IL POSTALISTA

 

8 Marzo 2026
“LA FORZA DELLE DONNE”

GRAZIA DELEDDA
Giovanna

La nostra emissione 2026 è dedicata a
FEDERICA BRIGNONE

realizzazione dello Studio Grafico ERREGI

LINA MERLIN
Nunzia Secci

DONNE DA NOBEL
Maria Grazia Dosio

POLVERE DI STELLE
Mariella Sapienza

FRANCES PERKINS
Maria Domenica Talenti

Donne e Resistenza
IRIS VERSARI

Lorenzo Oliveri

CRONACA FEMMINISTA
Enrico Bettazzi

SUFFRAGIO UNIVERSALE
E VOTO ALLE DONNE

Fabrizio Fabrini

BARBARA KRUGER
“Your body is a battleground”

Alessandro Blasi & Sergio De Benedictis

Le conquiste sociali della donna
viste con la filatelia

Giorgio Gobbato

Filatelia Peruana un’edizione scritta esclusivamente da donne
Carlos Malpica



Indice di tutti gli articoli pubblicati
dal 2019 al 2026

Tutte le emissioni de "il Postalista" dal 2019 al 2026

 

DONNE DA NOBEL  

di Maria Grazia Dosio

Il Premio Nobel è un riconoscimento di alto valore mondiale attribuito annualmente, a partire dal 1901, a personalità viventi o organizzazioni che si sono distinte nei diversi campi del sapere umano apportando i maggiori benefici all’umanità. Il Premio è gestito dalla Fondazione Nobel, ed è stato istituito in seguito alle ultime volontà di Alfred Nobel, inventore, imprenditore e filantropo svedese, morto a Sanremo nel 1896. Ogni anno vengono assegnati diversi Premi in varie categorie, tra cui chimica, fisica, medicina, letteratura, pace ed economia. Dal 1901 al 2025 il riconoscimento è stato assegnato a 1.026 soggetti tra persone e organizzazioni; le donne a ricevere il Premio sono state complessivamente 69.

La prima donna insignita del Premio fu Marie Curie nel 1903, riconosciuta per la fisica in seguito ai suoi studi sulle radiazioni insieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel. Nel 1911 ricevette un secondo Premio per la chimica, per la scoperta di radio e polonio.

Marie Skłodowska Curie (1867-1934) rappresenta una figura iconica per i meriti scientifici oltre che per l’emancipazione femminile. Nata in Polonia, a Varsavia, iniziò a studiare da autodidatta con il padre, lo scienziato Władysław Skłodowski, per laurearsi in seguito a Parigi in matematica e fisica. Nel 1895 si unì in matrimonio con il fisico Pierre Curie, con il quale scoprì nel 1897 due nuovi elementi chimici, il polonio e il radio, iniziando a raccogliere i riconoscimenti della comunità scientifica. Nel 1903 ricevette, insieme al marito e a Becquerel, il Premio Nobel per la fisica per gli studi sulla radioattività. Dopo la morte di Pierre Curie nel 1906, Marie ottenne la cattedra di fisica del marito presso l’Università di Parigi, prima donna docente universitaria in Francia. In seguitò iniziò ad occuparsi dell’applicazione dei raggi X in medicina. Il secondo Premio Nobel, per la chimica, le venne attribuito nel 1911 per aver scoperto e isolato le proprietà di polonio e radio. Morì in Francia nel 1934 per una patologia provocata dalle radiazioni a cui il suo corpo era stato per lungo tempo esposto nel corso dei suoi esperimenti.

Marie Curie, Francia, emissione per il 100° anniversario della nascita, 1967

Marie Curie, Spagna, emissione per l’anno internazionale della chimica, 2011

Marie Curie, St Christopher Nevis Anguilla, anno internazionale delle donne, 1975

Marie Curie, ONU, emissione 2023, “Della vita non bisogna temere nulla. Bisogna solo capire”

Marie Curie, Liberia, emissione per il 90° anniversario della scomparsa, 2024

 

Fino al 2025, sono state 2 le donne italiane ad aver ricevuto il Premio Nobel: Grazia Deledda, premiata per la letteratura nel 1926, e Rita Levi-Montalcini, per la medicina nel 1986.

Grazia Deledda (1871-1936), oltre ad essere stata una grande scrittrice, ha incarnato la narrazione di una emancipazione femminile fortemente voluta e sofferta contro le imposizioni della società patriarcale. Nata a Nuoro, in Sardegna, le venne concesso di frequentare soltanto la scuola elementare, per poi formarsi con grande passione da autodidatta. Pubblicò il suo primo ciclo di racconti, “Memorie di Fernanda”, a 17 anni, e il suo primo romanzo, “Fior di Sardegna”, a 21. La sua narrativa, venata di influenze veriste e decadentiste, è stata riconosciuta unica e originale nel suo genere. Importante è stato anche il suo impegno civile: nel 1909 accettò l’unica candidatura femminile alle elezioni di quell’anno, quando le donne non potevano ancora votare. Il Premio Nobel le venne conferito nel 1926 «per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi». Alla sua scomparsa, nel 1936, lasciò incompiuta la sua ultima opera, “Cosima”, autobiografica, in seguito pubblicata sulla rivista “Nuova Antologia”.

Grazia Deledda, Italia, 100° anniversario della nascita, 1971

Grazia Deledda, Italia, 150° anniversario della nascita, 2021

 

Rita Levi-Montalcini (1909-2012), neurologa, ha ottenuto il premio per la medicina grazie alla scoperta del fattore di crescita della fibra nervosa (NGF). Da sempre grande appassionata di scienza, ha condotto una vita ricchissima dal punto di vista scientifico e anche sociale. Laureatasi in medicina e chirurgia con 110 e lode, successivamente specializzata in neurologia e psichiatria, presto intraprese quegli studi sul sistema nervoso che avrebbe poi seguito per tutta la vita. I traguardi raggiunti con la sua ricerca sono stati numerosi: socia dell’Accademia dei Lincei dal 1977 per la classe delle Scienze fisiche, è stata la prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze nel 1974. Fra i numerosi riconoscimenti, vi è il Premio Nobel per la medicina del 1986, conseguito grazie alla sua scoperta che ha rivoluzionato le neuroscienze. Nel 2001 è stata nominata Senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, per i suoi meriti sociali e scientifici.

Rita Levi-Montalcini, Italia, 2013

Rita Levi-Montalcini, Italia, moneta da 2 euro, 2024


Fino al 2025, la Fondazione Nobel ha riconosciuto il Premio a 69 donne complessivamente nel mondo, sul totale di 1.026 premiati, rappresentando meno del 7% sul totale. Tra i fattori che contribuiscono a questa discrepanza potrebbero essere valutati gli stereotipi di genere e la minore flessibilità sociale e culturale a favore delle donne che intendono allontanarsi da modelli di studio e formazione di impostazione sostanzialmente patriarcale. Sven Lidin, presidente della Royal Swedish Academy of Sciences, nel 2016 si è espresso a riguardo, commentando questo numero come inopportunamente basso ma logico, dal suo punto di vista, se si considera che per verificare e riconoscere gli effetti reali di un cambiamento è necessario molto tempo. Con una ragionevole speranza nel futuro.

Maria Grazia Dosio
08-03-2026

Fonti:

https://www.nobelprize.org/
http://www.universitadelledonne.it/
https://www.enciclopediadelledonne.it/