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Guerra civile spagnola
Antonio Cristinziani: breve nota biografica
di Berardo MASTROGIUSEPPE


Antonio Cristinziani è nato a Larino il 9 settembre del 1908 da Luigi, noto avvocato del foro di Larino, e da Teresa Maggiopalma, appartenente ad una delle più ricche e importanti famiglie di Larino, L'Avvocato mori giovane nel 1916, Teresa rimase vedova con 5 figli: il primogenito Tito, avvocato come il padre, il secondogenito Antonio, avvocato come il padre, si era laureato all’Università di Firenze, ma non volle intraprendere la carriera del padre ma quella militare, il terzogenito Alberto, gestì i beni di famiglia: terreni e case posseduti anche a Montorio nei Frentani paese da cui proveniva Luigi Cristinziani, Il quartogenito Davide, laureato anch'egli in Giurisprudenza all'Università di Bologna intraprese la carriera militare come Antonio, la quintogenita Gina, per i famigliari Ginetta, andò in sposa ad un noto medico di Riccia (CB) a sua volta ricchissimo proprietario terriero.

Antonio fu richiamato alle armi in qualità di Sotto Tenente di complemento a novembre del 1936 ed inserito nel 31° Reggimento di fanteria di stanza a Napoli. Il 25 novembre del 1936 si presentò a Napoli pieno d'entusiasmo e convinto di partire per l'A.O.I. (Africa Orientale Italiana) nel giro di un mese! Ma le cose non andarono proprio cosi, infatti a febbraio del 1938 era ancora di stanza a Napoli, e non sapeva quando sarebbe salpata la nave per l'Africa!

Tra dubbi ed incertezze ebbe l'occasione di imbarcarsi per la penisola Iberica, cosa che farà il 17 febbraio del 1938. In una lettera scritta dal Piroscafo "Sicilia" che lo stavo portando in Spagna, cosi scrive al fratello Tito:

"Carissimo Tito, ho finalmente rotto gli indugi napoletani, è stata una liberazione ho ora il respiro più ampio ed il cuore più leggero. Di mia volontà ho forzato gli eventi e vinte le resistenze burocratiche, sotto la pioggia ho preso imbarco verso la terra spagnola.
Troppo mi pesava la vita di guarnigione e troppa attrazione esercitava la vicenda falangista.
Questa notte saremo a Gibilterra. Domani lunedì ore 10 si sbarcherà a Cadice, poi forse a Siviglia, centro di smistamento. Con tranquillità ed entusiasmo guardo diritto la mia strada, saprò percorrerla tutta serenamente in ogni istante con passo forte, ne ho la certezza perché ne ho la volontà.
Non voglio che mammà sappia di questa mia decisione, accorti quindi alle facili ed imprudenti parole di estranei. Ditele che sono in Africa ed anche se a volte per necessità di cose le mie notizie tardassero procuratele ad arte.
Interessati con Stramenga della mia iscrizione alla milizia e se puoi anche di non far cadere nel nulla la frequenza al corso di preparazione politica.
Non invio direttamente per evitare che vada nelle mani di mammà. Saluta per me tutti gli zii e gli amici. Abbracci cari, Tonino".

Mi sembra chiarito il perché dell'imbarco per la Spagna da quanto scritto nella lettera.
Rimarrà in Spagna dal 22 febbraio 1937 fino al 23 giugno 1939, quando s'imbarcherà a Cadice sul piroscafo "Sardegna" e sbarcherà a Napoli il 28 giugno del 1939. Farà anche tutta la II G.M., nel 1947 sarà trasferito nella P.S. e chiuderà la carriera da Tenente Colonnello, andando in pensione col grado di Generale.

Il 31 luglio del 1986, sarà assassinato, ma ancora oggi non sappiamo chi lo assassinò.
Lo uccisero davanti alla casa di campagna di sua proprietà nell'agro di Larino.

 

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