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2019

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SECONDO AGGIORNAMENTO AL CATALOGO DEGLI ANNULLAMENTI SPECIALI ITALIANI 1871 - 1946 di Paolo Guglielminetti

Associazione Nazionale Collezionisti Annullamenti Italiani, Collana di studi sui bolli postali n. 8, Torino, 2018 - pp. 24 a colori - 21x29,50 - € 13,00 spese postali comprese
da richiedere ad ancai1@libero.it

Per il Catalogo degli Annulli Speciali Italiani 1871 - 1946 sono emerse diverse nuove segnalazioni dall'ultimo aggiornamento pubblicato come fascicolo separato nel 2012 (Paolo Guglielminetti - Maurizio Tecardi, Aggiornamento al catalogo degli annulli speciali italiani 1871-1946, Collana ANCAI di studi sui bolli postali n.7), alcune delle quali davvero importanti, altre addirittura eccezionali.
In alcuni casi ne è stata già data comunicazione su L'Annullo, ma è opportuno riassumere qui in un unico articolo tutte queste novità. In altri casi si tratta di notizie assolutamente inedite.

As far as the Catalog of ltalian Special Cancellations 1871 - 1946 is concerned, several new information emerged from the latest update published as a separate issue in 2012 (Paolo Guglielminetti - Maurizio Tecardi, Update to the catalog of ltalian special cancellations 1871-1946, ANCA! series of studies on postai stamps nr. 7). Some of the new elements provided are important, some are even exceptional.
In some cases, the new information was already been communicated by L'Annullo, but it is opportune to summarize all these novelties in a single article. In other cases, the information is absolutely new.

 

 

MISSIONI MILITARI DI PACE IN SOMALIA (1950-1995) di Alberto Caminiti

Coop Tipograf, Savona, 2019 - pp. 80 a colori, 17x24, € 16,00
A tutti i Soci di Associazioni filateliche, di Storia postale, di Tematica, di Posta militare e U.S.F.I. saranno applicate condizioni di favore sul prezzo di copertina. Spese di spedizione (ordinaria) gratuite a mezzo Corriere GLS e consegna in 24-48 ore. Ordinare a libri@libreriafrasconigenova.it

L'autore ha condensato in un solo testo la narrazione di tutte le Missioni di pace in Somalia, dal Mandato Fiduciario dell'ONU (Afis: 1950--'60) alle successive (1992-1995); con ciò ottenendo una più completa visione di quello che fu il nostro rientro in Africa dopo il 2° conflitto mondiale.

Ricordiamo che in occasione dell'Afis svolgemmo un buon lavoro, creando sia i ranghi di una Amministrazione civile che delle Forze Armate della nuova Repubblica somala. Addestrammo nelle nostre Accademie gli ufficiali indigeni sia dell'Esercito, che della Polizia, della Marina e dell'Aeronautica.

Come al solito, abbiamo dato, senza ricevere nulla in cambio; anzi lasciammo parecchie giovani vite in quella lontana terra d'Africa, più due giornalisti: Ilaria Alpi ed il suo cineoperatore Hrovatin. Il testo è integrato da 96 immagini di natura tematica e postale.

 

 

LA POSTA A SETTIMO TORINESE
dal Regno di Sardegna al Regno d'Italia di Gian Franco Mazzucco

A.N.C.A.I., Settimo Torinese 2018, pp. 80 a colori, 21x30, € 13,00 comprese spese postali.
Da richiedere a: gianfrancomazzucco1@alice.it

Mansio ad septimum...

La località si trovava, e si trova tuttora, a circa 12 km a nord est di Torino, tra la sponda sinistra del Po e la destra dei Sangallo, lungo la strada romana che da Torino portava a Pavia. Il toponimo Settimo Torinese deriva da Septimum Taurinense, documentato esattamente così fin dal 1198, più spesso come Septimo, con omissione del determinante.
La voce ricorda una "mansio ad septimum lapidem ab Augusta Taurinorum", posta lungo la strada romana, nel Medioevo 'francexia'. La distanza da Torino è di qualche centinaio di metri superiore all'equivalente di sette miglia romane, da cui la denominazione, come per Settimo Rottaro e Settimo Vittone, questi ultimi però in relazione alla distanza dalla città di Ivrea.
Settimo appartenne ai marchesi di Cirié e nel 1159 fu donata al vescovo di Torino. Nel 1269 fu data in feudo ad Alberto di Biandrate, poi passò al marchese dì Monferrato e nel 1435 ad Amedeo di Savoia. Sotto questa casata seguì, di fatto, le vicissitudini del capoluogo torinese.
Nel 1599, durante una di quelle frequenti epidemie che colpivano con frequenza l'Europa (pensate alla peste manzoniana del 1630), S.A. Carlo Emanuele emanò un'ordinanza (20.5.1599) con la quale si stabilivano i tributi che le città, le ville e le terre dello Stato dovevano versare per collaborare a far fronte al "malcontagioso".
Esso imperversava e aveva costretto le autorità torinesi a trasferirsi in quel di Chieri abbandonando Torino e, di fatto, a sospendere il più possibile le comunicazioni con gli altri Stati ed anche all'interno dello stesso Stato.
Il tributo per la comunità di Settimo Torinese fu di soldi 102 e denari 1, mentre quello per la vicina città di Chivasso (via via Civazzo, Civasso, Civasco ecc.) fu di soldi 145 e denari 10. Questo per sottolineare la differente importanza tra le due comunità. Chivasso era più popolata ed anche nei successivi sviluppi postali ebbe un servizio molto prima di Settimo Torinese. Nel 1772, infatti, risultava già funzionante in Chivasso un servizio per la posta delle lettere.
L'importanza di Settimo consisteva soprattutto nella sua posizione. Nel Regio Editto per il regolamento della Posta delle lettere e dei cavalli del 14 gennaio 1720 Settimo era sede di una stazione della "posta" dei cavalli, come prima tappa della gran rotta maestra da Torino a Vercelli (il novarese e il milanese erano all'estero).
Nel Manifesto del Conservatore generale delle poste "per lo stabilimento della cambiatura o sia mezzo posta" sulla rotta di Vercelli, a una posta da Torino si trovava Settimo Torinese, da cui, dopo un'altra posta, si giungeva a Chivasso. La situazione si evidenzia con maggior chiarezza grafica nella cartina tratta dalla "Guida per il viaggio d'Italia in posta" del 1793.

Italo Robetti
Presidente onorario Associazione Collezionisti Annullamenti Italiani

 

 

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