8 Marzo 2026 GRAZIA DELEDDA La nostra emissione 2026 è dedicata a LINA MERLIN DONNE DA NOBEL POLVERE DI STELLE FRANCES PERKINS Donne e Resistenza CRONACA FEMMINISTA SUFFRAGIO UNIVERSALE BARBARA KRUGER Le conquiste sociali della donna Filatelia Peruana un’edizione scritta esclusivamente da donne
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“Your body is a battleground” |
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di Alessandro Blasi & Sergio De Benedictis |
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Nella giornata internazionale dei diritti della donna, vogliamo ricordare le conquiste sociali del genere femminile ma renderci anche conto di quanta strada c’è ancora da percorrere per arrivare ad una piena uguaglianza tra i sessi.
Ebbene, una donna che si è sempre schierata contro ogni forma di discriminazione e violenza e continua a farlo oggigiorno, è Barbara Kruger. artista concettuale, statunitense, che grazie alla sua produzione artistica è riuscita a dare una voce alle tante donne stanche di esser viste e dipinte dalla società come mogli, madri e casalinghe, senza diritti e tutele.
(Fonte: Smithsonian Magazine) Le sue opere diventano dei veri e propri slogan per i diritti imprescindibili di cui deve godere il genere femminile, in particolare il diritto all’aborto. L’opera forse più famosa della Kruger, proprio per la sua immediatezza visiva e il suo forte messaggio, è “Untitled: Your body is a battleground” che risale al 1989, anno della celebre marcia pro aborto (Women’s March pro-choice) tenutasi a Washington.
Da allora questa donna dall’aspetto perfetto, il cui volto è diviso da due contrasti differenti e su cui campeggia a grandi caratteri la scritta: “il tuo corpo è un campo di battaglia” è diventata il simbolo della libertà riproduttiva.
(Fonte: rivista on line An Other) Un esempio lo si è visto in Polonia dove a inizio 2021 è stata approvata una legge per rendere illegale l’aborto. In risposta alla nuova legislazione in una città polacca, Stettino, furono affissi innumerevoli manifesti che riproducevano il famoso ritratto serigrafato dell’artista statunitense.
Nelle opere di Barbara Kruger l’immagine si fonde ad uno slogan, da cui ne nasce un’opera d’arte dal grande intento comunicativo come in “Untitled: Your body is a battleground” in cui la donna è divisa, esattamente come lo è il mondo sulla questione dell’aborto. Inoltre la figura femminile è quasi posta in secondo piano da una scritta che le ricorda che in questa battaglia, per la rivendicazione dei propri diritti, ognuno può avere la sua opinione a riguardo, ma il vero e proprio campo in cui si gioca questa lotta è il corpo della donna che ne esce martoriato. “Untitled: If you're so successful, why do you feel like a fake?” è stata la prima opera di Barbara Kruger. Una domanda, preceduta da un’ipotesi, apparentemente semplice, d’impatto, chiara, ma particolare ed unica. All’inizio forse non si comprende il significato più profondo, ma soffermiamoci su quella virgola: essa ci inchioda, anzi l’intento della Kruger è proprio quello di mettersi davanti a questo slogan e riflettere, ma su che cosa? Sulla società e su noi stessi. Cerchiamo di apparire perfetti, realizzati, in un mondo in cui distinguersi significa esser diversi e questo, anziché esser un motivo d’orgoglio, diventa un peso per l’individuo. Per una vita intera rincorriamo il successo, ma una volta raggiuntolo ci troviamo davanti alla condanna della nostra coscienza che ci fa sentire dei falsi, degli ipocriti che abbiamo preferito percorrere la via più semplice, ovvero quella tracciata dalla società, ovviamente con sacrifici e sudore, ma non abbiamo inseguito i nostri sogni, non abbiamo quindi lottato per i nostri ideali che andavano controcorrente, non abbiamo così disegnato nuove strade verso l'orizzonte della realizzazione personale. Nata nel 1945 nel New Jersey, Barbara Kruger, inizialmente si dedica alla fotografia, ma a partire dalla fine degli anni 70 rielabora alcune immagini in bianco e nero ritagliate da riviste e vi abbina degli slogan che spesso vanno a criticare l’impostazione ancora patriarcale della società moderna, il consumismo sfrenato e si schiera contro ogni convenzione accettata dalla gente che però mira a screditare un individuo o a discriminarlo. Le sue opere sono un connubio ben riuscito tra due mondi nettamente differenti come la fotografia e la scrittura, ma che viaggiano nella stessa direzione, ovvero quella di far riflettere lo spettatore, sulla sua posizione nel mondo, ma anche sul suo ruolo. Questa sua capacità di saper abbinare, in modo vincente, due ambiti molto diversi si può ammirare anche nella sua vita, infatti la si può definire un’artista-attivista. Con lei l’Arte diventa lo strumento per dare una voce alle tante persone che non hanno l’opportunità di esprimersi. Ciò è già avvenuto in precedenza, ma grazie alla sua immediatezza e nella sua “semplicità” comunicativa, tipica dei tempi moderni, è riuscita a combattere una battaglia, tuttora in atto, a colpi di opere d’arte!
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