattutto tematici, di visionare tutto ciò che di ufficiale viene emesso al mondo, comprese naturalmente anche le novità dei Paesi dell’area Italiana. Elencati in ordine alfabetico, in ogni paese viene quindi raggruppato tutto ciò che è stato pubblicato nella rubrica “Un mondo di novità” della rivista L’Arte del Francobollo nel 2017. Un catalogo che, anno dopo anno, racconterà la storia del nostro pianeta attraverso i francobolli emessi in tutto il mondo.

 

 

IL NOVELLARIO, volume 5°, La Prima Repubblica in Posta 1949-1993 di Franco Filanci

Ed. Cif/Unificato, Milano - 352 pagine a colori, formato 21x30, 39,00 euro.
Disponibile su www.unificato.it, I primi quattro volumi in offerta a 89 euro.

Franco Filanci racconta, con il suo stile scorrevole e spesso intrigante, tutti i francobolli e gli altri valori dell'Amministrazione postale italiana apparsi nei primi 45 anni della Repubblica; compresi i vari aspetti del servizio postale attraverso la storia italiana e internazionale che spesso ne sono la base:

In Sintesi

È tempo di parlar chiaro
un'analisi storico-personale che giustifica delle nuove regole per potersi godere la filatelia. Assolutamente da non eludere!

CAPO XIV - RITORNO A PIENO REGIME 1949-1954
dove le poste tornano quelle di prima, nel bene e nel male.

Capo XV - IL TEMPO DELLE STELLE 1955-1967
in cui anche la posta segna il cosiddetto boom economico italiano e l'assestarsi di un sistema politico che è un'eco all'italiana di quello internazionale.

Capo XVI - MECCANICAMENTE SUO 1968-1978
in cui inizia l'aggiornamento della struttura postale operativa ai più alti livelli di meccanizzazione offerti dalla tecnica e dalle nuove tecnologie.

Capo XVII - UN CASTELLO DI DEFICIT 1979-1993
in cui l'adeguamento ai nuovi sviluppi industriali e tecnologici e un panorama socio-politico-economico italiano sempre più inadeguato portano a una situazione che costringerà a cambiamenti radicali come il passaggio al privato iniziando con il trasformare l'Amministrazione postale in Ente Pubblico.

 

 

L'EVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE ATTRAVERSO LA POSTA - ATTI del CONVEGNO FILATELICO ROMANO AFI - Polo culturale MISE, AA.VV.

Editore: A.F.I. Associazione Filatelica Numismatica Italiana "Alberto Diena" - fuori commercio

Il giorno 8 Aprile 2017 l'AFI e il Polo culturale del MISE hanno promosso la Conferenza dal titolo: " L'evoluzione della comunicazione attraverso la posta".
Per l'occasione sono stati presentati sei interventi sul tema del messaggio scritto e viaggiato in un arco temporale di circa 4000 anni, quindi dai primi messaggi incisi sulle tavolette d'argilla alle prime missive private del periodo medioevale, per arrivare al secolo della rivoluzione industriale con l'invenzione del francobollo e le prime deliberazioni della Unione Postale Universale.
La Conferenza ha voluto ricordare l'importanza della comunicazione viaggiata per posta, come grande testimone storico della evoluzione umana.
In un momento in cui è inarrestabile l'impiego dei messaggi informatici che generalmente non lasciano traccia scritta, parlare della posta vuol dire rammentare l'importanza di una delle prime grandi invenzioni dell'uomo ma anche ricordare il fascino offerto ancora oggi dalla lettera.


LE ORIGINI DELLA COMUNICAZIONE E DELLA POSTA - Antonello Cerruti
LA POSTA PRIMA DEL FRANCOBOLLO APPUNTI PER UNA CULTURA NEO-POSTALE - Clemente Fedele
LA CONVENZIONE AUSTRO-ITALICA ED IL DUCATO DI MODENA - Emilio Simonazzi
IL RISORGIMENTO SCRITTO DALLA POSTA - Rocco Cassandri
LA POSTA TRANSOCEANICA DA UNO STORICO CARTEGGIO - Angelo Piermattei
UNIONE POSTALE UNIVERSALE LA POSTA SI DA' LE REGOLE - Gilda Gallerati

 

 

COMUNICAZIONI TRA REGNO UNITO E REGNO DELLE DUE SICILIE 1743-1850: UN SECOLO RACCONTATO ATTRAVERSO LA CORRISPONDENZA TRA LE CASE REALI di Martino LAURENZI

Editore: C.I.F.O., 2017, pp. 40 a colori, 29,5 x 20,5 - edizione fuori commercio: pubblicata in numero di 210 copie per i soli soci del CIFO e per eventuali nuovi iscritti.

Breve nota storica

La storia del meridione di Italia è lunga e complessa, ed attraversa molte diverse dominazioni. Nei secoli più recenti il Regno di Napoli e quello di Sicilia furono nel 1720 sotto il dominio dell'imperatore Carlo VI di Austria. Pochi anni dopo, nel 1734 Carlo di Borbone, Duca di Parma e figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, durante la Guerra di Successione Polacca conquistò le corone di Napoli e di Sicilia strappandole all'Austria. Quando nel 1759 Carlo divenne re di Spagna come Carlo lii lasciò I due regni dell'Italia meridionale a suo figlio di nove anni, il quale fu prima Principe Reggente e poi re di Sicilia col nome Ferdinando lii e re di Napoli col nome Ferdinando IV.
L'Italia meridionale rimase sotto il dominio dei Borboni fino al 1860, con una breve interruzione durante il periodo napoleonico. Infatti nel 1806 il fratello di Napolone, Giuseppe Bonaparte, fu messo sul trono di Napoli dopo la conquista del sud della penisola con la Guerra della Terza Coalizione.
Ferdinando fuggì da Napoli e si rifugiò a Palermo, la capitale del suo altro regno. Qui rimase al sicuro grazie alla protezione britannica, ottenuta in virtù dell'alleanza stipulata con il re Giorgio lii e col primo ministro conservatore il Conte di Liverpool. La presenza della marina inglese, la Royal Navy contro la quale Napoleone non la spuntò mai, valse a proteggere la Sicilia dalle mire dell'Impero francese.
Nel 1808, quando a Giuseppe Bonaparte fu affidata la corona di Spagna il trono di Napoli passò al cognato di Napoleone, Gioacchino Murat. Dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia Murat per qualche tempo abbandonò Napoleone al fine di salvare il' suo trono, ma poco tempo dopo tornò nelle file Napoleoniche e dichiarò Guerra all'impero Austriaco (Guerra di Napoli del 1815).
....
Queste pagine presentano alcune lettere scambiate tra le corti di Gran Bretagna e delle Due Sicilie nel periodo compreso tra la metà del 18° e del 19° secolo. Si tratta di copie ottenute decenni fa negli USA la cui qualità purtroppo non è delle migliori. Vengono comunque presentate al lettore in quanto forniscono una prospettiva insolita combinando eventi politici ed ufficiali con quelli di natura personale e privata, ed aiutano a ricostruire aspetti diversi di un periodo storico affascinante.

 

 

LA REGIA MARINA NEL BASSO ADRIATICO 1915 / 1918 di Alberto Caminiti

Cooperativa Tipografica, Savona, 2017 - pp. 174 a colori, 17 x 24
reperribile presso libri@libreriafrasconigenova.it € 22,00
Ai soci di... condizioni di favore su tutte le pubblicazioni dell'autore leggi >>>

Presentazione dell'autore

Non si può scrivere un testo sulla Regia Marina nella Grande Guerra se non si conosce prima il grande quadro strategico navale nel Mediterraneo. Per le fortune dell'Italia era allora Capo di Stato Maggiore della R.M. l'Ammiraglio Paolo Hiaon di Revel, mente eccelsa di stratega, uomo d'alto impegno morale e di elevata intelligenza; quindi l'uomo giusto al posto giusto e nel momento esatto.
Egli sapeva che l'adesione dell'Italia alla Triplice Alleanza (Vienna — Berlino — Roma) costringeva il nostro regno ad entrare in guerra al fianco di tali alleati.
Analoga situazione si presentò per il settore Esercito col Luogotenente Generale Alberto Pollio (Caserta 1852-Torino 1914), Capo di S.M. del Regio Esercito che esteriormente risultava rispettoso della Triplice Alleanza, ma in segreto preparava piani per una guerra non contro la Francia ma contro l'Austria- Ungheria nella zona alpina, dove fece svolgere per più anni le manovre estive dell'esercito.
Proseguiamo ora per il comparto navale.
Allora Thaon astutamente predispose un piano che avrebbe portato l'Italia tra le grandi potenze navali.
Giocò le sue carte in occasione delle periodiche adunanze degli Ammiragliati della Triplice. In buona sostanza il piano messo a punto prevedeva quanto era
qui appresso evidenziato.
Facendo parte della Triplice Alleanza avremmo dovuto batterci nel Tirreno contro la Marina francese e nel Mediterraneo contro la Flotta britannica, pur se era previsto che i nostri alleati austro-ungarici e tedeschi ci avrebbero dato una mano. Thaon quindi dimostrò la necessità di potenziare il naviglio da guerra della nostra Marina al fine di fronteggiare la potenza marittima anglo- francese.
Nacque allora negli ambienti navali la massima: "Occorre cambiare la Marina mettendola in relazione alla politica e non viceversa". Grande ed accorta fu quindi l'opera di Thaon che fece in modo di avere - nella probabile ipotesi di guerra contro l'Austria - molte navi da battaglia potenti e veloci ed in numero maggiore rispetto alla Flotta di Vienna. L'Amm. Thaon di Revel ottenne, per vari anni successivi, notevoli stanziamenti di bilancio ed in tutti i nostri cantieri navali vennero impostate nuove e potenti navi da guerra.

 

 

LA POSTA NELLA PROVINCIA DI BERGAMO dall'amministrazione Lombardo-Veneta a quella Sardo-Italiana 1850-1866 di Francesco Dal Negro

Zanaria Editori / Unione Filatelica Lombarda, Milano, 2017 - pp. 208 a colori, 21,5 x 30,5
reperibile presso: Vaccari s.r.l. € 50,00

La presentazione di Lorenzo Carra

Ho tra le mani le ultime bozze pronte per la stampa di questo libro di Francesco Dal Negro. È una delle ultime fatiche di un grande collezionista che si è già fatto apprezzare anche internazionalmente per le sue diverse collezioni e le sue pubblicazioni sulla hotellerie alpina e sugli alberghi della posta.
Uomo di vasta e profonda cultura con interessi che spaziano anche oltre i confini europei, si è dedicato in quest'occasione a trattare un periodo limitato di una sola provincia: quella di Bergamo, ma è la sua provincia, quella scelta dai suoi genitori di origine veneta, dopo che i suoi avi veneziani avevano tenuto un piede in laguna e l'altro a Costantinopoli. E la severa educazione bergamasca addolcita solo un poco dalla gentilezza materna fa emergere nelle descrizioni e presentazioni dei luoghi il suo profondo amore per la terra natia.
Le precise schede relative od ogni ufficio postale forniscono specifiche informazioni sui bolli ed i francobolli usati. Un lavoro questo particolarmente accurato ed una ricerca sistematica anche presso grandi e piccoli collezionisti che ha permesso di redigere un quadro completo della situazione della provincia di Bergamo nel fondamentale periodo di cambiamento dall'amministrazione postale austriaca a quella sarda, poi italiana, conseguente la Seconda Guerra d'Indipendenza del 1859.
Alla fine il bravo ed instancabile Francesco ha dovuto ricordare ed obbedire all'insegnamento del suo grande amico Beppe Ermentini che, con l'esperienza maturata con tante pubblicazioni solo in piccola parte di carattere postale, lo incitava a "Chiudere! Chiudere! Chiudere!".
Auspico e sono certo che questo studio di Francesco Dal Negro possa risultare di ulteriore stimolo non solo agli specialisti del settore, ma anche ai tanti cultori di storia locale, bergamasca in questo caso.
Segno di particolare interesse potrà risultare la segnalazione di bolli non ritrovati ed anche suggerimenti per eventuali integrazioni, perché, come diceva un imprenditore mantovano di successo "non è mai finita!"

 

 

IL GRANDUCATO DI TOSCANA tra illuminismo leopoldino e occupazioni napoleoniche e murattiane 1765-1815 di Franco Baroncelli

Istituto Geografico militare, Firenze 2017 - pagg. 346 a colori, 16x24 - supplemento al n. 6/2016 della rivista L'Universo (anno XCVI), per informazioni: casezcomm@geomil.esercito.difesa.it e nel sito: www.igmi.org

Presentazione del Direttore Responsabile Gen. B. Giuseppe Poccia

Il 96° anno di attività di L'Universo si chiude con la pubblicazione di questo ricco supplemento, dedicato ai principali eventi che caratterizzarono la storia del Granducato di Toscana, nella seconda metà del Settecento e nel primo Ottocento.
Si tratta in realtà di un periodo storico già ampiamente illustrato da molti autori, parte di quella grande epopea che dalla Rivoluzione Francese portò all'avvento di Napoleone e all'istituzione del 'suo' Impero, esteso, citando Manzoni, «dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno», e che offre ancora spazi per ulteriori chiarimenti in merito alle vicissitudini della Toscana granducale, dall'Età dei Lumi, alle vicende che videro protagonista il generale Gioacchino Murat, Re di Napoli e Maresciallo dell'Impero Francese, fino alla Restaurazione.
Con questo lavoro dal titolo Il Granducato di Toscana tra illuminismo leopoldino e occupazioni napoleoniche e murattiane 1765-1815, Franco Baroncelli vuole ricordare l'appena trascorsa doppia ricorrenza del 250à anniversario dell’ascesa al trono granducale di Pietro Leopoldo di Lorena (1765-2015) e il bicentenario del celebre Proclama di Rimini, di Gioacchino Murat (1815-2015).
L'Autore offre in questo testo di agevole lettura lucide ricostruzioni storiche, riccamente illustrate con l'ausilio di documenti originali, in larga parte del suo archivio personale, tanto si tratti di editti leopoldini e pagine di riviste come Il Caffè o Il monitore fiorentino, quanto di proclami napoleonici e murattiani e documenti prettamente postali.
Il ricco materiale documentario impiegato per l'illustrazione dei momenti più importanti della storia qui narrata è poi integrato da una non meno preziosa selezione di documenti cartografici storici, tratti dalle conservatorie dell'Istituto Geografico Militare.
Si tratta in sintesi di un volume che, attraverso singoli episodi, racconta il susseguirsi degli eventi in quel cruciale cinquantennio 1765-1815, così importante per la storia non solo della Toscana, ma dell'Europa e dell'umanità intera. Un bel volume, denso di storia, che spero possa trovare anche utilità in ambito didattico, con una diffusione preferenziale nelle scuole della Toscana e d'Italia. Un volume che va ad arricchire la serie di supplementi al nostro storico bimestrale l'Universo che, nell'ormai prossimo 2020, festeggerà i suoi primi cento anni di attività.
Sono pertanto grato all'autore, per questo contributo geostorico e per la sua palese dedizione all'argomento, e alla Redazione de l'Universo che, con altrettanta passione e professionalità, ha portato a compimento quest'opera.

 

 

 

 

PACCHI POSTALI di Emanuele M. Gabbini

Associazione italiana collezionisti posta militare e storia postale, Rimini 2017 - pagg. 208 a colori, 21,60x30,50 - € 40,00 + spese spedizione. Da richiedere a A.I.C.P.M.

Presentazione di Piero Macrelli

La nostra Associazione ha pubblicato uno o più volumi ogni anno a partire dal 2002: è stato uno sforzo notevole e continuativo che ha determinato anche l'aumento esponenziale del numero dei nostri Associati che apprezzano la varietà degli argomenti trattati e la serietà di queste pubblicazioni.
I volumi dei primi tre anni (ormai quasi esauriti) sono stati curati da Emanuele Gabbini ed è quindi un piacere, a quindici anni di distanza, poter pubblicare il suo ultimo lavoro. Si tratta dello studio di un settore della filatelia importante ed ampio, ma finora poco conosciuto e quindi poco collezionato: i l servizio dei pacchi postali.
Sull'argomento non esistono pubblicazioni e quello che è stato scritto è frammentario e si è dimostrato non sempre corretto.
Emanuele Gabbini, come spiega nella sua introduzione e come sottolinea Bruno Crevato-Selvaggi, ha voluto fare uno studio del servizio basandosi su tutte le fonti legislative e normative dei primi trentacinque anni del servizio (1881-1914) raccogliendo e analizzando, prima, e sintetizzando, poi, una mole enorme di documenti ufficiali: circa 10.000 pagine!
Ci sono voluti quasi tre anni di lavoro, ma alla fine ne è scaturito un volume che:
a) inquadra la situazione storica che ha determinato l'avvento del servizio con la firma della convenzione di Parigi del 1880;
b) chiarisce quali leggi, norme e disposizioni disciplinano i l servizio per l'interno, per l'estero, per gli uffici italiani all'estero e per le colonie;
c) spiega l'evoluzione dei vari tipi di bollettini postali e la modalità della loro affrancatura;
d) dettaglia l'evoluzione dei servizi e delle tariffe per l'interno e per l'estero (le tariffe per l'estero sono raccolte in ben 44 pagine e non erano mai state pubblicate prima d'ora);
e) quantifica l'evoluzione del servizio con i dati statistici ufficiali delle spedizioni e presenta un quadro delle merci spedite (forse pochi immaginano che nei primi 35 anni di servizio, sono stati spediti dall' Italia 275 milioni di pacchi, dei quali 26 per l'estero, per un trasporto complessivo di oltre 1 milione di tonnellate di merci);
f) espone interessanti considerazioni filateliche incluso la stima del materiale esistente e la rarità dei vari bollettini di spedizione;
g) fornisce l'elenco completo dei paragrafi dei Bullettìnì postali attinenti al servizio dei pacchi emessi dal 1881 al 1914;
h) riproduce 64 bollettini postali particolarmente interessanti con la relativa descrizione.
Come Presidente dell'Associazione sono orgoglioso d'aver potuto offrire agli Associati un volume che può stimolare interessanti nuove aree di collezionismo e di essere riuscito a contenere il prezzo ad un livello che sicuramente permetterà una larga diffusione del volume.
Ringrazio Emanuele ed auguro buona lettura a tutti!

 

 

Giuseppe Garibaldi Voi siete il più prode cittadino generale d'Italia di Sergio Leali e Alberto Riccadonna

Editoriale Sometti, Mantova, 2017 - pagg. 66 a colori, 21x29,7 - € 12,00 (+ spese di spedizione) da richiedere a Sergio Leali (leali.g.s@libero.it) oppure a: Editoriale Sometti

Presentazione a cura di ASSOCJAZIONE POSTUMIA di Gazoldo degli Ippoliti

Roma. Il pensiero fisso di Giuseppe Garibaldi, che tentò tenacemente di conquistare la città eterna per farne la capitale del nuovo regno d'Italia.
Per tre volte era arrivato vicino all'impresa: nel 1849 con la partecipazione alla difesa della Repubblica romana: nel 1861 dopo la liberazione dell'Italia meridionale, quando era stato fermato dalla politica cavouriana; nel 1862 sull'Aspromonte dove venne ferito ed esiliato a Caprera.
150 anni fa l'ultimo tentativo a Mentana, dove le sue speranze s'infransero contro gli chassepots francesi!
Straordinario combattente Garibaldi mise la sua passione patriottica al servizio del proprio paese, sacrificando, quando fu necessario, anche i suoi ideali repubblicani.
Denis Mack Smith, storico inglese profondo conoscitore delle vicende risorgimentali italiane, descrive Garibaldi «...come un uomo dall'aspetto soldatesco, con grandi e miti occhi color nocciola e la voce profonda, ... con un viso ruvido ma espressivo, specchio di un cuore gentilissimo e generoso». Egli continua sottolineandone il grande disinteresse, l'assenza di ambizioni personali e «il carattere semplice, con illusioni quasi puerili sulla natura umana».
Le sue idee di rado si sollevano sopra un sentire popolaresco, ma proprio questa semplicità e autenticità sono le ragioni del suo influsso su chi lo ascolta. Sarebbe però ingeneroso e falso dimenticare le sue intuizioni sugli Stati Uniti d'Europa, che ne fanno un precursore assoluto.
Garibaldi è cosciente dei suoi limiti, non vuole contrastare altri grandi personaggi risorgimentali (Mazzini) sul piano dell'elaborazione teorica, ma non vuole sacrificare all'ideologismo le occasioni concrete che gli si presentano per avvicinarsi all'ideale dell'unità italiana. Sa di avere grandi doti organizzative e spiccate capacità militari e su queste punta per dare il suo contributo (e quale!) alla causa: anche sotto questo aspetto dà anche ai posteri un esempio di umiltà e di grandezza.
La mostra: Giuseppe Garibaldi. Voi siete il più prode cittadino generale d'Italia, ha voluto riprendere nel titolo la memorabile ammirazione di un fervente patriota quale fu Attilio Mori. Questo libro ripercorre brevemente la leggendaria vita dell'eroe, dalle sue imprese sudamericane alle ultime vittoriose battaglie in Francia che era stata invasa dalle truppe prussiane. Aiutò in questo modo la nazione, amica-nemica, le cui truppe lo avevano battuto proprio a Mentana.
Documenti originali, stampe, oggetti guidano il visitatore in un percorso strutturato sulla cronologia degli avvenimenti.
Un percorso che è un doveroso omaggio, oggi che ogni valore etico sembra superato da interessi egoistici, a colui che generosamente e disinteressatamente ha posto l'amor di patria sopra ogni altro sentimento.

3 novembre 2017

 

 

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