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le domande dei lettori

Le domande che gli amici rivolgono alla rivista sono contenute nelle specifiche rubriche:
quelle riguardanti i francobolli si trovano in: "filatelia",
se si riferiscono ad una tariffa del Granducato di Toscana in  "storia postale della Toscana", e così via.
Qui sono reperibili solamente quelle che non hanno, per ora, ottenuto risposta e le non catalogabili in una specifica rubrica.





"Desidero sapere quali uffici postali italiani, intorno al 1920, hanno usato un bollo con sola dicitura NULLA a grandi lettere, per obliterare all'arrivo i francobolli non annullati dall'ufficio di partenza. Si prega di segnalare, oltre al nome dell'ufficio, la data d'uso e allegare, se possibile, una scanner del pezzo."

Giuseppe Pallini

Risponde Marino Bignami

" Egregio Sig. Pallini, solo di recente ho visto la sua domanda fatta sul bollo NULLA , che mi sembra non abbia ottenuto risposta. Mi sono ricordato che la dizione NULLA o NIENTE era utilizzata nel servizio pacchi e applicata sui bollettini di spedizione nell'apposito spazio dedicato all'eventuale valore dichiarato (anche se erano contrassegno a volte non veniva dichiarato il valore che aggravava il costo di spedizione ). Ho controllato nei miei documenti di spedizione ed ho trovato prove della mia affermazione che vanno dal 1925 al 1989. Per i bollettini di piccolo formato a targhetta, da legare al pacco ed entrati in uso dal 1957 per l'interno, la dizione era da applicare solo a quelli di colore verde definiti "pacco valore o valore con assegno" . Le due parole sono spesso manoscritte, ma in alcuni bollettini sono applicate a timbro ( presumo siano usate anche al presente e richieste dai regolamenti U.P.U., perchè le ho viste anche sui documenti di spedizione esteri posteriori).

A tal fine le posso dire che la dizione "NULLA" è stata applicata, fra le due guerre mondiali, prevalentemente per l'estero nell'apposito spazio dei bollettini di spedizione. Per l'interno la normativa prevedeva la dichiarazione del valore in Lire da ripetere, per l'estero in Franchi oro in altro spazio dedicato. Erano dichiarazioni che riguardavano oltre il servizio postale anche la Dogana perché si trovano tracce di pagamento. Le invio un' immagine di un bollettino degli anni "50 con un bel NULLA applicato (questo è stato fatto con un timbro di gomma e inchiostro viola, ma presumo ne siano esistiti anche in bronzo usati con inchiostro nero e forse usati per uso anomalo dall'ufficio postale destinatario per annullare, come da lei constatato, francobolli sfuggiti alla bollatura ). Spero di esserle stato utile, con simpatia.

Marino Bignami"




 

ricerco notizie storiche sulla " - Tranvai - Salso Borgo S.D. (San Donnino)": quando è stato istituito il servizio, quali erano le fermate intermedie, se la corrispondenza veniva obliterata soltanto alle stazioni estreme, qualche lettore mi puo mostrare eventuali lettere o cartoline ? Ringrazio quanti potranno aiutarmi in questa mia ricerca.

Mario Merone



c'e' qualcuno in grado di darci notizie sulla Ditta Conalbi di Milano e Rubini di Firenze (?), produttori di timbri dagli anni '30 (?) agli anni '70 (?). Notizie non solo filateliche, ma anche di storia delle ditte, come sede, dipendenti, produzione, inizio e cessazione attivita', depliants, ecc. ecc.

Spero che qualcuno ci dica qualcosa. Resto a disposizione e, ringraziandola, la saluto cordialmente.

Mario Pozzati





quali sono i requisiti per entrare nel commercio della filatelia? E' difficile aprire un negozio? E' necessario un forte investimento iniziale? Esistono ingrossisti di filatelia?

Grazie per la Vs attenzione.

distinti saluti

Orazzo Daniel



Vi è qualche amico de "il Postalista" che sia in grado di fornire informazioni su qualche esperimento di posta a razzo ("partenza italiana") e che sia o no citata nel catalogo di Bellofiore? Eventualmente anche integrativa della molto lodevole opera citata. Ringrazio sin da ora per la Vostra cortese attenzione.

Gianni V. Settimo



Scrive Paolo Bellucci Paolo.Bellucci@banca.mps.it
 
sono un collezionista di francobolli (mi limito alla "Repubblica") con un pallino: i bollettini informativi... Incredibilmente sono ormai prossimo alla conclusione di questa bella collezione: mi mancano 12 "varietà" per dichiararla "COMPLETA".
Lei sa per caso se c'è qualche altro appassionato con cui possa scambiare informazioni e magari trovare l'opportunità di scambiare qualche pezzo o solo individuare altre varietà (che magari ne allontanerebbero la fine...)
Oppure solo se sa di qualche pubblicazione che parli in maniera diffusa di Bollettini Illustrativi?

Grazie comunque e ancora complimenti per il sito che tornerò a consultare frequentemente.
Quanti condividono la stessa passione sono invitati a contattare il nostro amico Paolo



Scrive Giuseppe Pallini:

Chiedo se l'introduzione del contrassegno ovale di franchigia R.POSTE per gli uffici statali del Regno fu a seguito di apposita disposizione ( e in tal caso la data e se venne emessa dal Ministero dei Lavori Pubblici o dalla Direzione Generale delle Poste), come avvenne quando il Ministero delle Poste e Telegrafi, l'8 Giugno 1892, estese ai Sindaci l'uso del contrassegno medesimo.
Se non si conosce tale disposizione, in che anno sono conosciute le prime impronte di tali contrassegni, che in Toscana mi risultano usati dal 1863.
Desidera inoltre sapere quando fu introdotto il bollo VERIFICATO, e se vi fu una disposizione ufficiale in merito.



Scrive Aniello Veneri

Ho di recente rinvenuto una cambiale con una coppia di omonime marche da bollo ed un francobollo da 100 l . castelli. Le marche sono non dentellate.
Qualcuno sa dirmi perchè e se può esser interessante?

 
 


Ricerco qualsiasi notizia riguardante i cinque valori non emessi del Congo (ex Africa Equatoriale Francese)
Grazie
Gianni V. Settimo


Lettera del 15.1.1752 da Firenze diretta a Castiglione della Pescaia, recante sul recto segno di tassazione “1.8” pari ad 1 soldo e 4 denari equivalenti ad una crazia.
 
Va bene questa interpretazione? E cosa sta ad indicare la cifra “1” vergata sul verso della lettera?
Bollo lineare in cartella di Orbetello, apposto in partenza sul recto di lettera da Porto S. Stefano del 19.9.1835 diretta a Livorno, tassata in arrivo per 4 crazie.
 
Non riesco ad interpretare questa tariffa. Inoltre cosa sta ad indicare la cifra “3:” apposta in alto a sinistra sul recto?
Bollo “T.C.£” di Orbetello seguito da segno di tassa manoscritto, apposto in arrivo sul recto di lettera del 19.7.1820 proveniente da Chiusi, recante bolli lineare di Radicofani e datario di Siena apposti in transito, tassata in arrivo per 8 soldi.
 
Non mi torna la tariffa di 8 soldi. Inoltre l’ulteriore tassazione di “1.8” soldi preceduta dal bollo T.C.£” (noto usato solamente ad Orbetello) era forse una ulteriore tassa assolta localmente?

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